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Venerdì, 04 Maggio 2007

Tarso equino: alterazioni dell’osso subcondrale

  • Aumento di spessore nelle articolazioni di soggetti con algia articolare
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Tarso equino: alterazioni dell’osso subcondraleLa patogenesi e la natura del dolore nell’osteoartrite del tarso distale sono poco conosciute. Per lo studio dell'osteoartrite umana è spesso utilizzata la risonanza magnetica, in virtù della sua sensibilità alle alterazioni precoci. Uno studio ha ipotizzato che, in associazione all’algia dell'articolazione del tarso distale (DTJ), esiste un'alterazione del caratteristico spessore dell'osso subcondrale nei cavalli che non presentano dolore quando sottoposti a esercizio di basso livello.

Sono stati analizzati 16 tarsi prelevati dai cadaveri di nove cavalli maturi con anamnesi di dolore tarsale ed evidenza radiografica di osteoartrite; tre articolazioni erano prelevate da due cavalli maturi con anamnesi di dolore tarsale e assenza di alterazioni radiografiche.

Si effettuava la risonanza magnetica con sequenze sagittali 3D ad alta risoluzione pesante in T1. Lo spessore dell'osso subcondrale veniva misurato nelle immagini sagittali della superficie dorsale e plantare delle porzioni prossimale e distale dell’osso tarsale centrale (CT) e del terzo osso tarsale (T3), e della porzione prossimale del terzo osso metatarsale (MT3).

Nelle articolazioni con evidenza radiografica di osteoartrite, lo spessore dell'osso subcondrale era maggiore sulla superficie mediale e laterale rispetto alla linea mediana, sia nella porzione prossimale che distale di CT e T3. Lo spessore laterale dell'osso subcondrale era maggiore rispetto a quello mediale nella porzione prossimale di MT3. Rispetto ai cavalli normali, si osservava un aumento dello spessore dell'osso subcondrale nella maggior parte delle sedi. I cavalli dello studio che non presentavano alterazioni radiografiche erano troppo pochi per effettuare un'analisi statistica.

Nelle articolazioni dolenti, lo spessore dell'osso subcondrale era superiore sulla superficie mediale rispetto a quella laterale, in tutte le sedi. Nei cavalli che non presentavano dolore tarsale, lo spessore dell'osso subcondrale era aumentato in tutte le sedi laterali, fatta eccezione per la porzione prossimale di CT.

Gli autori concludono che, nelle articolazioni tarsali dolenti, è presente un'alterazione del normale spessore dell'osso subcondrale. Diverse modalità di spessore potrebbero rappresentare diversi processi patologici. Sono necessari ulteriori studi per chiarire i processi patologici che conducono all'osteoartrite della DTJ.



"Alteration of distal tarsal subchondral bone thickness pattern in horses with tarsal pain" Branch, M.V.; Murray, R.C.; Dyson, S.J.; Goodship, A.E. Equine Veterinary Journal, Volume 39, Number 2, March 2007, pp. 101-105(5).




Maria Grazia Monzeglio Med Vet PhD
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Tarso equino: alterazioni dell’osso subcondraleLa patogenesi e la natura del dolore nell’osteoartrite del tarso distale sono poco conosciute. Per lo studio dell'osteoartrite umana è spesso utilizzata la risonanza magnetica, in virtù della sua sensibilità alle alterazioni precoci. Uno studio ha ipotizzato che, in associazione all’algia dell'articolazione del tarso distale (DTJ), esiste un'alterazione del caratteristico spessore dell'osso subcondrale nei cavalli che non presentano dolore quando sottoposti a esercizio di basso livello.

Sono stati analizzati 16 tarsi prelevati dai cadaveri di nove cavalli maturi con anamnesi di dolore tarsale ed evidenza radiografica di osteoartrite; tre articolazioni erano prelevate da due cavalli maturi con anamnesi di dolore tarsale e assenza di alterazioni radiografiche.

Si effettuava la risonanza magnetica con sequenze sagittali 3D ad alta risoluzione pesante in T1. Lo spessore dell'osso subcondrale veniva misurato nelle immagini sagittali della superficie dorsale e plantare delle porzioni prossimale e distale dell’osso tarsale centrale (CT) e del terzo osso tarsale (T3), e della porzione prossimale del terzo osso metatarsale (MT3).

Nelle articolazioni con evidenza radiografica di osteoartrite, lo spessore dell'osso subcondrale era maggiore sulla superficie mediale e laterale rispetto alla linea mediana, sia nella porzione prossimale che distale di CT e T3. Lo spessore laterale dell'osso subcondrale era maggiore rispetto a quello mediale nella porzione prossimale di MT3. Rispetto ai cavalli normali, si osservava un aumento dello spessore dell'osso subcondrale nella maggior parte delle sedi. I cavalli dello studio che non presentavano alterazioni radiografiche erano troppo pochi per effettuare un'analisi statistica.

Nelle articolazioni dolenti, lo spessore dell'osso subcondrale era superiore sulla superficie mediale rispetto a quella laterale, in tutte le sedi. Nei cavalli che non presentavano dolore tarsale, lo spessore dell'osso subcondrale era aumentato in tutte le sedi laterali, fatta eccezione per la porzione prossimale di CT.

Gli autori concludono che, nelle articolazioni tarsali dolenti, è presente un'alterazione del normale spessore dell'osso subcondrale. Diverse modalità di spessore potrebbero rappresentare diversi processi patologici. Sono necessari ulteriori studi per chiarire i processi patologici che conducono all'osteoartrite della DTJ.



"Alteration of distal tarsal subchondral bone thickness pattern in horses with tarsal pain" Branch, M.V.; Murray, R.C.; Dyson, S.J.; Goodship, A.E. Equine Veterinary Journal, Volume 39, Number 2, March 2007, pp. 101-105(5).




Maria Grazia Monzeglio Med Vet PhD
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