Home Ufficio Stampa Newsletter Archivio Bibliografico   Dall'11 aprile 2003 sono stati pubblicati 4695 articoli
 
Parole chiave: RICERCA AVANZATA mostra / nascondi
Disciplina: Settore:
Ordina per anno: decrescente crescente
Dopo il : Prima del :
 
 
 
Una molecola innovativa per sopprimere il prurito allergico
Oclacitinib efficace contro il prurito acuto e i segni della dermatite atopica nel cane. Il nuovo farmaco presentato alla stampa a Parigi lo scorso 29 gennaio

Il controllo del prurito è una delle più comuni e frustranti esigenze mediche insoddisfatte della pratica clinica veterinaria. Le attuali strategie di trattamento presentano tutte lacune o effetti collaterali. Oclacitinib, il primo JAK-inibitore in medicina veterinaria, ha mostrato di controllare efficacemente e rapidamente il prurito di origine allergica nel cane sia a breve sia a lungo termine e in assenza degli effetti avversi dei principali farmaci oggi utilizzati; inoltre, riduce l'infiammazione e le manifestazioni cliniche della dermatite atopica. La nuova molecola è stata lanciata il 29 gennaio scorso a Parigi durante la conferenza stampa europea “Break through the itch cycle” indetta da Zoetis per i giornalisti del settore (Chateau de Mery, 28-29 gennaio 2014). In concomitanza, tra l’altro, con il primo compleanno dell’azienda (nata il 1° febbraio 2013) che ha colto l’occasione per ribadire la propria mission di supporto affidabile al veterinario attraverso lo sviluppo di prodotti unici e innovativi.

Esigenza insoddisfatta è stata la definizione leit motif con cui si sono aperte tutte le relazioni dedicate al problema del prurito nel cane. Mancata soddisfazione su tutti i fronti, ha detto Roberta D’amore (VP e General manager Zoetis France) introducendo la conferenza: paziente, proprietario e veterinario. Il 15% dei cani medicalizzati soffre di una condizione allergica e il prurito è il segno clinico più comune nelle dermatopatie, ha poi spiegato Karima Yadi (Marketing Director Zoetis Europe/Africa/Middle East), potendo essere secondario a malattie allergiche, parassitarie, infettive ecc. Si tratta di un problema frustrante per il cane, per il proprietario e per il veterinario. Nei due terzi circa dei cani affetti da prurito osservati dai veterinari il problema è ricorrente/stagionale o cronico. La principale opzione terapeutica cui si ricorre attualmente sono i corticosteroidi, seguiti poi da varie molecole quali ciclosporina, antistaminici, acidi grassi ecc. Ma nessuna di queste opzioni è scevra di difetti. Gli effetti collaterali delle terapie a lungo termine sono la principale esigenza insoddisfatta dell’attuale mercato dei farmaci per il controllo del prurito, secondo Yadi.

C’è una chiara relazione inversa tra entità del prurito e qualità della vita dell’animale e del proprietario, ha poi osservato Chiara Noli (Med Vet, Dermatologo, Dipl ECVD, Milano), che ha parlato di fisiopatologia e trattamento del prurito nelle dermatiti allergiche. La condizione ha inoltre notevoli implicazioni economiche, se si considera che, nel cane, le allergie cutanee sono al primo posto dei motivi di consultazione veterinaria, seguite dalle infezioni auricolari, anch’esse spesso manifestazione di un problema allergico. Il prurito può avere svariate cause, tra cui allergie, infezioni batteriche e fungine, ectoparassitosi, malattie autoimmuni, tumori ecc. Su 1000 cani, la dermatite atopica costituiva il 19,4% delle cause, l’allergia alimentare l’11,3%, la DAP (dermatite da allergia al morso di pulce) il 9,4%, l’otite esterna il 17,5%, la piodermite il 40% e Malassezia il 9,3%. E’ facile notare come le prime tre condizioni siano di natura allergica e le successive tre costituiscano in genere complicazioni di condizioni allergiche. Se però gli agenti causali come parassiti e microrganismi infettanti possono essere eliminati, l’allergia richiede invece una terapia a vita. I farmaci oggi utilizzati per alleviare il prurito sono soprattutto i corticosteroidi (efficaci e rapidi ma con effetti collaterali, soprattutto se usati a lungo termine), gli antistaminici (efficacia generalmente insufficiente), la ciclosporina (lento esordio d’azione - circa 2-3 settimane - e costi elevati) e gli acidi grassi essenziali. Quello che emerge è la mancanza di un farmaco sintomatico efficace e sicuro per una condizione frequente e frustrante come il prurito. Ed è stato proprio lo studio approfondito della fisiopatologia del prurito a consentire di colmare questa lacuna. Le citochine sono messaggeri che si legano a recettori specifici sulle membrane cellulari di altre cellule infiammatorie o dei neuroni per indurre una reazione cellulare. Sono mediatori chiave del prurito allergico. Come via di trasduzione del segnale intracellulare, molte citochine usano il sistema JAK/STAT. La JAK o Janus chinasi è un enzima associato al recettore specifico delle citochine che si attiva dopo il legame recettoriale. La ricerca ha evidenziato l’importanza della via di segnalazione intracellulare mediata dalla JAK, in cui si producono molecole importanti per la reazione allergica, nel prurito e nell’infiammazione cutanea. Molte delle citochine coinvolte nelle reazioni allergiche, come IL-31, utilizzano l’enzima JAK-1. Un farmaco che inibisca il sistema JAK, inibendo in particolare la via JAK-1, può controllare il prurito allergico. Oclacitinib è un inibitore selettivo dell'enzima JAK-1 e agisce quindi su vie specifiche del prurito e dell'infiammazione. Il farmaco ha un’azione rapida, buona efficacia, spettro più stretto e meno effetti collaterali dei corticosteoroidi.

