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AGGIORNAMENTO SCIENTIFICO PERMANENTE IN MEDICINA VETERINARIA

Venerdì, 03 Agosto 2018

Leishmaniosi canina: ruolo delle proteine di fase acuta

  • Raccomandazioni generali sull’utilizzo delle proteine di fase acuta per la valutazione clinica e la gestione della leishmaniosi canina
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leishmania infantumI cani con leishmaniosi canina sostenuta da Leishmania infantum possono mostrare, al momento della diagnosi, un ampio spettro di reperti clinici e clinicopatologici.

Lo scopo di questo articolo è quello di descrivere la possibile applicazione delle proteine di fase acuta (PFA) per la caratterizzazione e la gestione di questa malattia. Le considerazioni che vengono esposte si basano sia su informazioni pubblicate in precedenza sull'utilità delle PFA in corso di leishmaniosi, sia sull'esperienza degli autori nell'utilizzo di tali proteine come analiti nella caratterizzazione delle malattie canine.

I cani a cui è stata diagnosticata un'infezione da L. infantum mediante sierologia, PCR, esame citologico o istopatologico, possono essere suddivisi in tre gruppi in base alle loro condizioni cliniche all'esame fisico e alle loro concentrazioni di PFA: a) cani senza segni clinici all'esame fisico e PFA nel range di riferimento; b) cani con alterazioni delle PFA ma senza segni clinici all'esame fisico; c) cani con segni clinici e alterazione delle PFA. In questo lavoro sono state descitte le principali caratteristiche di ciascun gruppo.

Gli autori concludono che la concentrazione di PFA può essere un utile strumento clinico per caratterizzare e gestire la leishmaniosi canina.

 

“Use of acute phase proteins for the clinical assessment and management of canine leishmaniosis: general recommendations” Ceron JJ, et al. BMC Vet Res. 2018 Jun 20;14(1):196. doi: 10.1186/s12917-018-1524-y.


Eleonora Malerba Med Vet PhDstudent

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