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AGGIORNAMENTO SCIENTIFICO PERMANENTE IN MEDICINA VETERINARIA

Mercoledì, 21 Maggio 2003

Chirurgia delle prime vie aeree e dello shunt portosistemico alla videoconferenza SCIVAC

  • Cremona e Perugia collegate in videoconferenza per la prima volta.
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Chirurgia delle prime vie aeree e dello shunt portosistemico alla videoconferenza SCIVACSi è svolta con successo lo scorso 18 maggio la prima video-conferenza organizzata da SCIVAC in collaborazione con BAYER, in cui i centri studio di SCIVAC e AVULP sono stati collegati per tutta la giornata per un incontro dal titolo "Aggiornamenti in chirurgia del cane e del gatto".

I partecipanti potevano essere presenti a Cremona o a Perugia, da dove gli era possibile ascoltare le relazioni dei relatori di entrambe le sedi e far loro domande.

Chiediamo a Massimo Olivieri, medico veterinario libero professionista di Samarate (VA) e relatore alla video-conferenza, dove ha parlato di diagnosi e trattamento chirurgico delle principali patologie delle prime vie aeree e dello shunt portosistemico, un breve riassunto dei suoi interventi.

"Per quanto concerne lo shunt porto-sistemico, nella comunicazione sono stati descritti gli approcci più utilizzati in passato nonché quelli più recenti per la diagnosi ed il trattamento di questa condizione. Personalmente, sto ottenendo con questi ultimi ottimi risultati, avendo risolto molti dei limiti legati alle tecniche diagnostiche ed operative di comune impiego in passato.
Dal punto di vista diagnostico è infatti ormai stata abbandonata la portografia, quale metodica invasiva e soggetta a significativi rischi anestesiologici. L?iter diagnostico ottimale, attualmente, si basa su un?approfondita visita clinica, seguita da esami di laboratorio specifici, che forniscono un forte sospetto della patologia, confermato successivamente dall?esame ecografico e dalla scintigrafia.
Dal punto di vista terapeutico, in presenza di una diagnosi precoce, il trattamento di elezione è sicuramente quello chirurgico, previa stabilizzazione preoperatoria delle condizioni cliniche generali. Diverse sono le tecniche chirurgiche a tutt?oggi utilizzate per questo intervento, tra cui la legatura dello shunt con filo di seta, l?utilizzo di un anello ameroide e il cellophane banding. Quest?ultima è quella che incontra attualmente le mie preferenze. Essa consente, a differenza delle altre tecniche, una chiusura molto graduale del vaso anomalo, riducendo notevolmente i rischi di ipertensione portale secondaria, spesso causa di mortalità nel post-operatorio.
La relazione sulle patologie delle prime vie aeree ha invece delineato gli aspetti diagnostici e terapeutici adottati nei confronti di questo gruppo di malattie. Si è sottolineato come fondamentale sia la diagnosi precoce nelle razze brachicefale, generalmente già effettuabile dopo pochi mesi di vita, e come qualsiasi rumore respiratorio delle alte vie aeree debba sempre indurre a sospettare una patologia di questo distretto. E? quindi necessario eseguire una visita clinica e, successivamente, ove indicata, una laringoscopia di controllo per valutare la lunghezza del velo palatino e l?eventuale eversione dei ventricoli laringei.
In presenza di stenosi delle narici e palato molle lungo è possibile intervenire chirurgicamente in modo molto precoce, riducendo al minimo o persino prevenendo le potenziali gravi complicanze laringee future. Non trattando queste patologie, nei mesi successivi si instaura spesso una eversione dei sacculi laringei che, ostruendo la parte ventrale del lume laringeo, accentua notevolmente i disturbi respiratori. Anche in questo caso una loro rimozione precoce riduce le possibilità di problemi laringei secondari.
Nei soggetti brachicefali adulti sintomatici è invece essenziale la valutazione delle strutture più sopra menzionate ma soprattutto della motilità e della morfologia delle cartilagini aritenoidi, per poter stadiare correttamente la patologia e, di conseguenza, per decidere il trattamento chirurgico più indicato. In caso di diagnosi troppo tardiva si può invece instaurare un collasso laringeo grave che, se associato a sintomatologia respiratoria importante, trova nella tracheostomia permanente l?unico intervento proponibile.
La paresi/paralisi laringea è invece più tipica di razze di media grossa mole e insorge più frequentemente nel cane già adulto. Ancora una volta i disturbi sono quelli tipici delle prime vie aeree associati inizialmente solo a dispnea mentre, nelle fasi più avanzate, possono comparire, sotto sforzo, crisi sincopali. La preferenza personale e di molti autori stranieri va per la tecnica di lateralizzazione della cartilagine aritenoide."
Chirurgia delle prime vie aeree e dello shunt portosistemico alla videoconferenza SCIVACSi è svolta con successo lo scorso 18 maggio la prima video-conferenza organizzata da SCIVAC in collaborazione con BAYER, in cui i centri studio di SCIVAC e AVULP sono stati collegati per tutta la giornata per un incontro dal titolo "Aggiornamenti in chirurgia del cane e del gatto".

