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AGGIORNAMENTO SCIENTIFICO PERMANENTE IN MEDICINA VETERINARIA

hqdefaultLa trasmissione della Salmonella negli ospedali veterinari è generalmente associata a contaminazione ambientale. I collegamenti tra le colonie isolate dai soggetti e quelle isolate dall'ambiente suggeriscono che gli stessi animali siano la fonte di contaminazione. Pertanto, comprendere i fattori che influenzano la diffusione della Salmonella è la chiave del controllo.

L’obiettivo di questo studio era quello di indagare e analizzare i fattori di rischio associati alla contaminazione fecale di Salmonella tra grossi animali in ambiente ospedaliero. Sono stati valutati i fattori sia animali che ospedalieri.

Sabato, 09 Febbraio 2019 21:15

Animali e cambiamenti climatici

vacche caldoL’economia relativa agli animali da reddito riveste un ruolo di primo piano su quella globale ed è necessario che la sicurezza alimentare sia garantita a livello mondiale. Le conseguenze dei cambiamenti climatici non si limitano solo alla produzione vegetale, ma influenzano anche la produzione animale e, in particolare, la quantità e qualità del latte, la produzione di carne e la fertilità.

La presenza di fattori stressanti è una costante in moltissimi contesti ambientali, e può esacerbarsi a seguito di cambiamenti climatici. Lo stress da calore sembra essere il principale fattore che influenza negativamente la produzione animale. Quindi, al fine di supportare quest’ultima, è fondamentale identificare gli animali termo-tolleranti resistenti al clima agro-ecologico specifico di una determinata zona.

Disciplina Practice management

SCCLa conta delle cellule somatiche (SCC, somatic cell count) è comunemente usata per monitorare la salute della mammella e per diagnosticare l’infezione intramammaria subclinica (IMI, intramammary infection) nelle bovine da latte.

Uno studio ha valutato le performance di due test utilizzati per la SCC, il test Somaticell (ST, Somaticell test) e il test della mastite californiana (CMT, California mastitis test), comparandole con quelle della metodica di riferimento (contatore di cellule DeLaval, DCC).

dermatite gangrenosaUno studio ha descritto gli aspetti epidemiologici, eziopatogenetici, anatomopatologici e diagnostici della dermatite gangrenosa (GD, Gangrenous Dermatitis), una malattia dei polli e dei tacchini che provoca gravi perdite economiche nel settore del pollame a livello mondiale.

I batteri patogeni principalmente responsabili della GD sono Clostridium septicum, Clostridium perfringens di tipo A e, occasionalmente, Clostridium sordellii; in alcuni casi possono essere coinvolti anche Staphylococcus aureus e altri batteri aerobi. Diversi fattori immunosoppressivi di tipo infettivo e/o ambientale possono predisporre alla GD. Le lesioni cutanee sono considerate la principale via d’ingresso dei microrganismi coinvolti. La GD è caratterizzata da una mortalità acuta in soggetti che sviluppano lesioni a carattere sieroematico a carico della cute e del tessuto sottocutaneo, enfisema ed emorragie. Anche il muscolo scheletrico sottostante può essere coinvolto. L’ulcerazione dell’epidermide può anche essere osservata in casi complicati da S. aureus. Microscopicamente, si osservano comunemente necrosi dell’epidermide e del derma, edema sottocutaneo ed enfisema. I bastoncelli Gram-positivi possono essere identificati all’interno del sottocute e nei muscoli scheletrici, solitamente associati ad un minimo infiltrato infiammatorio.

MastiteLa soluzione di rilascio di ossido d’azoto (SRNO) è una formulazione liquida che rilascia ossido nitrico, un radicale libero caratterizzato dalla presenza di un elettrone spaiato, capace di esercitare un’azione antimicrobica ad ampio spettro.

