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AGGIORNAMENTO SCIENTIFICO PERMANENTE IN MEDICINA VETERINARIA

Venerdì, 16 Giugno 2006

La cecità nel cane e nel gatto

  • Esame oftalmologico, esame neurologico e test comportamentali per distinguere la natura della condizione
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La cecità nel cane e nel gattoContinuando le sue relazioni sui problemi visivi del cane e del gatto nella sessione di Oftalmologia del 53° Congresso SCIVAC (Rimini, 19-21 maggio 2006), Ron Ofri (Università di Gerusalemme, Israele) ha affrontato il tema della cecità.

Durante l'esame clinico di un animale colpito da cecità, è importante identificare le modalità di insorgenza del problema, ossia se la cecità sia comparsa improvvisamente o in modo graduale. Inoltre, è importante determinare se il soggetto abbia subito una perdita della visione notturna, che rappresenta lo stadio iniziale caratteristico delle patologie ereditarie dell'occhio.

Oltre all'esame oftalmologico, è necessario naturalmente eseguire un esame clinico completo di tutti gli apparati, con particolare attenzione al sistema nervoso. Dovranno essere esaminati i riflessi corticali tramite il riflesso della risposta alla minaccia. Si possono avere dei falsi positivi, come ad esempio nel caso di una stimolazione del trigemino (quando vengono inavvertitamente toccate le ciglia) oppure un riflesso falsato o dovuto all'altro occhio che vede l'avvicinarsi della mano. Possono esserci inoltre anche dei falsi negativi, come nel caso della paralisi del nervo facciale che impedisce all'animale di chiudere le palpebre. In questa situazione è visibile solo il riflesso di retrazione del bulbo oculare come risposta alla minaccia. Falsi negativi possono derivare anche dalla giovane età o dal carattere del paziente.

L'esame della vista può proseguire con dei test comportamentali, in cui ad esempio viene mostrato all’animale un oggetto in movimento che deve seguire con lo sguardo (per es. un puntatore laser) o facendogli attraversare un labirinto estemporaneamente creato in ambulatorio. Nel caso la risposta alla minaccia o il test del labirinto fornissero risultati incerti, verrà eseguito un test per i riflessi di posizionamento.

I riflessi subcorticali vengono valutati tramite l'esame del riflesso pupillare, del riflesso pupillare consensuale e del riflesso dell'abbagliamento. La presenza di un riflesso pupillare e dell'abbagliamento normali non significa che la vista sia normale (questi riflessi sono presenti in caso di cataratta). Allo stesso modo, l'assenza del riflesso pupillare non indica cecità (presenza di sinechie posteriori).

Durante l'esame oftalmologico completo di un paziente cieco è necessario accertarsi che la luce sia in grado di raggiungere la retina, cercando di identificare la sede della lesione. Un esame anormale con un riflesso pupillare normale o diminuito può indicare la presenza di opacità delle strutture oculari (cataratta, edema corneale, ipopion/ifema), blefarospasmo, malattie retiniche (degenerazione periferica della retina, corioretinite). Un esame anormale con assenza di riflesso pupillare può indicare glaucoma, distacco della retina o neurite ottica (prossimale). Un esame normale con assenza di riflesso pupillare indica la presenza di patologie della parte distale del nervo ottico, del chiasma ottico o una SARD. Infine, un esame normale con un riflesso pupillare normale può indicare delle lesioni congenite (idrocefalo), delle patologie metaboliche, un'intossicazione o un malattia del SNC.






Si ringrazia il Fott. Diego Tronca per i dati forniti.

Maria Grazia Monzeglio Med Vet PhD
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La cecità nel cane e nel gattoContinuando le sue relazioni sui problemi visivi del cane e del gatto nella sessione di Oftalmologia del 53° Congresso SCIVAC (Rimini, 19-21 maggio 2006), Ron Ofri (Università di Gerusalemme, Israele) ha affrontato il tema della cecità.

Durante l'esame clinico di un animale colpito da cecità, è importante identificare le modalità di insorgenza del problema, ossia se la cecità sia comparsa improvvisamente o in modo graduale. Inoltre, è importante determinare se il soggetto abbia subito una perdita della visione notturna, che rappresenta lo stadio iniziale caratteristico delle patologie ereditarie dell'occhio.

Oltre all'esame oftalmologico, è necessario naturalmente eseguire un esame clinico completo di tutti gli apparati, con particolare attenzione al sistema nervoso. Dovranno essere esaminati i riflessi corticali tramite il riflesso della risposta alla minaccia. Si possono avere dei falsi positivi, come ad esempio nel caso di una stimolazione del trigemino (quando vengono inavvertitamente toccate le ciglia) oppure un riflesso falsato o dovuto all'altro occhio che vede l'avvicinarsi della mano. Possono esserci inoltre anche dei falsi negativi, come nel caso della paralisi del nervo facciale che impedisce all'animale di chiudere le palpebre. In questa situazione è visibile solo il riflesso di retrazione del bulbo oculare come risposta alla minaccia. Falsi negativi possono derivare anche dalla giovane età o dal carattere del paziente.

L'esame della vista può proseguire con dei test comportamentali, in cui ad esempio viene mostrato all’animale un oggetto in movimento che deve seguire con lo sguardo (per es. un puntatore laser) o facendogli attraversare un labirinto estemporaneamente creato in ambulatorio. Nel caso la risposta alla minaccia o il test del labirinto fornissero risultati incerti, verrà eseguito un test per i riflessi di posizionamento.

I riflessi subcorticali vengono valutati tramite l'esame del riflesso pupillare, del riflesso pupillare consensuale e del riflesso dell'abbagliamento. La presenza di un riflesso pupillare e dell'abbagliamento normali non significa che la vista sia normale (questi riflessi sono presenti in caso di cataratta). Allo stesso modo, l'assenza del riflesso pupillare non indica cecità (presenza di sinechie posteriori).

Durante l'esame oftalmologico completo di un paziente cieco è necessario accertarsi che la luce sia in grado di raggiungere la retina, cercando di identificare la sede della lesione. Un esame anormale con un riflesso pupillare normale o diminuito può indicare la presenza di opacità delle strutture oculari (cataratta, edema corneale, ipopion/ifema), blefarospasmo, malattie retiniche (degenerazione periferica della retina, corioretinite). Un esame anormale con assenza di riflesso pupillare può indicare glaucoma, distacco della retina o neurite ottica (prossimale). Un esame normale con assenza di riflesso pupillare indica la presenza di patologie della parte distale del nervo ottico, del chiasma ottico o una SARD. Infine, un esame normale con un riflesso pupillare normale può indicare delle lesioni congenite (idrocefalo), delle patologie metaboliche, un'intossicazione o un malattia del SNC.






Si ringrazia il Fott. Diego Tronca per i dati forniti.

Maria Grazia Monzeglio Med Vet PhD
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