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Venerdì, 29 Marzo 2019

Conseguenze dell’abolizione degli antibiotici profilattici dal mangime per suini

  • Le conseguenze sulle prestazioni produttive e sulla salute sono molto contenute e potrebbero essere contenute migliorando la gestione dell'allevamento e razionalizzando l'uso di antibiotici parenterali
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pigGli antibiotici (AB) rivestono un ruolo fondamentale nel controllo delle malattie infettive negli allevamenti di suini; tuttavia, a causa del frequente abuso/sovradosaggio di tali farmaci, il problema dell’antibiotico-resistenza sta divenendo una questione sempre più oggetto di dibattito. Quali possano essere le gli effetti a lungo termine dell’abolizione dell'AB a scopo profilattico dal mangime per i suini non è noto.

L’obiettivo di questo studio è stato quello di valutare le conseguenze del mancato impiego profilattico degli AB sulle prestazioni e sulla salute dei suini dallo svezzamento alla macellazione.

Sono stati inclusi sei gruppi di maiali, ciascuno costituito da 140 soggetti, monitorati durante le fasi di svezzamento e finitura fino alla macellazione. La metà dei soggetti sono stati alimentati con un mangime contenente antibiotici (gruppo AB) e l’altra metà con un mangime privo di AB (gruppo NO-AB). I suini di entrambi i gruppi che sviluppavano malattia o zoppia venivano sottoposti a trattamento antibiotico per via parenterale. Durante la permanenza in allevamento sono state registrate le informazioni relative alle prestazioni produttive, ai trattamenti parenterali e alla mortalità; al momento della macellazione è stata indagata la presenza di malattia respiratoria.

Durante le prime fasi dello svezzamento, i suini del gruppo AB hanno mostrato una maggiore crescita (P = 0,018) e una maggiore assunzione di mangime (P = 0,048) rispetto ai suini del gruppo NO-AB; diversamente non sono state riscontrate differenze relativamente all’efficienza alimentare. Nonostante una riduzione iniziale delle prestazioni, i suini del gruppo NO-AB hanno avuto prestazioni simili nella fase di rifinitura con conseguenze minime sulla salute rispetto ai suini del gruppo AB. Al momento della macellazione, non è stata osservata alcuna differenza per quanto riguarda la percentuale di soggetti affetti da polmonite, pleurite, pleuropolmonite e ascessi tra i due gruppi (P> 0,05). Durante la fase di svezzamento, il tasso di mortalità non è risultato essere influenzato dall’aggiunta o meno di AB nel mangime (P = 0,806), anche se tendeva ad essere leggermente più alto nel gruppo NO-AB durante la fase di rifinitura (P = 0,099). La necessità di ricorso a trattamenti antibiotici per via parenterale era maggiore nel gruppo NO-AB durante la fase di svezzamento (P <0,001) ma non nella fase di rifinitura (P = 0,406).

Questi dati suggeriscono che l’abolizione degli antibiotici profilattici nei mangimi esercita un impatto molto contenuto sulle prestazioni produttive e sulla salute dei suini. Gli autori dello studio, infine sostengono che queste minime conseguenze potrebbero essere comunque evitate migliorando la gestione dell'allevamento e razionalizzando l'uso di antibiotici per via parenterale.

 

“Removing prophylactic antibiotics from pig feed: how does it affect their performance and health?” Diana A, et al. BMC Vet Res. 2019 Feb 26;15(1):67. doi: 10.1186/s12917-019-1808-x.


Eleonora Malerba Med Vet PhD

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