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Lunedì, 08 Luglio 2019

Uso dei bifosfonati nel cavallo: pro e contro

  • Punti di forza e di debolezza e quali benefici nell’ambito della medicina equina
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iStock 1000841782I bifosfonati (BF) sono una famiglia di molecole caratterizzate da due proprietà chiave: la capacità di legarsi saldamente al tessuto osseo e l’effetto inibitorio sugli osteoclasti maturi e, quindi, sul riassorbimento osseo. Dal punto di vista chimico, i BF si suddividono in due gruppi: quelli privi di azoto e quelli contenenti azoto. I primi si intromettono nei percorsi energetici dell'osteoclasto, determinando un’interruzione del metabolismo energetico cellulare che esita nell'apoptosi degli osteoclasti. I secondi inibiscono principalmente la biosintesi del colesterolo con conseguente interruzione dei segnali intracellulari degli osteoclasti e di altri processi cellulari.

Oltre alla semplice inibizione del riassorbimento osseo i BF esercitano anche un'ampia gamma di attività fisiologiche tra cui l'inibizione del potere metastatico delle cellule tumorali, la proliferazione e l'apoptosi in vitro. Inoltre, sono stati segnalati anche l'inibizione dell'angiogenesi, dell'attività della metalloproteinasi della matrice, dell'espressione di citochine e fattori di crescita alterati e la riduzione del dolore. Nell'uomo, l'impiego dei BF ha modificato il classico trattamento dell'osteoporosi post-menopausa e del cancro metastatico alla mammella e alla prostata. Tuttavia, l'uso dei BF è associato ad eventi avversi significativi tra cui reazioni di fase acuta, esofagite, gastrite e, raramente, con fratture femorali atipiche e osteonecrosi della mandibola.

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Eleonora Malerba Med Vet PhD

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