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AGGIORNAMENTO SCIENTIFICO PERMANENTE IN MEDICINA VETERINARIA

Lunedì, 08 Settembre 2008

Errori in ematologia e biochimica

  • L’importanza di una valutazione integrata. Paltrinieri al 60° Congresso SCIVAC di Perugia (24-26 ottobre 2008)
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Errori in ematologia e biochimicaCome in altre discipline di laboratorio, anche in ematologia e biochimica è possibile incorrere in errori preanalitici, analitici ed interpretativi. Quali sono e come evitarli sarà l’argomento di due relazioni affidate a Saverio Paltrinieri (Professore associato di Patologia generale veterinaria, Università di Milano) al 60° Congresso SCIVAC che si terrà a Perugia (24-26 ottobre 2008), dedicato appunto a “Decisioni ed errori in medicina veterinaria”. Insieme a Paltrinieri, sei relatori italiani e stranieri (Ian Ramsey, Xavier Roura, Walter Betazzolo, Tommaso Furlanello e Fabia Scarampella) approfondiranno i possibili errori diagnostici e terapeutici in medicina veterinaria, sfatando falsi miti e convinzioni anedottiche, proponendo in particolare un approccio ragionato a comuni condizioni cliniche quali la tosse, la linfoadenomegalia, l’ipertermia, le emorragie, le infezioni.


Vet.journal: Errori preanalitici, analitici e interpretativi. Innanzitutto capiamo cosa sono.
Saverio Paltrinieri: Gli errori preanalitici sono quelli legati al campionamento o alla conservazione del campione (es: emolisi, prelievo non eseguito a digiuno, ecc…) o a caratteristiche del soggetto (stress, ecc…) che possono influire negativamente sul risultato dell’esame di laboratorio. Quelli analitici sono legati ad errori dell’analizzatore, in genere dovuti a difetti nel controllo di qualità. Gli errori interpretativi sono invece legati ad errata interpretazione dei risultati.

VJ: Gli errori interpretativi sono più frequenti in ematologia o biochimica?
SP: Sono più frequenti in biochimica sia perché alcune tecniche analitiche sono più soggette a variabili che possono influenzare il risultato (e quindi trarre in errore in sede di valutazione) sia perché nella gran parte dei profili biochimici vengono generati numerosi dati che devono essere poi integrati tra loro e valutati nell’insieme. Questo da un lato aumenta il rischio che un eventuale errore analitico o preanalitico venga erroneamente interpretato come una reale alterazione di laboratorio e dall’altro richiede un’attenta valutazione dei singoli risultati, del rapporto tra risultati riferiti a fenomeni fisiopatologici diversi e un’accurata analisi della concordanza tra risultati e quadro clinico.

VJ: Quali sono, in breve, i parametri più "a rischio”?
SP: Per alcuni parametri (ormoni o in generale molecole la cui concentrazione nel sangue è molto bassa) la variabilità analitica e quella individuale (quest’ultima a sua volta dipendente da ritmi circadiani, influenza di variabili “esogene” quali esercizio, pasti, ecc…) è maggiore che per altri. In questi casi è quindi più difficile interpretare poi il risultato dell’esame. In ultima analisi però non esistono parametri “più o meno a rischio di errore”. Tutti i parametri possono portare a diagnosi errate se non valutati nell’insieme e in relazione al quadro clinico. E’ quindi necessario conoscere che informazioni può dare ogni singolo test in funzione della malattia sospettata.

VJ: Di fronte a un dubbio interpretativo, qual è l’importanza del confronto con il quadro clinico?
SP: Come emerge anche dalle risposte precedenti, il confronto con il quadro clinico è di importanza assoluta, non solo in sede di interpretazione ma anche di scelta ed esecuzione dell’analisi. L’errore preanalitico più grosso è quello di ricorrere alle analisi di laboratorio quando da un punto di vista clinico non si sa che pesci pigliare. Al contrario si dovrebbe scegliere quali esami eseguire, o, nel caso si eseguano pannelli ampi di test, quali guardare con maggiore attenzione, proprio sulla base di un sospetto diagnostico.






