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AGGIORNAMENTO SCIENTIFICO PERMANENTE IN MEDICINA VETERINARIA

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coni1Una coniglia di 2,5 anni veniva visitata per un’anamnesi di anoressia e stasi gastrointestinale intermittenti. Nove mesi prima della presentazione iniziale per problemi gastroenterici era stata effettuata un’ovarioisterectomia.

L’esame radiografico ed ecografico dell’addome effettuato 15 mesi dopo l’intervento rivelava un aumento di volume del rene sinistro con dilatazione della pelvi e dell’uretere. Durante la laparotomia, si identificavano aderenze tra il legamento largo dell’utero e la parte centrale dell’uretere di sinistra che causavano costruzione al flusso urinario.

Disciplina Nefrologia-Urologia
Venerdì, 28 Aprile 2017 09:47

Ascite chilosa in due furetti

ac1Un articolo descrive due casi di ascite chilosa (AC) nel furetto. Nel primo paziente, l’AC era probabilmente secondaria a un’ostruzione del drenaggio linfatico causata da un linfoma, mentre nel secondo paziente insorgeva come complicazione postoperatoria di un carcinoma surrenale con metastasi multiple. In entrambi i casi, la diagnosi si effettuava sulla base della concentrazione di trigliceridi e colesterolo nel fluido addominale.

Il trattamento medico determinava la remissione parziale dell’AC nel primo caso, tuttavia il paziente decedeva improvvisamente circa 3 settimane dopo la presentazione iniziale. Nel secondo paziente erano necessarie addominocentesi multiple per alleviare il disagio addominale e la dispnea. Cinque giorni dopo la chirurgia surrenale il furetto sviluppava chilotorace e peritonite settica e, a causa del deterioramento delle condizioni, veniva soppresso per motivi etici.

Disciplina Gastroenterologia

rattI ratti da compagnia sono spesso visitati per difficoltà respiratorie. Nel ratto la dispnea è più comunemente dovuta a polmoniti infettive e le neoplasie toraciche possono restare non diagnosticate a causa di un’errata interpretazione della polmonite. Nei carnivori domestici, si è dimostrata una correlazione tra il quadro delle lesioni polmonari nodulari e le lesioni neoplastiche e infettive polmonari.

Uno studio retrospettivo ha inteso determinare se alcuni criteri radiografici potessero essere correlati alla presenza di condizioni toraciche infettive o neoplastiche nei ratti da compagnia. Secondariamente, ha determinato se vi fosse una differenza di sesso ed età del paziente tra ratti con diagnosi di malattia infettiva o neoplastica.

Si rivedevano le cartelle cliniche e le radiografie toraciche dei ratti dispnoici osservati nel corso di 14 anni, includendo i soggetti con conferma postmortem di lesioni toraciche. I radiogrammi toracici venivano rivisti da tre osservatori non a conoscenza della diagnosi per valutare il posizionamento, la distribuzione delle lesioni, i lobi polmonari coinvolti, il quadro polmonare e la presenza di lesioni mediastiniche e pleuriche.

Disciplina Broncopneumologia

furUn furetto (Mustela putorius furo) di 8 anni femmina sterilizzata veniva visitata per la presenza di un prolasso anale e aumento di volume bilaterale dei sacchi anali. Durante la visita si identificava una massa lobulata nell’area perianale destra. Gli esami ematologici ed ematochimici evidenziavano una riduzione di glucosio, potassio e fosforo e un aumento di calcio totale e ionizzato.

Non era possibile asportare completamente la massa data la sua prossimità al retto e alla parte ventrale della coda. I preparati citologici per impressione ottenuti durante l’intervento erano compatibili con un adenocarcinoma dei sacchi anali, poi confermato istopatologicamente.

Disciplina Oncologia
Venerdì, 21 Aprile 2017 12:04

Velocità di filtrazione glomerulare nel coniglio

rabUna coniglia (Oryctolagus cuniculus) di 3 anni e una di 7 anni, sterilizzate, venivano visitate per presenza di stasi gastrointestinale associata ad asimmetria renale. Nella coniglia di 3 anni si diagnosticava citologicamente una neoplasia del rene destro. Nell’altra coniglia si diagnosticava un’ureterolitiasi del rene sinistro mediante ecografia addominale. Per valutare se fosse indicata una nefrectomia unilaterale, si effettuava in entrambi i soggetti la valutazione della velocità di filtrazione glomerulare mediante CT dinamica (CT-GFR). Sulla base dei risultati funzionali e morfologici CT-GFR, la nefrectomia radicale era indicata per il soggetto con la neoplasia renale mentre era consigliato un approccio più conservativo per l’altro soggetto.

