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AGGIORNAMENTO SCIENTIFICO PERMANENTE IN MEDICINA VETERINARIA

Mercoledì, 10 Ottobre 2018

Utilità della risonanza in corso di lesioni tarso-metatarsiche nel cavallo

  • La gravità delle lesioni osservate in MRI hanno una scarsa correlazione con il grado di zoppia; tuttavia la MRI ha il vantaggio di consentire la valutazione simultanea sia dei tessuti molli che dei tessuti duri
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hirseLesioni a carico dell’estremità distale del tarso e prossimale del metatarso sono generalmente causa di zoppia nel cavallo. La risonanza magnetica (MRI) è uno strumento che offre il vantaggio di valutare simultaneamente sia le articolazioni distali del tarso che l’origine del legamento sospensore del nodello, e aiuta ad identificare lesioni che potrebbero non essere rilevate mediante altre tecniche diagnostiche.

In questo studio osservazionale, un radiologo certificato ha valutato retrospettivamente le immagini di risonanza magnetica di 125 arti (103 cavalli). Le alterazioni a carico dei tessuti molli e delle ossa sono state caratterizzate e classificate in funzione della gravità. Di ciascun paziente sono stati registrati i dati relativi al segnalamento, la gravità della zoppia e i risultati dell'analgesia diagnostica.

Il riscontro più frequente era rappresentato da alterazioni osteoartrosiche a carico delle articolazioni presenti tra le ossa della fila distale del tarso e dell’articolazione tarso-metatarsica. Meno frequenti erano le lesioni del midollo osseo, alterazioni degenerative dell’osso cuboide, lesioni cistiche subcondrali e desmopatia intertarsale. La desmopatia del legamento sospensore del nodello è stata osservata nel 53% degli arti. Il 47% degli arti che hanno risposto all'analgesia del legamento sospensore prossimale presentava lesioni più gravi a carico della parte distale del tarso. Le lesioni del midollo osseo del grande cuneiforme rilevate mediante MRI erano le uniche a presentare una correlazione con la gravità della zoppia.

I risultati di questo studio dimostrano che il grado di zoppia ha una scarsa correlazione con la gravità delle lesioni osservate in risonanza magnetica. Tuttavia, data la difficoltà di localizzare la lesione tramite l’analgesia diagnostica, gli autori supportano l'uso della risonanza magnetica in quanto consente la valutazione simultanea sia della parte distale del tarso che della parte prossimale del metatarso.

 

“High field magnetic resonance imaging contributes to diagnosis of equine distal tarsus and proximal metatarsus lesions: 103 horses” Barrett MF, et al. Vet Radiol Ultrasound. 2018 Sep;59(5):587-596. doi: 10.1111/vru.12659. Epub 2018 Jul 19.


Eleonora Malerba Med Vet PhDstudent

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