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AGGIORNAMENTO SCIENTIFICO PERMANENTE IN MEDICINA VETERINARIA

Mercoledì, 11 Marzo 2009

La radiologia nelle patologie respiratorie croniche

  • Riconoscere le differenze tra cane e gatto. Spattini al 61° Congresso SCIVAC (Milano, 6-8 marzo)
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La radiologia nelle patologie respiratorie cronicheChe il gatto non sia un cane piccolo è un concetto più vero che mai nella radiologia delle patologie respiratorie. Le differenze dei quadri osservabili nelle due specie sono infatti notevoli, ha spiegato Gigliola Spattini (Med Vet, Dipl ECVDI, Castellarano, RE) al 61° congresso nazionale SCIVAC (“Malattie respiratorie croniche del cane nel gatto: conoscere per riconoscere”, 6-8 marzo 2009 Milano). Se infatti i segni radiografici riscontrabili in un cane affetto da una patologia respiratoria cronica sono spesso piuttosto evidenti, il gatto può mostrare segni radiologici sottili in presenza di un quadro clinico cronico anche marcato.

Tra le condizioni non sempre facili da diagnosticare nel cane, la relatrice ha approfondito gli aspetti radiografici del collasso tracheale. Le due proiezioni toraciche in decubito laterale, in inspirazione ed espirazione, consigliate da molti testi di radiologia per aumentare la sensibilità diagnostica per questa condizione, non sono in realtà facilmente effettuabili in un paziente spesso spaventato, polipnoico e con addome prominente. Qualora sia possibile effettuarle, in inspirazione la trachea extratoracica tende a collassare  e quella intratoracica si espande, viceversa in espirazione. Tuttavia, è difficile capire se la trachea è normale o “schiacciata”. Una trachea normale ha generalmente pareti ben definite e nette, e l'aria presente nel lume consente un buon contrasto.

Una proiezione che può essere utile nei casi dubbi è la sky-line dell'ingresso toracico, che si effettua con il cane in posizione "a sfinge", ovvero in decubito sternale, gli arti anteriori estesi cranialmente e la testa spinta leggermente indietro. Il fascio primario è centrato sul manubrio dello sterno e consente di visualizzare la trachea in sezione trasversale. Questa proiezione permette di vedere soltanto il tratto di trachea dell'ingresso del torace e inoltre è difficile valutare radiograficamente la gravità del collasso, dato che esso dipende dal momento in cui si effettua l'esame, tuttavia si tratta di un esame utile nei pazienti sopra-citati.

Un altro metodo per valutare il diametro della trachea consiste nel determinare il rapporto tra diametro tracheale (TD) e diametro dell'ingresso del torace (TI) (compreso tra la I-II vertebra toracica e la prima sternebra), secondo il seguente schema:
TD/TI =
0,20 + o - 0,03 nei cani non brachicefalici
0,16 + o - 0,03 nei cani brachicefalici non Bulldog
0,13 + o - 0,03 nei Bulldog

Nella diagnosi differenziale del collasso tracheale, ha ricordato Spattini, occorre considerare l'avvelenamento da rodenticidi, in cui l’emorragia intratrachele induce una diminuzione del lume della trachea che si associa al versamento toracico.

Nel gatto, spesso i segni radiografici sono visibili quando la patologia respiratoria è in fase avanzata. L’asma felina, una delle più comuni patologie respiratorie croniche del gatto, spesso non è radiograficamente evidenziabile se non si associa a bronchite cronica. Nella fase acuta, l'unico segno radiografico in un animale anche gravemente dispnoico può essere l’aumento del volume toracico che determina una modificazione della forma del torace: la colonna vertebrale toracica si raddrizza e diverge dallo sterno, formando un'immagine a ventaglio.

La presenza di intrappolamento dell'aria livello bronchiale e alveolare può essere stimata grazie un metodo empirico: in una buona proiezione ventrodorsale o dorsoventrale si traccia una linea che unisce le tangenti alle porzioni più laterali della prima e dell'ultima costa. Se le altre coste si trovano sulla stessa linea o medialmente ad essa, significa che il volume toracico non è aumentato. Se invece la porzione più laterale delle coste si trova lateralmente a questa linea, il torace è aumentato di volume.


