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AGGIORNAMENTO SCIENTIFICO PERMANENTE IN MEDICINA VETERINARIA

Lunedì, 06 Febbraio 2017 08:25

Neoplasie plasmacellulari maligne nel furetto

Schermata 2017 02 06 alle 08.30.59Le neoplasie plasmacellulari maligne sono descritte raramente nel furetto. Un articolo ha rivisto gli aspetti clinici di 6 furetti con neoplasie plasmacellulari maligne istopatologicamente confermate.

Il segno clinico più comune era l’atassia o paresi degli arti posteriori (5/6), mentre l’iperglobulinemia era l’alterazione ematologica più frequente (5/6). Al momento della diagnosi, il tumore era disseminato in più di 4 sedi in gran parte dell’organismo degli animali.

La presentazione clinica dei tumori plasmacellulari maligni nel furetto può essere simile a quella del mieloma multiplo in altre specie.

Il clinico dovrebbe considerare queste neoplasie nei furetti con atassia o paresi non spiegate e masse palpabili, soprattutto in caso di aumento delle gammaglobuline, concludono gli autori.

“Malignant Plasma Cell Neoplasia in Ferrets: A Review of 6 Cases” Clagett, Dawn O. et al. Journal of Exotic Pet Medicine , Volume 26 , Issue 1 , 36 - 46

Disciplina Oncologia

amaUno studio ha stabilito gli intervalli di riferimento dell’esame emocitometrico completo, dei valori biochimici plasmatici e del pannello lipoproteico nell’Amazzone dell’Amazzonia (Amazona amazonica) e ha valutato le variazioni correlate all’età e al sesso. Si prelevavano campioni ematici da 29 pappagalli giovani e adulti sani.

La concentrazione di proteine totali, acidi biliari, fosforo, colesterolo totale, colesterolo LDL e colesterolo HDL era significativamente maggiore nei soggetti adulti rispetto a quelli giovani, mentre la concentrazione di acido urico era significativamente maggiore nei giovani.

Disciplina Ematologia

rabbitLa conoscenza della corretta cura degli animali d'affezione da parte dei proprietari influenza la relazione uomo-animale e il benessere degli animali da compagnia. I conigli sono la terza specie animale d’affezione più comune in molte regioni ma l’evidenza di una mancata consapevolezza da parte dei proprietari circa gli standard di cura necessari per questi animali rende importante comprendere il livello di conoscenze dei proprietari e determinare quali siano le cure riservate a questi animali.

Uno studio ha effettuato un sondaggio tra i proprietari di conigli al fine di esplorare i fattori associati alla loro conoscenza delle cure necessarie per il coniglio e per indagare se i loro animali fossero sterilizzati o meno. Completavano un sondaggio online 2890 proprietari di conigli, con domande riguardanti l’acquisizione dell’animale, la gestione e le cure, lo stato di sterilizzazione, la conoscenza delle cure necessarie per il coniglio e il grado di attaccamento al proprio attuale animale.

Un maggiore attaccamento, la maggiore età dei partecipanti e regolari controlli veterinari erano associati a una maggiore probabilità di rispondere correttamente a domande sulla conoscenza di questa specie animale. Anche il paese di residenza, la struttura presso cui i partecipanti avevano acquistato i loro conigli e il modo in cui erano venuti a conoscenza del sondaggio erano associati al livello di conoscenze dei partecipanti. Circa lo stato di sterilizzazione, maggiori gradi di conoscenza, controlli veterinari regolari e il possesso di un singolo coniglio anziché di più conigli erano associati a maggiori probabilità di possedere un coniglio sterilizzato. Anche il paese di residenza e la struttura presso cui i partecipanti avevano acquisito il loro attuale coniglio erano associati al fatto che l’animale fosse sterilizzato o meno.

