Dall'11 aprile 2003 sono stati pubblicati 5818 articoli

AGGIORNAMENTO SCIENTIFICO PERMANENTE IN MEDICINA VETERINARIA

Antibiotico-resistenza di Campylobacter in uomo, pollame e suinoUno studio ha descritto gli isolati umani di Campylobacter nella popolazione francese e l’antibiotico-resistenza di tali isolati dal 1986, confrontando la tendenza nell’uomo con quella degli isolati dei boiler e dei suini dal 1999 al 2004.

Tra i 5.685 isolati umani di Campylobacter, il 76,2% era costituito da C. jejuni, il 17,2% da C. coli e il 5,0% da C. fetus. La resistenza all’acido nalidixico aumentava dall’8,2% nel 1990 al 26,3% nel 2004 e la resistenza all’ampicillina era alta nel tempo. La resistenza all’acido nalidixico era maggiore per C. coli (21,3%) che per C. jejuni (14.9%). La resistenza di C. jejuni alla ciprofloxacina nei broiler diminuiva dal 31,7% nel 2002 al 9,0 % nel 2004.

Le modalità di resistenza ai chinoloni e fluorochinoloni erano simili tra il 1999 e il 2004 negli isolati di C. jejuni umani e avicoli.

I risultati suggeriscono un potenziale beneficio della politica di limitazione dell’impiego degli antibiotici negli animali destinati all’alimentazione umana.


"Campylobacter antimicrobial drug resistance among humans, broiler chickens, and pigs, France" Gallay A, Prouzet-Mauléon V, Kempf I, Lehours P, Labadi L, Camou C, et al. Emerg Infect Dis. 2007 Feb [



Maria Grazia Monzeglio Med Vet PhD
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MRSA nell’uomo e negli animali in Europa centraleIn Europa centrale (Germania e Austria) , MRSA (Methicillin-resistant Staphylococcus aureus) sono stati isolati in uomini e animali domestici (cane, maiale, cavallo) infetti. Desta preoccupazione, secondo gli autori dello studio, l’associazione di questi casi con casi di polmonite nosocomiale da ventilatore nell’uomo (la VAP, ventilator-associated pneumonia, è un'infezione nosocomiale associata alla ventilazione meccanica nelle unità di terapia intensiva umana).

Nell’uomo, gli MRSA sono patogeni nosocomiali riconosciuti da più di 30 anni. Recenti sono invece le segnalazioni della colonizzazione da MRSA negli animali domestici e della possibile trasmissione del patogeno dall’animale all’uomo (vedi vet.journal del 24-11-2006, Colonizzazione da MRSA nei veterinari).

Il presente studio descrive la caratterizzazione molecolare di MRSA appartenenti alla linea clonale ST398 isolati da infezioni sporadiche nell’uomo e alcune specie animali. Quattro isolati umani venivano prelevati mediante tampone nasale dal personale di una clinica veterinaria in Germania. Gli isolati animali erano prelevati da un cane e un puledro dello stessa clinica, da un suino in una facoltà di veterinaria tedesca e da 2 cavalli della facoltà di veterinaria di Vienna (Austria). Si caratterizzavano 20 isolati.

Gli isoalti della linea clonale ST398 non sembrano essere frequenti nella popolazione di S. aureus, e la comparsa nell’uomo sembra essere relativamente recente. Tuttavia, sono stati descritti nei suini e negli allevatori di suini in Francia, e in suini e persone esposte in Olanda.

Gli autori concludono che gli MRSA ST398 possono colonizzare e causare infezione nell’uomo e in alcune specie animali, quali cane, cavallo e suino. L’isolamento di questi MRSA da una ferita infetta di un cane e dal tampone nasale del personale veterinario che si prendeva cura di questo cane suggerisce che è possibile una trasmissione interspecifica. Di particolare preoccupazione era il successivo riscontro di MRSA ST398 non solo nei pazienti esterni, ma anche in pazienti con polmonite da ventilazione meccanica dello stesso ospedale e nello stesso periodo.

