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AGGIORNAMENTO SCIENTIFICO PERMANENTE IN MEDICINA VETERINARIA

Giovedì, 02 Maggio 2019 18:18

Ketorolac nelle tartarughe

1 turtle terrapene carolina carolina jose luis pelaezIl ketorolac è un farmaco antiinfiammatorio non steroideo che possiede una potente attività analgesica, paragonabile a quella della morfina. Negli Stati Uniti, la scarsità di oppiodi ha portato ad una fornitura inaffidabile di tali molecole per le strutture sanitarie, determinando la necessità di trovare farmaci alternativi non-oppioidi che fossero altrettanto sicuri ed efficaci.

Lo scopo di questo studio era quello di indagare la farmacocinetica del ketorolac dopo una singola somministrazione per via intramuscolare alla dose di 0,25 mg/kg nelle tartarughe di scatola orientale (Terrapene carolina carolina).

Sono stati raccolti campioni ematici da 32 tartarughe selvatiche con lesioni traumatiche. Tali campioni sono stati prelevati da 0 a 24 ore dopo l’iniezione intramuscolare di ketorolac e analizzati tramite cromatografia liquida ad alta pressione (HPLC, high-pressure liquid chromatography). L’analisi dei dati ha evidenziato un tempo di emivita lungo, di 9,78 ore e un volume di distribuzione pari a 0,26 L/kg.

Gli autori concludono che la somministrazione intramuscolare di 0,25 mg/kg di ketorolac, a fronte della lunga emivita, garantisce concentrazioni plasmatiche al di sopra dei target precedentemente pubblicati, garantendo un effetto analgesico della durata di 24 ore che ne consente la somministrazione una sola volta al giorno.

 

“Pharmacokinetics of ketorolac in wild Eastern box turtles (Terrapene carolina carolina) aftersingle intramuscular administration” Cerreta AJ, et al. J Vet Pharmacol Ther. 2019 Mar;42(2):154-159. doi: 10.1111/jvp.12733. Epub 2018 Nov 4.

Disciplina Farmacologia
Mercoledì, 14 Novembre 2018 00:45

Testudo hermanni: emogas e chimica clinica

Testudo hermanniL’obiettivo principale dello studio consiste nel valutare l’agreement tra analizzatori point-of-care (POC) e da laboratorio nella misurazione di parametri biochimici ed emogasanalitici da campioni di sangue venoso di Testudo hermanni. Gli autori vogliono inoltre definire degli intervalli di riferimento preliminari per i valori emogasanalitici nelle tartarughe.

Il sangue è stato prelevato dalla vena giugulare di 47 Testudo hermanni ed ogni campione è stato analizzato sia con l’emogasanalizzatore portatile (i-STAT 1, Abaxis) sia con l’analizzatore chimico portatile (VetScan VS2, Abaxin) e con le rispettive metodiche di riferimento. Dodici campioni sono stati inoltre utilizzati per effettuare l’elettroforesi su gel di agarosio e determinare le concentrazioni di albumina.

Gli analizzatori POC hanno mostrato un agreement variabile con la loro metodica di riferimento, presentando bias costanti o proporzionali a seconda dell’analita misurato. Analiti importanti nei rettili, come ad esempio il calcio ionizzato e totale, hanno dimostrato avere un agreement accettabile. Il metodo utilizzato per determinare la concentrazione dell’albumina, lo stesso impiegato sia con gli analizzatori POC che con quelli di laboratorio, sovrastima in modo significativo la concentrazione albuminica se comparato con l’elettroforesi proteica.

L’utilizzo di analizzatori POC è estremamente vantaggioso nelle strutture di assistenza primaria per piccoli animali, ma l’agreement tra analizzatori POC e quelli da laboratorio varia a seconda dell’analita. Nel caso di alcuni analiti sarebbe necessario utilizzare specifici intervalli di riferimento per gli analizzatori POC. I veterinari devono essere consapevoli della grandezza e della direzione del bias di ogni analita.

 

"Evaluation of point-of-care analysers for blood gas and clinical chemistry in Hermann's tortoises (Testudo hermanni)" Di Girolamo N et al. J Small Anim Pract. 2018 Nov;59(11):704-713. doi: 10.1111/jsap.12908. Epub 2018 Aug 1.

rabbitLe malattie cardiache congenite sono state descritte raramente nei conigli. In questo case report sono descritte le caratteristiche cliniche, radiografiche ed ecocardiografiche in corso di difetto parziale del setto atrioventricolare in un coniglio domestico.

Un coniglio maschio vaccinato di 3 mesi di età e di 380 grammi di peso corporeo è stato portato a visita per ridotta attività, aumento della frequenza respiratoria, anoressia e ridotta produzione fecale della durata di 2 giorni.

