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Venerdì, 02 Ottobre 2015

Ossificazione delle cartilagini ungulari del cavallo: caratterizzazione radiografica

  • Le proiezioni oblique flesse forniscono informazioni clinicamente utili che potrebbero non essere evidenti con altre proiezioni comunemente raccomandate
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Ossificazione delle cartilagini ungulari del cavallo: caratterizzazione radiograficaUno studio retrospettivo ha descritto in dettaglio l’aspetto radiografico delle cartilagini ungulari ossificate nel cavallo e ha valutato l’utilità di una proiezione radiografica obliqua flessa dorsolaterale-palmomediale (obliqua flessa) nella valutazione di tali cartilagini. Si rivedevano le radiografie di 1255 piedi anteriori di cavallo.

L’ossificazione delle cartilagini ungulari veniva classificata, durante la valutazione delle radiografie, in una scala da 0 a 5; si includevano i piedi con cartilagini con ossificazione di grado ≥ 2 (386 piedi [271 cavalli]). Si determinava la forma (dritta, curva verso l’esterno o verso l’interno ed estensione dorsopalmare dell’ossificazione). Si registrava la proiezione in cui le alterazioni erano meglio identificabili. Si documentavano le alterazioni di osso compatto, radiopacità, architettura trabecolare, demarcazione compatta-spongiosa e presenza di linee radiotrasparenti; venivano raggruppate come modificazioni di modellamento, adattative o entrambe, confrontate con grado di ossificazione, nuclei separati di ossificazione, simmetria mediolaterale dell’ossificazione, forma, cartilagine (mediale o laterale) e piede (sinistro o destro) e analizzate per associazioni significative.

Le fratture (n = 35) erano più comuni nei piedi con cartilagini con un grado di ossificazione di 4 (18) o 5 (17) e venivano meglio identificate nelle proiezioni oblique flesse, rispetto alle proiezioni più comunemente raccomandate. La regressione logistica multivariata dimostrava un’associazione positiva significativa tra il grado di ossificazione e le modificazioni di modellamento o adattative; i piedi con cartilagini con un grado di ossificazione di 4 o 5 avevano una maggiore probabilità, rispetto quelli con grado di ossificazione di 2 o 3, di avere modificazioni di modellamento o adattative. Le cartilagini con forma anormale avevano una maggiore probabilità di avere modificazioni di modellamento o adattative rispetto alle cartilagini di forma normale.

L’ossificazione estesa e la presenza di curvature verso l’interno o verso l’esterno, così come la curvatura palmare e una forma bulbosa erano fattori di rischio significativi per le modificazioni di modellamento o adattative. Le proiezioni oblique flesse fornivano informazioni clinicamente utili, inclusa l’identificazione di forme anormali e fratture, che potrebbero non essere evidenti con altre proiezioni comunemente raccomandate. Tali proiezioni sono consigliate per la valutazione radiografica completa delle cartilagini ungulari ossificate del piede equino, concludono gli autori.


“Radiographic characterization of ossification of the ungular cartilages in horses: 271 cases (2005–2012)” Laura E. Jones, Sue J. Dyson. Journal of the American Veterinary Medical Association. October 1, 2015, Vol. 247, No. 7, Pages 801-811



Maria Grazia Monzeglio Med Vet PhD
Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Ossificazione delle cartilagini ungulari del cavallo: caratterizzazione radiograficaUno studio retrospettivo ha descritto in dettaglio l’aspetto radiografico delle cartilagini ungulari ossificate nel cavallo e ha valutato l’utilità di una proiezione radiografica obliqua flessa dorsolaterale-palmomediale (obliqua flessa) nella valutazione di tali cartilagini. Si rivedevano le radiografie di 1255 piedi anteriori di cavallo.

L’ossificazione delle cartilagini ungulari veniva classificata, durante la valutazione delle radiografie, in una scala da 0 a 5; si includevano i piedi con cartilagini con ossificazione di grado ≥ 2 (386 piedi [271 cavalli]). Si determinava la forma (dritta, curva verso l’esterno o verso l’interno ed estensione dorsopalmare dell’ossificazione). Si registrava la proiezione in cui le alterazioni erano meglio identificabili. Si documentavano le alterazioni di osso compatto, radiopacità, architettura trabecolare, demarcazione compatta-spongiosa e presenza di linee radiotrasparenti; venivano raggruppate come modificazioni di modellamento, adattative o entrambe, confrontate con grado di ossificazione, nuclei separati di ossificazione, simmetria mediolaterale dell’ossificazione, forma, cartilagine (mediale o laterale) e piede (sinistro o destro) e analizzate per associazioni significative.

Le fratture (n = 35) erano più comuni nei piedi con cartilagini con un grado di ossificazione di 4 (18) o 5 (17) e venivano meglio identificate nelle proiezioni oblique flesse, rispetto alle proiezioni più comunemente raccomandate. La regressione logistica multivariata dimostrava un’associazione positiva significativa tra il grado di ossificazione e le modificazioni di modellamento o adattative; i piedi con cartilagini con un grado di ossificazione di 4 o 5 avevano una maggiore probabilità, rispetto quelli con grado di ossificazione di 2 o 3, di avere modificazioni di modellamento o adattative. Le cartilagini con forma anormale avevano una maggiore probabilità di avere modificazioni di modellamento o adattative rispetto alle cartilagini di forma normale.

L’ossificazione estesa e la presenza di curvature verso l’interno o verso l’esterno, così come la curvatura palmare e una forma bulbosa erano fattori di rischio significativi per le modificazioni di modellamento o adattative. Le proiezioni oblique flesse fornivano informazioni clinicamente utili, inclusa l’identificazione di forme anormali e fratture, che potrebbero non essere evidenti con altre proiezioni comunemente raccomandate. Tali proiezioni sono consigliate per la valutazione radiografica completa delle cartilagini ungulari ossificate del piede equino, concludono gli autori.


“Radiographic characterization of ossification of the ungular cartilages in horses: 271 cases (2005–2012)” Laura E. Jones, Sue J. Dyson. Journal of the American Veterinary Medical Association. October 1, 2015, Vol. 247, No. 7, Pages 801-811



Maria Grazia Monzeglio Med Vet PhD
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