Maria Grazia Monzeglio Med Vet PhD
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Errori in ematologia e biochimicaCome in altre discipline di laboratorio, anche in ematologia e biochimica è possibile incorrere in errori preanalitici, analitici ed interpretativi. Quali sono e come evitarli sarà l’argomento di due relazioni affidate a Saverio Paltrinieri (Professore associato di Patologia generale veterinaria, Università di Milano) al 60° Congresso SCIVAC che si terrà a Perugia (24-26 ottobre 2008), dedicato appunto a “Decisioni ed errori in medicina veterinaria”. Insieme a Paltrinieri, sei relatori italiani e stranieri (Ian Ramsey, Xavier Roura, Walter Betazzolo, Tommaso Furlanello e Fabia Scarampella) approfondiranno i possibili errori diagnostici e terapeutici in medicina veterinaria, sfatando falsi miti e convinzioni anedottiche, proponendo in particolare un approccio ragionato a comuni condizioni cliniche quali la tosse, la linfoadenomegalia, l’ipertermia, le emorragie, le infezioni.


Vet.journal: Errori preanalitici, analitici e interpretativi. Innanzitutto capiamo cosa sono.
Saverio Paltrinieri: Gli errori preanalitici sono quelli legati al campionamento o alla conservazione del campione (es: emolisi, prelievo non eseguito a digiuno, ecc…) o a caratteristiche del soggetto (stress, ecc…) che possono influire negativamente sul risultato dell’esame di laboratorio. Quelli analitici sono legati ad errori dell’analizzatore, in genere dovuti a difetti nel controllo di qualità. Gli errori interpretativi sono invece legati ad errata interpretazione dei risultati.

VJ: Gli errori interpretativi sono più frequenti in ematologia o biochimica?
SP: Sono più frequenti in biochimica sia perché alcune tecniche analitiche sono più soggette a variabili che possono influenzare il risultato (e quindi trarre in errore in sede di valutazione) sia perché nella gran parte dei profili biochimici vengono generati numerosi dati che devono essere poi integrati tra loro e valutati nell’insieme. Questo da un lato aumenta il rischio che un eventuale errore analitico o preanalitico venga erroneamente interpretato come una reale alterazione di laboratorio e dall’altro richiede un’attenta valutazione dei singoli risultati, del rapporto tra risultati riferiti a fenomeni fisiopatologici diversi e un’accurata analisi della concordanza tra risultati e quadro clinico.

VJ: Quali sono, in breve, i parametri più "a rischio”?
SP: Per alcuni parametri (ormoni o in generale molecole la cui concentrazione nel sangue è molto bassa) la variabilità analitica e quella individuale (quest’ultima a sua volta dipendente da ritmi circadiani, influenza di variabili “esogene” quali esercizio, pasti, ecc…) è maggiore che per altri. In questi casi è quindi più difficile interpretare poi il risultato dell’esame. In ultima analisi però non esistono parametri “più o meno a rischio di errore”. Tutti i parametri possono portare a diagnosi errate se non valutati nell’insieme e in relazione al quadro clinico. E’ quindi necessario conoscere che informazioni può dare ogni singolo test in funzione della malattia sospettata.

VJ: Di fronte a un dubbio interpretativo, qual è l’importanza del confronto con il quadro clinico?
SP: Come emerge anche dalle risposte precedenti, il confronto con il quadro clinico è di importanza assoluta, non solo in sede di interpretazione ma anche di scelta ed esecuzione dell’analisi. L’errore preanalitico più grosso è quello di ricorrere alle analisi di laboratorio quando da un punto di vista clinico non si sa che pesci pigliare. Al contrario si dovrebbe scegliere quali esami eseguire, o, nel caso si eseguano pannelli ampi di test, quali guardare con maggiore attenzione, proprio sulla base di un sospetto diagnostico.






Maria Grazia Monzeglio Med Vet PhD
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