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Mercoledì, 08 Ottobre 2014

Conservazione del sangue di furetto per la trasfusione

  • In soluzione anticoagulante CPDA, non dovrebbe essere utilizzato oltre il giorno 7 di refrigerazione a 4°C, secondo uno studio
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Conservazione del sangue di furetto per la trasfusioneNel furetto, la trasfusione ematica è stata descritta per il trattamento dell'anemia associata all'estro e per la terapia d'emergenza di traumi, anemia iatrogena (in genere indotta da chirurgia), anemia emolitica autoimmune e aplasia eritrocitaria pura. Attualmente non sono comuni le banche del sangue di furetto, contrariamente a quanto avviene per la conservazione del sangue canino e felino.

Uno studio ha determinato la durata di conservazione del sangue di furetto in una soluzione anticoagulante di citrato-fosfato-destrosio con adenina (CPDA). Si utilizzavano come donatori due furetti maschi e da ciascuno di essi si prelevavano 6 ml di sangue dalla vena cava craniale. Il sangue veniva conservato in provette da 10 ml di polietilene tereftalato (PET) contenenti 1 ml di soluzione di CPDA. I prelievi ematici venivano effettuati da ciascun furetto una volta al mese per 5 mesi. I 10 campioni ematici ottenuti venivano conservati in un frigorifero da laboratorio a 4°C per 4 settimane. Si effettuavano le analisi biochimiche (glucosio, pH, lattato, potassio, sodio) ed ematologiche (ematocrito, esame dello striscio ematico con microscopio ottico) sul sangue conservato i giorni 0, 7, 14, 21 e 28.

L'analisi biochimica rivelava una diminuzione progressiva dal giorno 7 di pH, glucosio e sodio, con un concomitante aumento di lattato e potassio. Tali aspetti sono attribuibili al metabolismo e al deterioramento degli eritrociti durante la conservazione ed erano più rapidi di quelli descritti per il sangue conservato umano o canino.

L'analisi ematologica rivelava un aumento progressivo dell’ematocrito dovuto alla comparsa di eritrociti ipocromici ed echinociti a partire dal giorno 7. Nel tubo capillare per microematocrito si osservava emolisi dal giorno 21 e nello striscio ematico erano visibili coaguli microscopici dal giorno 28.

Il basso pH ematico e la comparsa di numerosi eritrociti ipocromici ed alcuni echinociti dal giorno 7 suggeriscono che il sangue di furetto conservato in CPDA ha una breve durata di conservazione, rispetto al sangue umano o canino conservato. Gli autori consigliano di non utilizzare per la trasfusione il sangue di furetto conservato in CPDA oltre il giorno 7 di conservazione a 4°C.


“Assessment of a blood preservation protocol for use in ferrets before transfusion.” Pignon C, Donnelly TM, Todeschini C, Deschamps JY, Roux FA. Vet Rec. 2014 Mar 15;174 (11): 277.


Maria Grazia Monzeglio Med Vet PhD
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Conservazione del sangue di furetto per la trasfusioneNel furetto, la trasfusione ematica è stata descritta per il trattamento dell'anemia associata all'estro e per la terapia d'emergenza di traumi, anemia iatrogena (in genere indotta da chirurgia), anemia emolitica autoimmune e aplasia eritrocitaria pura. Attualmente non sono comuni le banche del sangue di furetto, contrariamente a quanto avviene per la conservazione del sangue canino e felino.

Uno studio ha determinato la durata di conservazione del sangue di furetto in una soluzione anticoagulante di citrato-fosfato-destrosio con adenina (CPDA). Si utilizzavano come donatori due furetti maschi e da ciascuno di essi si prelevavano 6 ml di sangue dalla vena cava craniale. Il sangue veniva conservato in provette da 10 ml di polietilene tereftalato (PET) contenenti 1 ml di soluzione di CPDA. I prelievi ematici venivano effettuati da ciascun furetto una volta al mese per 5 mesi. I 10 campioni ematici ottenuti venivano conservati in un frigorifero da laboratorio a 4°C per 4 settimane. Si effettuavano le analisi biochimiche (glucosio, pH, lattato, potassio, sodio) ed ematologiche (ematocrito, esame dello striscio ematico con microscopio ottico) sul sangue conservato i giorni 0, 7, 14, 21 e 28.

L'analisi biochimica rivelava una diminuzione progressiva dal giorno 7 di pH, glucosio e sodio, con un concomitante aumento di lattato e potassio. Tali aspetti sono attribuibili al metabolismo e al deterioramento degli eritrociti durante la conservazione ed erano più rapidi di quelli descritti per il sangue conservato umano o canino.

L'analisi ematologica rivelava un aumento progressivo dell’ematocrito dovuto alla comparsa di eritrociti ipocromici ed echinociti a partire dal giorno 7. Nel tubo capillare per microematocrito si osservava emolisi dal giorno 21 e nello striscio ematico erano visibili coaguli microscopici dal giorno 28.

Il basso pH ematico e la comparsa di numerosi eritrociti ipocromici ed alcuni echinociti dal giorno 7 suggeriscono che il sangue di furetto conservato in CPDA ha una breve durata di conservazione, rispetto al sangue umano o canino conservato. Gli autori consigliano di non utilizzare per la trasfusione il sangue di furetto conservato in CPDA oltre il giorno 7 di conservazione a 4°C.


“Assessment of a blood preservation protocol for use in ferrets before transfusion.” Pignon C, Donnelly TM, Todeschini C, Deschamps JY, Roux FA. Vet Rec. 2014 Mar 15;174 (11): 277.


Maria Grazia Monzeglio Med Vet PhD
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