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Lunedì, 08 Aprile 2019

Monitoraggio dell'impiego di antibiotici nelle aziende lattiero-casearie piemontesi

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dairy vaccinationLa selezione di ceppi batterici resistenti è una evenienza che sta coinvolgendo il mondo intero; l’abuso o l’impiego scorretto degli antibiotici sta alla base di questa preoccupazione che minaccia la salute pubblica e quella animale. Alcuni paesi europei, come Paesi Bassi, Belgio e Danimarca, hanno adottato metodi per quantificare l’uso di antibiotici nel contesto dell’azienda agricola. Nel 2014, la Società Veterinaria operante nel settore zootecnico (SIVAR) ha lanciato un software, disponibile per tutti i membri, con l’obiettivo di quantificare l’effettivo utilizzo degli antibiotici all’interno delle aziende. Il software utilizza il sistema “Defined Daily Dose” (DDD, dose definita giornaliera), raccomandato dall’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità, per controllare l’uso di antibiotici umani) e dall’EMA (European Medicines Agency, per controllare l’uso di antibiotici zootecnici). Questo stesso sistema è impiegato, seppur con alcune differenze nel processo di calcolo, nei Paesi Bassi, in Belgio e in Danimarca. La SIVAR ha deciso di adottare il sistema di calcolo scelto dai Paesi Bassi a causa del loro ruolo di avanguardia nel settore lattiero-caseario.

Il presente studio, condotto in collaborazione con SIVAR presso aziende lattiero-casearie del Piemonte, ha come obiettivo principale quello di accertare la quantità media di antibiotico utilizzato e le sue modalità di impiego mediante il sistema “Defined Daily Dose on a year” (DDD/y, dose definita giornaliera su base annua). I risultati sono stati quindi confrontati con quelli olandesi, adottando gli stessi riferimenti attualmente utilizzati nei Paesi Bassi. Lo scopo secondario dello studio è quello di suggerire possibili modi per migliorare il software impiegato per calcolare la DDD/y per ogni azienda in funzione del tipo di antibiotico utilizzato e della categoria specifica di animali (vacche, giovenche e vitelli in allattamento).

Sono stati analizzati i dati relativi ai trattamenti antibiotici effettuati in un gruppo costituito da 15 aziende casearie appositamente selezionato in modo da riflettere la situazione media delle aziende casearie della regione, facendo riferimento alle statistiche ufficiali fornite dalla Banca Dati Nazionale dell'Anagrafe Zootecnica (BDN).

Lo studio riporta i risultati preliminari di un progetto più ampio che ha l'obiettivo di valutare l'effettivo utilizzo di antibiotici e le modalità d’impiego, con la finalità di ridurre l'uso di antibiotici in questo settore zootecnico.

L'utilizzo di antibiotici, misurato come valore medio di DDD/y, è risultato essere maggiore in Piemonte (2,4) rispetto ai Paesi Bassi (2,1; limite massimo ammesso: 4); ciò significa che la pressione selettiva sui batteri esercitata dall'uso di antibiotici è superiore a quella olandese. La differenza effettiva non è tuttavia così evidente come ci si potrebbe aspettare. La mancanza di normative specifiche che regolamentarizzino la DDD/y in Italia, ha fatto sì che l’applicazione delle normative europee sull'uso degli antibiotici per il bestiame abbiano mantenuto il valore medio della DDD/y delle aziende lattiero-casearie all’interno di un livello accettabile, ma non ancora ottimale. Uno dei motivi principali di ciò è che l'uso di antibiotici ha un forte impatto economico sull'azienda agricola; gli antibiotici costano e il loro utilizzo sulle vacche in lattazione impedisce la vendita del latte, con un impatto economico sulla redditività dell'intera azienda.

Il problema più rilevante riguardo l'uso di antibiotici in Piemonte è legato ai gruppi di molecole antibiotiche che vengono prevalentemente utilizzati. Infatti, in questa regione, le cefalosporine (sia di terza che di quarta generazione) e i chinoloni, che sono in cima alla lista degli agenti antimicrobici di importanza veterinaria redatti dall'Organizzazione mondiale per la salute degli animali (OIE), sono due dei tre gruppi di molecole più utilizzati nelle aziende lattiero-casearie.

Dal momento che in Italia non esiste una lineaguida comune per ridurre l’uso di antibiotici che si basi su dei limiti stabiliti per la DDD/y, gli autori dello studio suggeriscono alla SIVAR di impiegare un sistema di calcolo della DDD/y più vicino a quello olandese e di adottare gli stessi riferimenti attualmente in vigore nei Paesi Bassi, con la finalità di iniziare a costruire un sistema europeo comune per ridurre l'uso di antibiotici.
Queste misure, se applicate su vasta scala nei territori dell’unione europea, ridurrebbero il rischio complessivo di sviluppare ceppi batterici resistenti agli antibiotici. L’impegno sinergico di agricoltori e veterinari nella gestione del benessere del bestiame costituisce il fulcro della riduzione al minimo dell'uso di antibiotici nel settore zootecnico nell'UE.

 

“Dairy farms sustainable antibiotic usage monitored to extimate the risk of selecting antibiotic resistant bacteria at farm level, Italy: first result” Lazzarino LL, Massaglia S, Ferrero A.

 “Dairy farms sustainable antibiotic usage monitored to extimate the risk of selecting antibiotic resistant bacteria at farm level, Italy: first result” Lazzarino LL, Massaglia S, Ferrero A.


Eleonora Malerba Med Vet PhD

Letto 296 volte Ultima modifica il Lunedì, 15 Aprile 2019 11:42

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