Le radiografie total body hanno evidenziato una grave cardiomegalia associata a dilatazione dei vasi polmonari e alla presenza di un pattern interstizio-alveolare. Le immagini ecocardiografiche hanno mostrato una dilatazione delle camera cardiache, anomalie di flusso a livello di atri e rigurgito mitralico. Nonostante il coniglio fosse stato sottoposto a terapia con furosemide e con l’inibitore dell’enzima di conversione dell’angiotensina, le condizione cliniche sono peggiorate fino al decesso. L’esame necroscopico ha confermato la dilatazione di entrambi i ventricoli e la presenza di un difetto parziale del setto atrioventricolare associato a un difetto del setto interatriale, appena al di sopra delle valvole mitrale e tricuspide.

 

“First description of partial atrioventricular septal defect in a rabbit” Di Girolamo N, et al. Journal of Exotic Pet Medicine. 2018 Oct;27(4):5-9.

Disciplina Cardiologia
Giovedì, 12 Luglio 2018 23:58

Esame ecografico dei gechi leopardini

gecoI gechi leopardini (Eublepharis macularius) allevati in cattività presentano spesso problematiche di tipo gastrointestinale, stasi follicolare o distocie.

Uno studio prospettico si è posto l’obiettivo di sviluppare, per la prima volta, delle tecniche ecografiche applicabili a questa specie e fornire una descrizione della normale anatomia sonografica della testa, della cavità celomatica e della coda.

Lo studio ha incluso 11 gechi leopardini femmine e sane sulle quali è stata utilizzata una sonda lineare da 13-18 MHz. Gli esemplari sono stati sedati e posti sul decubito dorsale per l’esplorazione delle strutture contenute all’interno della cavità celomatica, e nel decubito ventrale per la valutazione della testa e della coda. Sono state acquisite immagini sagittali e trasversali e gli autori hanno registrato le caratteristiche ultrasonografiche qualitative e quantitative delle diverse strutture anatomiche. La parte ventrale dei polmoni, il fegato, la colecisti, la vena cava caudale, la vena porta, la vena addominale ventrale, l'aorta, i follicoli ovarici, i corpi grassi, la coda e il cervello sono stati visualizzati in 10 di 11 individui poiché in un individuo la muta non ha consentito l’esecuzione dell’esame ecografico. Il cuore, i reni, la vescica urinaria, la milza e il pancreas non sono stati visualizzati. Il tratto digestivo è stato osservato in 10 individui ma era troppo piccolo per essere misurato.

Gli autori propongono di utilizzare i risultati di questo studio come riferimento per studi futuri sugli esemplari di geco leopardino.

 

“Ultrasonographic anatomy of reproductive female leopard geckos (Eublepharis macularius)” Cojean O, et al. Vet Radiol Ultrasound. 2018 May;59(3):333-344. doi: 10.1111/vru.12599. Epub 2018 Feb 19.

 

Giovedì, 14 Giugno 2018 15:45

Ossificazione eterotopica in un furetto

furettoL'ossificazione eterotopica (HO, heterotopic ossification) è una rara condizione caratterizzata da una produzione ossea anomala a carico dei tessuti molli. Sono stati segnalati pochissimi casi di HO negli animali (cani e cavalli) e generalmente questo processo patologico è stato associato ad un evento traumatico.

In un case report viene descritto il caso di un furetto europeo (Mustela putorius furo) maschio di 5 anni riferito per anoressia, debolezza generalizzata e perdita di peso. L'esame clinico aveva rivelato la presenza di masse addominali multiple.

La laparotomia esplorativa ha identificato lesioni di consistenza dura, di colore bianco/bronzato, da nodulari a confluenti a carico dell’omento. L'omento e la milza sono stati rimossi chirurgicamente durante la procedura chirurgica e successivamente sottoposti a valutazione istopatologica. Dal punto di vista microscopico, le masse omentali erano composte da un reticolo di ossa lamellari e fibre intrecciate frammiste ad isole di cartilagine e lacune contenenti sangue, grasso e/o midollo osseo. La mineralizzazione multifocale e le lamelle ossee erano presenti anche nell'omento macroscopicamente normale. Il riscontro di noduli ossei multipli contenenti midollo osseo e/o tessuto adiposo, in assenza di una struttura che rispettasse il sistema Haversiano e la presenza di una quantità minima di tessuto connettivo intratrabecolare, ha permesso di effettuare diagnosi di HO.

 

“Mesenteric heterotopic ossificans in a ferret (mustela putorius furo): a rare cause of soft tissue ossification” Tecilla M, et al. Journal of Exotic Pet Medicine. 2018 Jan; 27:108-112.

