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Lunedì, 13 Dicembre 2010

Cheratoprotesi nei cani con cecità corneale

  • Risultati promettenti in uno studio su una ventina di casi
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Cheratoprotesi nei cani con cecità cornealeUno studio clinico retrospettivo ha valutato l'utilizzo e le complicazioni successive all'impianto di una cheratoprotesi penetrante nel trattamento dell’opacizzazione corneale in 20 occhi di 19 cani affetti da cecità di origine corneale. L'esito della la chirurgia veniva definito di successo quando l’ottica della cheratoprotesi era trasparente e in presenza di un miglioramento o ripristino della funzionalità visiva in un periodo di follow-up variabile da un minimo di 8 mesi a un massimo di 7 anni.

Venivano trattati mediante impianto di cheratoprotesi a tutto spessore unilaterale (n = 18) o bilaterale (n = 1) gli occhi affetti da opacizzazione corneale causata da cheratite superficiale cronica (n = 11), cheratocongiuntivite secca (n = 5), distrofia endoteliale (n = 3) e ustioni chimiche (n = 1).

La protesi rimaneva in sede in 15 occhi (75%); questi ultimi, fino alla data della stesura dell'articolo, avevano riacquisito la funzione visiva. In 6 di questi il decorso postoperatorio era privo di complicazioni, in 5 si sviluppavano membrane retro-protesiche e in 4 un tessuto di granulazione sull'ottica della cheratoprotesi. Nei 9 occhi con complicazioni, queste ultime venivano rimosse chirurgicamente con successo. I 5 occhi rimanenti (25%) sviluppavano gravi complicazioni postoperatorie precoci, per le quali si doveva ricorrere all'enucleazione.

Nelle cheratopatie in cui l’opacizzazione corneale non può essere trattata con le procedure mediche e chirurgiche standard, concludono gli autori, la cheratoprotesi sembra essere un'opzione promettente per ripristinare la funzione visiva in caso di cheratite cronica superficiale e distrofia corneale profonda, mentre sembra avere una prognosi negativa nella cheratocongiuntivite secca dei cani brachicefalici. Le complicazioni postoperatorie costituite da membrane retro-protesiche e proliferazione di tessuto granulomatoso possono essere efficacemente trattate.


“Keratoprosthesis with retrocorneal fixation: preliminary results in dogs with corneal blindness” Pierre-François Isard; Thomas Dulaurent; Alain Regnier. Vet Ophthalmol. September 2010; 13(5): 279-88.


Altre letture:

A keratoprosthesis prototype for the dog Ingrid Allgoewer, Gillian J. McLellan, Sunita Agarwal. Veterinary Ophthalmology. Volume 13, Issue 1, pages 47–52, January 2010.


Maria Grazia Monzeglio Med Vet PhD
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Cheratoprotesi nei cani con cecità cornealeUno studio clinico retrospettivo ha valutato l'utilizzo e le complicazioni successive all'impianto di una cheratoprotesi penetrante nel trattamento dell’opacizzazione corneale in 20 occhi di 19 cani affetti da cecità di origine corneale. L'esito della la chirurgia veniva definito di successo quando l’ottica della cheratoprotesi era trasparente e in presenza di un miglioramento o ripristino della funzionalità visiva in un periodo di follow-up variabile da un minimo di 8 mesi a un massimo di 7 anni.

Venivano trattati mediante impianto di cheratoprotesi a tutto spessore unilaterale (n = 18) o bilaterale (n = 1) gli occhi affetti da opacizzazione corneale causata da cheratite superficiale cronica (n = 11), cheratocongiuntivite secca (n = 5), distrofia endoteliale (n = 3) e ustioni chimiche (n = 1).

La protesi rimaneva in sede in 15 occhi (75%); questi ultimi, fino alla data della stesura dell'articolo, avevano riacquisito la funzione visiva. In 6 di questi il decorso postoperatorio era privo di complicazioni, in 5 si sviluppavano membrane retro-protesiche e in 4 un tessuto di granulazione sull'ottica della cheratoprotesi. Nei 9 occhi con complicazioni, queste ultime venivano rimosse chirurgicamente con successo. I 5 occhi rimanenti (25%) sviluppavano gravi complicazioni postoperatorie precoci, per le quali si doveva ricorrere all'enucleazione.

Nelle cheratopatie in cui l’opacizzazione corneale non può essere trattata con le procedure mediche e chirurgiche standard, concludono gli autori, la cheratoprotesi sembra essere un'opzione promettente per ripristinare la funzione visiva in caso di cheratite cronica superficiale e distrofia corneale profonda, mentre sembra avere una prognosi negativa nella cheratocongiuntivite secca dei cani brachicefalici. Le complicazioni postoperatorie costituite da membrane retro-protesiche e proliferazione di tessuto granulomatoso possono essere efficacemente trattate.


“Keratoprosthesis with retrocorneal fixation: preliminary results in dogs with corneal blindness” Pierre-François Isard; Thomas Dulaurent; Alain Regnier. Vet Ophthalmol. September 2010; 13(5): 279-88.


Altre letture:

A keratoprosthesis prototype for the dog Ingrid Allgoewer, Gillian J. McLellan, Sunita Agarwal. Veterinary Ophthalmology. Volume 13, Issue 1, pages 47–52, January 2010.


Maria Grazia Monzeglio Med Vet PhD
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