Dall'11 aprile 2003 sono stati pubblicati 6581 articoli

AGGIORNAMENTO SCIENTIFICO PERMANENTE IN MEDICINA VETERINARIA

avianMacrorhabdus ornithogaster è un micete che infetta diverse specie di uccelli selvatici e in cattività. La diagnosi dell’infezione in vivo è difficile perché l’eliminazione del patogeno è intermittente e perché non tutti gli animali positivi sono clinicamente malati.

Uno studio ha confrontato la PCR sui tamponi cloacali e la colorazione di Gram delle feci( FGS) per la diagnosi dell’eliminazione attiva di M. ornithogaster in un allevamento in cattività di parrocchetti (Melopsittacus undulatus).

Lunedì, 17 Luglio 2017 12:25

Emoparassiti nelle tartarughe palustri

Schermata 2017 07 17 alle 15.08.31I parassiti ematici sono stati identificati in quasi tutti i gruppi di vertebrati e possono causare seri danni ai loro ospiti. Si conosce molto poco invece sulla biodiversità di questi parassiti e i loro effetti su alcuni gruppi di rettili come le tartarughe palustri. Anche la virulenza delle infezioni ematiche miste è ampiamente sconosciuta nei rettili. A tale scopo, uno studio ha indagato per la prima volta la prevalenza e la diversità genetica degli emoparassiti di un genere di protozoi apicomplessi (Hepatozoon) in due popolazioni di tartarughe palustri spagnole (Mauremys leprosa), una specie semiacquatica dell’Europa sud-occidentale in stato di conservazione vulnerabile. Inoltre, si esaminava l’associazione tra infezioni ematiche miste e indicatori di salute (condizioni corporee, ematocrito e risposta immunitaria).

L’infezione da Hepatozoon spp veniva identificata nel 46,4% di 140 tartarughe esaminate. La prevalenza dei parassiti differiva tra le due popolazioni. Si riscontravano due diversi lignaggi di emoparassiti, non riscontrati in studi precedenti. Delle tartarughe infettate, il 5,7% ospitava infezioni miste da parte dei due lignaggi. Non vi erano differenze nelle condizioni corporee delle tartarughe non infette, con infezione singola e con infezione mista, ma queste ultime avevano il minor valore di ematocrito, rivelando un effetto negativo delle infezioni emoparassitarie miste. La risposta immunitaria variava tra le tartarughe con diversi stati infettivi, e i soggetti con infezioni miste avevano una risposta immunitaria maggiore rispetto a quelli con infezioni singole o ai non infetti.


“Prevalence and genetic diversity of blood parasite mixed infections in Spanish terrapins, Mauremys leprosa.” Marzal A, Ibáñez A, González-Blázquez M, López P, Martín J. Parasitology. 2017 Jun 23:1-9. [Epub ahead of print]

Disciplina Parassitologia
Lunedì, 10 Luglio 2017 08:51

Diprosopia in una tartaruga Trachemys

Schermata 2017 07 10 alle 08.55.12Un articolo descrive un caso di diprosopia (duplicazione di vario grado della faccia) in una Trachemys scripta scripta di 6 mesi importata dalla Florida (USA) e allevata per circa 4 mesi da un privato in Sicilia. All’esame ispettivo e radiologico si evidenziavano le caratteristiche deformità morfologiche e scheletriche di questa rara malformazione.

A case of diprosopiasis in Trachemys scripta scripta.”Lanteri G, Macrì F, Passantino A, Monteverde V, Marino F, Mazzullo G. Vet Ital. 2017 Jun 30; 53 (2): 171-174.

Disciplina Genetica

cacaUn Cacatua bianco (Cacatua alba) maschio di 3 mesi veniva visitato per la comparsa improvvisa di una zoppia con mancato appoggio dell’arto posteriore destro. Era presente una marcata tumefazione dei tessuti molli circostanti l’articolazione femorotibiotarsica (ginocchio) e la diagnosi radiografica era di sublussazione femorotibiotarsica mediale destra.

Si effettuava il trattamento chirurgico con approccio al ginocchio attraverso un’incisione parapatellare laterale. L’esplorazione articolare rivelava lesioni del menisco laterale, del tendine di origine del muscolo tibiale craniale e del legamento crociato craniale.