Futuri isolamenti di MRSA ST398 nell’uomo dovranno essere analizzati anche sotto il profilo dell’esposizione agli animali e la ricerca degli MRSA con metodi appropriati dovrebbe essere implementata nei programmi di sorveglianza della antibiotico-resistenza in medicina veterinaria.








"Methicillin-resistant Staphylococcus aureus ST398 in humans and animals, Central Europe" Witte W, Strommenger B, Stanek C, Cuny C. Emerg Infect Dis. Feb 2007





Maria Grazia Monzeglio Med Vet PhD
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Venerdì, 26 Gennaio 2007 11:31

Infezione subclinica da virus H5N1 nel gatto

Infezione subclinica da virus H5N1 nel gattoUno studio condotto in Austria e pubblicato su Emerging Infectious Diseases ha inteso verificare lo stato di salute e la possibilità di trasmissione orizzontale del virus dell’influenza aviaria H5N1 tra i gatti di un’ampia popolazione con provata esposizione naturale al virus.

Negli ultimi anni vi sono state alcune segnalazioni della possibilità di infezione clinica e di morte nei gatti dopo infezione naturale o sperimentale con il virus H5N1. La presunta via di infezione è l’ingestione di carcasse di uccelli infetti. La trasmissione orizzontale del virus tra gatti è stata dimostrata solo sperimentalmente. Non vi sono dati invece circa la possibilità di un esito non fatale dell’infezione e di trasmissione orizzontale tra i gatti in condizioni naturali. Altrettanto ignota è la possibilità che il gatto giochi un ruolo nell’epidemiologia dell’influenza aviaria.

All’inizio del 2006, un cigno ammalato veniva condotto presso un rifugio per animali vicino a Graz, in Austria, dove moriva dopo 24 ore per infezione da H5N1 confermata dagli esami di laboratorio, seguito da altri volatili presenti nel rifugio. Nello tesso rifugio erano alloggiati 194 gatti, con possibilità di accesso all’area dei volatili. Le autorità austriache ordinavano esami diagnostici a campione sui gatti.

Acidi nucleici specifici per il virus H5N1 tipo A si riscontravano nei tamponi faringei di tre su 40 gatti esaminati (giorno 8 dopo il contatto con il cigno infetto). Nei 50 giorni di quarantena successivi, nessun gatto sviluppava segni clinici influenzali. Non vi erano evidenze di trasmissione orizzontale dell’infezione, dato che gli anticorpi contro il virus H5N1 si sviluppavano soltanto in due gatti.

Gli autori concludono che i risultati mostrano la possibilità di trasmissione del virus H5N1 HPAI da un volatile infetto al gatto in condizioni naturali e, per la prima volta, di un’infezione asintomatica nel gatto domestico. Tuttavia, non è stata osservata la trasmissione orizzontale del virus. L’influenza aviaria nel gatto resta un’infezione raramente documentata e non vi sono ad oggi evidenze della possibile trasmissione del virus dal gatto all’uomo o ad altri animali.

Deve invece essere ancora valutata e confermata, non essendo stata pubblicata su riviste scientifiche, la notizia giunta la scorsa settimana dall’Indonesia che riportava la positività al virus H5N1 di 100 gatti randagi su 500 esaminati.

Chairul Anwar Nidom, ricercatore della Airlangga University a Surabaya, Indonesia, ha riferito alla stampa nazionale di aver riscontrato gli anticorpi verso il virus H5N1 in uno su cinque gatti esaminati tra settembre e dicembre del 2006 in aree del paese in cui si erano verificate epidemie di influenza aviaria nel pollame e nell’uomo.

I risultati della ricerca saranno sottoposti a ulteriori esami presso l’Institute of Medical Science dell’Università di Tokyo il mese preossimo.

Albert Osterhaus, della Erasmus University a Rotterdam (identificò la positività nel gatto nel 2004) ricorda come questi risultati devono ancora essere confermati e che non sono comunque sorprendenti: è logico infatti attendersi che sia positiva una percentuale superiore di predatori, rispetto alle prede (i volatili) e che anzi, la percentuale osservata spiega che il virus non si è completamente adattato al gatto. Eliminare i gatti non sarebbe inoltre di nessuna utilità.



