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AGGIORNAMENTO SCIENTIFICO PERMANENTE IN MEDICINA VETERINARIA

Mercoledì, 08 Novembre 2006

Identificazione mediante MRI delle strutture celomatiche di Caretta Caretta

  • La metodica consente di visualizzare la maggior parte degli organi interni di questa specie
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Identificazione mediante MRI delle strutture celomatiche di Caretta CarettaUno studio ha confrontato le sezioni anatomiche trasversali delle strutture celomatiche di Caretta Caretta con le immagini ottenute mediante risonanza magnetica (MRI). Sono state esaminate 5 tartarughe clinicamente sane vive e 5 tartarughe morte.

Mediante MRI si ottenevano immagini T1 e T2 pesate dei soggetti vivi, che venivano confrontate con i campioni anatomici macroscopici di 3 delle 5 tartarughe morte. Le restanti due tartarughe morte venivano sottoposte a iniezioni di latex per ottenere ulteriori dati anatomici cardiovascolari.

La visione generale dei tre piani orientati forniva una buona comprensione degli aspetti anatomici in sezione trasversale. Inoltre, potevano essere chiaramente visualizzate le principali strutture anatomiche quali esofago, stomaco, polmoni, intestino (duodeno e colon), fegato, colecisti, milza, reni, vescica, cuore, bronchi e vasi. Non era invece possibile riconoscere gli ureteri e l’apparato riproduttore.

Gli autori concludono che, fornendo informazioni cliniche di riferimento, la MRI può essere utile per la valutazione dettagliata delle strutture anatomiche interne di Caretta Caretta. I principali svantaggi sono rappresentati dalla necessità di anestesia, dai costi e dalla disponibilità della MRI, tuttavia la metodica è in grado di fornire eccellenti immagini della maggior parte degli organi interni di questa specie. Le informazioni circa strutture come pancreas, ureteri, alcuni segmenti intestinali (digiuno e ileo) e apparato riproduttore sono limitate a causa della loro inconsistente visualizzazione.


"Sectional anatomic and magnetic resonance imaging features of coelomic structures of loggerhead sea turtles" Ana Luisa S Valente, Rafaela Cuenca, Maria Angeles Zamora, Maria Luz Parga, Santiago Lavin, Ferrán Alegre, Ignasi Marco. Am J Vet Res. August 2006; 67(8): 1347-53.




Maria Grazia Monzeglio Med Vet PhD
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Identificazione mediante MRI delle strutture celomatiche di Caretta CarettaUno studio ha confrontato le sezioni anatomiche trasversali delle strutture celomatiche di Caretta Caretta con le immagini ottenute mediante risonanza magnetica (MRI). Sono state esaminate 5 tartarughe clinicamente sane vive e 5 tartarughe morte.

Mediante MRI si ottenevano immagini T1 e T2 pesate dei soggetti vivi, che venivano confrontate con i campioni anatomici macroscopici di 3 delle 5 tartarughe morte. Le restanti due tartarughe morte venivano sottoposte a iniezioni di latex per ottenere ulteriori dati anatomici cardiovascolari.

La visione generale dei tre piani orientati forniva una buona comprensione degli aspetti anatomici in sezione trasversale. Inoltre, potevano essere chiaramente visualizzate le principali strutture anatomiche quali esofago, stomaco, polmoni, intestino (duodeno e colon), fegato, colecisti, milza, reni, vescica, cuore, bronchi e vasi. Non era invece possibile riconoscere gli ureteri e l’apparato riproduttore.

Gli autori concludono che, fornendo informazioni cliniche di riferimento, la MRI può essere utile per la valutazione dettagliata delle strutture anatomiche interne di Caretta Caretta. I principali svantaggi sono rappresentati dalla necessità di anestesia, dai costi e dalla disponibilità della MRI, tuttavia la metodica è in grado di fornire eccellenti immagini della maggior parte degli organi interni di questa specie. Le informazioni circa strutture come pancreas, ureteri, alcuni segmenti intestinali (digiuno e ileo) e apparato riproduttore sono limitate a causa della loro inconsistente visualizzazione.


"Sectional anatomic and magnetic resonance imaging features of coelomic structures of loggerhead sea turtles" Ana Luisa S Valente, Rafaela Cuenca, Maria Angeles Zamora, Maria Luz Parga, Santiago Lavin, Ferrán Alegre, Ignasi Marco. Am J Vet Res. August 2006; 67(8): 1347-53.




Maria Grazia Monzeglio Med Vet PhD
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