Disciplina Ortopedia

Schermata 2017 06 26 alle 10.17.53Uno studio descrive il trattamento efficace dell’infezione da protozoo Nyctotherus sp. nella tartaruga. Due tartarughe d‘affezione venivano visitate per un’anamnesi di diarrea, disidratazione, dimagrimento e presenza di cibo indigerito nelle feci. L’esame diretto e la colorazione Giemsa delle feci rivelava la presenza di cisti di Nyctotherus sp.

Si iniziava il trattamento con metronidazolo al dosaggio di 25 mg/kg per via orale per 5 giorni e un integratore vitaminico in sospensione (10-20 mg/kg per 8 giorni). Dopo 10 giorni di terapia intensiva, si osservava un graduale miglioramento delle condizioni. Durante la terapia, si analizzavano a giorni alterni campioni fecali per la ricerca del trofozoita ciliato Nyctotherus sp. Dopo 4 giorni non si osservavano trofozoiti con entrambe le tecniche di esame e le tartarughe apparivano in migliori condizioni, attive e iniziavano a nutrirsi, fino al ripristino del normale appetito.

Il monitoraggio continuo del paziente e la terapia basata sulle necessità del paziente sono importanti per il trattamento e il controllo delle infezioni da Nyctotherus sp., concludono gli autori.

“Nyctotherus sp. infection in pet turtle: a case report.” Satbige AS, Kasaralikar VR, Halmandge SC, Rajendran C. J Parasit Dis. 2017 Jun; 41 (2): 590-592.

Disciplina Parassitologia

Schermata 2017 06 23 alle 10.10.30I conigli e le cavie giovani sono spesso acquistati come animali d’affezione per i bambini. Uno studio ha valutato il rischio di acquisire un’infezione cutanea zoonosica da queste specie animali indagando la prevalenza del fungo Trichophyton mentagrophytes e dell’acaro del mantello Cheyletiella parasitovorax in conigli e cavie asintomatici in alcuni negozi di pet in Olanda. Si analizzavano mediante tecnica Mackenzie ed esame colturale icampioni di 313 conigli e 179 cavie di 91 negozi per animali.

Si seminavano microscopicamente le colture e si effettuava una PCR su almeno un campione di ciascun negozio. Tutti gli animali venivano analizzati per verificare la presenza di acari del mantello utilizzando un pettine per pulci, una lente di ingrandimento e un foglio di carta bianco. Dal mantello del 3,8% (8/213) dei conigli e del 16,8% (30/179) delle cavie si isolava T. mentagrophytes. Da una cavia si isolava Chrysosporium keratinophilum.

I conigli e le cavie positivi ai dermatofiti provenivano rispettivamente dal 5,6% (5/90) e dal 27,3% (24/88) dei negozi. Non si riscontravano acari del mantello.

I negozi di animali possono giocare un ruolo importante nel prevenire la trasmissione delle dermatofitosi e nell’informare i loro clienti. Misure preventive specifiche come esami di screening di routine e trattamento (profilattico) dei conigli e delle cavie sono inoltre raccomandati, insieme a regolari norme igieniche nella manipolazione di questi animali, concludono gli autori.

Disciplina Dermatologia
Mercoledì, 21 Giugno 2017 09:19

Cistite polipoide in due conigli d’affezione

Schermata 2017 06 21 alle 09.37.56Si visitavano un coniglio nano maschio di 5 anni e una coniglia Mini-Rex di 4 anni per anoressia e dermatite perineale da urina. L’esame radiografico dell’addome rivelava un aumento diffuso dell’opacità della vescica attribuibile a “fango” (sludge) urinario. In un soggetto, l’ecografia addominale evidenziava numerose masse protrudenti dalla mucosa nel lume vescicale. Si effettuava in entrambi i conigli una cistoscopia in anestesia generale con un endoscopio rigido (2,7-mm, 30°). L’analisi istopatologica dei campioni di tessuto ottenuti endoscopicamente rivelava aspetti riferibili a cistite polipoide.

Schermata 2017 06 21 alle 09.38.57Per la rimozione del fango urinario si riempiva la vescica con soluzione fisiologica sterile (NaCl 0,9%), svuotandola in seguito con delicati massaggi ripetuti finché il liquido espulso diveniva trasparente. Si effettuava un trattamento con FANS, antibiotici (scelti mediante urocoltura e antibiogramma), lavaggi del perineo e dieta a basso contenuto di calcio. Il coniglio maschio decedeva per cause non correlate 18 mesi dopo; l’esame autoptico confermava la cistite polipoide. La femmina era libera da malattia all’ultimo follow-up 12 mesi dopo la valutazione iniziale.