Disciplina Altro

furettoUno studio prospettico ha indagato le variabili che influenzano la concentrazione di aldosterone sierico in una popolazione di furetti sani e malati, ha determinato l’intervallo di riferimento dell’aldosterone sierico nei furetti sani e ha stabilito un valore limite di aldosterone per differenziare i furetti sani da quelli malati.

Il limite superiore di riferimento per le concentrazioni di aldosterone sierico è stato definito da campioni di sangue prelevati da 78 furetti (56 sani e 22 malati). La sensibilità e la specificità dei valori di cutoff dell’aldosterone per differenziare i furetti sani dai malati sono state stimate tramite l’analisi della curva ROC.

Le concentrazioni di aldosterone sierico nei furetti hanno mostrato un’ampia variabilità, con una concentrazione mediana di 4,75 pg/ml (intervallo interquartile da 0,55 a 17,9 pg/ml, intervallo da 0,02 a 283,9 pg/ml); il 76% delle misurazioni (59/78) aveva fornito un valore <18 pg/mL. I furetti sani, anziani o sessualmente inattivi avevano concentrazioni di aldosterone significativamente più basse. Il limite superiore dell'intervallo di riferimento per i furetti sani era di 13,3 pg/mL (intervallo di confidenza del 90%, da 9,9 a 16,9 pg/mL). L'analisi della curva ROC ha indicato che un valore cutoff pari a 7,6 pg/ml è in grado di differenziare i furetti sani dai furetti malati con una sensibilità del 72,7% e una specificità del 73,2% (area sotto la curva 0,79, intervallo di confidenza del 95%, da 0,67 a 0,91).

Gli autori concludono che elevate concentrazioni di aldosterone non possono essere considerate diagnostiche dell'iperaldosteronismo primario nei furetti; sottolineano, pertanto, la necessità di sviluppare test migliori per identificare tale patologia.

 

“Variability of serum aldosterone concentrations in pet ferrets (Mustela putorius furo)” Di Girolamo N, et al. J Am Vet Med Assoc. 2018 Jun 1;252(11):1372-1376.

Disciplina Endocrinologia
Mercoledì, 16 Maggio 2018 08:46

Salmonellosi nei gechi in cattività

gecoI rettili sono considerati un importante serbatoio di Salmonella.

Uno studio si è posto l’obiettivo di valutare la prevalenza di Salmonella spp. in diverse specie di geco allevate in Italia come animali domestici.

Sono stati inclusi nello studio 70 gechi clinicamente sani. I campioni di tampone fecale prelevati da tali soggetti sono stati esaminati per Salmonella spp.e le colture così ottenute sono state successivamente sottoposte a sierotipizzazione.

In 24 dei 70 campioni fecali (34,3%) è stata isolata Salmonella spp. Diciotto isolati hanno mostrato una antibiotico-resistenza alla ceftazidima e quattro isolati hanno mostrato una antibiotico-resistenza all'ampicillina.

L’isolamento di Salmonella spp. da gechi allevati in cattività, apparentemente sani, non è così infrequente. Il geco dovrebbe, pertanto, essere considerato come una potenziale fonte di infezione per gli esseri umani e gli altri animali da compagnia.

 

“Salmonella serotypes isolated in geckos kept in seven collections in southern Italy” Russo TP, et al. J Small Anim Pract. 2018 May;59(5):294-297.

caviaUno studio ha determinato la farmacocinetica e l’effetto sedativo della buprenorfina dopo somministrazione endovenosa (IV) e orale transmucosale (OTM) nelle cavie.

Lo studio ha previsto un esperimento preliminare, condotto su 6 soggetti maschi adulti, finalizzato a determinare quale fosse la dose appropriata di buprenorfina da somministrare; lo studio primario è stato, invece, condotto su 8 soggetti maschi di età compresa tra le 8 e le 11 settimane. Nello studio primario, è stata somministrata buprenorfina per via IV o OTM alla dose di 0,2 mg/kg; prima della somministrazione per via OTM è stato misurato il pH della cavità orale. L’effetto sedativo è stato valutato per 6 ore facendo riferimento ad uno score da 0 a 3 (0 = nessuna sedazione, 3 = sedazione profonda). Dopo un periodo di washout di 7 giorni, le procedure sono state ripetute in modalità crossover.

Le concentrazioni medie del picco plasmatico di buprenorfina erano di 46,7 ng/mL dopo somministrazione IV e 2,4 ng /mL dopo somministrazione OTM. Il tempo medio per raggiungere la massima concentrazione plasmatica di buprenorfina era di 1,5 minuti per la via IV e 71,2 minuti per la via OTM; l'emivita media era di 184,9 minuti per la via IV e 173,0 minuti per la via OTM. Sono stati riportati diversi gradi di sedazione (da 0 a 2) per entrambe le vie di somministrazione. L’effetto sedativo si è risolto in un lasso di tempo di 6 ore.

