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AGGIORNAMENTO SCIENTIFICO PERMANENTE IN MEDICINA VETERINARIA

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Schermata 2018 01 22 alle 10.49.27Uno studio ha determinato le cause e la gravità dell’anemia nei conigli d’affezione (Oryctolagus cuniculus), ha classificato l’anemia e ha confrontato la conta dei reticolociti nei conigli sani e anemici. Si effettuava uno studio retrospettivo e prospettico su 223 conigli in un periodo di 11 anni (2000-2011). Sulla base degli intervalli di riferimento della clinica per i conigli sani (PCV 0,33-0,45 l/l), i soggetti con PCV inferiore a 0,33 l/l erano considerati anemici.

L’anemia era causata principalmente dall’infiammazione (65/223, 29%) e dal sanguinamento (54/223, 24%). Il 7% (15/223) dei conigli soffriva di patologie renali e in 1 si diagnosticava un’emolisi causata dalla torsione di un lobo epatico. Nel 14% (32/223) dei casi più di un meccanismo patologico sottostante, ad esempio infiammazione e sanguinamento, era diagnosticato come possibile causa dell’anemia. Nel 25% (56/223) dei conigli anemici non si identificava una causa.

La maggior parte delle anemie erano lievi (156/223,70 %). Le anemie moderate (43/223, 19 %) o gravi (24/223, 11 %) erano più rare. I conigli anemici mostravano conte reticolocitarie simili ai conigli sani, senza differenze significative. Quindi non era possibile effettuare una differenziazione tra anemia rigenerativa e non rigenerativa.

 “Anaemia in pet rabbits: causes, severity and reticulocyte response”.  Dettweiler A, Klopfleisch R, Müller K. Vet Rec. 2017 Dec 16; 181 (24): 656.

Disciplina Ematologia
Mercoledì, 10 Gennaio 2018 08:53

Artroscopia del ginocchio del coniglio

Schermata 2018 01 10 alle 08.55.37Uno studio ha descritto una tecnica per l’esame artroscopico del ginocchio del coniglio e i rilievi normali in 20 ginocchia di cadavere di conigli bianchi di Nuova Zelanda. L’artroscopio veniva introdotto attraverso una porta mediale mentre le porte per gli strumenti venivano ricavate sulla superficie laterale dell’articolazione. Le stesse porte venivano utilizzate per l’esame dell’intera articolazione e per la palpazione delle strutture con una sonda.

Le strutture identificate nella porzione prossimale del ginocchio includevano: tasca sovrapatellare, sovrapatella, patella, recesso mediale e laterale prossimale, cresta trocleare mediale e laterale, solco trocleare.

Le strutture identificate nella porzione distale dell’articolazione includevano: legamento crociato craniale e caudale, menisco mediale e laterale, condili femorali mediale e laterale, tendine estensore lungo digitale e legamenti meniscali craniali.

Schermata 2017 12 27 alle 10.24.31I conigli e le cavie sono animali d’affezione sempre più popolari, tuttavia non sono molte le informazioni circa i loro comuni problemi di salute e quanto queste siano correlate a quanto pubblicato in letteratura. Uno studio ha caratterizzato le più comuni condizioni patologiche di conigli e cavie osservate in ambito clinico e segnalate in un sondaggio effettuato ai veterinari inglesi e le ha confrontate con gli argomenti riscontrati in letteratura attraverso una ricerca strutturata.

I veterinari pratici segnalavano come più comuni nel coniglio le condizioni patologiche dentali (29,9%), contro una percentuale di citazioni in letteratura del 2,2%, e quelle cutanee (25,3%), a fronte del 10,8% di citazioni in letteratura.

Per la cavia, le patologie più comuni segnalate dai veterinari erano quelle cutanee (37,6%), contro il 16,9% di citazioni, seguite dalle patologie dentali (17,5%), che costituivano però solo il 3,7% degli articoli pubblicati.

Disciplina Altro

Schermata 2018 01 24 alle 08.31.20Due conigli di proprietà venivano visitati per segni cronici di patologia delle vie respiratorie superiori. I segni clinici erano presenti da 3-4 settimane e includevano scolo nasale mucopurulento, tumefazione mascellare destra, dacriocistite ricorrente e starnuti intermittenti. Uno dei due soggetti era stato trattato con lavaggio del dotto nasolacrimale e somministrazione di antibiotici topici e sistemici senza risoluzione dei segni clinici. La CT della testa effettuata in entrambi i casi indicava la presenza di una grave rinosinusite.