Uno studio ha voluto indagare l’efficacia e la sicurezza di questa soluzione come potenziale trattamento antimicrobico in corso di mastite bovina (MB).

sincronizzazione estroUno studio ha valutato se la prostaglandina F2α (PGF) possa essere utilizzata per indurre l’ovulazione in un protocollo basato sull’utilizzo di GnRH e progesterone.

Nell’esperimento 1 trentadue bovine da latte sono state sincronizzate per 7 giorni con un protocollo basato sull’utilizzo di GnRH e progesterone. Ventiquattro ore prima della rimozione del dispositivo per il rilascio di progesterone intravaginale (giorno 6), le bovine sono state trattate con una dose luteolitica di PGF pari a 150 µg. Il giorno 8 le bovine sono state divise in 2 gruppi: ad un gruppo sono stati somministrati 2 mL di soluzione salina (gruppo di controllo, n=15), all’altro gruppo sono stati somministrati 150 µg di PGF (gruppo PGF, n=17). Il tasso di ovulazione è risultato più alto nel gruppo PGF rispetto al gruppo di controllo (100% vs 53.3%, P=0.001, Odds ratio=30.88). La percentuale di bovine che ha ovulato in modo sincrono tendeva ad essere più alta nel gruppo PGF rispetto al gruppo di controllo (P=0.1, Odds ratio=9.6).

Disciplina Riproduzione

perforazione guantiUno studio osservazionale di coorte prospettico ha determinato l’incidenza della perforazione dei guanti e i fattori di rischio associati in corso di procedure chirurgiche dei grossi animali. I guanti chirurgici (n = 917) indossati durante 103 procedure chirurgiche sono stati testati per la perforazione mediante 2 metodi precedentemente validati: il test di perdita dell’acqua (TPA) e il test di elettroconduttività (TEC).

Almeno una perforazione del guanto è stata rilevata nel 66% delle 103 procedure chirurgiche e il 17,9% (164/917) dei guanti testati è stato identificato come perforato. Il TEC ha rilevato la totalità delle perforazioni, mentre solo 110/178 (61,8%) sono state rilevate dal TPA. Tutte le perforazioni rilevate dal TPA sono state rilevate anche dal TEC. Il rischio di perforazione del guanto aumentava con la durata dell’indossamento (>60 minuti odds ratio [OR] 2,3, 95% CI 1,4-3,7; P< 0,001) e con l’invasività delle procedure (OR 7,9, 95% CI 3,.2-19,5; P<0,001). I chirurghi primari avevano un maggior rischio di perforazione dei guanti rispetto ai primi assistenti (OR 1,7, 95% CI 1,1-2,5; P=0,008) e ai secondi assistenti (OR 3,4, 95% CI 2-6,7; P<0,001). Solo il 25% delle perforazioni dei guanti sono state rilevate durante l’intervento dall’indossatore.

L’incidenza della perforazione dei guanti nella chirurgia dei grossi animali è simile a quella riscontrata nelle chirurgie dell’uomo e dei piccoli animali ed è influenzata dalla durata dell’indossamento, dall’invasività della chirurgia e dal ruolo di chi li indossa. Il TEC è più sensibile del TPA nel rilevare la perforazione dei guanti.


"Observational study on the occurrence of surgical glove perforation and associated risk factors in large animal surgery." Biermann NM, McClure JT, Sanchez J, Doyle AJ. Vet Surg. 2018 Feb; 47 (2): 212-218.

Disciplina Chirurgia generale

bvUno studio ha valutato prevalenza della zoppia negli allevamenti di bovine da latte organici in Francia, Germania, Spagna e Svezia e ha analizzato i fattori di rischio di sviluppo di zoppia in queste mandrie. Il campione dello studio veniva derivato dal progetto IMPRO, finalizzato a migliorare la salute e il benessere animale negli allevamenti da latte organici in Europa e includeva 8109 bovine di 201 allevamenti. Durante le visite negli allevamenti si classificava per la presenza di zoppia un campione random e sistematico di bovine in lattazione.