I partecipanti potevano essere presenti a Cremona o a Perugia, da dove gli era possibile ascoltare le relazioni dei relatori di entrambe le sedi e far loro domande.

Chiediamo a Massimo Olivieri, medico veterinario libero professionista di Samarate (VA) e relatore alla video-conferenza, dove ha parlato di diagnosi e trattamento chirurgico delle principali patologie delle prime vie aeree e dello shunt portosistemico, un breve riassunto dei suoi interventi.

"Per quanto concerne lo shunt porto-sistemico, nella comunicazione sono stati descritti gli approcci più utilizzati in passato nonché quelli più recenti per la diagnosi ed il trattamento di questa condizione. Personalmente, sto ottenendo con questi ultimi ottimi risultati, avendo risolto molti dei limiti legati alle tecniche diagnostiche ed operative di comune impiego in passato.
Dal punto di vista diagnostico è infatti ormai stata abbandonata la portografia, quale metodica invasiva e soggetta a significativi rischi anestesiologici. L?iter diagnostico ottimale, attualmente, si basa su un?approfondita visita clinica, seguita da esami di laboratorio specifici, che forniscono un forte sospetto della patologia, confermato successivamente dall?esame ecografico e dalla scintigrafia.
Dal punto di vista terapeutico, in presenza di una diagnosi precoce, il trattamento di elezione è sicuramente quello chirurgico, previa stabilizzazione preoperatoria delle condizioni cliniche generali. Diverse sono le tecniche chirurgiche a tutt?oggi utilizzate per questo intervento, tra cui la legatura dello shunt con filo di seta, l?utilizzo di un anello ameroide e il cellophane banding. Quest?ultima è quella che incontra attualmente le mie preferenze. Essa consente, a differenza delle altre tecniche, una chiusura molto graduale del vaso anomalo, riducendo notevolmente i rischi di ipertensione portale secondaria, spesso causa di mortalità nel post-operatorio.
La relazione sulle patologie delle prime vie aeree ha invece delineato gli aspetti diagnostici e terapeutici adottati nei confronti di questo gruppo di malattie. Si è sottolineato come fondamentale sia la diagnosi precoce nelle razze brachicefale, generalmente già effettuabile dopo pochi mesi di vita, e come qualsiasi rumore respiratorio delle alte vie aeree debba sempre indurre a sospettare una patologia di questo distretto. E? quindi necessario eseguire una visita clinica e, successivamente, ove indicata, una laringoscopia di controllo per valutare la lunghezza del velo palatino e l?eventuale eversione dei ventricoli laringei.
In presenza di stenosi delle narici e palato molle lungo è possibile intervenire chirurgicamente in modo molto precoce, riducendo al minimo o persino prevenendo le potenziali gravi complicanze laringee future. Non trattando queste patologie, nei mesi successivi si instaura spesso una eversione dei sacculi laringei che, ostruendo la parte ventrale del lume laringeo, accentua notevolmente i disturbi respiratori. Anche in questo caso una loro rimozione precoce riduce le possibilità di problemi laringei secondari.
Nei soggetti brachicefali adulti sintomatici è invece essenziale la valutazione delle strutture più sopra menzionate ma soprattutto della motilità e della morfologia delle cartilagini aritenoidi, per poter stadiare correttamente la patologia e, di conseguenza, per decidere il trattamento chirurgico più indicato. In caso di diagnosi troppo tardiva si può invece instaurare un collasso laringeo grave che, se associato a sintomatologia respiratoria importante, trova nella tracheostomia permanente l?unico intervento proponibile.
La paresi/paralisi laringea è invece più tipica di razze di media grossa mole e insorge più frequentemente nel cane già adulto. Ancora una volta i disturbi sono quelli tipici delle prime vie aeree associati inizialmente solo a dispnea mentre, nelle fasi più avanzate, possono comparire, sotto sforzo, crisi sincopali. La preferenza personale e di molti autori stranieri va per la tecnica di lateralizzazione della cartilagine aritenoide."
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