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AGGIORNAMENTO SCIENTIFICO PERMANENTE IN MEDICINA VETERINARIA

Mercoledì, 09 Giugno 2004

La terapia medica della piometra

  • I più recenti protocolli discussi al congresso SCIVAC di Rimini
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La terapia medica della piometraLa piometra può essere trattata farmacologicamente con successo. Il clinico deve modificare il proprio atteggiamento nei confronti di questa malattia, a lungo considerata di primaria pertinenza chirurgica. Se si eccettuano i casi complicati da peritonite, la piometra non deve nemmeno essere considerata un'emergenza chirurgica.

E' il messaggio di Alain Fontbonne, esperto di riproduzione presso la Scuola veterinaria di Maison Alfort (FR), durante la relazione sulle malattie infettive dell'apparato riproduttore al Congreso SCIVAC di Rimini.

Il relatore ha descritto in particolare il protocollo da lui utilizzato con successo che associa l'uso extra label di aglepristone, un inibitore competitivo del progesterone che dovrebbe essere presto disponibile in Italia (Alizine, in Francia) e il cloprostenol a basse dosi. L'aglepristone viene somministrato il 1° e 2° giorno (10 mg/kg SC) e determina l'apertura della cervice con svuotamento dell'utero e conseguente miglioramento generale del paziente. In seguito si somministra cloprostenolo dal 3° al 7° giorno, a basse dosi (1 microgrammo/kg SC). Durante il trattamento si effettua anche una copertura antibiotica e si monitorano funzionalità renale e parametri ematici.

Gli svantaggi della terapia medica sono costituiti dal fatto che, nel cane, l'uso delle prostaglandine non è ammesso, dalla necessità di ricovero dell'animale per il monitoraggio e dalla possibilità di recidiva, anche se bassa (10-20%).

Anche la terapia con sole prostaglandine naturali è cambiata negli ultimi tempi: si preferisce ora somministrarle, ha detto Fontbonne, in dosi molto basse e ripetute (es., dinoprost: 0,01-0,05 mg/kg 2-5 volte al giorno per 3-7 giorni).



Maria Grazia Monzeglio DVM PhD
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La terapia medica della piometraLa piometra può essere trattata farmacologicamente con successo. Il clinico deve modificare il proprio atteggiamento nei confronti di questa malattia, a lungo considerata di primaria pertinenza chirurgica. Se si eccettuano i casi complicati da peritonite, la piometra non deve nemmeno essere considerata un'emergenza chirurgica.

E' il messaggio di Alain Fontbonne, esperto di riproduzione presso la Scuola veterinaria di Maison Alfort (FR), durante la relazione sulle malattie infettive dell'apparato riproduttore al Congreso SCIVAC di Rimini.

Il relatore ha descritto in particolare il protocollo da lui utilizzato con successo che associa l'uso extra label di aglepristone, un inibitore competitivo del progesterone che dovrebbe essere presto disponibile in Italia (Alizine, in Francia) e il cloprostenol a basse dosi. L'aglepristone viene somministrato il 1° e 2° giorno (10 mg/kg SC) e determina l'apertura della cervice con svuotamento dell'utero e conseguente miglioramento generale del paziente. In seguito si somministra cloprostenolo dal 3° al 7° giorno, a basse dosi (1 microgrammo/kg SC). Durante il trattamento si effettua anche una copertura antibiotica e si monitorano funzionalità renale e parametri ematici.

Gli svantaggi della terapia medica sono costituiti dal fatto che, nel cane, l'uso delle prostaglandine non è ammesso, dalla necessità di ricovero dell'animale per il monitoraggio e dalla possibilità di recidiva, anche se bassa (10-20%).

Anche la terapia con sole prostaglandine naturali è cambiata negli ultimi tempi: si preferisce ora somministrarle, ha detto Fontbonne, in dosi molto basse e ripetute (es., dinoprost: 0,01-0,05 mg/kg 2-5 volte al giorno per 3-7 giorni).



Maria Grazia Monzeglio DVM PhD
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