“Subclinical infection with avian influenza A (H5N1) virus in cats” Leschnik M, Weikel J, Möstl K, Revilla-Fernández S, Wodak E, Bagó Z, et al. Emerg Infect Dis [serial on the Internet]. 2007 Feb


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Aviaria nel gatto (vet.journal del 01-03-2006)



Maria Grazia Monzeglio Med Vet PhD
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Uso di zanzariere e diminuzione della campilobatteriosi nei pollaiL’applicazione di zanzariere nei pollai può causare una diminuzione della positività dell’allevamento a Campylobacter spp. In Danimarca, nell’estate 2006, l’aggiunta delle zanzariere in 20 allevamenti di broiler determinava la riduzione della positività dal 51,4% dei pollai di controllo al 15,4% dei pollai con filtri.

L’epidemiologia e le vie di trasmissione della campilobatteriosi non sono del tutto chiarite. L’incidenza della malattia è correlata alla prevalenza di Campylobacter spp. termofili nei polli, principalmente di C. jejuni e C. coli, e segue un ciclo stagionale nei climi temperati per ragioni non completamente note. Il numero di casi è maggiore in estate. E’ stato ipotizzato che la malattia sia trasmessa dalle mosche.

In Danimarca, la prevalenza dei pollai infetti ha mostrato picchi del 60–80% nelle scorse estati e la popolazione di mosche ha mostrato cicli simili. Lo studio ha ipotizzato che le mosche vettori trasportassero Campylobacter spp. dal bestiame esterno ai pollai, entrando con l’aria di ventilazione. Per questo motivo lo studio ha voluto valutare l’effetto delle zanzariere, in aggiunta alle misure di biosicurezza, contro l’infezione da Campylobacter spp. in estate.

I risultati suggeriscono, concludono gli autori, che è ragionevole aspettarsi una riduzione proporzionale dell’incidenza di campilobatteriosi umana di origine avicola, grave condizione a significato globale, in seguito a un intervento completo contro le mosche negli allevamenti di broiler.




“Use of fly screens to reduce Campylobacter spp. introduction in broiler houses” Hald B, Sommer H, Skovgård H. Emerg Infect Dis [serial on the Internet]. 2007 Dec



Maria Grazia Monzeglio Med Vet PhD
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Lunedì, 03 Dicembre 2007 11:46

Bartonella nella saliva del cane

Bartonella nella saliva del caneQuattro specie di Bartonella sono state identificate nella saliva di cane: B. bovis, B. henselae, B. quintana e B. vinsonii subspecies berkhoffii. Uno studio ha analizzato la presenza di Bartonella spp. nel cane mediante PCR e sequenziamento del DNA dei tamponi orali.


Le diverse specie di Bartonella, trasmesse dagli artropodi o dal morso o graffio di animali infetti, sono patogeni emergenti in medicina umana e veterinaria. Tra le 11 specie o sottospecie patogene o sospette tali nell’uomo, 8 sono state identificate o isolate nei cani e gatti, evidenziando il potenziale zoonosico di questi batteri. Esistono sporadiche segnalazioni di trasmissione di Bartonella dal cane all’uomo.

Sulla base di questo e del recente riconoscimento di batteriemia di B. henselae e B. vinsonii subspecies berkhoffii nei veterinari sottoposti a frequenti morsi e graffi di cani e gatti, gli autori hanno voluto verificare la presenza di Bartonella spp. nella saliva del cane, effettuando tamponi orali nei Golden retriver e riscontrandone quattro diverse specie.

I dati, concludono gli autori, in associazione ad altre segnalazioni, suggeriscono che Bartonelle potenzialmente vitali possono essere trasmesse all’uomo attraverso il morso di cane.



"Bartonella DNA in dog saliva" Duncan AW, Maggi RG, Breitschwerdt EB. Emerg Infect Dis [serial on the Internet]. 2007 Dec



Maria Grazia Monzeglio Med Vet PhD
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Influenza suina: il virus trasmissibile ai lavoratori espostiI lavoratori dell’allevamento suino hanno un maggior rischio di infezioni influenzali zoonosiche. Sono le conclusioni di uno studio prospettico sulla trasmissione dei virus influenzali dagli animali all’uomo effettuato su 803 persone negli Stati Uniti.

