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AGGIORNAMENTO SCIENTIFICO PERMANENTE IN MEDICINA VETERINARIA

Mercoledì, 16 Maggio 2018 08:46

Salmonellosi nei gechi in cattività

gecoI rettili sono considerati un importante serbatoio di Salmonella.

Uno studio si è posto l’obiettivo di valutare la prevalenza di Salmonella spp. in diverse specie di geco allevate in Italia come animali domestici.

caviaUno studio ha determinato la farmacocinetica e l’effetto sedativo della buprenorfina dopo somministrazione endovenosa (IV) e orale transmucosale (OTM) nelle cavie.

Lo studio ha previsto un esperimento preliminare, condotto su 6 soggetti maschi adulti, finalizzato a determinare quale fosse la dose appropriata di buprenorfina da somministrare; lo studio primario è stato, invece, condotto su 8 soggetti maschi di età compresa tra le 8 e le 11 settimane. Nello studio primario, è stata somministrata buprenorfina per via IV o OTM alla dose di 0,2 mg/kg; prima della somministrazione per via OTM è stato misurato il pH della cavità orale. L’effetto sedativo è stato valutato per 6 ore facendo riferimento ad uno score da 0 a 3 (0 = nessuna sedazione, 3 = sedazione profonda). Dopo un periodo di washout di 7 giorni, le procedure sono state ripetute in modalità crossover.

Disciplina Farmacologia

silsUno studio ha voluto descrivere e illustrare la procedura di ovarioisterectomia laparoscopia-assistita mediante la tecnica di chirurgia laparoscopica ad incisione singola (SILS, Single Incision Laparoscopic Surgery) nel coniglio domestico.

La SILS prevede un’unica incisione di soli 2-3 cm lungo la linea mediana ventrale del paziente per l’ingresso della porta, ed in particolare per la porta di accesso multiplo SILS Port.

Disciplina Chirurgia generale

Schermata 2018 02 21 alle 11.04.31Il Dolphin Morbillivirus (DMV) dell’epidemia avvenuta fra il 1990 e il 1992 nel Mar Mediterraneo è l’unico morbillivirus dei cetacei il cui genoma sia stato completamente sequenziato. In questo lavoro è stata applicata per la prima volta la tecnologia Next Generation Sequencing (NGS) per lo studio dei morbillivirus dei mammiferi marini. Un ceppo virale, rappresentativo della seconda grande epidemia (2006-2008) nel Mar Mediterraneo (DMV_IZSPLV_2008), è stato isolato in vitro utilizzando cellule della linea Vero.DogSLAMtag; l’intero genoma è stato successivamente sequenziato mediante NGS.

La lunghezza del genoma risultante è stata determinata in 15.673 paia di basi. Il confronto fra i genomi dei ceppi rappresentativi delle due epidemie (2006-‘08 e 1990-‘92) ha evidenziato 157 mutazioni nucleotidiche, 47 sostituzioni amminoacidiche nelle sequenze polipeptidiche correlate, e una similarità del 98,7% sull’intera sequenza.

Schermata 2018 02 21 alle 10.25.16Campylobacter spp. termofilo e Salmonella spp. sono batteri zoonosici comunemente ospitati nel tratto enterico delle specie aviarie. Uno studio ha verificato la presenza di tali microrganismi in una popolazione italiana eterogenea di uccelli d’affezione e rapaci in cattività (Passeriformi, Psittaciformi, Accipitriformi, Falconiformi e Strigiformi) viventi a stretto contatto con l’uomo.

Si analizzavano in totale 151 soggetti per Campylobacter spp. termofilo e 444 per Salmonella spp. Si isolavano nei rapaci 6 C. jejuni e 1 S. Livingstone: 4 Accipitriformi (2 Buteo regalis, 2 Parabuteo unicinctus), 1 Falconiforme (Falco peregrinus) e 1 Strigiforme (Strix aluco) erano positivi per C. jejuni e 1 Falconiforme (Falco peregrinus) per S. Livingstone. Si genotipizzavano mediante MLST 4 ceppi di C. jejuni, identificandoli come ST 2116 (ST-353 CC).

Schermata 2018 01 22 alle 10.49.27Uno studio ha determinato le cause e la gravità dell’anemia nei conigli d’affezione (Oryctolagus cuniculus), ha classificato l’anemia e ha confrontato la conta dei reticolociti nei conigli sani e anemici. Si effettuava uno studio retrospettivo e prospettico su 223 conigli in un periodo di 11 anni (2000-2011). Sulla base degli intervalli di riferimento della clinica per i conigli sani (PCV 0,33-0,45 l/l), i soggetti con PCV inferiore a 0,33 l/l erano considerati anemici.

L’anemia era causata principalmente dall’infiammazione (65/223, 29%) e dal sanguinamento (54/223, 24%). Il 7% (15/223) dei conigli soffriva di patologie renali e in 1 si diagnosticava un’emolisi causata dalla torsione di un lobo epatico. Nel 14% (32/223) dei casi più di un meccanismo patologico sottostante, ad esempio infiammazione e sanguinamento, era diagnosticato come possibile causa dell’anemia. Nel 25% (56/223) dei conigli anemici non si identificava una causa.

