Dall'11 aprile 2003 sono stati pubblicati 6949 articoli

AGGIORNAMENTO SCIENTIFICO PERMANENTE IN MEDICINA VETERINARIA

×

Attenzione

JUser: :_load: non è stato possibile caricare l'utente con ID: 359

Visualizza articoli per tag: Animali esotici

Schermata 2017 06 23 alle 10.10.30I conigli e le cavie giovani sono spesso acquistati come animali d’affezione per i bambini. Uno studio ha valutato il rischio di acquisire un’infezione cutanea zoonosica da queste specie animali indagando la prevalenza del fungo Trichophyton mentagrophytes e dell’acaro del mantello Cheyletiella parasitovorax in conigli e cavie asintomatici in alcuni negozi di pet in Olanda. Si analizzavano mediante tecnica Mackenzie ed esame colturale icampioni di 313 conigli e 179 cavie di 91 negozi per animali.

Si seminavano microscopicamente le colture e si effettuava una PCR su almeno un campione di ciascun negozio. Tutti gli animali venivano analizzati per verificare la presenza di acari del mantello utilizzando un pettine per pulci, una lente di ingrandimento e un foglio di carta bianco. Dal mantello del 3,8% (8/213) dei conigli e del 16,8% (30/179) delle cavie si isolava T. mentagrophytes. Da una cavia si isolava Chrysosporium keratinophilum.

I conigli e le cavie positivi ai dermatofiti provenivano rispettivamente dal 5,6% (5/90) e dal 27,3% (24/88) dei negozi. Non si riscontravano acari del mantello.

I negozi di animali possono giocare un ruolo importante nel prevenire la trasmissione delle dermatofitosi e nell’informare i loro clienti. Misure preventive specifiche come esami di screening di routine e trattamento (profilattico) dei conigli e delle cavie sono inoltre raccomandati, insieme a regolari norme igieniche nella manipolazione di questi animali, concludono gli autori.

Disciplina Dermatologia
Mercoledì, 21 Giugno 2017 09:19

Cistite polipoide in due conigli d’affezione

Schermata 2017 06 21 alle 09.37.56Si visitavano un coniglio nano maschio di 5 anni e una coniglia Mini-Rex di 4 anni per anoressia e dermatite perineale da urina. L’esame radiografico dell’addome rivelava un aumento diffuso dell’opacità della vescica attribuibile a “fango” (sludge) urinario. In un soggetto, l’ecografia addominale evidenziava numerose masse protrudenti dalla mucosa nel lume vescicale. Si effettuava in entrambi i conigli una cistoscopia in anestesia generale con un endoscopio rigido (2,7-mm, 30°). L’analisi istopatologica dei campioni di tessuto ottenuti endoscopicamente rivelava aspetti riferibili a cistite polipoide.

Schermata 2017 06 21 alle 09.38.57Per la rimozione del fango urinario si riempiva la vescica con soluzione fisiologica sterile (NaCl 0,9%), svuotandola in seguito con delicati massaggi ripetuti finché il liquido espulso diveniva trasparente. Si effettuava un trattamento con FANS, antibiotici (scelti mediante urocoltura e antibiogramma), lavaggi del perineo e dieta a basso contenuto di calcio. Il coniglio maschio decedeva per cause non correlate 18 mesi dopo; l’esame autoptico confermava la cistite polipoide. La femmina era libera da malattia all’ultimo follow-up 12 mesi dopo la valutazione iniziale.

La presente è la prima descrizione di cistite polipoide nel coniglio d’affezione. Benché l’esame ecografico supportasse tale sospetto diagnostico, la diagnosi definitiva era ottenuta mediante cistoscopia e biopsia delle lesioni. Il trattamento effettuato era finalizzato a ridurre le possibili cause di irritazione. Sono auspicabili ulteriori studi per indicare l’efficacia degli interventi applicati e l’associazione tra eccessiva escrezione di calcio urinaria e cistite polipoide nel coniglio.

