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AGGIORNAMENTO SCIENTIFICO PERMANENTE IN MEDICINA VETERINARIA

Venerdì, 16 Maggio 2003

Maiali clonati ma diversi

  • Due diversi studi evidenziano le differenze fenotipiche e comportamentali tra maiali clonati.
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Maiali clonati ma diversiUna ricerca effettuata dalla North Carolina State University (NCSU) - College of Veterinary Medicine, indica che i maiali clonati possono mostrare lo stesso grado di variabilità nell?aspetto fisico e nel comportamento degli animali allevati normalmente. Ovvero, l'uguaglianza assoluta dei cloni con l'animale originale si limiterebbe al patrimonio genetico.

Questa ricerca, diretta da Jorge Piedrahita, docente di scienze biomediche molecolari della NCSU, e da colleghi dell?A&M Texas University, va contro la comune nozione che i cloni siano esseri perfettamente identici ai loro progenitori.

Il primo studio, pubblicato sulla rivista ?Applied Animal Behaviour Science?, considera il comportamento dei mammiferi clonati e ha mostrato che i cloni non sono omogenei e che quindi il loro comportamento può essere differente, anche a prescindere dall?ambiente circostante. La ricerca ha utilizzato due nidiate di scrofe clonate, di cinque e quattro soggetti rispettivamente, e due nidiate di controllo ciascuna di quattro soggetti. Questi ultimi erano della stessa razza e sesso ed erano nati nella stessa settimana dei maiali clonati. I due gruppi di animali, clonati e di controllo, sono stati confrontati rispetto a numerosi parametri, qauli le preferenze alimentari e il temperamento.

Il secondo studio si è occupato della fisiologia dei maiali clonati ed è stato pubblicato sulla rivista ?Biology of Reproduction?. Il confronto dei parametri fisiologici e genetici ha indicato che negli animali clonati, pur nell'ambito di un fenoptipo normale, aumenta la variabilità associata ad alcuni tratti particolari. Nonostante l'assoluta identità genetica, alcune caratteristiche fisiche come la taglia, il peso e il pelo possono essere diverse a causa di una modificazione del DNA durante la clonazione che influenza l'attività di alcuni geni.

Le implicazioni di questi studi sembrerebbero di vasta portata e aggiungono domande alla dibattuta questione del benessere degli animali clonati.






Maiali clonati ma diversiUna ricerca effettuata dalla North Carolina State University (NCSU) - College of Veterinary Medicine, indica che i maiali clonati possono mostrare lo stesso grado di variabilità nell?aspetto fisico e nel comportamento degli animali allevati normalmente. Ovvero, l'uguaglianza assoluta dei cloni con l'animale originale si limiterebbe al patrimonio genetico.

Questa ricerca, diretta da Jorge Piedrahita, docente di scienze biomediche molecolari della NCSU, e da colleghi dell?A&M Texas University, va contro la comune nozione che i cloni siano esseri perfettamente identici ai loro progenitori.

Il primo studio, pubblicato sulla rivista ?Applied Animal Behaviour Science?, considera il comportamento dei mammiferi clonati e ha mostrato che i cloni non sono omogenei e che quindi il loro comportamento può essere differente, anche a prescindere dall?ambiente circostante. La ricerca ha utilizzato due nidiate di scrofe clonate, di cinque e quattro soggetti rispettivamente, e due nidiate di controllo ciascuna di quattro soggetti. Questi ultimi erano della stessa razza e sesso ed erano nati nella stessa settimana dei maiali clonati. I due gruppi di animali, clonati e di controllo, sono stati confrontati rispetto a numerosi parametri, qauli le preferenze alimentari e il temperamento.

Il secondo studio si è occupato della fisiologia dei maiali clonati ed è stato pubblicato sulla rivista ?Biology of Reproduction?. Il confronto dei parametri fisiologici e genetici ha indicato che negli animali clonati, pur nell'ambito di un fenoptipo normale, aumenta la variabilità associata ad alcuni tratti particolari. Nonostante l'assoluta identità genetica, alcune caratteristiche fisiche come la taglia, il peso e il pelo possono essere diverse a causa di una modificazione del DNA durante la clonazione che influenza l'attività di alcuni geni.

Le implicazioni di questi studi sembrerebbero di vasta portata e aggiungono domande alla dibattuta questione del benessere degli animali clonati.






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