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AGGIORNAMENTO SCIENTIFICO PERMANENTE IN MEDICINA VETERINARIA

Venerdì, 28 Novembre 2003

La nascita delle balene è legata al clima

  • La pressione atmosferica oceanica influenza la concentrazione di zooplancton
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La nascita delle balene è legata al climaIl monitoraggio del clima dell'Oceano Atlantico settentrionale può far prevedere l'andamento delle nascite di una specie di balena minacciata, la balena franca. Si stima che rimangano solo 300 esemplari di balena franca nell'Atlantico nord-occidentale.

Le condizioni atomosferiche sull'oceano possono influenzare la concentrazione di zooplancton, di cui le balene si nutrono, con conseguenze sul loro successo riproduttivo.

Un team americano guidato da Charles Greene, Cornell University, ha sviluppato un modello matematico per descrivere questa relazione, e lo illustrerà sulla rivista Frontiers In Ecology And The Environment.

La balena franca (Eubalaena glacialis) dell'Atlantico del nord si nutre di copepodi, crostacei grossi come un chicco di riso. La concentrazione di Calanus finmarchicus, un copepode abbondantemente presente nello zooplancton, è legata a una modalità pressoria atmosferica chiamata Oscillazione Nord Atlantica (NAO).

La NAO in fase positiva favorisce lo zooplancton, rendendolo più abbondante, mentre l'opposto succede con NAO negativa.

I ricercatori hanno scoperto che i cambiamenti di NAO e le conseguenti fluttuazioni nell'abbondanza di zooplancton infuenzano il tasso di nascite della balena franca. E' stato così elaborato un modello matematico col quale si può spiegare il 65% della variabilità riproduttiva di questi animali.

Le balene franche si riproducono ogni 3 anni. La femmina deve accumulare molto grasso per procreare. La giusta concentrazione di zooplancton è quindi indispensabile per affrontare la gravidanza e l'allattamento, oltre che per ridurre il rischio di aborto.

Il tasso di crescita della popolazione di balena franca è attualmente pari a -2,4% per anno.

Maria Grazia Monzeglio DVM PhD
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La nascita delle balene è legata al climaIl monitoraggio del clima dell'Oceano Atlantico settentrionale può far prevedere l'andamento delle nascite di una specie di balena minacciata, la balena franca. Si stima che rimangano solo 300 esemplari di balena franca nell'Atlantico nord-occidentale.

Le condizioni atomosferiche sull'oceano possono influenzare la concentrazione di zooplancton, di cui le balene si nutrono, con conseguenze sul loro successo riproduttivo.

Un team americano guidato da Charles Greene, Cornell University, ha sviluppato un modello matematico per descrivere questa relazione, e lo illustrerà sulla rivista Frontiers In Ecology And The Environment.

La balena franca (Eubalaena glacialis) dell'Atlantico del nord si nutre di copepodi, crostacei grossi come un chicco di riso. La concentrazione di Calanus finmarchicus, un copepode abbondantemente presente nello zooplancton, è legata a una modalità pressoria atmosferica chiamata Oscillazione Nord Atlantica (NAO).

La NAO in fase positiva favorisce lo zooplancton, rendendolo più abbondante, mentre l'opposto succede con NAO negativa.

I ricercatori hanno scoperto che i cambiamenti di NAO e le conseguenti fluttuazioni nell'abbondanza di zooplancton infuenzano il tasso di nascite della balena franca. E' stato così elaborato un modello matematico col quale si può spiegare il 65% della variabilità riproduttiva di questi animali.

Le balene franche si riproducono ogni 3 anni. La femmina deve accumulare molto grasso per procreare. La giusta concentrazione di zooplancton è quindi indispensabile per affrontare la gravidanza e l'allattamento, oltre che per ridurre il rischio di aborto.

Il tasso di crescita della popolazione di balena franca è attualmente pari a -2,4% per anno.

Maria Grazia Monzeglio DVM PhD
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