Al momento dell’arruolamento nello studio, i partecipanti esposti ai suini e le loro mogli non esposte mostravano una maggiore probabilità di aumento degli anticorpi verso il virus dell’influenza suina (H1N1), rispetto a 79 persone non esposte.

Ulteriori evidenze di infezione occupazionale da virus dell’influenza suina si derivavano dalle auto-segnalazioni di sintomi influenzali, dal confronto tra i campioni sierici all’arruolamento e quelli al follow-up a 12 e 24 mesi e dall’isolamento di un virus dell’influenza suina riassortito (H1N1) da un allevatore di suini ammalato.

I risultati dello studio suggeriscono, concludono gli autori, che i lavoratori dell’allevamento suino e le loro mogli non esposte ai suini presentano un maggior rischio di infezione influenzale zoonosica.





“Swine workers and swine influenza virus infections” Gray GC, McCarthy T, Capuano AW, Setterquist SF, Olsen CW, Alavanja MC, et al.. Emerg Infect Dis [serial on the Internet]. 2007 Dec


Maria Grazia Monzeglio Med Vet PhD
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Lunedì, 03 Dicembre 2007 11:35

Nuovi MRSA di origine animale nell’uomo

Nuovi MRSA di origine animale nell’uomoUn nuovo ceppo MRSA (Methicillin-resistant Staphylococcus aureus) non tipizzabile mediante gel-elettroforesi pulsata Sma1 (NT-MRSA) è emerso nel 2003 in Olanda. E’ stata indagata l’associazione degli NT-MRSA dell’uomo con un serbatoio animale. La frequenza di NT-MRSA era aumentata dallo 0% nel 2002 a >21% dopo l’intensificazione della sorveglianza nel 2006. Geograficamente, gli NT-MRSA erano incentrati intorno all’allevamento suino. Uno studio mostrava che i portatori di NT-MRSA erano più spesso allevatori di suini o bovini. La tipizzazione molecolare mostrava che i ceppi NT-MRSA appartenevano a un nuovo complesso clonale, ST 398.

Lo studio mostra che MRSA originati da un serbatoio animale hanno recentemente raggiunto la popolazione umana e che sono oggi responsabili di più del 20% di tutti i casi di MRSA dell’uomo in Olanda.



“Emergence of methicillin-resistant Staphylococcus aureus of animal origin in humans” van Loo I, Huijsdens X, Tiemersma E, de Neeling A, van de Sande-Bruinsma N, Beaujean D, et al. Emerg Infect Dis [serial on the Internet]. 2007 Dec



Maria Grazia Monzeglio Med Vet PhD
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Lunedì, 01 Ottobre 2007 14:31

Bartonella nel sangue ovino

Bartonella nel sangue ovinoBartonella sp. è stata isolata in due lotti successivi di sangue ovino defibrinato. L’origine di Bartonella era probabilmente imputabile alla contaminazione intrinseca da uno stato batteriemico nelle pecore donatrici. Il sangue era stato prelevato da diverse pecore donatrici con anamnesi non determinata. La crescita dell’organismo veniva osservata solo nel sangue fresco.

Bartonella spp. causa frequentemente batteriemia in assenza di malattia manifesta nelle specie serbatoio. Numerose nuove specie di Bartonella spp sono state identificate nei ruminanti domestici e selvatici in Europa e Nord America, mentre precedenti emocolture effettuate su 150 pecore domestiche e 84 pecore delle Montagne Rocciose non hanno consentito di isolare l’organismo.

Nello studio attuale Bartonella sp è stata isolata dal sangue di pecora e identificata mediante microsocopia elettronica e sequenziamento del DNA. Si tratta, a conoscenza degli autori, della prima segnalazione di infezione ovina da Bartonella.



