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AGGIORNAMENTO SCIENTIFICO PERMANENTE IN MEDICINA VETERINARIA

Lunedì, 12 Giugno 2006

L'ecografia in clinica bovina

  • Le principali indicazioni e il ruolo di supporto alla visita ginecologia
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L'ecografia in clinica bovinaL’ecografia fornisce al buiatra uno strumento diagnostico importante, consentendo di valutare la funzionalità e la struttura di alcuni organi. Le esperienze di campo nell’utilizzo dell’ecografia in clinica bovina sono state presentate da Ravary Bérangère (Ecole nationale Veteérinaire d'Alfort, Francia) all’8° Congresso Nazionale Sivar (Cremona, 12-13 maggio 2006).

L’ecografia è una metodica non invasiva agevolmente utilizzabile anche in azienda, e può fornire al clinico un importante strumento sia diagnostico sia prognostico. Le sonde più usate in ecografia bovina sono la sonda lineare da 5-7,5 MHz e quella settoriale da 3,5-5 MHz, in base all’età e alle dimensioni del paziente e dell’organo da analizzare, oltre che alla porta ecografica scelta.

Nel bovino gli organi in cui più agevolmente si effettua l’esame ecografico sono i prestomaci, il fegato, i reni, la vescica, i polmoni, le pleure, la mammelle e i capezzoli; nel vitello è utile soprattutto per la valutazione dell’ombelico.

Un’altra importante indicazione dell’ecografia nel bovino è lo studio dell’apparato genitale. Roberto Landriscina, libero professionista di Cremona, ha sottolineato come l’uso dell’ecografo nella pratica ginecologica, ha permesso di valutare con certezza momenti fisiologici e stati patologici non riscontrabili con la normale visita ginecologica.

L’accuratezza diagnostica dell’ecografia consente al clinico di rafforzare le considerazioni diagnostiche derivate dall’indispensabile visita ginecologica, che si fonda sulla palpazione rettale.

Ecograficamente sono evidenziabili i residui di annessi placentari senza presenza di feto, oppure in presenza dello stesso ma in assenza di battito cardiaco, l’alterazione del liquido e delle connessioni embrionali, la presenza in cavità uterina di mucometra, piometra o endometrite cronica.

L’uso dell’ecografo per lo studio delle ovaie è molto più agevole sia per la loro posizione sia per le dimensioni che ne permettono una visualizzazione totale. Le cisti follicoliniche e luteiniche appaiono frequentemente in bovine con manifestazioni estrali non regolari e l’ecografia consente in questo caso di ridurre al minimo gli errori diagnostici.


Si ringrazia il Dott. Medardo Cammi, libero professionista di Piacenza, per i dati forniti.





Maria Grazia Monzeglio Med Vet PhD
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L'ecografia in clinica bovinaL’ecografia fornisce al buiatra uno strumento diagnostico importante, consentendo di valutare la funzionalità e la struttura di alcuni organi. Le esperienze di campo nell’utilizzo dell’ecografia in clinica bovina sono state presentate da Ravary Bérangère (Ecole nationale Veteérinaire d'Alfort, Francia) all’8° Congresso Nazionale Sivar (Cremona, 12-13 maggio 2006).

L’ecografia è una metodica non invasiva agevolmente utilizzabile anche in azienda, e può fornire al clinico un importante strumento sia diagnostico sia prognostico. Le sonde più usate in ecografia bovina sono la sonda lineare da 5-7,5 MHz e quella settoriale da 3,5-5 MHz, in base all’età e alle dimensioni del paziente e dell’organo da analizzare, oltre che alla porta ecografica scelta.

Nel bovino gli organi in cui più agevolmente si effettua l’esame ecografico sono i prestomaci, il fegato, i reni, la vescica, i polmoni, le pleure, la mammelle e i capezzoli; nel vitello è utile soprattutto per la valutazione dell’ombelico.

Un’altra importante indicazione dell’ecografia nel bovino è lo studio dell’apparato genitale. Roberto Landriscina, libero professionista di Cremona, ha sottolineato come l’uso dell’ecografo nella pratica ginecologica, ha permesso di valutare con certezza momenti fisiologici e stati patologici non riscontrabili con la normale visita ginecologica.

L’accuratezza diagnostica dell’ecografia consente al clinico di rafforzare le considerazioni diagnostiche derivate dall’indispensabile visita ginecologica, che si fonda sulla palpazione rettale.

Ecograficamente sono evidenziabili i residui di annessi placentari senza presenza di feto, oppure in presenza dello stesso ma in assenza di battito cardiaco, l’alterazione del liquido e delle connessioni embrionali, la presenza in cavità uterina di mucometra, piometra o endometrite cronica.

L’uso dell’ecografo per lo studio delle ovaie è molto più agevole sia per la loro posizione sia per le dimensioni che ne permettono una visualizzazione totale. Le cisti follicoliniche e luteiniche appaiono frequentemente in bovine con manifestazioni estrali non regolari e l’ecografia consente in questo caso di ridurre al minimo gli errori diagnostici.


Si ringrazia il Dott. Medardo Cammi, libero professionista di Piacenza, per i dati forniti.





Maria Grazia Monzeglio Med Vet PhD
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