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Lunedì, 06 Maggio 2019

UTI da Corynebacterium urealyticum nel cane e nel gatto

  • Infezione non comune, da sospettare in presenza di determinati fattori predisponenti
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corynebacteriumUno studio osservazionale retrospettivo ha indagato i segni clinici, i rilievi laboratoristici, i possibili fattori predisponenti, la sensibilità antimicrobica e l’outcome di cani e gatti con infezione delle vie urinarie (UTI, urinary tract infection) sostenuta da Corynebacterium urealyticum.

Sono stati inclusi nello studio 11 cani e 10 gatti. Tutti i gatti erano stati precedentemente sottoposti a cateterismi uretrali e 6 di questi avevano anche subito un intervento chirurgico alle vie urinarie prima della diagnosi di UTI da C. urealyticum. Nell’anamnesi dei cani erano riferiti problemi di incontinenza urinaria ad eziologia neurologica (n=5), cateterismi uretrali (n=4), chirurgie urologiche (n = 4), patologie del tratto urinario inferiore (n = 2) o patologia prostatica (n = 1). In sette animali, l’esame colturale delle urine effettuato prima della diagnosi aveva dato esito negativo. La mediana del pH urinario era 8,6 e 19 animali avevano piuria e cristalluria da struvite. Nove soggetti avevano una diagnosi ecografica di “cistite incrostata” (presenza di placche vescicali). In tutte le colture, ad eccezione di una, i batteri erano resistenti ad almeno 3 classi di antibiotici. Tredici colture erano sensibili alle tetracicline. In 9 cani e 7 gatti è stata osservata una negativizzazione della coltura urinaria e la risoluzione clinica dell’UTI. Due soggetti sono deceduti per setticemia e 2 gatti sono stati sottoposti ad eutanasia a causa del peggioramento delle condizioni cliniche.

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Gaia Carotenuto Med Vet PhDstudent

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