Maria Grazia Monzeglio Med Vet PhD
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La radiologia nelle patologie respiratorie cronicheChe il gatto non sia un cane piccolo è un concetto più vero che mai nella radiologia delle patologie respiratorie. Le differenze dei quadri osservabili nelle due specie sono infatti notevoli, ha spiegato Gigliola Spattini (Med Vet, Dipl ECVDI, Castellarano, RE) al 61° congresso nazionale SCIVAC (“Malattie respiratorie croniche del cane nel gatto: conoscere per riconoscere”, 6-8 marzo 2009 Milano). Se infatti i segni radiografici riscontrabili in un cane affetto da una patologia respiratoria cronica sono spesso piuttosto evidenti, il gatto può mostrare segni radiologici sottili in presenza di un quadro clinico cronico anche marcato.

Tra le condizioni non sempre facili da diagnosticare nel cane, la relatrice ha approfondito gli aspetti radiografici del collasso tracheale. Le due proiezioni toraciche in decubito laterale, in inspirazione ed espirazione, consigliate da molti testi di radiologia per aumentare la sensibilità diagnostica per questa condizione, non sono in realtà facilmente effettuabili in un paziente spesso spaventato, polipnoico e con addome prominente. Qualora sia possibile effettuarle, in inspirazione la trachea extratoracica tende a collassare  e quella intratoracica si espande, viceversa in espirazione. Tuttavia, è difficile capire se la trachea è normale o “schiacciata”. Una trachea normale ha generalmente pareti ben definite e nette, e l'aria presente nel lume consente un buon contrasto.

Una proiezione che può essere utile nei casi dubbi è la sky-line dell'ingresso toracico, che si effettua con il cane in posizione "a sfinge", ovvero in decubito sternale, gli arti anteriori estesi cranialmente e la testa spinta leggermente indietro. Il fascio primario è centrato sul manubrio dello sterno e consente di visualizzare la trachea in sezione trasversale. Questa proiezione permette di vedere soltanto il tratto di trachea dell'ingresso del torace e inoltre è difficile valutare radiograficamente la gravità del collasso, dato che esso dipende dal momento in cui si effettua l'esame, tuttavia si tratta di un esame utile nei pazienti sopra-citati.

Un altro metodo per valutare il diametro della trachea consiste nel determinare il rapporto tra diametro tracheale (TD) e diametro dell'ingresso del torace (TI) (compreso tra la I-II vertebra toracica e la prima sternebra), secondo il seguente schema:
TD/TI =
0,20 + o - 0,03 nei cani non brachicefalici
0,16 + o - 0,03 nei cani brachicefalici non Bulldog
0,13 + o - 0,03 nei Bulldog

Nella diagnosi differenziale del collasso tracheale, ha ricordato Spattini, occorre considerare l'avvelenamento da rodenticidi, in cui l’emorragia intratrachele induce una diminuzione del lume della trachea che si associa al versamento toracico.

Nel gatto, spesso i segni radiografici sono visibili quando la patologia respiratoria è in fase avanzata. L’asma felina, una delle più comuni patologie respiratorie croniche del gatto, spesso non è radiograficamente evidenziabile se non si associa a bronchite cronica. Nella fase acuta, l'unico segno radiografico in un animale anche gravemente dispnoico può essere l’aumento del volume toracico che determina una modificazione della forma del torace: la colonna vertebrale toracica si raddrizza e diverge dallo sterno, formando un'immagine a ventaglio.

La presenza di intrappolamento dell'aria livello bronchiale e alveolare può essere stimata grazie un metodo empirico: in una buona proiezione ventrodorsale o dorsoventrale si traccia una linea che unisce le tangenti alle porzioni più laterali della prima e dell'ultima costa. Se le altre coste si trovano sulla stessa linea o medialmente ad essa, significa che il volume toracico non è aumentato. Se invece la porzione più laterale delle coste si trova lateralmente a questa linea, il torace è aumentato di volume.


Maria Grazia Monzeglio Med Vet PhD
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