Entrambi i soggetti venivano sottoposti a rinostomia unilaterale attraverso un approccio laterale. L’accesso veniva ricavato attraverso la facies cribrosa dell’osso mascellare. Si rimuoveva il materiale purulento dalla cavità nasale e dal seno mascellare affetti mediante debridement e lavaggio. Dopo l’esplorazione endoscopica, si effettuava una marsupializzazione al fine di creare uno stoma.

Entrambi i conigli superavano l’intervento senza apparenti complicazioni e la sede chirurgica si rimarginava entro un mese. La CT ripetuta 5 mesi dopo l’intervento in un soggetto e 13 mesi dopo nell’altro indicava la pervietà dei passaggi nasali e l’assenza di recidiva o persistenza della malattia.

I risultati suggeriscono che la rinostomia laterale dovrebbe essere considerata per il trattamento della rinosinusite cronica grave del coniglio. Tale approccio può essere tecnicamente meno complesso e può ridurre la probabilità di complicazioni postoperatorie rispetto ad altre tecniche descritte, concludono gli autori.


“Lateral rhinostomy for treatment of severe chronic rhinosinusitis in two rabbits” Wright L, Mans C. J Am Vet Med Assoc. 2018 Jan 1; 252 (1): 103-107.

Schermata 2017 12 15 alle 08.49.36Uno studio ha valutato l’effetto dell’atipamezolo sull’efficacia analgesica del butorfanolo nel ratto. Si misuravano la frequenza cardiaca e respiratoria e la latenza della retrazione plantare in 40 ratti Wistar maschi adulti prima e dopo l’iniezione di butorfanolo (B), atipamezolo (A), butorfanolo seguito da atipamezolo (BA) e soluzione fisiologica (S).

La frequenza cardiaca e respiratoria era consistentemente maggiore nel gruppo A rispetto agli altri gruppi, e nel gruppo BA questi parametri fisiologici erano maggiori rispetto a quelli del gruppo B. La latenza della retrazione plantare era significativamente prolungata nel gruppo B, mentre era significativamente ridotta nel gruppo A in momenti temporali multipli, rispetto al gruppo S e B. Non vi erano differenze significative tra i gruppi BA e S.

Disciplina Anestesiologia

tartNei rettili e nelle tartarughe la vena giugulare è la sede preferenziale per il prelievo ematico, per la fluidoterapia e per l’inserimento di cateteri, tuttavia la cute spessa dei cheloni può ostacolare la visualizzazione e la cateterizzazione della vena. Le difficoltà possono aumentare in caso di scarsa perfusione periferica o edema.

Una possibile soluzione è rappresentata dall’introduzione di una fonte luminosa nell’esofago, attraverso la cavità orale, che consente di visualizzare chiaramente la vena giugulare attraverso la cute. L’animale è posto in decubito laterale e si introduce un otoscopio orientandolo verso la vena, nella parte laterale del collo, con le necessarie modifche della direzione in base alla specie di chelone. Occorre fare attenzione a non premere sull’esofago e causare il collasso del vaso.

Questa metodica può essere utilizzata in tartarughe e testuggini di piccole o medie dimensioni senza anestesia generale, mentre la sedazione può essere necessaria in individui di maggiori dimensioni.

Use of a light source to help identify the jugular vein in chelonians.” Bel LV, Selleri P. J Small Anim Pract. 2017 Nov 10. [Epub ahead of print]

Disciplina Medicina interna

riccIl riccio africano (Atelerix albiventris) è un popolare animale d’affezione appartenente alla famiglia delle Erinaceidae. Una delle patologie cutanee più frequenti in questa specie è l’infestazione causata dall’acaro Caparinia spp. A causa dell’anatomia cutanea e degli aculei, l’identificazione delle lesioni cutanee in questo animale può essere complicata. Ciò può determinare un ritardo nel ricorso al medico veterinario con possibilità di conseguenti infezioni batteriche secondarie e traumi autoinflitti.

Sono stati utilizzati numerosi trattamenti medici per questa parassitosi cutanea, tra cui ivermectina, amitraz, fipronil e selamectina. Un farmaco somministrabile in una singola dose orale può essere vantaggioso per questi animali e i loro proprietari.

Uno studio ha valutato l’effetto di una singola dose orale (15 mg/kg) di fluralaner sull’infestazione da Caparinia tripilis nel riccio africano. La singola dose orale di fluralaner era efficace sull’infestazione entro 21 giorni dall’inizio del trattamento. Ulteriori studi sono necessari per valutare la sicurezza e la tossicologia di questo farmaco nel riccio africano e confermarne l’efficacia, concludono gli autori.

