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Venerdì, 27 Novembre 2009

Sindrome vestibolare del gatto: aspetti clinici e RM

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  • Neurolocalizzazione, età e sesso tra i fattori predittivi significativi
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Sindrome vestibolare del gatto: aspetti clinici e RMUno studio retrospettivo ha rivisto le cartelle cliniche di 77 gatti con segni clinici di malattia vestibolare a cui era stata effettuata una risonanza magnetica (RM) della testa. In 40 gatti (52%) erano presenti segni di disfunzione vestibolare centrale (CVD) che, in 17 soggetti (43%), era parte di una malattia multifocale. Le cause più frequenti di CVD erano le condizioni infiammatorie (18 gatti; 45%), incluse quelle di origine batterica per estensione intracranica di otiti interne (5 gatti; 13%), la peritonite infettiva felina (3 gatti; 8%) e la toxoplasmosi (2 gatti, 5%). La seconda e terza causa erano rispettivamente le neoplasie (12 gatti; 30%) e le malattie vascolari (4 gatti; 10%). In un soggetto si diagnosticava una carenza di tiamina sulla base dei reperti RM e del miglioramento in seguito a integrazione di vitamina B(1).

Su 37 gatti (48%) con disfunzione vestibolare periferica (PVD), si sospettava una sindrome vestibolare idiopatica (IVS) in 16 (43%) e un’otite media/interna in altri 16 (43%).

Nel gruppo di gatti con lesioni evidenti alla RM, la sede delle lesioni visualizzate era in accordo con la classificazione clinica della disfunzione vestibolare in 52 casi su 55 (95%). La maggior parte dei gatti (9 casi; 56%) con presunta IVS mostrava una scomparsa rapida e completa dei segni clinici. Poiché nella maggior parte di questi soggetti i segni clinici comparivano progressivamente nel corso di tre settimane, essi venivano classificati come affetti da IVS “ atipica", per differenziarli dai soggetti con la forma tipica non progressiva di IVS.

In nessun soggetto si documentava una malattia sistemica sottostante. Fattori predittivi di sopravvivenza statisticamente significativi erano la neurolocalizzazione (sistema vestibolare centrale e periferico), l'età e il sesso. Non si osservavano differenze di sopravvivenza tra i gatti con presunta sindrome periferica idiopatica e i gatti con otite media/interna.



“Clinical signs, magnetic resonance imaging findings and outcome in 77 cats with vestibular disease: a retrospective study” Negrin A, Cherubini GB, Lamb C, Benigni L, Adams V, Platt S. J Feline Med Surg. 2009 Nov 19. [Epub ahead of print]



Maria Grazia Monzeglio Med Vet PhD
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Sindrome vestibolare del gatto: aspetti clinici e RMUno studio retrospettivo ha rivisto le cartelle cliniche di 77 gatti con segni clinici di malattia vestibolare a cui era stata effettuata una risonanza magnetica (RM) della testa. In 40 gatti (52%) erano presenti segni di disfunzione vestibolare centrale (CVD) che, in 17 soggetti (43%), era parte di una malattia multifocale. Le cause più frequenti di CVD erano le condizioni infiammatorie (18 gatti; 45%), incluse quelle di origine batterica per estensione intracranica di otiti interne (5 gatti; 13%), la peritonite infettiva felina (3 gatti; 8%) e la toxoplasmosi (2 gatti, 5%). La seconda e terza causa erano rispettivamente le neoplasie (12 gatti; 30%) e le malattie vascolari (4 gatti; 10%). In un soggetto si diagnosticava una carenza di tiamina sulla base dei reperti RM e del miglioramento in seguito a integrazione di vitamina B(1).

Su 37 gatti (48%) con disfunzione vestibolare periferica (PVD), si sospettava una sindrome vestibolare idiopatica (IVS) in 16 (43%) e un’otite media/interna in altri 16 (43%).

Nel gruppo di gatti con lesioni evidenti alla RM, la sede delle lesioni visualizzate era in accordo con la classificazione clinica della disfunzione vestibolare in 52 casi su 55 (95%). La maggior parte dei gatti (9 casi; 56%) con presunta IVS mostrava una scomparsa rapida e completa dei segni clinici. Poiché nella maggior parte di questi soggetti i segni clinici comparivano progressivamente nel corso di tre settimane, essi venivano classificati come affetti da IVS “ atipica", per differenziarli dai soggetti con la forma tipica non progressiva di IVS.

In nessun soggetto si documentava una malattia sistemica sottostante. Fattori predittivi di sopravvivenza statisticamente significativi erano la neurolocalizzazione (sistema vestibolare centrale e periferico), l'età e il sesso. Non si osservavano differenze di sopravvivenza tra i gatti con presunta sindrome periferica idiopatica e i gatti con otite media/interna.



“Clinical signs, magnetic resonance imaging findings and outcome in 77 cats with vestibular disease: a retrospective study” Negrin A, Cherubini GB, Lamb C, Benigni L, Adams V, Platt S. J Feline Med Surg. 2009 Nov 19. [Epub ahead of print]



Maria Grazia Monzeglio Med Vet PhD
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