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AGGIORNAMENTO SCIENTIFICO PERMANENTE IN MEDICINA VETERINARIA

Mercoledì, 23 Aprile 2003

Prevedere la probabilità di decesso per infezione da virus della SARS

  • Alti livelli di LDH e neutrofili potrebbero individuare i casi fatali.
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Prevedere la probabilità di decesso per infezione da virus della SARSSecondo gli autori di un lavoro pubblicato sulla versione online della rivista ?New England Journal of Medicine?, alti livelli di lattato deidrogenasi (LDH), suggestivi di lesioni polmonari, unitamente a un aumento dei neutrofili, potrebbero essere degli indicatori prognostici correlati al rischio di fatalità dell'infezione da virus della SARS.

In effetti, solo il 3,5 per cento degli infetti soccombe alla malattia, mentre molti altri sopravvivono. Caratteristiche maggiormente correlate al decesso sono, socondo questo studio, l'anzianità del paziente e l'aumentato livello dell'enzima. La compresenza di altre pregresse malattie come cirrosi o epatite non sembra invece aumentare necessariamente le probabilità di decesso.

Lo studio contiene poi altre informazioni sulla malattia. Dei 138 pazienti studiati, infettati da un singolo soggetto affetto da SARS, quasi la metà lavorava nel settore sanitario che aveva in cura l?uomo, alcuni erano pazienti dell?ospedale o visitatori, e pochi altri sono stati infettati indirettamente dai primi. I medici sembrano infatti concordare sul fatto che la malattia si diffonde soprattutto tramite goccioline diffuse mediante la tosse e lo starnuto.
Prevedere la probabilità di decesso per infezione da virus della SARSSecondo gli autori di un lavoro pubblicato sulla versione online della rivista ?New England Journal of Medicine?, alti livelli di lattato deidrogenasi (LDH), suggestivi di lesioni polmonari, unitamente a un aumento dei neutrofili, potrebbero essere degli indicatori prognostici correlati al rischio di fatalità dell'infezione da virus della SARS.

In effetti, solo il 3,5 per cento degli infetti soccombe alla malattia, mentre molti altri sopravvivono. Caratteristiche maggiormente correlate al decesso sono, socondo questo studio, l'anzianità del paziente e l'aumentato livello dell'enzima. La compresenza di altre pregresse malattie come cirrosi o epatite non sembra invece aumentare necessariamente le probabilità di decesso.

Lo studio contiene poi altre informazioni sulla malattia. Dei 138 pazienti studiati, infettati da un singolo soggetto affetto da SARS, quasi la metà lavorava nel settore sanitario che aveva in cura l?uomo, alcuni erano pazienti dell?ospedale o visitatori, e pochi altri sono stati infettati indirettamente dai primi. I medici sembrano infatti concordare sul fatto che la malattia si diffonde soprattutto tramite goccioline diffuse mediante la tosse e lo starnuto.

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