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AGGIORNAMENTO SCIENTIFICO PERMANENTE IN MEDICINA VETERINARIA

Venerdì, 29 Aprile 2022

Nuove leishmanie: conosciamo proprio tutte le Leishmania in Italia? Ne potremmo “incontrare” altre?

  • Relazione del dott. Jairo Alfonso Mendoza Roldan al congresso sulla leishmaniosi tenutosi a Bologna il 26-27 Marzo 2022
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reptile lizard gecko tarentola mauritanica 260nw 1632032845I protozoi del genere Leishmania (Trypanosomatida: Trypanosomatidae) comprendono 53 specie di cui 20 patogene per l’uomo che causano forme di leishmaniosi cutanee, mucocutanee e viscerali. Nel bacino del Mediterraneo, Leishmania infantum è la principale specie che causa la leishmaniosi cutanea e viscerale zoonotica, responsabile di oltre 2,5 milioni di infezioni nei cani.

In Italia, dal 1986 al 2012, Sono stati registrati in totale 105 casi importati di leishmaniosi nell’uomo, e sono state identificate otto specie di Leishmania. Infatti, i fattori ecologici e antropici hanno amplificato il rischio di introduzione di nuove specie di Leishmania. Tutti i fattori che condizionano l’epidemiologia della leishmaniosi pongono nuove sfide ai medici e ai veterinari, date le difficoltà diagnostiche o causate da reattività crociate. Questo è anche il caso di L. tarentolae, che ha una distribuzione simpatrica con L. infantum nel bacino del Mediterraneo. Questa Leishmania associata a sauri ha come vettore il flebotomo Sergentomyia minuta, ed è stata identificata in Tarentola mauritanica e Mediodactylus kotschyi in Italia e Tarentola annularis in Sudan. Inoltre, questa specie è stata diagnosticata molecolarmente in Podarcis filfolensis e Podarcis siculus in Italia. Recentemente, L. tarentolae è stata rilevata mediante nested-PCR nell’uomo e in flebotomi (es. Phlebotomus e Sergentomyia) in studi concernenti la prevalenza molecolare di L. infatum in donatori umani, flebotomi e cani dell’Italia centrale (Pombi et al., 2019). Questi studi hanno fatto supporre che i mammiferi potessero essere una fonte di sangue per i flebotomi del genere Sergentomyia (Abbate et al., 2019).

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Antonio Maria Tardo Med Vet PhD Student

Letto 159 volte Ultima modifica il Mercoledì, 27 Aprile 2022 21:52

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