Il soggetto con neoplasia renale veniva sottoposto a nefrectomia radicale in assenza di complicazioni. Il soggetto con ureterolitiasi veniva sottoposto a posizionamento di una protesi ureterale con risoluzione della dilatazione della pelvi renale. Entrambi i soggetti mantenevano concentrazioni di urea e creatinina sieriche non significative dopo l’intervento.

La GFR è una variabile molto utile e affidabile per la valutazione della funzionalità renale, tuttavia è di difficile valutazione con gli esami di laboratorio clinici di routine. La tecnica CT-GFR utilizzata nello studio si rivelava rapida e tecnicamente realizzabile nel coniglio e forniva informazioni clinicamente rilevanti. Sono auspicabili studi che stabiliscano i valori di riferimento per la CT-GFR in quesat specie, concludono gli autori.


“Glomerular filtration rate determination by computed tomography in two pet rabbits with renal disease.” Zoller G, Langlois I, Alexander K. J Am Vet Med Assoc. 2017 Mar 15; 250 (6): 681-687.

Disciplina Nefrologia-Urologia

beakIl carcinoma squamocellulare è stato descritto in una varietà di specie aviarie, soprattutto psittacidi e gallinacei. La prognosi a lungo termine negli uccelli non gallinacei è generalmente sfavorevole, se non è possibile effettuare l’exeresi chirurgica. In un pappagallo cenerino (Psittacus timneh) di 34 anni con anamnesi di anomalie del becco da due anni si diagnosticava un carcinoma squamocellulare della rinoteca.

Non si evidenziavano metastasi o invasione locale all’esame radiografico e tomografico. L’animale veniva trattato mediante citoriduzione chirurgica e radioterapia a megavoltaggio palliativa. Dopo quattro trattamenti di radioterapia, il tessuto affetto era necrotico e veniva curettato per evidenziare il tessuto di graulazione sano.

L’uccello moriva 7 mesi circa dopo la diagnosi e 4 mesi dopo la cessazione della radioterapia. Al momento della morte, residuava una piccola lesione crostosa alla commissura orale sinistra e non era evidente una ricrescita tumorale. Tuttavia non si effettuava l’esame autopico e la recidiva del tumore non poteva essere esclusa.

“External Beam Radiation Therapy of Squamous Cell Carcinoma in the Beak of an African Grey Parrot (Psittacus timneh).” Swisher SD, Phillips KL, Tobias JR, Cullen JM, Gieger TL, Grunkemeyer VL. J Avian Med Surg. 2016 Sep; 30 (3): 250-256.

Disciplina Oncologia

Schermata 2017 04 12 alle 10.36.09Molti conigli manifestano paura quando sollevati da terra. Le stime derivate dalle indagini tra i proprietari suggeriscono che circa il 60% dei conigli d’affezione cerca di divincolarsi quando sollevato e spesso manifesta aggressività legata alla paura. Uno studio integra le informazioni ottenute dagli studi sui conigli d’affezione e da laboratorio al fine di formulare un elenco di raccomandazioni per l’appropriata manipolazione di questi animali.

Una riduzione della frequenza dei fattori stressanti può essere ottenuta educando il proprietario ad attuare pratiche di gestione alternative per ridurre la necessità di trasportare il proprio coniglio. Tuttavia, in alcune situazioni, è inevitabile dover sollevare l’animale da terra.

Un miglioramento dello stress indotto da queste circostanze può essere ottenuto con una duplice strategia. Innanzitutto, la popolazione dei conigli può essere resa più resiliente rispetto ai fattori stressanti infrequenti mediante riproduzione selettiva di conigli più coraggiosi e mediante socializzazione dei cuccioli non svezzati e, dove possibile, addestramento dei singoli soggetti per permetterne la manipolazione. Inoltre, i casi in cui è inevitabile sollevare l’animale possono essere resi meno stressanti educando lo staff veterinario circa i metodi di contenimento del coniglio, sia durante la visita sia per la cura dei ricoverati.

Una migliore comprensione delle appropriate modalità di interazione può migliorare il benessere di questi animali.


Appropriate handling of pet rabbits: a literature review.” A G Bradbury , G J E Dickens . J Small Anim Pract. October 2016; 57 (10) :503-509.

Lunedì, 03 Aprile 2017 09:58

Puntura venosa nei sauri di piccole dimensioni

Schermata 2017 04 05 alle 08.20.39Nei sauri di piccole dimensioni, la puntura venosa per il prelievo del sangue o per la somministrazione di farmaci è difficoltosa. Una delle sedi comunemente consigliate è la vena coccigea ventrale o laterale ma questa via non dovrebbe essere utilizzata nelle specie che possono andare incontro ad autotomia della coda. Viene consigliata anche la vena addominale ventrale ma il rischio di lacerazioni vascolari e viscerali deve essere tenuto in considerazione. La puntura venosa cardiaca non è sicura nei sauri.

