Dall'11 aprile 2003 sono stati pubblicati 6581 articoli

AGGIORNAMENTO SCIENTIFICO PERMANENTE IN MEDICINA VETERINARIA

tartNei rettili e nelle tartarughe la vena giugulare è la sede preferenziale per il prelievo ematico, per la fluidoterapia e per l’inserimento di cateteri, tuttavia la cute spessa dei cheloni può ostacolare la visualizzazione e la cateterizzazione della vena. Le difficoltà possono aumentare in caso di scarsa perfusione periferica o edema.

Una possibile soluzione è rappresentata dall’introduzione di una fonte luminosa nell’esofago, attraverso la cavità orale, che consente di visualizzare chiaramente la vena giugulare attraverso la cute. L’animale è posto in decubito laterale e si introduce un otoscopio orientandolo verso la vena, nella parte laterale del collo, con le necessarie modifche della direzione in base alla specie di chelone. Occorre fare attenzione a non premere sull’esofago e causare il collasso del vaso.

Questa metodica può essere utilizzata in tartarughe e testuggini di piccole o medie dimensioni senza anestesia generale, mentre la sedazione può essere necessaria in individui di maggiori dimensioni.

Use of a light source to help identify the jugular vein in chelonians.” Bel LV, Selleri P. J Small Anim Pract. 2017 Nov 10. [Epub ahead of print]

Disciplina Medicina interna

riccIl riccio africano (Atelerix albiventris) è un popolare animale d’affezione appartenente alla famiglia delle Erinaceidae. Una delle patologie cutanee più frequenti in questa specie è l’infestazione causata dall’acaro Caparinia spp. A causa dell’anatomia cutanea e degli aculei, l’identificazione delle lesioni cutanee in questo animale può essere complicata. Ciò può determinare un ritardo nel ricorso al medico veterinario con possibilità di conseguenti infezioni batteriche secondarie e traumi autoinflitti.

Sono stati utilizzati numerosi trattamenti medici per questa parassitosi cutanea, tra cui ivermectina, amitraz, fipronil e selamectina. Un farmaco somministrabile in una singola dose orale può essere vantaggioso per questi animali e i loro proprietari.

Uno studio ha valutato l’effetto di una singola dose orale (15 mg/kg) di fluralaner sull’infestazione da Caparinia tripilis nel riccio africano. La singola dose orale di fluralaner era efficace sull’infestazione entro 21 giorni dall’inizio del trattamento. Ulteriori studi sono necessari per valutare la sicurezza e la tossicologia di questo farmaco nel riccio africano e confermarne l’efficacia, concludono gli autori.

Disciplina Dermatologia
Venerdì, 01 Dicembre 2017 10:07

Tricomoniasi in un allevamento di canarini

Schermata 2017 12 01 alle 10.13.31Uno studio descrive un focolaio di tricomoniasi in un allevamento di 15 coppie di canarini. La tricomoniasi veniva diagnosticata sulla base dei segni clinici caratteristici, dell’esame microscopico dei tamponi di gozzo/esofago, dell’esame anatomopatologo e istopatologico. I tricomonadi crescevano in coltura e venivano caratterizzati mediante tipizzazione con tecnica multi-locus sequence typing.

Si analizzavano i 3 loci genici ITS1-5,8S-ITS2, 18S rRNA e Fe-idrogenasi. La caratterizzazione molecolare confermava il ceppo di Trichomonas del fringuello, identico al ceppo responsabile della malattia emergente nei passeriformi selvatici in Europa.

Il trattamento dell’allevamento con metronidazolo (200mg/L) nell’acqua di bevanda per 5 giorni era parzialmente efficace. Dopo il trattamento individuale con metronidazolo orale (20mg/kg SID) per 5 giorni non si osservavano ulteriori segni clinici in allevamento nei successivi 30 mesi.

Disciplina Parassitologia

Schermata 2017 11 27 alle 11.17.21Una cavia femmina intera di 5 anni veniva valutata per la presenza di lieve disuria e di una massa sottocutanea localizzata in posizione cranioventrale agli orifizi urogenitali. La CT senza mezzo di contrasto e l’esplorazione chirurgica della parte distale dell’uretra rivelavano la presenza di un diverticolo uretrale con un urolita endoluminale. L’analisi chimica rivelava che l’urolita era composto da calcio carbonato e struvite.

L’urolita veniva asportato chirurgicamente e si tentava l’ablazione del diverticolo uretrale. Circa tre mesi dopo, l’animale veniva nuovamente visitato per la presenza di masse nella regione perineale e una uretrocistografia con contrasto positivo rivelava la presenza di due uroliti nello stesso diverticolo. Gli uroliti venivano espulsi manualmente con il paziente in anestesia generale.