“Isolation of Bartonella sp. from sheep blood" Bernis DA, Kania SA. Emerg Infect Dis [serial on the Internet]. 2007 Oct



Maria Grazia Monzeglio Med Vet PhD
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Virus influenzali suini nell'uomo in EuropaStudi sierologici sui virus influenzali suini (SIV) nelle persone con esposizione occupazionale ai maiali sono stati effettuati in America ma non in Europa. Uno studio ha confrontato gli anticorpi neutralizzanti verso tre virus influenzali (virus pandemico H1N1 2009, sottotipo SIV H1N1 tipo aviario enzootico e sottotipo H1N1 stagionale 2007-08), in 211 persone a contatto con i suini e in 224 controlli incrociati in Lussemburgo.

Il virus H1N1 2009 pandemico non era mai stato segnalato dalla Rete di sorveglianza europea dell'influenza suina dalla sua creazione (2001). Nel 2009 è stata segnalata l'infezione dei suini di probabile origine umana in casi sporadici in alcuni paesi europei. La trasmissione dal suino all'uomo non è ancora stata documentata.

Lo studio ha evidenziato che le persone la cui professione coinvolgeva il contatto con i suini avevano più anticorpi neutralizzanti verso un sottotipo influenzale H1N1 di tipo aviario e H1N1 2009 pandemico, rispetto ai controlli. Questi titoli non possono essere spiegati con una cross-reattività con anticorpi verso virus influenzali stagionali recenti. Anche i controlli presentavano anticorpi verso questi virus, benché l'esposizione a questi ultimi fosse improbabile. Gli anticorpi verso i virus SIV e H1N1 2009 pandemico erano correlati tra loro ma non con il sottotipo H1N1stagionale.

Ulteriori studi sono necessari per determinare l’incidenza delle infezioni zoonosiche da virus influenzali suini e definire in che grado le risposte sierologiche sono correlate all'infezione, concludono gli autori.




“Swine influenza virus antibodies in humans, western Europe, 2009”Gerloff NA, Kremer JR, Charpentier E, Sausy A, Olinger CM, Weicherding P, et al Emerg Infect Dis [serial on the Internet]. 2011 Mar.




Maria Grazia Monzeglio Med Vet PhD
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Piccoli mammiferi esotici: possibili serbatoi di bartonelle zoonosiche Per valutare il rischio globale di infezioni umane emergenti causate da specie zoonosiche di Bartonella trasmesse da piccoli mammiferi esotici d’affezione, uno studio ha indagato la prevalenza di Bartonella spp. in 546 piccoli mammiferi di 28 specie diverse importati in Giappone da paesi quali Asia, Nord America, Europa e medio/vicino Oriente.

La prevalenza di Bartonella nelle specie esotiche esaminate era pari al 26% (142/546). Si ottenevano 407 isolati di Bartonella dai 142 animali batteriemici. La prevalenza rispetto all’origine degli animali era del 37,3% negli animali in cattività e del 2,8% nei soggetti provenienti da allevamenti. Rispetto alla famiglia tassonomica dell’animale ospite, la prevalenza variava dal 38,6% della famiglia Muridae al 43 9% della famiglia Sciuridae. Non si isolavano bartonelle nelle famiglie Octodontidae e Erinaceidae. Bartonella era presente in 17 delle 28 specie animali studiate. Gli animali esaminati erano portatori di 4 specie zoonosiche di Bartonella, agenti dell’endocardite e neuroretinite umana, e 6 nuove specie di Bartonella.

Questi animali erano quindi portatori con elevata prevalenza di numerose specie di Bartonella patogene per l’uomo. Gli autori concludono che i piccoli mammiferi esotici possono fungere da serbatoio di numerose specie zoonosiche di Bartonella e che dovrebbe essere istituito quanto prima un sistema di quarantena per queste specie. Ulteriori studi dovranno chiarire la via di trasmissione di Bartonella tra i piccoli mammiferi esotici e valutare la patogenicità per l’uomo e gli animali dei nuovi genotipi descritti nello studio.



“Exotic small mammals as potential reservoirs of zoonotic Bartonella spp.” Inoue K, Maruyama S, Kabeya H, Hagiya K, Izumi Y, Une Y, et al. Emerg Infect Dis [serial on the Internet]. 2009 Apr



Maria Grazia Monzeglio Med Vet PhD
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