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Mercoledì, 11 Ottobre 2017

Peste suina africana: il rischio globale attuale

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Schermata 2017 10 11 alle 11.30.31La peste suina africana (PSA) è un’importante malattia virale contagiosa che colpisce i suini, la cui notifica è obbligatoria a causa dell’elevato tasso di mortalità e del notevole impatto sanitario e socioeconomico sul commercio internazionale di animali e prodotti suini. La malattia colpisce solo le specie suine, sia domestiche sia selvatiche. L’epidemiologia della PSA varia significativamente tra paesi, regioni e continenti poiché dipende dalle caratteristiche del virus in circolazione, dalla presenza di ospiti e serbatoi selvatici, dalle condizioni ambientali e dai comportamenti sociali umani. Inoltre, un ospite specifico non gioca necessariamente sempre lo steso ruolo attivo nella diffusione e nel mantenimento della PSA in una particolare area.

Attualmente la PSA è endemica nella maggior parte del paesi dell’Africa sub-Sahariana, dove gli ospiti selvatici e le zecche vettrici (Ornithodoros) giocano un ruolo importante come serbatoi biologici del virus. In Europa la malattia è endemica dal 1978 in Sardegna e dal 2007, quando è stata per la prima volta segnalata in Georgia, in numerosi paesi dell’Europa orientale. E’ endemica anche in alcune regioni della Federazione Russa dove le popolazioni di suini domestici e di cinghiali selvatici sono pesantemente affette. In contrasto, nei paesi dell’Unione Europea orientale affetti in cui la PSA è attualmente epidemica, la diffusione in atto della malattia colpisce principalmente i cinghiali selvatici in aree ristrette e, in misura molto minore, i suini domestici.

A differenza di altre malattie del bestiame non sono attualmente disponibili vaccini o trattamenti specifici. Il controllo della malattia è quindi principalmente basato sulla sua identificazione precoce e sull’applicazione di rigide misure sanitarie e di biosicurezza. L’epidemiologia della PSA è molto complessa a causa della circolazione di virus diversi, dell’esistenza di serbatoi diversi e del numero di possibili scenari, oltre che della diffusione del virus in Africa e in Europa. I suini che sopravvivono possono presentare un’infezione persistente per mesi e ciò può contribuire alla trasmissione del virus e quindi alla diffusione e al mantenimento della malattia, complicandone i tentativi di controllo.

African swine fever: a global view of the current challenge.” Gallardo MC et al. Porcine Health Manag. 2015 Dec 23; 1: 21.

 


Maria Grazia Monzeglio Med Vet PhD
EV, Edizioni Veterinarie

Letto 195 volte Ultima modifica il Mercoledì, 11 Ottobre 2017 11:33

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