“Cystoscopic diagnosis of polypoid cystitis in two pet rabbits.” Di Girolamo N, Bongiovanni L, Ferro S, Melidone R, Nicoletti A, Duca VD, Donnelly TM, Selleri P. J Am Vet Med Assoc. 2017 Jul 1; 251 (1):84-89.

Disciplina Nefrologia-Urologia

ulceSi diagnosticavano ulcerazioni del carapace sulla base dell’aspetto clinico in 60 tartarughe. Si effettuava in anestesia generale il courettage chirurgico delle lesioni utilizzando una micro-fresatrice. Prima dell’applicazione del materiale restaurativo si applicava una pasta di idrossido di calcio sulle lesioni courettate. Si riempivano completamente le lesioni con un’amalgama d’argento a indurimento rapido.

Le tartarughe trattate venivano mantenute in contenitori asciutti e successivamente poste in un acquario con temperatura controllata per 24 ore. Il materiale di riempimento veniva espulso spontaneamente in momenti diversi dopo l’applicazione. Non si osservavano segni di avvelenamento da mercurio o reazione tissutale alla protesi.

Disciplina Altro
Venerdì, 09 Giugno 2017 10:19

Encefalopatia epatica in un boa coda rossa

boaUna femmina di boa coda rossa (Boa constrictor imperator) di 5 anni veniva visitatoa per un comportamento neurologico anomalo. L’ecografia rivelava un fegato aumentato di volume con margini arrotondati e aree ipoecogene. Si effettuava un profilo PCR completo ed esami ematologici/emaotochimici. Il profilo PCR virale risultava negativo. Si effettuava una terapia di sostegno con fluidoterapia e supporto nutrizionale con integrazione di carnitina. Si somministrava lattulosio per via orale ogni 24 ore. Il boa moriva tre settimane dopo la visita iniziale.

L’esame istopatologico del fegato mostrava un’estesa degenerazione necrotica con organizzazione centrolobulare degli epatociti e colestasi. L’esame istopatologico del sistema nervoso centrale rivelava degenerazione neuronale e un aspetto iperplastico delle cellule della microglia, morfologicamente simili agli astrociti di tipo II dell’Alzheimer. I risultati dell’esame autoptico indicavano che i segni neurologici erano una conseguenza dell’encefalopatia epatica.

Disciplina Gastroenterologia
Giovedì, 01 Giugno 2017 09:54

Trattamento efficace del piotorace in un furetto

Schermata 2017 06 01 alle 10.00.58Uno studio descrive la diagnosi, il trattamento e l’esito del piotorace in un furetto domestico (Mustela putorius furo). L’animale veniva visitato per presenza di letargia, anoressia e piressia. Radiograficamente ed ecograficamente si identificava effusione pleurica e la diagnosi di piotorace veniva effettuata mediante valutazione citologica del fluido pleurico.

Si applicavano bilateralmente sonde toracostomiche per il drenaggio e il lavaggio toracico e si somministravano per via endovenosa fluidi cristalloidi, antibiotici e analgesici.

La coltura batterica del liquido pleurico permetteva di isolare Fusobacterium spp. e Actinomyces hordeovulneris.

Il protocollo di trattamento determinava la risoluzione del piotorace e un’evoluzione clinica positiva.

La presente è la prima descrizione di un caso di piotorace causato da Fusobacterium spp. e A. hordeovulneris trattato con successo in un furetto.

“Diagnosis and management of pyothorax in a domestic ferret (Mustela putorius furo).” Sladakovic I et al. J Vet Emerg Crit Care (San Antonio). 2017 May 9. [Epub ahead of print]

Disciplina Broncopneumologia
Mercoledì, 31 Maggio 2017 08:45

Anestesia della cavia: quale protocollo?

cavia1L’induzione di un’anestesia efficace è difficoltosa nella cavia, la scelta degli anestetici è limitata ed è probabile che i parametri fisiologici siano influenzati in maniera sostanziale dall’anestesia. In uno studio sono stati impiantati dispositivi di radiotelemetria per la rilevazione della pressione ematica in 16 cavie maschio sottoposte ad anestesia con ketamina-xilazina (KX), medetomidina-midazolam-fentanyl (MMF) o isoflurano (Iso, più premedicazione con atropina), in ordine randomizzato e con un intervallo di 7 giorni tra le anestesie.