Le nuove conoscenze di fisiopatologia del prurito hanno dunque permesso di sviluppare un farmaco con un meccanismo d’azione unico: oclacitinib è infatti il primo JAK-inibitore in medicina veterinaria, ha detto Karine-Savary Bataille (Director Techincal Marketing, Zoetis), che ha spiegato le caratteristiche del nuovo farmaco. IL-31 pruritogena si lega a un recettore specifico e tramite la via JAK induce il prurito neuronale. Oclacitinib inibisce la cascata della via JAK legandosi specificamente all’enzima JAK-1. Un effetto specifico che si contrappone a quello promiscuo di induzione/repressione genetica dei corticosteroidi. Tra le altre molecole utilizzate per il controllo del prurito, la ciclosporina ha bassa attività antipruritica e lunghi tempi di azione. In laboratorio, oclacitinib ha dimostrato efficacia su un modello di prurito inibendo il prurito indotto da IL-31 in 1-3 ore, più rapidamente quindi del prednisolone orale e del desametazone iniettabile. La rapidità d’azione è stata osservata anche nel modello DAP dopo una singola dose. La molecola inibisce specificamente la funzione delle citochine JAK-dipendenti coinvolte nel prurito, nell’allergia e nell’infiammazione cutanea. Oclacitinib al dosaggio di 0,4 mg/kg in un’unica dose riduceva significativamente il prurito in 1-3 ore, determinando inoltre un’attenuazione dell’eritema e dell’iperemia cutanea.

Per arrivare all’approvazione di oclacitinib nel 2013 ci sono voluti 9 anni e 100 persone dedicate; un tempo molto lungo ma totalmente nella mission aziendale, che investe laddove individua una reale esigenza medica, ha osservato Michael Stegemann (Senior Director Veterinary Medicine R&D, Zoetis), nella sua relazione sul viaggio che ha portato al nuovo farmaco e sui primi dati clinici disponibili. E l’esigenza è stata soddisfatta con un farmaco che apporta beneficio indipendentemente dal tipo di allergia presente, che tratta il prurito associato a tutte le dermatiti allergiche agendo anche sulle manifestazioni della dermatite atopica. La durata della terapia deve essere adattata alla gravità del prurito. E’ previsto un trattamento alla dose di 0,4 mg/kg due volte al giorno fino a 14 giorni nelle forme acute, seguito dallo stesso dosaggio una sola volta al giorno nelle forme croniche, senza limiti di tempo. Le compresse sono disponibili in tre formulazioni (3,6 mg, 5,4 mg e 16 mg), sono frazionabili e possono essere somministrate con o senza il cibo. Negli studi clinici, sono stati coinvolti cani di 100 razze diverse, di età da 12 mesi a 18 anni e di peso compreso tra 3 e 78 kg, sottoposti a trattamento per 112 giorni. Oclacitinib veniva somministrato efficacemente a cani con diagnosi presuntive di DAP, allergia alimentare, allergia da contatto, dermatite atopica. Anche nella dermatite atopica cronica si osservava il miglioramento del prurito e delle lesioni cutanee in tutti i momenti temporali studiati e in maniera persistente. Circa gli studi di sicurezza, oclacitinib induceva effetti collaterali simili al placebo, lievi o moderati nel 90% dei casi e con risoluzione spontanea; nel 10% dei casi si effettuava un trattamento di supporto ma senza necessità di sospensione della terapia. Alcuni soggetti coinvolti negli studi clinici sono stati mantenuti in terapia continuata prima della registrazione del farmaco, per non interrompere il beneficio, ed alcuni sono in terapia da più di due anni.

E’ lunghissima la lista dei farmaci che sono stati utilizzati nel tempo per il controllo del prurito, alcuni decisamente insoliti, come l’urina umana proposta in Giappone... In cima alla lista di quelli convenzionali, è noto, i corticosteroidi, la ciclosporina, gli antistaminici. I più efficaci, i corticosteroidi, sono però limitati dagli effetti collaterali a lungo termine. Pascal Prélaud (Med Vet, Dermatologo, Dipl ECVD, Francia) ha mostrato una sua casistica di effetti collaterali quali infezioni, atrofia, calcinosi e fragilità cutanei. Nella sua esperienza clinica, oclacitinib ha mostrato di agire rapidamente, in assenza di effetti collaterali (neanche indiretti) e senza interferenze con la fisiologia cutanea. Quest’ultimo aspetto costituisce un vantaggio in dermatologia perché, al contrario dei corticosteroidi, il farmaco permette di trattare l’animale senza interferire con i risultati delle indagini diagnostiche. Perché la diagnosi eziologica deve comunque essere perseguita e il veterinario non deve accontentarsi del successo terapeutico sintomatico. Per questo motivo la presentazione del farmaco ai medici veterinari, prevista in Italia a partire dal mese di marzo in concomitanza con la disponibilità del prodotto in commercio, sarà supportata da un piano educazionale per un suo uso corretto, spiegano i tecnici Zoetis durante il break-out con i giornalisti italiani. L’approccio corretto all’utilizzo del farmaco consiste infatti nel somministrarlo in presenza di un forte sospetto di prurito di origine allergica e di proseguire poi con le indagini diagnostiche eziologiche. Con il valore aggiunto della serenità data dalla risoluzione del frustrante problema prurito per il paziente e per il suo proprietario.


Maria Grazia Monzeglio Med Vet PhD
mg.monzeglio@evsrl.it
Parigi, 29 gennaio 2014

Settore: Cane

Discipline: Dermatologia

Ultima modifica: 05-03-2014
Invia la paginaInvia Stampa la paginaStampa Indietro Torna indietro
     
 
 
 
 
  © 2003-2014 EV srl