Negli uccelli di piccola taglia una sede di puntura venosa comunemente utilizzata è la vena giugulare e questa tecnica può essere adattata in maniera sicura anche ai sauri di piccole dimensioni. L’animale viene contenuto appropriatamente con la testa e il collo estesi; l’operatore pone il proprio dito indice e medio dietro la testa, in contatto con il ramo mandibolare. Si ruota leggermente la testa verso sinistra, esponendo la regione giugulare; in questo modo è possibile inserire l’ago con un angolo inferiore a 45° rispetto alla cute.

Disciplina Altro

Schermata 2017 04 03 alle 09.26.45Uno studio retrospettivo ha rivisto le cartelle cliniche di 49 cincillà con diagnosi di congiuntivite batterica per valutare l’anamnesi, i segni clinici, i risultati degli esami diagnostici, il trattamento e l’esito della condizione. Inoltre, si determinava statisticamente l’associazione tra segni clinici e tipo di batteri coinvolti.

Il 61,5% dei batteri isolati erano Gram-negativi e le specie batteriche più comuni erano Pseudomonas aeruginosa (50%) e Staphylococcus spp. (26,9%). I cincillà con congiuntivite acuta (1 - 3 giorni) erano più comunemente affetti da organismi Gram-negativi.

La maggioranza dei cincillà che presentava concomitanti segni respiratori aveva una diagnosi di infezione da P. aeruginosa.

La risoluzione clinica della congiuntivite era descritta nell’87,8% dei casi, con un tempo mediano prima della risoluzione di 17,5 giorni. La sensibilità di P. aeruginosa a sulfonamidi potenziate, enrofloxacina, ciprofloxacina, gentamicina, amikacina e polimixina B era rispettivamente dell’8,3, 36, 62,5, 88,5, 100 e 100%.

Schermata 2017 04 03 alle 09.31.54P. aeruginosa era la specie batterica predominante nelle congiuntiviti batteriche del cincillà. Con l’eccezione della durata dei segni clinici, le informazioni ottenute dall’anamnesi e dall’esame clinico non sono di aiuto nel distinguere le congiuntiviti causate da P. aeruginosa e da altri organismi Gram-negativi.

Sono consigliabili formulazioni antibiotiche contenenti gentamicina o polimixina B per la terapia topica empirica, concludono gli autori.


“Epidemiology of bacterial conjunctivitis in chinchillas (Chinchilla lanigera): 49 cases (2005 to 2015)” Ozawa S, Mans C, Szabo Z, Di Girolamo N. J Small Anim Pract. 2017 Apr; 58 (4): 238-245.

Disciplina Oftalmologia

carettaUno studio ha confrontato gli effetti fisiologici e anestetici dell’alfaxolone somministrato per via EV in 9 tartarughe Caretta caretta di un anno sane a tre differenti dosaggi. Gli animali ricevevano 3 dosi ciascuno di alfaxalone (3 mg/kg, 5 mg/kg o 10 mg/kg) somministrate EV in ordine casuale con un periodo minimo di washout di 7 giorni tra i dosaggi. Si tentava l’intubazione endotracheale dopo l’induzione dell’anestesia.

Il tempo di induzione dell’anestesia mediano per tutte le dosi era di 2 minuti. L’intubazione endotracheale era possibile in tutte le tartarughe dopo l’induzione.

La frequenza cardiaca aumentava significativamente dopo le dosi di 3 e 5 mg/kg. L’intervallo mediano tra la somministrazione dell’alfaxolone e la prima respirazione spontanea era di 16, 22 e 54 minuti rispettivamente per le dosi di 3, 5 e 10 mg/kg. Il tempo mediano per il risveglio era rispettivamente di 28, 46 e 90 minuti.

In un soggetto era necessaria la ventilazione assistita dopo la somministrazione della dose di 5 mg/kg e in 5 tartarughe dopo la dose di 10 mg/kg. Quest’ultima dose causava acidosi respiratoria e marcata ipossiemia dopo 30 minuti.

L alfaxalone somministrato per via EV nelle tartarughe Caretta caretta determinava una rapida induzione dell’anestesia con durata della sedazione dose-dipendente. La ventilazione assistita è consigliabile quando si utilizza la dose di 10 mg/kg, concludono gli autori

“Effects of alfaxalone administered intravenously to healthy yearling loggerhead sea turtles (Caretta caretta) at three different doses” Brianne E. Phillips et al. Journal of the American Veterinary Medical Association. April 15, 2017, Vol. 250, No. 8, Pages 909-917

Disciplina Anestesiologia
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