Benché i risultati rappresentino le conoscenze e le azioni di una popolazione specifica di proprietari di conigli da compagnia, lo studio suggerisce che le fonti di acquisizione degli animali, i veterinari e i professionisti per animali da compagnia possano avere un ruolo importante nello sviluppo delle conoscenze dei proprietari di conigli da compagnia circa le cure necessarie per questa specie e nel promuovere l’importanza della sterilizzazione in questi animali. Per garantire una relazione coniglio-proprietario di successo sono importanti sforzi volti allo sviluppo di risorse accessibili per l’educazione dei proprietari di conigli da compagnia, concludono gli autori.


“A survey exploring factors associated with 2890 companion-rabbit owners' knowledge of rabbit care and the neuter status of their companion rabbit.”Welch T, Coe JB, Niel L, McCobb E. Prev Vet Med. 2017 Feb 1; 137 (Pt A): 13-23.

Disciplina Altro

baliLa moffetta striata (Mephitis mephitis) è un animale carnivoro popolare sia negli zoo sia nelle abitazioni, dove è tenuta come animale d’affezione. Questi piccoli carnivori sono considerati gli ospiti definitivi principali del nematode Baylisascaris columnaris. Uno studio ha valutato la presenza di Baylisascaris spp. nelle moffette striate tenute come animali d’affezione o in zoo privati in alcune aree europee.

Si utilizzavano i dati copromicroscopici di due laboratori, uno in Italia e uno in Germania. Si selezionavano in totale 60 animali. I campioni provenivano da Germania (n = 30), Italia (n = 23), UK (n = 5), Austria (n = 1) e Olanda (n = 1).

Erano sicuramente tenuti come animali d’affezione in case private in Italia e UK 28 soggetti. Erano positivi a Baylisascaris spp. 15 soggetti su 60 (25%). Si effettuava l’identificazione molecolare dei parassiti adulti in 10 di questi soggetti, identificando B. columnaris in tutti i casi. A conoscenza degli autori, si tratta della prima indagine su Baylisascaris spp. nelle moffette in cattività in Europa.

“Survey of Baylisascaris spp. in captive striped skunks (Mephitis mephitis) in some European areas.” d'Ovidio D, Pantchev N, Noviello E, Del Prete L, Maurelli MP, Cringoli G, Rinaldi L. Parasitol Res. 2016 Nov 19. [Epub ahead of print]

Disciplina Parassitologia
Mercoledì, 21 Dicembre 2016 09:52

Neoplasie del furetto in Italia: 856 casi

ferret1Uno studio ha descritto la prevalenza e la distribuzione tissutale delle neoplasie nei furetti italiani, confrontando i dati epidemiologici con quelli precedentemente segnalati in Stati Uniti e Giappone. Si effettuava una ricerca per segnalamento e diagnosi degli esami patologici ricevuti tra il 2000 e il 2010 e si selezionavano i casi con diagnosi di neoplasia, rivedendo i prearati originali per la conferma diagnostica.

Si raccoglievano 910 campioni, 690 dei quali includevano almeno una neoplasia, per un totale di 856 tumori. I furetti con neoplasie multiple erano 134 (19,4%). L’età mediana era di 5 anni e il rapporto F/M era di 0,99.

Le neoplasie endocrine erano le più comuni. Altri tumori frequenti erano mastocitomi, neoplasie delle ghiandole sebacee e linfomi cutanei. I carcinomi squamosi cutanei (SCC) erano frequentemente associati ai tumori sebacei. Si osservavano 22 tumori a cellule fusate addominali di origine non definita. I linfomi e i tumori delle isole pancreatiche avevano un’incidenza inferiore rispetto agli studi extra-europei precedenti.

ferretNei paesi extra-europei erano segnalate distribuzioni simili con discrepanze minori. Rispetto agli studi precedenti, nello studio italiano erano più frequenti i tumori surrenalici rispetto a quelli delle isole pancreatiche e si notava un maggior numero di neoplasie mesenchimali originanti dalla capsula surrenale. Si osservava inoltre un’insolita associazione tra SCC e tumori delle ghiandole sebacee e un maggior numero di neoplasie a cellule fusate intraddominali con origine primaria non chiara, che meriterebbero ulteriori indagini.

