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AGGIORNAMENTO SCIENTIFICO PERMANENTE IN MEDICINA VETERINARIA

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surgeryDurante una visita di controllo di una cavia (Cavia porcellus) d’affezione, maschio intero di 4 anni, si palpava una piccola massa nella parte craniale dell’addome. L’esame radiografico ed ecografico erano suggestivi di una massa gastrica. L’esame citologico dell’ago aspirato della massa rivelava una proliferazione delle cellule fusate riferibile a sarcoma.

Si effettuava una laparotomia esplorativa e una gastrectomia parziale per l’asportazione della massa gastrica. L’esame istologico e immunoistochimico della massa rivelavano trattarsi di un leiomioma gastrico. Il paziente si riprendeva dall’intervento senza complicazioni e non si osservavano evidenze di recidiva della massa durante un esame ecografico dell’addome effettuato circa 19 mesi dopo la chirurgia.

A conoscenza degli autori, si tratta della prima descrizione della diagnosi clinica e del trattamento chirurgico di successo di una neoplasia gastrica in una cavia. I leiomiomi gastrici non sono comuni in questi animali e, benché benigni, possono causare segni clinici se le loro dimensioni diventano sufficienti ad ostacolare la funzione gastrica. La chirurgia dovrebbe essere considerata un’opzione di trattamento per le neoplasie gastriche simili nella cavia, concludono gli autori.

“Partial gastrectomy for resection of a gastric leiomyoma in a guinea pig (Cavia porcellus)”. Sara M. Gardhouse, et al. Journal of the American Veterinary Medical Association. December 15, 2016, Vol. 249, No. 12, Pages 1415-1420

Disciplina Gastroenterologia
Lunedì, 21 Novembre 2016 16:15

Teratoma ovarico maligno in un’iguana verde

igu1I tumori ovarici nei rettili sono segnalati infrequentemente in letteratura e i casi precedentemente descritti nell’iguana verde sono teratomi, un adenocarcinoma e un cistoadenocarcinoma papillare. Uno studio descrive un teratoma ovarico maligno in un’iguana verde (Iguana iguana). Un soggetto femmina intera di 9 anni veniva visitata per un’anamnesi clinica di anoressia persistente e distensione addominale progressiva. All’esame clinico, si emetteva una diagnosi presuntiva di stasi follicolare.

L’esame radiografico mostrava una grossa massa radiopaca nell’addome visibile in entrambe le proiezioni latero-laterale e ventro-dorsale. L’ecografia dell’addome mostrava una grossa massa intraddominale con numerose strutture di tipo cistico a contenuto liquido e un aspetto eterogeneo con aree ipoecogene.

iguaSi effettuava quindi una laparotomia esplorativa e si asportava la massa. L’esame istopatologico della massa era riferibile a teratoma ovarico maligno. L’asportazione chirurgica era in questo caso considerata curativa e al follow up a 6 mesi il soggetto era guarito completamente.

Il teratoma ovarico maligno non è stato precedentemente descritto nell’iguana verde e dovrebbe essere incluso nella diagnosi differenziale dei tumori ovarici in questa specie, concludono gli autori.


Diagnosis and surgical management of malignant ovarian teratoma in a green iguana (Iguana iguana).” Bel L, et al. BMC Vet Res. 2016 Jul 19; 12(1): 144.

Disciplina Oncologia

Congo African Grey Parrot Psittacus erithacus head2Un pappagallo cenerino del Congo (Psittacus erithacus erithacus) femmina di 28 anni veniva visitato per la presenza di una massa nel meato uditivo esterno di sinistra. La tomografia computerizzata rivelava la presenza di una massa emimandibolare sinistra osteolitica con produzione ossea irregolare e una massa dei tessuti molli nel meato uditivo esterno sinistro. I risultati dell’esame citologico dell’ago aspirato dell’emimandibola venivano interpretati come adenocarcinoma con osteoblasti reattivi.

Il proprietario sceglieva il trattamento palliativo e si effettuava una procedura di debulking della massa del meato uditivo esterno sinistro 52 giorni dopo la visita iniziale, al fine di controllare l’autotraumatismo. Si effettuava l’eutanasia 67 giorni dopo la visita iniziale a causa della prognosi infausta dovuta allo sviluppo di masse bilaterali del meato uditivo esterno e deviazione laterale della mandibola, aspetti che venivano confermati all’esame autoptico.

L’esame istopatologico confermava la diagnosi di adenocarcinoma auricolare bilaterale con invasione di entrambe le ossa temporali ed emimandibole.

Disciplina Oncologia
Lunedì, 14 Novembre 2016 09:33

Tumori mammari nei ratti d'affezione: 100 casi

ratUno studio retrospettivo ha descritto la prevalenza, le caratteristiche istologiche, le patologie concomitanti e l’esito di diversi tipi di tumori mammari in 100 ratti d’affezione (Rattus norvegicus). Si rivedevano le cartelle cliniche dei ratti da compagnia sottoposti all’esame di una massa sottocutanea nel corso di 25 anni.

