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AGGIORNAMENTO SCIENTIFICO PERMANENTE IN MEDICINA VETERINARIA

Mercoledì, 30 Aprile 2003

Le dimensioni dei follicoli influenzano il tasso di fertilità nei bovini da carne

  • Un possibile indicatore di fertilità per le vacche a ovulazione indotta.
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Le dimensioni dei follicoli influenzano il tasso di fertilità nei bovini da carneI ricercatori dell'ARS Fort Keogh Livestock and Range Research Laboratory (Miles City, Montana, USA)e della University of Missouri-Columbia hanno condotto uno studio per cercare di identificare le vacche da carne più fertili e incrementare il numero di gravidanze a termine in allevamento. In media, infatti, solo due vacche da carne su tre accoppiate riescono a dare alla luce un vitello.

Si trattava di ricercare diversi indicatori fisiologici di fertilità
nella vacche da carne. L'indicatore che è stato messo in luce da questi studi è la dimensione dei follicoli ovarici. La scoperta non ha valenza assoluta per tutte le circostanze, ma potrà favorire gli allevatori di bovini da carne che intendono inseminare artificialmente tutte le vacche nello stesso momento e migliorare rapidamente le caratteristiche genetiche della mandria.

Nei numerosi progetti di ricerca in cui sono stati somministrati ormoni naturali alle bovine da carne per sincronizzare l'ovulazione, si è osservato che le vacche indotte a ovulare e inseminate artificialmente appaiono meno fertili rispetto alle vacche inseminate dopo un calore naturale.

L'ipotesi era che le vacche da carne sincronizzate, così come accade in quelle da latte, ovulassero follicoli di dimensioni diverse da un animale all'altro e che questo potesse influenzare i livelli progestinici ed estrogenici e quindi la fertilità.

Lo studio finalizzato a verificare questa ipotesi è stato condotto dapprima su 45 vacche, all'Università del Missouri nel 2001, e poi su 273 vacche nel 2002 al Fort Keogh lab. Nel primo studio, mediante esame ecografico, i follicoli ovulatori di ciascuna vacca venivano misurati dopo l'induzione dell'ovulazione e prima dell'inseminazione, e classificati come piccoli (meno di 12 mm), medi (12,5-16 mm) o grandi (più di 16 mm). Quattro settimane dopo l'inseminazione si verificava ecograficamente la presenza di gravidanza: delle vacche con follicoli piccoli, al 25° giorno solo il 57% era gravido e al 60° giorno lo era ancora solo il 29%. Delle vacche con follicoli grandi, il 67% era gravido sia al 25° giorno sia al 60°. Il dato notevole era poi che il 78% delle vacche con follicoli medi era gravido al giorno 25 e il 71% lo era ancora al giorno 60.

Il secondo più ampio studio confermava la tendenza generale ad una ridotta fertilità nelle vacche con follicoli piccoli. Tutte le morti embrionali avvenivano nelle vacche sincronizzate con follicoli di dimensioni uguali o inferiori a 11 mm. Tuttavia, emergeva da questo studio che anche le vacche con calore naturale producevano follicoli di dimensioni variabili, ma la loro fertilità non sembrava variare in relazione alle dimensioni dei follicoli.

Apparentemente, se i follicoli sono in grado di ovulare naturalmente, le loro dimensioni non hanno importanza. Le dimensioni follicolari sembrerebbero influenzare soltanto la fertilità delle vacche con ovulazione indotta.

Anche se le dimensioni follicolari non si sono rivelate un indicatore di fertilità determinante come si pensava, i risultati della ricerca saranno d'aiuto per individuare i vari problemi legati alla sincronizzazione degli estri e all'inseminazione artificiale, migliorando la gestione della riproduzione negli allevamenti bovini.
Le dimensioni dei follicoli influenzano il tasso di fertilità nei bovini da carneI ricercatori dell'ARS Fort Keogh Livestock and Range Research Laboratory (Miles City, Montana, USA)e della University of Missouri-Columbia hanno condotto uno studio per cercare di identificare le vacche da carne più fertili e incrementare il numero di gravidanze a termine in allevamento. In media, infatti, solo due vacche da carne su tre accoppiate riescono a dare alla luce un vitello.

Si trattava di ricercare diversi indicatori fisiologici di fertilità
nella vacche da carne. L'indicatore che è stato messo in luce da questi studi è la dimensione dei follicoli ovarici. La scoperta non ha valenza assoluta per tutte le circostanze, ma potrà favorire gli allevatori di bovini da carne che intendono inseminare artificialmente tutte le vacche nello stesso momento e migliorare rapidamente le caratteristiche genetiche della mandria.

Nei numerosi progetti di ricerca in cui sono stati somministrati ormoni naturali alle bovine da carne per sincronizzare l'ovulazione, si è osservato che le vacche indotte a ovulare e inseminate artificialmente appaiono meno fertili rispetto alle vacche inseminate dopo un calore naturale.

L'ipotesi era che le vacche da carne sincronizzate, così come accade in quelle da latte, ovulassero follicoli di dimensioni diverse da un animale all'altro e che questo potesse influenzare i livelli progestinici ed estrogenici e quindi la fertilità.

Lo studio finalizzato a verificare questa ipotesi è stato condotto dapprima su 45 vacche, all'Università del Missouri nel 2001, e poi su 273 vacche nel 2002 al Fort Keogh lab. Nel primo studio, mediante esame ecografico, i follicoli ovulatori di ciascuna vacca venivano misurati dopo l'induzione dell'ovulazione e prima dell'inseminazione, e classificati come piccoli (meno di 12 mm), medi (12,5-16 mm) o grandi (più di 16 mm). Quattro settimane dopo l'inseminazione si verificava ecograficamente la presenza di gravidanza: delle vacche con follicoli piccoli, al 25° giorno solo il 57% era gravido e al 60° giorno lo era ancora solo il 29%. Delle vacche con follicoli grandi, il 67% era gravido sia al 25° giorno sia al 60°. Il dato notevole era poi che il 78% delle vacche con follicoli medi era gravido al giorno 25 e il 71% lo era ancora al giorno 60.

Il secondo più ampio studio confermava la tendenza generale ad una ridotta fertilità nelle vacche con follicoli piccoli. Tutte le morti embrionali avvenivano nelle vacche sincronizzate con follicoli di dimensioni uguali o inferiori a 11 mm. Tuttavia, emergeva da questo studio che anche le vacche con calore naturale producevano follicoli di dimensioni variabili, ma la loro fertilità non sembrava variare in relazione alle dimensioni dei follicoli.

Apparentemente, se i follicoli sono in grado di ovulare naturalmente, le loro dimensioni non hanno importanza. Le dimensioni follicolari sembrerebbero influenzare soltanto la fertilità delle vacche con ovulazione indotta.

Anche se le dimensioni follicolari non si sono rivelate un indicatore di fertilità determinante come si pensava, i risultati della ricerca saranno d'aiuto per individuare i vari problemi legati alla sincronizzazione degli estri e all'inseminazione artificiale, migliorando la gestione della riproduzione negli allevamenti bovini.

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