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AGGIORNAMENTO SCIENTIFICO PERMANENTE IN MEDICINA VETERINARIA

Venerdì, 13 Giugno 2003

Vaiolo delle scimmie: i dati e le raccomandazioni preliminari per veterinari e proprietari

  • Emesse dal Center for Disease Control and Prevention americano (CDC).
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Vaiolo delle scimmie: i dati e le raccomandazioni preliminari per veterinari e proprietariDurante le scorse settimane sono stati identificati negli Stati Uniti, precisamente in Wisconsin, Illinois e Indiana, casi di malattia riferibile a vaiolo delle scimmie nell'uomo. Queste persone erano tutte state in contatto con cani della prateria malati acquistati da poco. Ad oggi i casi sarebbero giunti a 48.

Secondo il Centers for Disease Control and Prevention (CDC) americano, che sta investigando sulla zoonosi, i contatti sospetti uomo-animale sono avvenuti con i cani della prateria, un Topo gigante del Gambia e un coniglio ospitato in una clinica veterinaria insieme a un cane della prateria malato. Sembra che i cani della prateria, ormai diffusi in America come pet, si siano contagiati attraverso il contatto con il Topo gigante del Gambia recentemente importato dall'Africa.

Alla data del 7 giugno, almeno 7 delle persone con sospetto contagio in USA sono veterinari o staff veterinario.

L'agente eziologico del vaiolo delle scimmie è l'Orthopoxvirus, della famiglia dei Poxviridae, quella del vaiolo. Sin dai primi casi, i ricercatori della Marshfield Clinic del Wisconsin hanno dimostrato, mediante microscopia elettronica, la presenza di un virus morfologicamente riferibile a poxvirus negli isolati virali di un paziente e di un cane della prateria.

I test sierologici, le analisi PCR (polymerase-chain-reaction) e la sequenza genica eseguiti presso il CDC hanno indicato l'agente causale nel monkeypox virus, un membro degli orthopoxvirus. Si tratta della prima prova di infezione comunitaria da virus del vaiolo delle scimmie negli Stati Uniti (e in Occidente).

Nell'uomo, i sintomi del vaiolo delle scimmie sono molto simili a quelli del vaiolo propriamente detto: febbre, tosse, mal di testa ed eruzione di pustole dolorose su tutto il corpo. «Si tratta di una malattia mai vista prima nell'emisfero occidentale, quindi è necessario prenderla molto seriamente», ha detto James Hughes, direttore del Centro per la malattie infettive del Cdc. L'ultima volta che una malattia infettiva è entrata negli Usa fu nel 1999, quando venne registrato il primo caso della zanzara killer, o virus del Nilo occidentale.

La zoonosi da vaiolo delle scimmie è una condizione rara, di solito confinata alle foreste pluviali e all'Africa centrale e occidentale. Nelle zone endemiche africane la diffusione dell'infezione da una persona all'altra è limitata. L'infezione produce nell'uomo un'eruzione vescicolare e pustolosa simile a quella del vaiolo umano. Il periodo d'incubazione è di 12 giorni e il tasso di mortalità umano in Africa varia tra l'1 e il 10%.

Per ora non vi sono indicazioni specifiche circa il trattamento, anche se il CDC sta considerando la somministrazione post-esposizione di vaccino antivaioloso e l'uso dell'antivirale acidofovir.

Manifestazioni del vaiolo delle scimmie negli animali:
Nell'episodio attuale le manifestazioni osservate negli animali sono febbre, tosse, blefarocongiuntivite e linfadenopatia, seguiti da un'eruzione nodulosa. Alcuni animali sono deceduti, altri guariti. Tutti i mammiferi sono da considerare a rischio di infezione.

Raccomandazioni per i proprietari di animali ammalati:
In caso si sospetti il contagio del proprio animale, isolarlo dagli umani e da altri animali, contattare le autorità sanitarie locali e sottoporlo a visita veterinaria, informandone prima il veterinario. Indossare maschera e guanti e portare al veterinario coperte, cuccia e lettiera per lo smaltimento come materiale sanitario. Osservare altri animali venuti in contatto per almeno 1 mese. Pulire e disinfettare l'ambiente. Precauzioni igieniche e di isolamento devono essere prese anche durante il trasporto del'animale.

Valutazione veterinaria:
Il veterinario che esamini un cane della prateria o un topo gigante del Gambia o altri mammiferi venuti a contatto con un caso sospetto di vaiolo dele scimmie deve emettere diagnosi di sospetta infezione. Anche gli animali apparentemente sani ma che siano stati implicati come possibile fonte di infezione per l'uomo devono essere considerati casi di sospetta infezione. Qualsiasi caso sospetto va comunicato all'autorità sanitaria locale.

Il CDC ha poi stilato una lista di precauzioni sanitarie per il controlo dell'infezione in ambulatorio da parte del veterinario cui sia pervenuto un caso di sospetto vaiolo delle scimmie; olte alle norme per la visita, l'eutanasia e lo smaltimento della carcassa (cfr. link sottoriportato).

Il CDC consiglia l'eutanasia di tutti gli animali con sospetta infezione da vaiolo delle scimmie e l'osservazione per 1 mese a casa degli animali possibilmente esposti al contagio ma asintomatici.

