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Lunedì, 02 Ottobre 2017

Tartarughe e testuggini portatrici di nuove specie di Chlamydia

  • Prevalenza di Chlamydiaceae del 18,3% e 28,6% in soggetti a vita libera e in cattività
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chlamSono numerose le specie di Chlamydia appartenenti alla famiglia delle Chlamydiaceae descritte nei rettili, tuttavia sono scarsi i dati circa la loro presenza in tartarughe e testuggini. In uno studio sono state acquisite informazioni su specie aliene invasive (IAS) di tartarughe e su tartarughe e testuggini indigene, sia a vita libera sia in cattività, come possibili serbatoi di Chlamydiaceae.

L’analisi dei campioni (tamponi faringei e cloacali e tessuti) prelevati da 204 tartarughe e testuggini rivelava una prevalenza complessiva delle Chlamydiaceae del 18,3% e 28,6% rispettivamente nei soggetti a vita libera e in cattività, con livelli variabili di eliminazione. Si effettuava successivamente il sequenziamento per genotipizzare i campioni Chlamydiaceae-positivi. Si ottenevano i geni 16S rRNA e ompA interi e 16S-23S intergenic spacer (IGS) e dominio I del 23S rRNA rispettivamente in 14, 20 e 8 campioni.

L’analisi filogenetica degli amplicon del 16S rRNA rivelava due distinti rami. Il Gruppo 1 (10 campioni), specifico per le tartarughe d’acqua dolce, descritto nello studio per la prima volta, era più strettamente correlato ai ceppi di Chlamydia (C.) pneumoniae e al ceppo di nuova descrizione Candidatus C. sanzinia. Il Gruppo 2 (4 campioni), identificato in campioni di Testudo spp., mostrava la maggiore omologia con i ceppi di C. pecorum ma formava una sottobranca separata.

Infine, le analisi molecolari condotte sui campioni positivi, unitamente alla loro distribuzione geografica in sedi distanti l’una dall’altra, suggerivano fortemente che i campioni del Gruppo 1 corrispondessero a nuove specie nella famiglia delle Chlamydiaceae. Sono auspicabili studi approfonditi su Chlamydia spp. nelle tartarughe e nelle testuggini per caratterizzare ulteriormente questi ceppi atipici e rispondere alle crescenti domande circa la loro patogenicità e il loro potenziale zoonosico, concludono gli autori.

"Free-living and captive turtles and tortoises as carriers of new Chlamydia spp." Mitura A et al. PLoS One. 2017 Sep 26; 12(9): e0185407

Scritto da
Maria Grazia Monzeglio Med Vet PhD

Letto 823 volte Ultima modifica il Lunedì, 02 Ottobre 2017 09:13

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