Ciascuna anestesia durava 40 minuti, dopo i quali si sospendeva la somministrazione di Iso, si antagonizzava completamente MMF con atipamezolo-flumazenil-naloxone e si antagonizzava parzialmente KX con atipamezolo. Si registravano i valori emodinamici continuamente per almeno 240 minuti dopo l’induzione e si monitoravano la frequenza respiratoria, le risposte riflesse e altre osservazioni specifiche fino al ripristino del riflesso di raddrizzamento (RR). Si prelevava sangue dall’orecchio per il test del glucosio a 7,5, 20 e 40 minuti durante l’anestesia.

Il tempo di risveglio era breve con MMF e Iso mentre era prolungato con KX. MMF induceva una caduta solo transitoria della pressione ematica dopo l’antagonizzazione, mentre Iso causava una marcata ipotensione durante il mantenimento e KX un’ipotensione moderata dopo l’antagonizzazione.

MMF e Iso producevano cambiamenti tollerabili della frequenza cardiaca, mentre KX induceva una bradicardia postanestetica a lungo termine. L’ipotermia si verificava con tutte gli anestetici. Gli animali tornavano alla normotermia più rapidamente dopo MMF e poco tempo dopo in seguito a Iso. KX causava un’ipotermia profonda e prolungata.

La respirazione veniva depressa da tutti gli anestetici, in maniera sostanziale con MMF (-41%) e KX (-52%) e in maniera importante durante il mantenimento con Iso (-71%).

La glicemia aumentava durante l’anestesia con MMF e KX, ma i valori rimanevano nell’intervallo di riferimento con tutti gli anestetici. Il carattere e la forza delle risposte riflesse variavano tra gli anestetici.

In conclusione, MMF è l’anestetico elettivo e Iso può essere utilizzato per procedure brevi e non dolorose. Gli autori sconsigliano l’utilizzo di KX nella cavia.


Comparison of physiological parameters and anaesthesia specific observations during isoflurane, ketamine-xylazine or medetomidine-midazolam-fentanyl anaesthesia in male guinea pigs.” Schmitz S, Tacke S, Guth B, Henke J.

Disciplina Anestesiologia

rabbit muesliUno studio ha valutato l’impatto di 4 diverse diete (solo fieno, mangime estruso con fieno, muesli con fieno e solo muesli) sulle dimensioni dei pellet fecali, l’emissione di feci e il cecotrofo. Si analizzavano 32 conigli Olandesi per 17 mesi. Le dimensioni dei pellet fecali venivano misurate le settimane 3, 9, 21 e 43 e l’emissione di feci le settimane 10, 22 e 45. Si registrava settimanalmente il numero di cecotrofi non consumati.

I pellet fecali erano consistentemente più piccoli e leggeri nei conigli nutriti con solo muesli e le dimensioni dei pellet prodotti da quelli nutriti con muesli e fieno diminuivano durante lo studio. L’emissione fecale era maggiore nei conigli con il maggior consumo di fieno. Cecotrofi non consumati venivano trovati con maggiore frequenza nei conigli che mangiavano muesli.

La dieta a base di muesli ha un effetto negativo sull’emissione fecale e sull’ingestione del cecotrofo e potrebbe quindi predisporre a problemi digestivi. Un maggiore consumo di fieno è associato a una maggiore emissione di feci e un minor numero di cecotrofi non consumati e potrebbe essere di aiuto nel prevenire la stasi gastrointestinale, concludono gli autori.