La maggior parte delle anemie erano lievi (156/223,70 %). Le anemie moderate (43/223, 19 %) o gravi (24/223, 11 %) erano più rare. I conigli anemici mostravano conte reticolocitarie simili ai conigli sani, senza differenze significative. Quindi non era possibile effettuare una differenziazione tra anemia rigenerativa e non rigenerativa.

 “Anaemia in pet rabbits: causes, severity and reticulocyte response”.  Dettweiler A, Klopfleisch R, Müller K. Vet Rec. 2017 Dec 16; 181 (24): 656.

Disciplina Ematologia
Mercoledì, 10 Gennaio 2018 08:53

Artroscopia del ginocchio del coniglio

Schermata 2018 01 10 alle 08.55.37Uno studio ha descritto una tecnica per l’esame artroscopico del ginocchio del coniglio e i rilievi normali in 20 ginocchia di cadavere di conigli bianchi di Nuova Zelanda. L’artroscopio veniva introdotto attraverso una porta mediale mentre le porte per gli strumenti venivano ricavate sulla superficie laterale dell’articolazione. Le stesse porte venivano utilizzate per l’esame dell’intera articolazione e per la palpazione delle strutture con una sonda.

Le strutture identificate nella porzione prossimale del ginocchio includevano: tasca sovrapatellare, sovrapatella, patella, recesso mediale e laterale prossimale, cresta trocleare mediale e laterale, solco trocleare.

Le strutture identificate nella porzione distale dell’articolazione includevano: legamento crociato craniale e caudale, menisco mediale e laterale, condili femorali mediale e laterale, tendine estensore lungo digitale e legamenti meniscali craniali.

Schermata 2017 12 27 alle 10.24.31I conigli e le cavie sono animali d’affezione sempre più popolari, tuttavia non sono molte le informazioni circa i loro comuni problemi di salute e quanto queste siano correlate a quanto pubblicato in letteratura. Uno studio ha caratterizzato le più comuni condizioni patologiche di conigli e cavie osservate in ambito clinico e segnalate in un sondaggio effettuato ai veterinari inglesi e le ha confrontate con gli argomenti riscontrati in letteratura attraverso una ricerca strutturata.

I veterinari pratici segnalavano come più comuni nel coniglio le condizioni patologiche dentali (29,9%), contro una percentuale di citazioni in letteratura del 2,2%, e quelle cutanee (25,3%), a fronte del 10,8% di citazioni in letteratura.

Per la cavia, le patologie più comuni segnalate dai veterinari erano quelle cutanee (37,6%), contro il 16,9% di citazioni, seguite dalle patologie dentali (17,5%), che costituivano però solo il 3,7% degli articoli pubblicati.

Disciplina Altro

Schermata 2018 01 24 alle 08.31.20Due conigli di proprietà venivano visitati per segni cronici di patologia delle vie respiratorie superiori. I segni clinici erano presenti da 3-4 settimane e includevano scolo nasale mucopurulento, tumefazione mascellare destra, dacriocistite ricorrente e starnuti intermittenti. Uno dei due soggetti era stato trattato con lavaggio del dotto nasolacrimale e somministrazione di antibiotici topici e sistemici senza risoluzione dei segni clinici. La CT della testa effettuata in entrambi i casi indicava la presenza di una grave rinosinusite.

Entrambi i soggetti venivano sottoposti a rinostomia unilaterale attraverso un approccio laterale. L’accesso veniva ricavato attraverso la facies cribrosa dell’osso mascellare. Si rimuoveva il materiale purulento dalla cavità nasale e dal seno mascellare affetti mediante debridement e lavaggio. Dopo l’esplorazione endoscopica, si effettuava una marsupializzazione al fine di creare uno stoma.

Entrambi i conigli superavano l’intervento senza apparenti complicazioni e la sede chirurgica si rimarginava entro un mese. La CT ripetuta 5 mesi dopo l’intervento in un soggetto e 13 mesi dopo nell’altro indicava la pervietà dei passaggi nasali e l’assenza di recidiva o persistenza della malattia.

I risultati suggeriscono che la rinostomia laterale dovrebbe essere considerata per il trattamento della rinosinusite cronica grave del coniglio. Tale approccio può essere tecnicamente meno complesso e può ridurre la probabilità di complicazioni postoperatorie rispetto ad altre tecniche descritte, concludono gli autori.


“Lateral rhinostomy for treatment of severe chronic rhinosinusitis in two rabbits” Wright L, Mans C. J Am Vet Med Assoc. 2018 Jan 1; 252 (1): 103-107.

Schermata 2017 12 15 alle 08.49.36Uno studio ha valutato l’effetto dell’atipamezolo sull’efficacia analgesica del butorfanolo nel ratto. Si misuravano la frequenza cardiaca e respiratoria e la latenza della retrazione plantare in 40 ratti Wistar maschi adulti prima e dopo l’iniezione di butorfanolo (B), atipamezolo (A), butorfanolo seguito da atipamezolo (BA) e soluzione fisiologica (S).

La frequenza cardiaca e respiratoria era consistentemente maggiore nel gruppo A rispetto agli altri gruppi, e nel gruppo BA questi parametri fisiologici erano maggiori rispetto a quelli del gruppo B. La latenza della retrazione plantare era significativamente prolungata nel gruppo B, mentre era significativamente ridotta nel gruppo A in momenti temporali multipli, rispetto al gruppo S e B. Non vi erano differenze significative tra i gruppi BA e S.

Disciplina Anestesiologia
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