La presente è la prima descrizione di cistite polipoide nel coniglio d’affezione. Benché l’esame ecografico supportasse tale sospetto diagnostico, la diagnosi definitiva era ottenuta mediante cistoscopia e biopsia delle lesioni. Il trattamento effettuato era finalizzato a ridurre le possibili cause di irritazione. Sono auspicabili ulteriori studi per indicare l’efficacia degli interventi applicati e l’associazione tra eccessiva escrezione di calcio urinaria e cistite polipoide nel coniglio.

“Cystoscopic diagnosis of polypoid cystitis in two pet rabbits.” Di Girolamo N, Bongiovanni L, Ferro S, Melidone R, Nicoletti A, Duca VD, Donnelly TM, Selleri P. J Am Vet Med Assoc. 2017 Jul 1; 251 (1):84-89.

Disciplina Nefrologia-Urologia

ulceSi diagnosticavano ulcerazioni del carapace sulla base dell’aspetto clinico in 60 tartarughe. Si effettuava in anestesia generale il courettage chirurgico delle lesioni utilizzando una micro-fresatrice. Prima dell’applicazione del materiale restaurativo si applicava una pasta di idrossido di calcio sulle lesioni courettate. Si riempivano completamente le lesioni con un’amalgama d’argento a indurimento rapido.

Le tartarughe trattate venivano mantenute in contenitori asciutti e successivamente poste in un acquario con temperatura controllata per 24 ore. Il materiale di riempimento veniva espulso spontaneamente in momenti diversi dopo l’applicazione. Non si osservavano segni di avvelenamento da mercurio o reazione tissutale alla protesi.

Disciplina Altro
Venerdì, 09 Giugno 2017 10:19

Encefalopatia epatica in un boa coda rossa

boaUna femmina di boa coda rossa (Boa constrictor imperator) di 5 anni veniva visitatoa per un comportamento neurologico anomalo. L’ecografia rivelava un fegato aumentato di volume con margini arrotondati e aree ipoecogene. Si effettuava un profilo PCR completo ed esami ematologici/emaotochimici. Il profilo PCR virale risultava negativo. Si effettuava una terapia di sostegno con fluidoterapia e supporto nutrizionale con integrazione di carnitina. Si somministrava lattulosio per via orale ogni 24 ore. Il boa moriva tre settimane dopo la visita iniziale.

L’esame istopatologico del fegato mostrava un’estesa degenerazione necrotica con organizzazione centrolobulare degli epatociti e colestasi. L’esame istopatologico del sistema nervoso centrale rivelava degenerazione neuronale e un aspetto iperplastico delle cellule della microglia, morfologicamente simili agli astrociti di tipo II dell’Alzheimer. I risultati dell’esame autoptico indicavano che i segni neurologici erano una conseguenza dell’encefalopatia epatica.

Disciplina Gastroenterologia

Schermata 2017 06 01 alle 10.00.58Uno studio descrive la diagnosi, il trattamento e l’esito del piotorace in un furetto domestico (Mustela putorius furo). L’animale veniva visitato per presenza di letargia, anoressia e piressia. Radiograficamente ed ecograficamente si identificava effusione pleurica e la diagnosi di piotorace veniva effettuata mediante valutazione citologica del fluido pleurico.

Si applicavano bilateralmente sonde toracostomiche per il drenaggio e il lavaggio toracico e si somministravano per via endovenosa fluidi cristalloidi, antibiotici e analgesici.

La coltura batterica del liquido pleurico permetteva di isolare Fusobacterium spp. e Actinomyces hordeovulneris.

Il protocollo di trattamento determinava la risoluzione del piotorace e un’evoluzione clinica positiva.

La presente è la prima descrizione di un caso di piotorace causato da Fusobacterium spp. e A. hordeovulneris trattato con successo in un furetto.

“Diagnosis and management of pyothorax in a domestic ferret (Mustela putorius furo).” Sladakovic I et al. J Vet Emerg Crit Care (San Antonio). 2017 May 9. [Epub ahead of print]

Disciplina Broncopneumologia
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