Circa 2 settimane dopo, si effettuava una uretroplastica per ampliare lo stoma del diverticolo, prevenendo quindi la raccolta di urina nel diverticolo e possibilmente riducendo il rischio di future formazioni di uroliti. L’uretroplastica si rimarginava bene in assenza di complicazioni o evidenze di recidiva degli uroliti 6 mesi dopo l’intervento.

L’urolitiasi è comune nella cavia e i diverticoli uretrali e la formazione di uroliti endoluminali dovrebbero essere considerati come possibili diagnosi differenziali di una massa sottocutanea lungo la parte distale dell’uretra. La creazione di uno stoma uretrale con il diverticolo attraverso un’uretroplastica consentiva un esito di successo in questo paziente, concludono gli autori.

Disciplina Nefrologia-Urologia

Schermata 2017 11 10 alle 11.16.59Un furetto (Mustela putorius furo) maschio intero di 5 mesi veniva visitato per apatia, tachipnea e intolleranza all’esercizio. All’esame clinico iniziale i due segni primari identificati erano la tachipnea e la cianosi. L’esame ematologico rivelava una grave policitemia con linfopenia, neutrofilia ed eosinofilia. L’esame radiografico rivelava cardiomegalia e un quadro polmonare alveolare diffuso. Si effettuava quindi un’ecocardiografia che mostrava un difetto del setto interventricolare, occlusione dell’arteria polmonare, overriding dell’aorta e ipertrofia ventricolare destra.

Tutte le alterazioni erano compatibili con la tetralogia di Fallot (TOF). Si effettuava una flebotomia e in seguito si manteneva l’animale con ossigeno e fluidoterapia. Il giorno seguente l’ematocrito scendeva all’11% e migliorava la difficoltà respiratoria. Quattro giorni dopo si verificava un peggioramento clinico e l’animale veniva soppresso.

L’esame autoptico confermava la presenza di TOF estrema con polmonite interstiziale diffusa secondaria a Pneumocystis carinii. A conoscenza dell’autore si tratta della prima descrizione di tetralogia di Fallot con policitemia in un furetto.

“Extreme Tetralogy of Fallot With Polycythemia in a Ferret (Mustela putorius furo).” Dias S, Planellas M, Canturri A, Martorell J. Top Companion Anim Med. 2017 Jun; 32 (2): 80-85.

Disciplina Cardiologia

Schermata 2017 10 27 alle 11.05.04Uno studio ha determinato la concentrazione di ormone paratiroideo (PTH), calcio ionizzato e 25-idrossivitamina D nel furetto adulto sano intero. Si preleva il siero di 16 furetti adulti clinicamente sani (8 maschi e 8 femmine). La concentrazione di PTH e 25-idrossivitamina D veniva determinata attraverso un test radioimmunologico in commercio validato per l’uomo, il cane, il gatto (PTH) e il cavallo (25-idrossivitamina D). La concentrazione di calcio ionizzato (pH 7,4) veniva determinata utilizzando un elettrodo ione-specifico.

Le concentrazioni mediane (minima, massima) erano le seguenti: PTH 8,7 (2,2, 24,4) pmol/L, calcio ionizzato 1,15 (1,09, 1,25) mmol/L e 25-idrossivitamina D 94 (61, 138) nmol/L.

Schermata 2017 10 24 alle 09.15.10In un pesce rosso (Carassius auratus) si utilizzava un protocollo anestetico con alfaxalone per effettuare una celiotomia dovuta a presenza di cisti ovariche multiple. Il pesce femmina di 7 anni e del peso di 460 g presentava una grave distensione del celoma e anoressia. La radiografia full body non era significativa ma l’ecografia celomica rivelava cisti ovariche multiple. La citologia di un ago aspirato ecoguidato di una grossa cisti rivelava la presenza di leucociti lisati contenenti numerosi bacilli intracellulari suggestivi di infiammazione suppurativa settica.

Schermata 2017 10 24 alle 09.16.04Si effettuava una celiotomia esplorativa e si aspiravano 90 ml di un fluido semitrasparente dalle cisti più grosse. Per l’anestesia, si preparavano tre vasche di plastica per pesci per l’induzione (10 mg/L di alfaxalone), il mantenimento (5 mg/L alfaxalone) e il risveglio (nessun agente anestetico). L’acqua delle vasche veniva saturata con ossigeno. Il pesce veniva immerso nella vasca di induzione e, dopo la perdita del riflesso di raddrizzamento (5 minuti), veniva collocato nella vasca di mantenimento. Veniva poi posizionato su una piattaforma e supportato in posizione supina su lana di Perlon umida. La testa veniva sommersa dall’acqua mentre il campo chirurgico del celoma veniva mantenuto fuori dall’acqua.

