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AGGIORNAMENTO SCIENTIFICO PERMANENTE IN MEDICINA VETERINARIA

Venerdì, 30 Aprile 2004

Erbicidi e carcinoma della vescica del cane

  • Rischio neoplastico significativamente aumentato nei cani esposti ai prodotti chimici per giardini
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Erbicidi e carcinoma della vescica del caneUno studio pubblicato sul numero del 15 aprile del Journal of the American Veterinary Medical Association esamina il potenziale aumento di incidenza dei tumori della vescica nei cani a contatto con cortili o giardini trattati con erbicidi e insetticidi.

In particolare, lo studio ha considerato il tumore vescicale più comune nel cane, il carcinoma a cellule di transizione (TCC). La prevalenza di TCC nei cani visitati presso le cliniche veterinarie universitarie del Nord America è aumentata del 600% tra il 1975 e il 1995. Scottish Terrier, Shetland Sheepdog, Fox Terrier a pelo ruvido e West Highland White Terrier hanno mostrato un aumento significativo di incidenza rispetto ai meticci. Ciò suggerisce una predisposizione genetica al TCC nei terrier e in particolare negli Scottish Terrier.

Ai proprietari di Scottish Terrier con TCC (n = 83) e di Scottish Terrier con altri problemi di salute (n = 83) è stato sottoposto un questionario per valutare l'esposizione dei cani a sostanze chimiche per giardini nell'anno precedente la diagnosi di TCC e per lo stesso periodo nei cani di controllo.

Il rischio di TCC era sigificativamente aumentato nei cani esposti a giardini trattati con erbicidi e insetticidi o soltanto con erbicidi. I cani esposti ai soli insetticidi mostravano invece un aumento non significativo del rischio di TCC rispetto ai cani esposti a giardini non trattati.

In generale, il rischio di TCC era maggiore tra i cani esposti a erbicidi fenossi-derivati, i più comunemente utilizzati, ma anche ai non fenossi-derivati.

Si ritiene che gli erbicidi fenossi-derivati siano carcinogeni nell'uomo, anche se i test biologici su ratto, topo e cane non ne hanno dimostrato la carcinogenicità.

Ciononostante, sulla base dei risultati, gli autori dello studio consigliano ai veterinari di effettuare un esame citologico delle urine di routine (ogni 6 mesi) negli Scottish Terrier e in altre razze "ad alto rischio genetico" "sopra i 6 anni di età che siano esposti a tali sostanze chimiche.


Maria Grazia Monzeglio DVM PhD
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Erbicidi e carcinoma della vescica del caneUno studio pubblicato sul numero del 15 aprile del Journal of the American Veterinary Medical Association esamina il potenziale aumento di incidenza dei tumori della vescica nei cani a contatto con cortili o giardini trattati con erbicidi e insetticidi.

In particolare, lo studio ha considerato il tumore vescicale più comune nel cane, il carcinoma a cellule di transizione (TCC). La prevalenza di TCC nei cani visitati presso le cliniche veterinarie universitarie del Nord America è aumentata del 600% tra il 1975 e il 1995. Scottish Terrier, Shetland Sheepdog, Fox Terrier a pelo ruvido e West Highland White Terrier hanno mostrato un aumento significativo di incidenza rispetto ai meticci. Ciò suggerisce una predisposizione genetica al TCC nei terrier e in particolare negli Scottish Terrier.

Ai proprietari di Scottish Terrier con TCC (n = 83) e di Scottish Terrier con altri problemi di salute (n = 83) è stato sottoposto un questionario per valutare l'esposizione dei cani a sostanze chimiche per giardini nell'anno precedente la diagnosi di TCC e per lo stesso periodo nei cani di controllo.

Il rischio di TCC era sigificativamente aumentato nei cani esposti a giardini trattati con erbicidi e insetticidi o soltanto con erbicidi. I cani esposti ai soli insetticidi mostravano invece un aumento non significativo del rischio di TCC rispetto ai cani esposti a giardini non trattati.

In generale, il rischio di TCC era maggiore tra i cani esposti a erbicidi fenossi-derivati, i più comunemente utilizzati, ma anche ai non fenossi-derivati.

Si ritiene che gli erbicidi fenossi-derivati siano carcinogeni nell'uomo, anche se i test biologici su ratto, topo e cane non ne hanno dimostrato la carcinogenicità.

Ciononostante, sulla base dei risultati, gli autori dello studio consigliano ai veterinari di effettuare un esame citologico delle urine di routine (ogni 6 mesi) negli Scottish Terrier e in altre razze "ad alto rischio genetico" "sopra i 6 anni di età che siano esposti a tali sostanze chimiche.


Maria Grazia Monzeglio DVM PhD
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