“Impact of diet on faecal output and caecotroph consumption in rabbits.”Meredith AL, Prebble JL. J Small Anim Pract. 2017 Mar; 58 (3): 139-145.

fur1Uno studio ha descritto le caratteristiche radiografiche ed ecografiche della milza e dei linfonodali addominali nel furetto clinicamente sano. Si arruolavano prospetticamente 55 furetti clinicamente sani. Si effettuavano radiografie whole body in 3 proiezioni ed ecografie addominali in furetti svegli (23 su 55) o sedati (32 su 55).

La milza era radiograficamente identificabile in tutti soggetti. Ecograficamente, la milza era iperecogena rispetto al fegato (55 su 55) e lievemente iperecogena (28 su 55), isoecogena (15 su 55) o lievemente ipoecogena (12 su 55) rispetto alla corticale renale. Lo spessore splenico medio era di 11,80 ±0,34 mm.

I linfonodi erano radiograficamente identificabili in 28 soggetti su 55 e includevano i linfonodi mesenterici caudali e sottolombari. Ecograficamente si identificavano in media 9 ±2 linfonodi in ciascun furetto. In tutti i soggetti si identificava un singolo grosso linfonodo digiunale, con uno spessore medio di 5,28 ± 1,66 mm. Per altri linfonodi, lo spessore medio era di 4,4 mm (95% CI: ≤ 3,72 mm).

Le misurazioni fornite dallo studio possono servire come base per la valutazione della milza e dei linfonodi nel furetto, concludono gli autori.


“Radiographic and ultrasonographic findings of the spleen and abdominal lymph nodes in healthy domestic ferrets.” Suran JN, Latney LV, Wyre NR. J Small Anim Pract. 2017 Apr 17. [Epub ahead of print]

Schermata 2017 05 15 alle 09.59.54Un criceto dorato maschio intero di 14 mesi veniva visitato per letargia ed ematuria. L’esame radiografico total body e l’ecografia addominale mostravano la presenza di un calcolo vescicale. Durante la cistotomia si prelevava un campione sterile di urina che veniva inviato, insieme all’urolita, al laboratorio di analisi. L’urocoltura era negativa per la crescita batterica e l’urolita risultava composto da calcio ossalato.

Si intraprendeva un’integrazione alimentare con palmitoiletanolamide, glucosamina ed esperidina. Il follow up dopo un anno evidenziava l’assenza di calcoli vescicali.

Benché riguardi un singolo caso, l’evoluzione di questo soggetto differisce dai risultati riportati in letteratura, caratterizzati da recidiva degli uroliti dopo pochi mesi. Considerato l’esito positivo e le proprietà benefiche di palmitoiletanolamide, glucosamina ed esperidina, tali elementi nutrizionali sono consigliabili nel criceto dorato per ridurre le recidive dopo il trattamento chirurgico dell’urolitiasi, concludono gli autori.

"Cystolithiasis in a Syrian hamster: a different outcome." Petrini D, Di Giuseppe M, Deli G, De Caro Carella C. Open Vet J. 2016; 6 (2): 135-8.

Disciplina Nefrologia-Urologia
Lunedì, 08 Maggio 2017 16:18

Necrosi epatica massiva in due testuggini

turtleDue testuggini radiate (Astrochelys radiata) presentavano anoressia e ipocinesia. In entrambi i casi, gli esami ematologici ed ematochimici rivelavano concentrazioni elevate di fosfatasi alcalina, un moderato aumento dell’aspartato aminotransferasi e leucociti approssimativamente nella norma. Nonostante il trattamento, le due testuggini morivano 9 e 43 giorni dopo la prima visita.

tart1L’esame patologico macroscopico rivelava in entrambi i casi un estremo aumento di volume epatico e foci necrotici di colore giallo pallido. L’esame istopatologico rivelava che i fegati contenevano un’estesa area di necrosi epatica circondata da macrofagi e cellule giganti multinucleate. In un caso, era presente grave fibrosi.

Disciplina Gastroenterologia
Pagina 6 di 74

SCIVAC Rimini Web

eveditoria Editoria Scientifica

Questo sito web utilizza cookie propri e di terze parti. Se chiudi il banner ne accetti l'utilizzo.