La distribuzione tissutale dei tumori descritti nel presente studio è sovrapponibile a quella dei precedenti studi effettuati nel furetto negli Stati Uniti e in Giappone. Sono state osservate alcune differenze nella frequenza di linfoma, tumori mesenchimali surrenalici e tumori cutanei. Alcune neoplasie comuni in altre specie animali sembrano essere infrequenti nel furetto e sono caratterizzate da una distinta predilezione di sede, concludono gli autori.


Neoplastic diseases in the domestic ferret (Mustela putorius furo) in Italy: classification and tissue distribution of 856 cases (2000-2010)”. Avallone G, Forlani A, Tecilla M, Riccardi E, Belluco S, Santagostino SF, Grilli G, Khadivi K, Roccabianca P. BMC Vet Res. 2016 Dec 5; 12(1): 275.

Disciplina Oncologia

surgeryDurante una visita di controllo di una cavia (Cavia porcellus) d’affezione, maschio intero di 4 anni, si palpava una piccola massa nella parte craniale dell’addome. L’esame radiografico ed ecografico erano suggestivi di una massa gastrica. L’esame citologico dell’ago aspirato della massa rivelava una proliferazione delle cellule fusate riferibile a sarcoma.

Si effettuava una laparotomia esplorativa e una gastrectomia parziale per l’asportazione della massa gastrica. L’esame istologico e immunoistochimico della massa rivelavano trattarsi di un leiomioma gastrico. Il paziente si riprendeva dall’intervento senza complicazioni e non si osservavano evidenze di recidiva della massa durante un esame ecografico dell’addome effettuato circa 19 mesi dopo la chirurgia.

A conoscenza degli autori, si tratta della prima descrizione della diagnosi clinica e del trattamento chirurgico di successo di una neoplasia gastrica in una cavia. I leiomiomi gastrici non sono comuni in questi animali e, benché benigni, possono causare segni clinici se le loro dimensioni diventano sufficienti ad ostacolare la funzione gastrica. La chirurgia dovrebbe essere considerata un’opzione di trattamento per le neoplasie gastriche simili nella cavia, concludono gli autori.

“Partial gastrectomy for resection of a gastric leiomyoma in a guinea pig (Cavia porcellus)”. Sara M. Gardhouse, et al. Journal of the American Veterinary Medical Association. December 15, 2016, Vol. 249, No. 12, Pages 1415-1420

Disciplina Gastroenterologia
Lunedì, 21 Novembre 2016 16:15

Teratoma ovarico maligno in un’iguana verde

igu1I tumori ovarici nei rettili sono segnalati infrequentemente in letteratura e i casi precedentemente descritti nell’iguana verde sono teratomi, un adenocarcinoma e un cistoadenocarcinoma papillare. Uno studio descrive un teratoma ovarico maligno in un’iguana verde (Iguana iguana). Un soggetto femmina intera di 9 anni veniva visitata per un’anamnesi clinica di anoressia persistente e distensione addominale progressiva. All’esame clinico, si emetteva una diagnosi presuntiva di stasi follicolare.

L’esame radiografico mostrava una grossa massa radiopaca nell’addome visibile in entrambe le proiezioni latero-laterale e ventro-dorsale. L’ecografia dell’addome mostrava una grossa massa intraddominale con numerose strutture di tipo cistico a contenuto liquido e un aspetto eterogeneo con aree ipoecogene.

iguaSi effettuava quindi una laparotomia esplorativa e si asportava la massa. L’esame istopatologico della massa era riferibile a teratoma ovarico maligno. L’asportazione chirurgica era in questo caso considerata curativa e al follow up a 6 mesi il soggetto era guarito completamente.

Il teratoma ovarico maligno non è stato precedentemente descritto nell’iguana verde e dovrebbe essere incluso nella diagnosi differenziale dei tumori ovarici in questa specie, concludono gli autori.


Diagnosis and surgical management of malignant ovarian teratoma in a green iguana (Iguana iguana).” Bel L, et al. BMC Vet Res. 2016 Jul 19; 12(1): 144.

