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AGGIORNAMENTO SCIENTIFICO PERMANENTE IN MEDICINA VETERINARIA

Venerdì, 27 Settembre 2013

Utilizzo degli antibiotici da parte dei veterinari europei

  • Ricorso all’antibiogramma prevalentemente in caso di fallimento della terapia. Necessari test più rapidi ed economici. Indagine FVE/HMA
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Utilizzo degli antibiotici da parte dei veterinari europeiLa Heads of Medicines Agencies e la Federation of Veterinarians of Europe hanno effettuato un'indagine per scegliere quale antibiotico prescrivere. Il sondaggio è stato completato da 3004 medici veterinari di 25 paesi europei. L’analisi è stata condotta su due livelli: tipo di attività pratica (animali da reddito, animali da compagnia, equini) e Paese, scelto primariamente sulla base del ricevimento di più di 200 risposte rappresentanti più dell’1% dei veterinari di quel paese (Belgio, Repubblica Ceca, Francia, Germania, Spagna, Svezia e Regno Unito). Insufficiente la partecipazione dei veterinari italiani.

Le risposte non rivelano l’esistenza di una singola fonte di informazione considerata universalmente critica, anche se la maggior parte del campione ritiene importanti la formazione, le pubblicazioni e l’esperienza. I fattori che maggiormente influenzano la prescrizione sono i test di sensibilità, l’esperienza personale, il rischio di antibioticoresistenza e la facilità di somministrazione.

La maggior parte dei veterinari tiene in considerazione le raccomandazioni per un utilizzo responsabile degli antibiotici, fatta eccezione per alcune situazioni quali facilitare la somministrazione nel gatto (farmaci iniettabili long acting anziché orali), antibiotici iniziali ad ampio spettro per pazienti critici ecc.

L’antibiogramma viene solitamente effettuato in caso di fallimento terapeutico. Nello specifico, è effettuato di frequente prima di iniziare il trattamento dal 37,8 % dei veterinari, mentre il 9,8 % non lo richiede mai e il 44,3 % solo saltuariamente in caso di scarsa risposta alla terapia o casi complicati. Si osservano differenze significative nella frequenza di ricorso all’antibiogramma tra i diversi tipi di attività clinica e i diversi paesi.

Le risposte indicano la necessità di migliorare i test di sensibilità e i servizi, soprattutto rendendo disponibili esami più rapidi ed economici, conclude il sondaggio.


“Factors influencing antibiotic prescribing habits and use of sensitivity testing amongst veterinarians in Europe” N. De Briyne, J. Atkinson, L. Pokludová, S. P. Borriello, S. Price. Veterinary Record doi:10.1136/vr.101454


Maria Grazia Monzeglio Med Vet PhD
Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Utilizzo degli antibiotici da parte dei veterinari europeiLa Heads of Medicines Agencies e la Federation of Veterinarians of Europe hanno effettuato un'indagine per scegliere quale antibiotico prescrivere. Il sondaggio è stato completato da 3004 medici veterinari di 25 paesi europei. L’analisi è stata condotta su due livelli: tipo di attività pratica (animali da reddito, animali da compagnia, equini) e Paese, scelto primariamente sulla base del ricevimento di più di 200 risposte rappresentanti più dell’1% dei veterinari di quel paese (Belgio, Repubblica Ceca, Francia, Germania, Spagna, Svezia e Regno Unito). Insufficiente la partecipazione dei veterinari italiani.

Le risposte non rivelano l’esistenza di una singola fonte di informazione considerata universalmente critica, anche se la maggior parte del campione ritiene importanti la formazione, le pubblicazioni e l’esperienza. I fattori che maggiormente influenzano la prescrizione sono i test di sensibilità, l’esperienza personale, il rischio di antibioticoresistenza e la facilità di somministrazione.

La maggior parte dei veterinari tiene in considerazione le raccomandazioni per un utilizzo responsabile degli antibiotici, fatta eccezione per alcune situazioni quali facilitare la somministrazione nel gatto (farmaci iniettabili long acting anziché orali), antibiotici iniziali ad ampio spettro per pazienti critici ecc.

L’antibiogramma viene solitamente effettuato in caso di fallimento terapeutico. Nello specifico, è effettuato di frequente prima di iniziare il trattamento dal 37,8 % dei veterinari, mentre il 9,8 % non lo richiede mai e il 44,3 % solo saltuariamente in caso di scarsa risposta alla terapia o casi complicati. Si osservano differenze significative nella frequenza di ricorso all’antibiogramma tra i diversi tipi di attività clinica e i diversi paesi.

Le risposte indicano la necessità di migliorare i test di sensibilità e i servizi, soprattutto rendendo disponibili esami più rapidi ed economici, conclude il sondaggio.


“Factors influencing antibiotic prescribing habits and use of sensitivity testing amongst veterinarians in Europe” N. De Briyne, J. Atkinson, L. Pokludová, S. P. Borriello, S. Price. Veterinary Record doi:10.1136/vr.101454


Maria Grazia Monzeglio Med Vet PhD
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