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AGGIORNAMENTO SCIENTIFICO PERMANENTE IN MEDICINA VETERINARIA

Mercoledì, 08 Ottobre 2014

Profilo urinario del prednisolone nei bovini trattati con dosi terapeutiche

  • Efficacia della determinazione simultanea di prednisolone, prednisone, 20β-diidroprednisolone, cortisolo e cortisone urinari per confermare l'origine esogena del corticosteroide
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Profilo urinario del prednisolone nei bovini trattati con dosi terapeuticheIl prednisolone è stato il primo glucocorticoide ad essere stato sintetizzato ed è ancora ampiamente utilizzato nel bovino. E’impiegato illegalmente per mascherare varie malattie prima della vendita dell'animale e, a dosaggi minori e per periodi prolungati, per il miglioramento della resa alimentare e delle caratteristiche della carcassa. Poiché è stata rilevata la presenza occasionale di prednisolone a livelli traccia in campioni urinari di bovini non trattati, il Ministero della Salute italiano ha introdotto un limite provvisorio di 5 ng/mL per evitare false non-conformità. Tuttavia, tale limite si è dimostrato inefficace nell’identificare l'abuso del prednisolone come promotore di crescita.

In uno studio, è stato somministrato prednisolone acetato a tori e vacche in finissaggio secondo un protocollo terapeutico (2 × 0,4-0,5 mg/kg IM a intervallo di 48 ore) per verificare ulteriormente l'impatto pratico di questo limite soglia e sviluppare strategie valide per distinguere tra somministrazione esogena e produzione endogena. Si determinavano prednisolone, prednisone, 20β-diidroprednisolone, 20α-diidroprednisolone, 20β-diidroprednisone, 6β-idrossiprednisolone, cortisolo e cortisone urinari utilizzando un metodo validato LC/MS-MS.

Il profilo di escrezione urinaria mostrava la presenza simultanea di 20β-diidroprednisolone e prednisone, l'ultimo a concentrazioni minori, fino a 33 giorni dopo la prima somministrazione. Livelli maggiori di analita erano presenti nei tori anche dopo la correzione per la diluizione nelle urine. Nella metà dei campioni prelevati a 19 giorni e in tutti i campioni ottenuti 26 e 33 giorni dopo la prima somministrazione si riscontravano concentrazioni di prednisolone inferiori a 5 ng/ml. Nei campioni prelevati prima del trattamento non si determinavano concentrazioni misurabili di prednisolone o dei suoi metaboliti, mentre si osservavano livelli di cortisolo e cortisone inferiori ai rispettivi LOQ dopo il trattamento.

Lo studio conferma la criticità dell'approccio meramente quantitativo attualmente adottato per accertare la somministrazione illegale di prednisolone nel bovino. Come recentemente mostrato per i trattamenti finalizzati alla promozione della crescita nei bovini da carne, la determinazione simultanea di prednisolone, prednisone e 20β-diidroprednisolone urinari insieme a cortisolo e cortisone può costituire un approccio più affidabile per confermare l'origine esogena del prednisolone. Tale strategia può favorire l’identificazione inequivocabile degli animali trattati con prednisolone acetato mediante un protocollo terapeutico anche 3 o 4 settimane dopo il trattamento, concludono gli autori.


“Profile of the urinary excretion of prednisolone and its metabolites in finishing bulls and cows treated with a therapeutic schedule.” Nebbia C, Capra P, Leporati M, Girolami F, Barbarino G, Gatto S, Vincenti M. BMC Vet Res. 2014 Sep 30; 10 (1): 237.


Maria Grazia Monzeglio Med Vet PhD
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Profilo urinario del prednisolone nei bovini trattati con dosi terapeuticheIl prednisolone è stato il primo glucocorticoide ad essere stato sintetizzato ed è ancora ampiamente utilizzato nel bovino. E’impiegato illegalmente per mascherare varie malattie prima della vendita dell'animale e, a dosaggi minori e per periodi prolungati, per il miglioramento della resa alimentare e delle caratteristiche della carcassa. Poiché è stata rilevata la presenza occasionale di prednisolone a livelli traccia in campioni urinari di bovini non trattati, il Ministero della Salute italiano ha introdotto un limite provvisorio di 5 ng/mL per evitare false non-conformità. Tuttavia, tale limite si è dimostrato inefficace nell’identificare l'abuso del prednisolone come promotore di crescita.

In uno studio, è stato somministrato prednisolone acetato a tori e vacche in finissaggio secondo un protocollo terapeutico (2 × 0,4-0,5 mg/kg IM a intervallo di 48 ore) per verificare ulteriormente l'impatto pratico di questo limite soglia e sviluppare strategie valide per distinguere tra somministrazione esogena e produzione endogena. Si determinavano prednisolone, prednisone, 20β-diidroprednisolone, 20α-diidroprednisolone, 20β-diidroprednisone, 6β-idrossiprednisolone, cortisolo e cortisone urinari utilizzando un metodo validato LC/MS-MS.

Il profilo di escrezione urinaria mostrava la presenza simultanea di 20β-diidroprednisolone e prednisone, l'ultimo a concentrazioni minori, fino a 33 giorni dopo la prima somministrazione. Livelli maggiori di analita erano presenti nei tori anche dopo la correzione per la diluizione nelle urine. Nella metà dei campioni prelevati a 19 giorni e in tutti i campioni ottenuti 26 e 33 giorni dopo la prima somministrazione si riscontravano concentrazioni di prednisolone inferiori a 5 ng/ml. Nei campioni prelevati prima del trattamento non si determinavano concentrazioni misurabili di prednisolone o dei suoi metaboliti, mentre si osservavano livelli di cortisolo e cortisone inferiori ai rispettivi LOQ dopo il trattamento.

Lo studio conferma la criticità dell'approccio meramente quantitativo attualmente adottato per accertare la somministrazione illegale di prednisolone nel bovino. Come recentemente mostrato per i trattamenti finalizzati alla promozione della crescita nei bovini da carne, la determinazione simultanea di prednisolone, prednisone e 20β-diidroprednisolone urinari insieme a cortisolo e cortisone può costituire un approccio più affidabile per confermare l'origine esogena del prednisolone. Tale strategia può favorire l’identificazione inequivocabile degli animali trattati con prednisolone acetato mediante un protocollo terapeutico anche 3 o 4 settimane dopo il trattamento, concludono gli autori.


“Profile of the urinary excretion of prednisolone and its metabolites in finishing bulls and cows treated with a therapeutic schedule.” Nebbia C, Capra P, Leporati M, Girolami F, Barbarino G, Gatto S, Vincenti M. BMC Vet Res. 2014 Sep 30; 10 (1): 237.


Maria Grazia Monzeglio Med Vet PhD
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