Inizialmente si identificavano 105 masse SC in 100 ratti. La massa SC prevalente era il fibroadenoma mammario (56/105 [53%]), seguito dal carcinoma mammario (13/105 [12%]). Nel complesso, erano maligne 26 masse su 105 (25%). I maschi interi avevano una maggiore probabilità di avere tumori SC non mammari rispetto alle femmine intere.

Nei soggetti non sottoposti a un trattamento aggiuntivo dopo l’exeresi di un fibroadenoma mammario (n = 16), si identificava un secondo fibroadenoma 1-8 mesi dopo l’intervento iniziale, in un tempo mediano di 4,5 mesi dopo la chirurgia. Nella maggior parte dei ratti con fibroadenomi mammari si identificava un concomitante tumore ipofisario (21/28 [75%]) e altri tipi di tumori mammari (10/17 [59%]). In 14 ratti su 35 (40%) con fibroadenoma mammario era presente una concomitante patologia dell’apparato riproduttore.

I risultati suggeriscono che, come nelle altre specie, i ratti d’affezione con masse SC dovrebbero essere sottoposti a un esame diagnostico completo che includa l’analisi istologica della massa asportata, concludono gli autori.

“Description of the prevalence, histologic characteristics, concomitant abnormalities, and outcomes of mammary gland tumors in companion rats (Rattus norvegicus): 100 cases (1990–2015)” Claire Vergneau-Grosset, et al. JAVMA. November 15, 2016, Vol. 249, No. 10, Pages 1170-1179

Disciplina Oncologia
Martedì, 08 Novembre 2016 09:38

Colelitiasi in una cavia

Schermata 2016 11 08 alle 09.52.27Una cavia (Cavia porcellus) d'affezione femmina di 3,5 anni veniva visitata per la presenza di riduzione dell’appetito, segni di dolore addominale, aumento degli sforzi respiratori e distensione dell’addome. L’esame radiografico ed ecografico consentivano di diagnosticare una colelitiasi.

Il calcolo veniva rimosso chirurgicamente mediante colecistectomia. Dopo l’intervento l’animale si riprendeva rapidamente e i segni clinici si risolvevano.

Disciplina Gastroenterologia

turtLe ulcerazioni del guscio si osservano comunemente nei cheloni e il loro trattamento è solitamente necessario per la risoluzione della patologia. In uno studio è stato utilizzato un composito dentale nano-ibrido fotopolimerizzabile quale materiale di chiusura delle lesioni ulcerative del guscio delle tartarughe. Le lesioni venivano diagnosticate in 33 differenti specie di tartaruga: 14 tartarughe dalle orecchie rosse (Trachemys scripta elegans), 5 tartarughe dalle orecchie gialle (Trachemys scripta scripta), 11 tartarughe palustri siciliane (Emys trinacris), 2 Pseudemys nelsoni e 1 tartaruga falsa carta geografica (Graptemys pseudogeographica kohnii).

Le tartarughe venivano premedicate con tramadolo e meloxicam per via intramuscolare; l’anestesia veniva indotta con una combinazione di ketamina e diazepam per via intramuscolare e mantenuta in un piano chirurgico con isofluorano. Il guscio veniva lavato con una soluzione di odio povidone e l’animale veniva posto su un cuscinetto riscaldante per mantenere una condizione di normotermia. Dopo l’iniziale debridement delle lesioni, si effettuava un curettage chirurgico con una fresa al carburo di tungsteno. Il curettage chirurgico era necessario per ricavare un’apposita cavità e una superficie adatta all’applicazione del composito dentale fotopolimerizzabile (PDC). Durante il curettage, si applicava in maniera continua sulle lesioni soluzione fisiologica sterile contenente 3 mL/L di lidocaina al 2%.

In seguito, si applicava sul campo di guscio preparato una soluzione di EDTA seguita da una soluzione disidratante a base di potassio. Si applicava un gel mordenzante alle aree su cui applicare il PDC, mantenendolo in sede per circa un minuto. Quando il gel si asciugava, si applicava un bonding che veniva polimerizzato con un ciclo singolo di luce fotopolimerizzante. Le cavità venivano riempite con un composito nano-ibrido che veniva polimerizzato utilizzando una lampada fotopolimerizzante a diodi. Erano necessari mediamente 10 minuti per riempire le cavità con il PDC.

Dopo la procedura di riparazione del guscio, le tartarughe venivano poste in unità di ricovero in clinica per 24 ore, dopodiché venivano spostate in vasche di ricovero con acqua. Si effettuava per 6 giorni un trattamento antibiotico e l’analgesia postoperatoria. Dopo 7 giorni di ricovero, le tartarughe venivano dimesse. Al follow up, le lesioni erano guarite nel 48,4% dei soggetti 30 giorni dopo il trattamento; nel 78,7% delle tartarughe 60 giorni dopo il trattamento e nel 100% dei soggetti 90 giorni dopo il trattamento.