Disciplina Dermatologia
Venerdì, 01 Dicembre 2017 10:07

Tricomoniasi in un allevamento di canarini

Schermata 2017 12 01 alle 10.13.31Uno studio descrive un focolaio di tricomoniasi in un allevamento di 15 coppie di canarini. La tricomoniasi veniva diagnosticata sulla base dei segni clinici caratteristici, dell’esame microscopico dei tamponi di gozzo/esofago, dell’esame anatomopatologo e istopatologico. I tricomonadi crescevano in coltura e venivano caratterizzati mediante tipizzazione con tecnica multi-locus sequence typing.

Si analizzavano i 3 loci genici ITS1-5,8S-ITS2, 18S rRNA e Fe-idrogenasi. La caratterizzazione molecolare confermava il ceppo di Trichomonas del fringuello, identico al ceppo responsabile della malattia emergente nei passeriformi selvatici in Europa.

Il trattamento dell’allevamento con metronidazolo (200mg/L) nell’acqua di bevanda per 5 giorni era parzialmente efficace. Dopo il trattamento individuale con metronidazolo orale (20mg/kg SID) per 5 giorni non si osservavano ulteriori segni clinici in allevamento nei successivi 30 mesi.

Disciplina Parassitologia

Schermata 2017 11 27 alle 11.17.21Una cavia femmina intera di 5 anni veniva valutata per la presenza di lieve disuria e di una massa sottocutanea localizzata in posizione cranioventrale agli orifizi urogenitali. La CT senza mezzo di contrasto e l’esplorazione chirurgica della parte distale dell’uretra rivelavano la presenza di un diverticolo uretrale con un urolita endoluminale. L’analisi chimica rivelava che l’urolita era composto da calcio carbonato e struvite.

L’urolita veniva asportato chirurgicamente e si tentava l’ablazione del diverticolo uretrale. Circa tre mesi dopo, l’animale veniva nuovamente visitato per la presenza di masse nella regione perineale e una uretrocistografia con contrasto positivo rivelava la presenza di due uroliti nello stesso diverticolo. Gli uroliti venivano espulsi manualmente con il paziente in anestesia generale.

Circa 2 settimane dopo, si effettuava una uretroplastica per ampliare lo stoma del diverticolo, prevenendo quindi la raccolta di urina nel diverticolo e possibilmente riducendo il rischio di future formazioni di uroliti. L’uretroplastica si rimarginava bene in assenza di complicazioni o evidenze di recidiva degli uroliti 6 mesi dopo l’intervento.

L’urolitiasi è comune nella cavia e i diverticoli uretrali e la formazione di uroliti endoluminali dovrebbero essere considerati come possibili diagnosi differenziali di una massa sottocutanea lungo la parte distale dell’uretra. La creazione di uno stoma uretrale con il diverticolo attraverso un’uretroplastica consentiva un esito di successo in questo paziente, concludono gli autori.

Disciplina Nefrologia-Urologia

Schermata 2017 11 10 alle 11.16.59Un furetto (Mustela putorius furo) maschio intero di 5 mesi veniva visitato per apatia, tachipnea e intolleranza all’esercizio. All’esame clinico iniziale i due segni primari identificati erano la tachipnea e la cianosi. L’esame ematologico rivelava una grave policitemia con linfopenia, neutrofilia ed eosinofilia. L’esame radiografico rivelava cardiomegalia e un quadro polmonare alveolare diffuso. Si effettuava quindi un’ecocardiografia che mostrava un difetto del setto interventricolare, occlusione dell’arteria polmonare, overriding dell’aorta e ipertrofia ventricolare destra.

Tutte le alterazioni erano compatibili con la tetralogia di Fallot (TOF). Si effettuava una flebotomia e in seguito si manteneva l’animale con ossigeno e fluidoterapia. Il giorno seguente l’ematocrito scendeva all’11% e migliorava la difficoltà respiratoria. Quattro giorni dopo si verificava un peggioramento clinico e l’animale veniva soppresso.

L’esame autoptico confermava la presenza di TOF estrema con polmonite interstiziale diffusa secondaria a Pneumocystis carinii. A conoscenza dell’autore si tratta della prima descrizione di tetralogia di Fallot con policitemia in un furetto.

“Extreme Tetralogy of Fallot With Polycythemia in a Ferret (Mustela putorius furo).” Dias S, Planellas M, Canturri A, Martorell J. Top Companion Anim Med. 2017 Jun; 32 (2): 80-85.

Disciplina Cardiologia
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