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Mercoledì, 14 Maggio 2003

Malattie emergenti dietro l'angolo per i cavalli USA

  • I timori dei veterinari americani verso gli agenti patogeni stranieri.
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Malattie emergenti dietro l'angolo per i cavalli USAIn occasione dell'ultimo convegno della American Association of Equine Practitioners (Orlando, Florida) è stata presentata una relazione dal titolo "Foreign Animal Diseases with Equine Potential", di Corrie Brown, Università della Georgia.

La globalizzazione ha investito anche il campo delle malattie esotiche, e nemmeno gli americani possono sentirsene più immuni. E' probabile che contribuisca a questa preoccupazione anche il nuovo senso di vulnerabilità del popolo USA dopo l'11 settembre.

"La possibilità che entrino nel paese nuove malattie straniere è ormai solo questione di tempo", dice la Brown. La minaccia è plausibile. Per questo è importante iniziare a conoscerle, per saperle diagnosticare per tempo nell'eventualità di incontrarle.

La lezione i veterinari americani l'hanno dovuta imparare con il West Nile virus, introdottosi nel continente americano nel 1999 quando non compariva assolutamente tra i patogeni esotici con possibilità d'ingresso. Oggi invece è fortemente consigliata la vaccinazione contro l'infezione da West Nile virus di tutti i cavalli di alcuni stati, come ad esempio il Colorado e il Nebraska (vedi "Vaccinazione di tutti i cavalli contro il West Nile virus in Colorado" su vet.journal del 30 aprile 2003).

Le malattie potenzialmente importabili sono, secondo la Brown, la Peste equina africana, la Morva e l'Hendravirus.

La peste equina è una grave malattia sistemica acuta sostenuta da Orbivirus e trasmessa dai Culicoidi, responsabile di grave edema polmonare, idropericardio, coliche ecc. Colpisce endemicamente l'Africa centrale e da lì diffonde nel sud e a volte nel nord del continente. Vi sono stati anche alcuni focolai extra-africani nel Vicino e Medio Oriente, in Spagna (1990) e in Portogallo. Fortunatamente, negli altri paesi rimane una malattia esotica, però la relativamente recente epizoozia spagnola indica che l’orbivirus può venire facilmente introdotto. Secondo la Brown, l'ingresso negli USA dei Culicoidi africani infetti è un'eventualità plausibile.

La morva, causata dal batterio Burkholderia mallei, è stata eradicata dagli USA nel 1937 ed è attualmente confinata all'Asia e all'Europa dell'est. Si manifesta con febbre e segni riferibili alla porta d'ingresso. In Italia è stata riscontrata per l'ultima volta nel 1960.

L'Hendravirus è un nuovo Paramyxovirus comparso in Australia nel 1994, diffuso dal fruit bat (un grosso pipistrello). I segni clinici sono simili a quelli della polmonite.

Altre meno probabili malattie esotiche importabili sono le tripasonomiasi come la Durina e la Surra.


Malattie emergenti dietro l'angolo per i cavalli USAIn occasione dell'ultimo convegno della American Association of Equine Practitioners (Orlando, Florida) è stata presentata una relazione dal titolo "Foreign Animal Diseases with Equine Potential", di Corrie Brown, Università della Georgia.

La globalizzazione ha investito anche il campo delle malattie esotiche, e nemmeno gli americani possono sentirsene più immuni. E' probabile che contribuisca a questa preoccupazione anche il nuovo senso di vulnerabilità del popolo USA dopo l'11 settembre.

"La possibilità che entrino nel paese nuove malattie straniere è ormai solo questione di tempo", dice la Brown. La minaccia è plausibile. Per questo è importante iniziare a conoscerle, per saperle diagnosticare per tempo nell'eventualità di incontrarle.

La lezione i veterinari americani l'hanno dovuta imparare con il West Nile virus, introdottosi nel continente americano nel 1999 quando non compariva assolutamente tra i patogeni esotici con possibilità d'ingresso. Oggi invece è fortemente consigliata la vaccinazione contro l'infezione da West Nile virus di tutti i cavalli di alcuni stati, come ad esempio il Colorado e il Nebraska (vedi "Vaccinazione di tutti i cavalli contro il West Nile virus in Colorado" su vet.journal del 30 aprile 2003).

Le malattie potenzialmente importabili sono, secondo la Brown, la Peste equina africana, la Morva e l'Hendravirus.

La peste equina è una grave malattia sistemica acuta sostenuta da Orbivirus e trasmessa dai Culicoidi, responsabile di grave edema polmonare, idropericardio, coliche ecc. Colpisce endemicamente l'Africa centrale e da lì diffonde nel sud e a volte nel nord del continente. Vi sono stati anche alcuni focolai extra-africani nel Vicino e Medio Oriente, in Spagna (1990) e in Portogallo. Fortunatamente, negli altri paesi rimane una malattia esotica, però la relativamente recente epizoozia spagnola indica che l’orbivirus può venire facilmente introdotto. Secondo la Brown, l'ingresso negli USA dei Culicoidi africani infetti è un'eventualità plausibile.

La morva, causata dal batterio Burkholderia mallei, è stata eradicata dagli USA nel 1937 ed è attualmente confinata all'Asia e all'Europa dell'est. Si manifesta con febbre e segni riferibili alla porta d'ingresso. In Italia è stata riscontrata per l'ultima volta nel 1960.

L'Hendravirus è un nuovo Paramyxovirus comparso in Australia nel 1994, diffuso dal fruit bat (un grosso pipistrello). I segni clinici sono simili a quelli della polmonite.

Altre meno probabili malattie esotiche importabili sono le tripasonomiasi come la Durina e la Surra.


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