Disciplina Oncologia

Congo African Grey Parrot Psittacus erithacus head2Un pappagallo cenerino del Congo (Psittacus erithacus erithacus) femmina di 28 anni veniva visitato per la presenza di una massa nel meato uditivo esterno di sinistra. La tomografia computerizzata rivelava la presenza di una massa emimandibolare sinistra osteolitica con produzione ossea irregolare e una massa dei tessuti molli nel meato uditivo esterno sinistro. I risultati dell’esame citologico dell’ago aspirato dell’emimandibola venivano interpretati come adenocarcinoma con osteoblasti reattivi.

Il proprietario sceglieva il trattamento palliativo e si effettuava una procedura di debulking della massa del meato uditivo esterno sinistro 52 giorni dopo la visita iniziale, al fine di controllare l’autotraumatismo. Si effettuava l’eutanasia 67 giorni dopo la visita iniziale a causa della prognosi infausta dovuta allo sviluppo di masse bilaterali del meato uditivo esterno e deviazione laterale della mandibola, aspetti che venivano confermati all’esame autoptico.

L’esame istopatologico confermava la diagnosi di adenocarcinoma auricolare bilaterale con invasione di entrambe le ossa temporali ed emimandibole.

Disciplina Oncologia
Lunedì, 14 Novembre 2016 09:33

Tumori mammari nei ratti d'affezione: 100 casi

ratUno studio retrospettivo ha descritto la prevalenza, le caratteristiche istologiche, le patologie concomitanti e l’esito di diversi tipi di tumori mammari in 100 ratti d’affezione (Rattus norvegicus). Si rivedevano le cartelle cliniche dei ratti da compagnia sottoposti all’esame di una massa sottocutanea nel corso di 25 anni.

Inizialmente si identificavano 105 masse SC in 100 ratti. La massa SC prevalente era il fibroadenoma mammario (56/105 [53%]), seguito dal carcinoma mammario (13/105 [12%]). Nel complesso, erano maligne 26 masse su 105 (25%). I maschi interi avevano una maggiore probabilità di avere tumori SC non mammari rispetto alle femmine intere.

Nei soggetti non sottoposti a un trattamento aggiuntivo dopo l’exeresi di un fibroadenoma mammario (n = 16), si identificava un secondo fibroadenoma 1-8 mesi dopo l’intervento iniziale, in un tempo mediano di 4,5 mesi dopo la chirurgia. Nella maggior parte dei ratti con fibroadenomi mammari si identificava un concomitante tumore ipofisario (21/28 [75%]) e altri tipi di tumori mammari (10/17 [59%]). In 14 ratti su 35 (40%) con fibroadenoma mammario era presente una concomitante patologia dell’apparato riproduttore.

I risultati suggeriscono che, come nelle altre specie, i ratti d’affezione con masse SC dovrebbero essere sottoposti a un esame diagnostico completo che includa l’analisi istologica della massa asportata, concludono gli autori.

“Description of the prevalence, histologic characteristics, concomitant abnormalities, and outcomes of mammary gland tumors in companion rats (Rattus norvegicus): 100 cases (1990–2015)” Claire Vergneau-Grosset, et al. JAVMA. November 15, 2016, Vol. 249, No. 10, Pages 1170-1179

Disciplina Oncologia
Martedì, 08 Novembre 2016 09:38

Colelitiasi in una cavia

Schermata 2016 11 08 alle 09.52.27Una cavia (Cavia porcellus) d'affezione femmina di 3,5 anni veniva visitata per la presenza di riduzione dell’appetito, segni di dolore addominale, aumento degli sforzi respiratori e distensione dell’addome. L’esame radiografico ed ecografico consentivano di diagnosticare una colelitiasi.

Il calcolo veniva rimosso chirurgicamente mediante colecistectomia. Dopo l’intervento l’animale si riprendeva rapidamente e i segni clinici si risolvevano.

Disciplina Gastroenterologia
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