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AGGIORNAMENTO SCIENTIFICO PERMANENTE IN MEDICINA VETERINARIA

Mercoledì, 14 Maggio 2003

Nuovi dettagli sul coronavirus della SARS

  • Forse scoperto un agente antivirale. Più vicina l'ipotesi vaccino.
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Nuovi dettagli sul coronavirus della SARSI ricercatori di Hong Kong in prima linea per la ricerca sulla terapia e prevenzione della SARS, guidati da David Ho, l'esperto mondiale anti-AIDS (vedi "Nuove strade per la diagnosi e la terapia della SARS", su vet.journal del 7 maggio 2003) avrebbero individuato degli agenti antivirali in grado di bloccare il virus della SARS. Si tratterebbe di una proteina sintetica, un inibitore, che si oppone all'entrata nell'organismo umano del coronavirus.

Inoltre, una ricerca dell'Istituto del Genoma di Singapore pubblicata sul sito online della rivista inglese Lancet, indica che il coronavirus responsabile della SARS non muta cosi' rapidamente come si crede, e ciò andrebbe a vantaggio della messa a punto di un vaccino.

L'esame del genoma di 14 ceppi di coronavirus responsabili della malattia, prelevati da pazienti di quattro zone diverse del mondo, avrebbe rivelato che il virus e' piuttosto stabile, ovvero che le probabilita' che evolva in ceppi differenti, mutando il proprio patrimonio genetico per adattarsi meglio ai sistemi immunitari dei diversi organismi, sono minori di quanto si sia ritenuto finora.

Secondo Earl Brown, virologo dell'Universita' di Ottawa in Canada, che su Lancet ha pubblicato un commento alla ricerca di Singapore, la relativa stabilita' genetica del coronavirus e' "in qualche modo sorprendente" , in quanto la famiglia dei coronavirus ha una elevata propensione alla mutazione genetica. Purtroppo, l'aspetto negativo della questione e' che questa stabilità indica che il coronavirus si è ben adattato all'organismo umano e quindi probabilmente non mutera' in una forma meno virulenta e piu' benigna.




Nuovi dettagli sul coronavirus della SARSI ricercatori di Hong Kong in prima linea per la ricerca sulla terapia e prevenzione della SARS, guidati da David Ho, l'esperto mondiale anti-AIDS (vedi "Nuove strade per la diagnosi e la terapia della SARS", su vet.journal del 7 maggio 2003) avrebbero individuato degli agenti antivirali in grado di bloccare il virus della SARS. Si tratterebbe di una proteina sintetica, un inibitore, che si oppone all'entrata nell'organismo umano del coronavirus.

Inoltre, una ricerca dell'Istituto del Genoma di Singapore pubblicata sul sito online della rivista inglese Lancet, indica che il coronavirus responsabile della SARS non muta cosi' rapidamente come si crede, e ciò andrebbe a vantaggio della messa a punto di un vaccino.

L'esame del genoma di 14 ceppi di coronavirus responsabili della malattia, prelevati da pazienti di quattro zone diverse del mondo, avrebbe rivelato che il virus e' piuttosto stabile, ovvero che le probabilita' che evolva in ceppi differenti, mutando il proprio patrimonio genetico per adattarsi meglio ai sistemi immunitari dei diversi organismi, sono minori di quanto si sia ritenuto finora.

Secondo Earl Brown, virologo dell'Universita' di Ottawa in Canada, che su Lancet ha pubblicato un commento alla ricerca di Singapore, la relativa stabilita' genetica del coronavirus e' "in qualche modo sorprendente" , in quanto la famiglia dei coronavirus ha una elevata propensione alla mutazione genetica. Purtroppo, l'aspetto negativo della questione e' che questa stabilità indica che il coronavirus si è ben adattato all'organismo umano e quindi probabilmente non mutera' in una forma meno virulenta e piu' benigna.




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