La prevalenza complessiva di bovine con zoppia era del 18%, con ampie differenze tra e all’interno dei paesi. La prevalenza mediana di mandria era del 25% (0–51%), 20% (0–79%), 10% (0–27%) e 5% (0–25%) rispettivamente in Francia, Germania, Spagna e Svezia. Il rischio di zoppia era da 5 a 6 volte maggiore in Francia e Germania e leggermente maggiore in Spagna, rispetto alla Svezia. Poiché le stime per la Spagna deviavano sostanzialmente da quelle degli altri paesi, i dati relativi alla Spagna venivano analizzati separatamente per la valutazione dei fattori di rischio.

Il rischio di zoppia era significativamente maggiore nella razza Holstein rispetto alle altre razze; aumentava inoltre con le dimensioni della mandria in Francia, Germania e Svezia. In Spagna, l’effetto delle dimensioni dell’allevamento era più diversificato. Gli allevamenti zero-grazing, presenti solo in Germania, avevano maggiori probabilità di zoppia rispetto agli allevamenti in cui si effettuava il pascolo.

Le differenze di prevalenza della zoppia tra i 4 paesi non potevano essere spiegate attraverso i fattori di rischio studiati. Sono quindi necessarie ulteriori ricerche per identificare i fattori specifici per il paese e l’allevamento alla base dell’ampia variazione. La necessità è rafforzata anche dalla mancanza di una registrazione uniforme delle zoppie negli allevamenti organici europei.

Lo studio indica che è possibile che un numero considerevole di allevamenti organici europei non raggiunga l’obiettivo di avere una bassa prevalenza di zoppia. Ciò può verificarsi in particolare in grossi allevamenti con bovine Holstein e sistema zero-grazing.

“Lameness prevalence and risk factors in organic dairy herds in four European countries” Karin Sjöströma et al. Livestock Science. Volume 208, February 2018, Pages 44-50

Disciplina Ortopedia

Schermata 2018 02 21 alle 08.49.21La Miopatia lipomatosa è una patologia già descritta nella sua sporadica diffusione fra i bovini di razza Piemontese. L’aspetto fenotipico della patologia si identifica in una degenerazione del tessuto muscolare con presenza di infiltrazioni correlate ad una progressiva perdita di tessuto fibromuscolare sostituito da tessuto adiposo.

Uno studio ha inteso identificare i loci genetici associati alla miopatia lipomatosa attraverso uno studio di associazione genome-wide basato sul pooling del DNA. I campioni utilizzati per il lavoro sono stati prelevati in sede di laboratorio di sezionamento, appaiando casi e controlli secondo l’allevamenti di provenienza. I campioni di muscolo (diaframma, pettorale superficiale e profondo, intercostale, sternocleidomastoideo e vasto laterale) sono stati identificati come casi e controlli sulla base di analisi istopatologiche ed enzimatiche.

Disciplina Genetica

Schermata 2018 02 15 alle 08.59.19Uno studio retrospettivo descrive le complicazioni successive alla decornazione chirurgica in 239 capre. Venivano segnalate una o più complicazioni in 93/239 soggetti (38,91%). Le complicazioni venivano suddivise in maggiori e minori. Presentavano complicazioni minori 84/239 capre (35,14%) e complicazioni maggiori 3/239 capre (1,26%); erano affette da complicazioni sia maggiori sia minori 6/239 capre (2,51%). Il peso corporeo medio dei soggetti con complicazioni era di 29,73 kg, rispetto ai 24,91 kg dei soggetti senza complicazioni. Tale differenza era statisticamente significativa.

La decornazione chirurgica delle capre era associata a una elevata frequenza di complicazioni, tuttavia la maggioranza di esse era di categoria minore e non influenzava la salute e la performance degli animali. Le capre che sviluppavano complicazioni avevano un peso significativamente maggiore rispetto a quelle che non ne sviluppavano.

La decornazione chirurgica della capra richiede cure postoperatorie minori e determina una bassa frequenza di complicazioni gravi, concludono gli autori.

Disciplina Chirurgia generale
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