Disciplina Anestesiologia

Schermata 2017 10 18 alle 09.00.26Nella tartaruga marina Caretta caretta sono stati descritti 4 generi di trematodi ematici, con prevalenza e impatto patogeno variabile. Hapalotrema Looss (1899) e Amphiorchis Price (1934) sono i due unici generi segnalati nelle acque del Mar Mediterraneo, mentre mancano dati aggiornati circa le Spirorchiidae nel Mediterraneo centrale e orientale e la prevalenza delle infestazioni. Uno studio ha indagato la presenza e la patologia delle Spirorchiidae in C. caretta nel Mar Mediterraneo.

Venivano sottoposte a esame autoptico 168 tartarughe arenate ungo la costa nordoccidentale del Mar Adriatico tra il 2009 per il 2015, con successive analisi per l’identificazione di trematodi adulti e uova nelle feci e nella milza ed esami istopatologici. Si effettuavano analisi molecolari sugli ospiti e sui parassiti per identificare le origini delle tartarughe e le relazioni filogenetiche dei trematodi.

tremLe Spirorchiidae venivano identificate nel 16,7% degli animali. Hapalotrema mistroides (Monticelli, 1899) e Neospirorchis sp. erano presenti rispettivamente in 26 e 10 casi. Si identificavano trematodi adulti in 6 casi mentre le uova erano osservate all’esame copromicroscopico in tutte le tartarughe infestate; i risultati della ricerca delle uova spleniche erano in accordo con le analisi copromicroscopiche.

Si osservavano soltanto lesioni lievi. Le uova di tipo 1 e 3 erano visibili macroscopicamente nella mucosa gastrointestinale. Si osservava raramente vasculite cardiaca e dei grossi vasi ed erano presenti granulomi multifocali diffusi nei tessuti. L’analisi molecolare assegnava inequivocabilmente i campioni di Spirorchiidae a H. mistroides e Neospirorchis sp. La caratterizzazione genetica del DNA delle tartarughe indicava l’origine mediterranea degli animali.

Lo studio fornisce nuovi dati circa la diffusione delle Spirorchiidae nella popolazione di tartarughe del Mar Mediterraneo e descrive per la prima volta la presenza di Neospirorchis spp. nel bacino. L’infestazione non aveva un effetto causale sulla morte né un impatto importante sullo stato di salute generale degli animali.


Cardiovascular flukes (Trematoda: Spirorchiidae) in Caretta caretta Linnaeus, 1758 from the Mediterranean Sea.” Marchiori E, Negrisolo E, Cassini R, Garofalo L, Poppi L, Tessarin C, Marcer F. Parasit Vectors. 2017 Oct 10; 10 (1): 467.

Disciplina Parassitologia

Schermata 2017 10 13 alle 09.39.18Un Ara giacinto (Anodorhynchus hyacinthinus) femmina di 26 anni veniva sottoposta a esame oftalmico per la presenza di un’ulcera corneale cronica dell’occhio destro. All’esame si osservava un’ulcera corneale assiale superficiale di 5 × 4 mm con margini epiteliali indefiniti.

Durante gli esami di controllo multipli effettuati nel corso di 4 mesi, l’ulcera veniva trattata mediante debridement con bastoncino cotonato sterile, debridement con fresa a punta diamantata, debridement con fresa a punta diamantata e adesivo tissutale a base di cianoacrilato e cheratotomia radiata con adesivo tissutale a base di cianoacrialto, tutti effettuati in anestesia, con risoluzione finale della lesione.

“Management of a Nonhealing, Superficial Corneal Ulcer in a Hyacinth Macaw (Anodorhynchus hyacinthinus).” Waugh L, Pucket J, Cole GA, D'Agostino J. J Avian Med Surg. 2017 Sep; 31 (3): 239-243.

Disciplina Oftalmologia

Schermata 2017 10 04 alle 09.38.15Uno studio retrospettivo ha determinato l’esito dell’anestesia inalatoria negli uccelli e identificato le variabili relative ai pazienti o alle procedure associate a un’aumentata probabilità di decesso correlato all’anestesia. Si includevano 352 uccelli sottoposti ad anestesia inalatoria nel corso di un anno in una singola struttura veterinaria di referenza.

I dati raccolti includevano data della visita, età, specie, sesso, tipo (d’affezione, a vita libera o selvatico in cattività), peso corporeo, punteggio di condizione corporea, diagnosi, procedura, stato della American Society of Anesthesiologists, premedicazione effettuata, farmaci per l’induzione anestetica, tipo di mantenimento dell’anestesia, via e tipo di fluido somministrato, volume di cristalloidi e colloidi somministrati, eventi intraoperatori, perdita ematica stimata, durata dell’anestesia, durata della chirurgia, tempo di risveglio, annotazioni sul risveglio, sopravvivenza fino alle dimissioni, momento della morte, costo totale del ricovero, costo dell’anestesia e valori nadir e picco di frequenza cardiaca, pressione parziale di diossido di carbonio a fine espirazione, concentrazione di anestetici inalati e temperatura corporea.

Disciplina Anestesiologia
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