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AGGIORNAMENTO SCIENTIFICO PERMANENTE IN MEDICINA VETERINARIA

Venerdì, 18 Aprile 2003

Primi casi di infezione da West Nile virus nei rettili

  • In Florida, la prima segnalazione di infezione da virus del Nilo occidentale in questa specie.
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Primi casi di infezione da West Nile virus nei rettiliLa University of Florida, College of Veterinary Medicine, ha confermato la diagnosi di infezione da West Nile virus in tre piccoli alligatori.
Dopo la morte di centinaia di alligatori nello scorso settembre, una fattoria nei pressi di Orlando ha inviato tre alligatori morti all'ospedale veterinario dell'Università della Florida. I segni clinici mostrati dai tre animali erano di carattere neurologico, e includevano movimenti di maneggio, inclinazione della testa e tremori. All'esame necroscopico, i tre animali mostravano segni di infiammazione cerebrale, midollare, cardiaca, epatica e splenica, in maniera simile a quanto accade negli uccelli infetti dallo stesso virus.

Il West Nile virus è un Flavivirus, veicolato dalla puntura di zanzara del genere Culex, che in condizioni naturali può infettare l'uomo e numerose specie domestiche e selvatiche, come cavalli, bovini, ovicaprini, cani, gatti, uccelli e topi. Il nome di West Nile deriva dal fatto che è stato isolato per la prima volta nel 1937 in Uganda.

Tra gli animali, solo il cavallo manifesta una grave sintomatologia clinica. Gli uccelli sono considerati il principale vettore vertebrato del virus e le migrazioni sono la modalità più probabile di dispersione virale.

Nell'uomo e nel cavallo la malattia può decorrere in forma subclinica o leggera con sintomatologia simil-influenzale, o in forma grave con sintomi di encefalite ed epatite. Nel cavallo, la sintomatologia clinica è di tipo neurologico con ptosi del labbro inferiore, atassia locomotoria più o meno grave. I sintomi evolvono in pochi giorni fino al decubito permanente. Se il soggetto supera la malattia, la remissione dei sintomi avviene dopo una settimana dall?insorgenza, con recupero funzionale totale o parziale.

Il virus WN infetta anche diverse specie di uccelli, specie in cui è stata individuata la gran parte delle infezioni. I sintomi possono variare da un generico abbattimento con decubito sternale, atassia, tremori, opistotono, movimenti in circolo e convulsioni; in molti casi il virus induce la morte.

Sono state segnalate varie epidemie umane; in Europa, la prima si è manifestata in Romania nel 1996-97, con oltre 500 casi ed una mortalità del 10%. Nel cavallo la malattia è stata segnalata per la prima volta all?inizio degli anni 60 in Camargue e in Egitto; nel 1998 la EWN si è verificata in Italia, Toscana, nelle vicinanze di Fucecchio, causando sintomatologia clinica in 14 cavalli e mortalità in sei casi. Negli ultimi anni il virus ha raggiunto il territorio statunitense. Ulteriori segnalazioni recenti provengono dalla Russia, dall?Azerbaijan, India, Pakistan e numerosi stati africani.
Primi casi di infezione da West Nile virus nei rettiliLa University of Florida, College of Veterinary Medicine, ha confermato la diagnosi di infezione da West Nile virus in tre piccoli alligatori.
Dopo la morte di centinaia di alligatori nello scorso settembre, una fattoria nei pressi di Orlando ha inviato tre alligatori morti all'ospedale veterinario dell'Università della Florida. I segni clinici mostrati dai tre animali erano di carattere neurologico, e includevano movimenti di maneggio, inclinazione della testa e tremori. All'esame necroscopico, i tre animali mostravano segni di infiammazione cerebrale, midollare, cardiaca, epatica e splenica, in maniera simile a quanto accade negli uccelli infetti dallo stesso virus.

Il West Nile virus è un Flavivirus, veicolato dalla puntura di zanzara del genere Culex, che in condizioni naturali può infettare l'uomo e numerose specie domestiche e selvatiche, come cavalli, bovini, ovicaprini, cani, gatti, uccelli e topi. Il nome di West Nile deriva dal fatto che è stato isolato per la prima volta nel 1937 in Uganda.

Tra gli animali, solo il cavallo manifesta una grave sintomatologia clinica. Gli uccelli sono considerati il principale vettore vertebrato del virus e le migrazioni sono la modalità più probabile di dispersione virale.

Nell'uomo e nel cavallo la malattia può decorrere in forma subclinica o leggera con sintomatologia simil-influenzale, o in forma grave con sintomi di encefalite ed epatite. Nel cavallo, la sintomatologia clinica è di tipo neurologico con ptosi del labbro inferiore, atassia locomotoria più o meno grave. I sintomi evolvono in pochi giorni fino al decubito permanente. Se il soggetto supera la malattia, la remissione dei sintomi avviene dopo una settimana dall?insorgenza, con recupero funzionale totale o parziale.

Il virus WN infetta anche diverse specie di uccelli, specie in cui è stata individuata la gran parte delle infezioni. I sintomi possono variare da un generico abbattimento con decubito sternale, atassia, tremori, opistotono, movimenti in circolo e convulsioni; in molti casi il virus induce la morte.

Sono state segnalate varie epidemie umane; in Europa, la prima si è manifestata in Romania nel 1996-97, con oltre 500 casi ed una mortalità del 10%. Nel cavallo la malattia è stata segnalata per la prima volta all?inizio degli anni 60 in Camargue e in Egitto; nel 1998 la EWN si è verificata in Italia, Toscana, nelle vicinanze di Fucecchio, causando sintomatologia clinica in 14 cavalli e mortalità in sei casi. Negli ultimi anni il virus ha raggiunto il territorio statunitense. Ulteriori segnalazioni recenti provengono dalla Russia, dall?Azerbaijan, India, Pakistan e numerosi stati africani.

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