Si consiglia inoltre di raccogliere e conservare in congelatore per futuri esami campioni come sangue e siero o la carcassa dell'animale. Sconsigliata l'autopsia in ambulatorio.





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Vaiolo delle scimmie: i dati e le raccomandazioni preliminari per veterinari e proprietariDurante le scorse settimane sono stati identificati negli Stati Uniti, precisamente in Wisconsin, Illinois e Indiana, casi di malattia riferibile a vaiolo delle scimmie nell'uomo. Queste persone erano tutte state in contatto con cani della prateria malati acquistati da poco. Ad oggi i casi sarebbero giunti a 48.

Secondo il Centers for Disease Control and Prevention (CDC) americano, che sta investigando sulla zoonosi, i contatti sospetti uomo-animale sono avvenuti con i cani della prateria, un Topo gigante del Gambia e un coniglio ospitato in una clinica veterinaria insieme a un cane della prateria malato. Sembra che i cani della prateria, ormai diffusi in America come pet, si siano contagiati attraverso il contatto con il Topo gigante del Gambia recentemente importato dall'Africa.

Alla data del 7 giugno, almeno 7 delle persone con sospetto contagio in USA sono veterinari o staff veterinario.

L'agente eziologico del vaiolo delle scimmie è l'Orthopoxvirus, della famiglia dei Poxviridae, quella del vaiolo. Sin dai primi casi, i ricercatori della Marshfield Clinic del Wisconsin hanno dimostrato, mediante microscopia elettronica, la presenza di un virus morfologicamente riferibile a poxvirus negli isolati virali di un paziente e di un cane della prateria.

I test sierologici, le analisi PCR (polymerase-chain-reaction) e la sequenza genica eseguiti presso il CDC hanno indicato l'agente causale nel monkeypox virus, un membro degli orthopoxvirus. Si tratta della prima prova di infezione comunitaria da virus del vaiolo delle scimmie negli Stati Uniti (e in Occidente).

Nell'uomo, i sintomi del vaiolo delle scimmie sono molto simili a quelli del vaiolo propriamente detto: febbre, tosse, mal di testa ed eruzione di pustole dolorose su tutto il corpo. «Si tratta di una malattia mai vista prima nell'emisfero occidentale, quindi è necessario prenderla molto seriamente», ha detto James Hughes, direttore del Centro per la malattie infettive del Cdc. L'ultima volta che una malattia infettiva è entrata negli Usa fu nel 1999, quando venne registrato il primo caso della zanzara killer, o virus del Nilo occidentale.

La zoonosi da vaiolo delle scimmie è una condizione rara, di solito confinata alle foreste pluviali e all'Africa centrale e occidentale. Nelle zone endemiche africane la diffusione dell'infezione da una persona all'altra è limitata. L'infezione produce nell'uomo un'eruzione vescicolare e pustolosa simile a quella del vaiolo umano. Il periodo d'incubazione è di 12 giorni e il tasso di mortalità umano in Africa varia tra l'1 e il 10%.

Per ora non vi sono indicazioni specifiche circa il trattamento, anche se il CDC sta considerando la somministrazione post-esposizione di vaccino antivaioloso e l'uso dell'antivirale acidofovir.

Manifestazioni del vaiolo delle scimmie negli animali:
Nell'episodio attuale le manifestazioni osservate negli animali sono febbre, tosse, blefarocongiuntivite e linfadenopatia, seguiti da un'eruzione nodulosa. Alcuni animali sono deceduti, altri guariti. Tutti i mammiferi sono da considerare a rischio di infezione.

Raccomandazioni per i proprietari di animali ammalati:
In caso si sospetti il contagio del proprio animale, isolarlo dagli umani e da altri animali, contattare le autorità sanitarie locali e sottoporlo a visita veterinaria, informandone prima il veterinario. Indossare maschera e guanti e portare al veterinario coperte, cuccia e lettiera per lo smaltimento come materiale sanitario. Osservare altri animali venuti in contatto per almeno 1 mese. Pulire e disinfettare l'ambiente. Precauzioni igieniche e di isolamento devono essere prese anche durante il trasporto del'animale.

Valutazione veterinaria:
Il veterinario che esamini un cane della prateria o un topo gigante del Gambia o altri mammiferi venuti a contatto con un caso sospetto di vaiolo dele scimmie deve emettere diagnosi di sospetta infezione. Anche gli animali apparentemente sani ma che siano stati implicati come possibile fonte di infezione per l'uomo devono essere considerati casi di sospetta infezione. Qualsiasi caso sospetto va comunicato all'autorità sanitaria locale.

Il CDC ha poi stilato una lista di precauzioni sanitarie per il controlo dell'infezione in ambulatorio da parte del veterinario cui sia pervenuto un caso di sospetto vaiolo delle scimmie; olte alle norme per la visita, l'eutanasia e lo smaltimento della carcassa (cfr. link sottoriportato).

Il CDC consiglia l'eutanasia di tutti gli animali con sospetta infezione da vaiolo delle scimmie e l'osservazione per 1 mese a casa degli animali possibilmente esposti al contagio ma asintomatici.

Si consiglia inoltre di raccogliere e conservare in congelatore per futuri esami campioni come sangue e siero o la carcassa dell'animale. Sconsigliata l'autopsia in ambulatorio.





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