Sulla base dei parametri farmacocinetici ottenuti in questo studio, la buprenorfina alla dose di 0,2 mg/Kg può essere somministrata per via IV ogni 7 ore o per via OTM ogni 4 ore in modo da mantenere una concentrazione plasmatica target di 1 ng/mL. Sono necessari ulteriori studi per valutare la somministrazione di dosi diverse e gli effetti sedativi in cavie con segni clinici di algia.

 

Pharmacokinetics of buprenorphine after intravenous and oral transmucosal administration in guinea pigs (Cavia porcellus)” Sadar MJ et al. Am J Vet Res. 2018 Mar; 79(3):260-266.

Disciplina Farmacologia

silsUno studio ha voluto descrivere e illustrare la procedura di ovarioisterectomia laparoscopia-assistita mediante la tecnica di chirurgia laparoscopica ad incisione singola (SILS, Single Incision Laparoscopic Surgery) nel coniglio domestico.

La SILS prevede un’unica incisione di soli 2-3 cm lungo la linea mediana ventrale del paziente per l’ingresso della porta, ed in particolare per la porta di accesso multiplo SILS Port.

Questo tipo di chirurgia mini-invasiva, utilizzando una solo porta d’accesso e la tecnica di Hasson, offre un minor rischio di danni iatrogeni nei confronti dei visceri addominali.

Questa porta permette, ancora, di introdurre in modo semplice gli strumenti, il telescopio e i dispositivi di elettrocauterizzazione bipolare mediante 3 cannule integrate che forniscono una triangolazione ideale per intervenire in qualsiasi sito dell’addome.

Nei 3 casi di ovarioisterectomia descritti dagli autori, la lunghezza dell’incisione della parete addominale era inferiore rispetto alla lunghezza dell’incisione necessaria nella tecnica aperta; questa tecnica ha permesso di effettuare un numero inferiore di incisioni rispetto ad una tecnica ad accesso multiplo e, infine, ha comportato minori rischi per il cieco dei pazienti. La durata mediana dell’intervento è stata di 50 minuti (45-55 minuti) e in nessuno dei 3 soggetti sono state riscontrate complicanze intraoperatorie o nell’immediato postoperatorio.

 

“Single port laparoscopic-assisted ovariohysterectomy in 3 rabbits” Coleman KA et al. Journal of Exotic Pet Medicine. 2018 Jan; 27:21-24.

Disciplina Chirurgia generale

Schermata 2018 02 21 alle 11.04.31Il Dolphin Morbillivirus (DMV) dell’epidemia avvenuta fra il 1990 e il 1992 nel Mar Mediterraneo è l’unico morbillivirus dei cetacei il cui genoma sia stato completamente sequenziato. In questo lavoro è stata applicata per la prima volta la tecnologia Next Generation Sequencing (NGS) per lo studio dei morbillivirus dei mammiferi marini. Un ceppo virale, rappresentativo della seconda grande epidemia (2006-2008) nel Mar Mediterraneo (DMV_IZSPLV_2008), è stato isolato in vitro utilizzando cellule della linea Vero.DogSLAMtag; l’intero genoma è stato successivamente sequenziato mediante NGS.

La lunghezza del genoma risultante è stata determinata in 15.673 paia di basi. Il confronto fra i genomi dei ceppi rappresentativi delle due epidemie (2006-‘08 e 1990-‘92) ha evidenziato 157 mutazioni nucleotidiche, 47 sostituzioni amminoacidiche nelle sequenze polipeptidiche correlate, e una similarità del 98,7% sull’intera sequenza.

Dall’analisi filogenetica effettuata sul genoma completo si può ipotizzare un’origine del ceppo dell’epidemia del 2006-08 dal ceppo del 1990-92.

L'isolamento virale è considerato il "gold standard" per la diagnosi di morbillivirus, ma i tentativi di isolamento di questo virus spesso falliscono. L’efficiente replicazione in vitro di questo ceppo ha consentito il sequenziamento direttamente dall’RNA virale mediante NGS, senza necessità di previa amplificazione in PCR.

Questo studio rende disponibile alla comunità scientifica un secondo genoma di DMV, rappresentativo di un più recente episodio epidemico nel Mar Mediterraneo. Sulla base del confronto tra i genomi è interessante osservare come il gene L, fino ad ora poco indagato, comprenda il 74% dell’intera variabilità genetica e potrebbe rappresentare una regione "ipervariabile" utile per la caratterizzazione molecolare di DMV.


Efficient isolation on Vero.DogSLAMtag cells and full genome characterization of Dolphin Morbillivirus (DMV) by next generation sequencing.” Peletto S et al. Sci Rep. 2018 Jan 16; 8 (1): 860.

 

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