Il trattamento delle ulcere del guscio con un composito dentale nano-ibrido fotopolimerizzabile sembrava evitare il problema della recidiva delle lesioni, la necessità di trattamenti antibiotici prolungati e costosi e il ricovero a secco, mentre promuoveva una rapida guarigione del guscio e una ripresa rapida ed eccellente delle tartarughe trattate, concludono gli autori.

Disciplina Altro

Schermata 2016 11 04 alle 09.29.53Un’iguana verde (Iguana iguana) femmina di 13 anni veniva visitata per un’anamnesi di vomito, anoressia e letargia da 6 giorni e riduzione dell’emissione fecale e di urati da 4 giorni. L’esame clinico rivelava dilatazione dell’addome, segni di depressione, pallore, tachicardia, suoni polmonari aspri e vomito. L’esame radiografico rivelava la distensione gassosa dello stomaco e del piccolo intestino con linee dei fluidi evidenti nella proiezione laterale. L’esame biochimico ematico indicava la presenza di alcalosi metabolica ipocloremica, iperglicemia e iperuricemia.

La laparotomia esplorativa confermava una diagnosi di intrappolamento del piccolo intestino e volvolo di 170° che coinvolgeva l’80% circa (20-30 cm) di intestino tenue. Si asportava la porzione di piccolo intestino che si estendeva dalla porzione media del duodeno a quella caudale dell’ileo e si effettuava un’anastomosi termino-terminale del rimanente tratto di intestino tenue. L’iguana guariva senza complicazioni apparenti e stava bene un anno dopo l’intervento.

I risultati suggeriscono che l’iguana, essendo un animale con fermentazione nell’intestino posteriore, può tollerare l’asportazione di più del 70% dell’intestino tenue con esito favorevole e in assenza di evidenze cliniche di disfunzione gastrointestinale residua, concludono gli autori.


“Proximal duodenoileal anastomosis for treatment of small intestinal obstruction and volvulus in a green iguana (Iguana iguana)” Sarah Wills, Hugues Beaufrère, Gwyneth Watrous, Michelle L. Oblak, Dale A. Smith. Journal of the American Veterinary Medical Association. November 1, 2016, Vol. 249, No. 9, Pages 1061-1066

Disciplina Gastroenterologia
Mercoledì, 02 Novembre 2016 11:05

Torsione di un lobo epatico in un furetto

liver1Un furetto domestico femmina di 6 anni veniva visitata per un’anamnesi di letargia e anoressia da tre giorni. L’esame clinico evidenziava un grave ittero, dolore alla palpazione dell’addome e presenza di una massa nell’addome craniale sinistro.

Gli esami ematologici ed ematochimici rivelavano anemia rigenerativa, grave leucocitosi neutrofila e monocitica, aumento dell’alanina aminotransferasi e della bilirubina totale e riduzione dell’albumina e del glucosio.

Disciplina Gastroenterologia
Mercoledì, 26 Ottobre 2016 10:04

Parametri oftalmici nel pappagallo

amazUno studio ha valutato i parametri oftalmici di Amazona amazonica e Amazona aestiva in cattività in Brasile. La mediana ± S-IQR del test rosso fenolo (PRT) era di 21,9 ± 2,3 mm/15 s e 12,6 ± 2,6 mm/15 s, del test PPTT di 14,9 ± 1,6 mm/min e 13,1 ± 1,4 mm/min e della pressione intraoculare di 8,3 ± 1,1 mm Hg e 9,7 ± 1,7 mm Hg rispettivamente per A. amazonica e A. aestiva.

La sensibilità corneale era di 0,50 ± 0,25 cm per A. amazonica e 1,00 ± 0,00 cm per A. aestiva.

Disciplina Oftalmologia

gluUno studio ha definito una tecnica per l’applicazione di un sistema commerciale di monitoraggio continuo del glucosio interstiziale (CIGM) nel coniglio (Oryctolagus cuniculus) e ha descritto la curva glicemica longitudinale in questi animali. I 7 conigli inclusi nello studio venivano equipaggiati con un monitor CIGM con registrazione continua dei dati relativi al glucosio per un periodo fino a 7 giorni .

Il sistema CIGM registrava efficacemente i valori del glucosio e consentiva di descrivere la curva glicemica longitudinale in questa specie. I risultati di questa valutazione indicavano che il sistema disponibile in commercio era utilizzabile e forniva informazioni aggiuntive sul metabolismo del glucosio nel coniglio, concludono gli autori.

“Use of a Commercial Continuous Interstitial Glucose Monitor in Rabbits (Oryctolagus cuniculus)” Joerg Mayer, Rodney Schnellbacher, Emma Rich, Stephen J. Divers, Cynthia Ward. Journal of Exotic Pet Medicine. July 2016.Volume 25, Issue 3, Pages 220–225

Disciplina Endocrinologia
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