Dall'11 aprile 2003 sono stati pubblicati 6649 articoli

AGGIORNAMENTO SCIENTIFICO PERMANENTE IN MEDICINA VETERINARIA

Congo African Grey Parrot Psittacus erithacus head2Un pappagallo cenerino del Congo (Psittacus erithacus erithacus) femmina di 28 anni veniva visitato per la presenza di una massa nel meato uditivo esterno di sinistra. La tomografia computerizzata rivelava la presenza di una massa emimandibolare sinistra osteolitica con produzione ossea irregolare e una massa dei tessuti molli nel meato uditivo esterno sinistro. I risultati dell’esame citologico dell’ago aspirato dell’emimandibola venivano interpretati come adenocarcinoma con osteoblasti reattivi.

Il proprietario sceglieva il trattamento palliativo e si effettuava una procedura di debulking della massa del meato uditivo esterno sinistro 52 giorni dopo la visita iniziale, al fine di controllare l’autotraumatismo. Si effettuava l’eutanasia 67 giorni dopo la visita iniziale a causa della prognosi infausta dovuta allo sviluppo di masse bilaterali del meato uditivo esterno e deviazione laterale della mandibola, aspetti che venivano confermati all’esame autoptico.

L’esame istopatologico confermava la diagnosi di adenocarcinoma auricolare bilaterale con invasione di entrambe le ossa temporali ed emimandibole.

Disciplina Oncologia
Lunedì, 14 Novembre 2016 09:33

Tumori mammari nei ratti d'affezione: 100 casi

ratUno studio retrospettivo ha descritto la prevalenza, le caratteristiche istologiche, le patologie concomitanti e l’esito di diversi tipi di tumori mammari in 100 ratti d’affezione (Rattus norvegicus). Si rivedevano le cartelle cliniche dei ratti da compagnia sottoposti all’esame di una massa sottocutanea nel corso di 25 anni.

Inizialmente si identificavano 105 masse SC in 100 ratti. La massa SC prevalente era il fibroadenoma mammario (56/105 [53%]), seguito dal carcinoma mammario (13/105 [12%]). Nel complesso, erano maligne 26 masse su 105 (25%). I maschi interi avevano una maggiore probabilità di avere tumori SC non mammari rispetto alle femmine intere.

Nei soggetti non sottoposti a un trattamento aggiuntivo dopo l’exeresi di un fibroadenoma mammario (n = 16), si identificava un secondo fibroadenoma 1-8 mesi dopo l’intervento iniziale, in un tempo mediano di 4,5 mesi dopo la chirurgia. Nella maggior parte dei ratti con fibroadenomi mammari si identificava un concomitante tumore ipofisario (21/28 [75%]) e altri tipi di tumori mammari (10/17 [59%]). In 14 ratti su 35 (40%) con fibroadenoma mammario era presente una concomitante patologia dell’apparato riproduttore.

I risultati suggeriscono che, come nelle altre specie, i ratti d’affezione con masse SC dovrebbero essere sottoposti a un esame diagnostico completo che includa l’analisi istologica della massa asportata, concludono gli autori.

“Description of the prevalence, histologic characteristics, concomitant abnormalities, and outcomes of mammary gland tumors in companion rats (Rattus norvegicus): 100 cases (1990–2015)” Claire Vergneau-Grosset, et al. JAVMA. November 15, 2016, Vol. 249, No. 10, Pages 1170-1179

Disciplina Oncologia
Martedì, 08 Novembre 2016 09:38

Colelitiasi in una cavia

Schermata 2016 11 08 alle 09.52.27Una cavia (Cavia porcellus) d'affezione femmina di 3,5 anni veniva visitata per la presenza di riduzione dell’appetito, segni di dolore addominale, aumento degli sforzi respiratori e distensione dell’addome. L’esame radiografico ed ecografico consentivano di diagnosticare una colelitiasi.

Il calcolo veniva rimosso chirurgicamente mediante colecistectomia. Dopo l’intervento l’animale si riprendeva rapidamente e i segni clinici si risolvevano.

Disciplina Gastroenterologia

turtLe ulcerazioni del guscio si osservano comunemente nei cheloni e il loro trattamento è solitamente necessario per la risoluzione della patologia. In uno studio è stato utilizzato un composito dentale nano-ibrido fotopolimerizzabile quale materiale di chiusura delle lesioni ulcerative del guscio delle tartarughe. Le lesioni venivano diagnosticate in 33 differenti specie di tartaruga: 14 tartarughe dalle orecchie rosse (Trachemys scripta elegans), 5 tartarughe dalle orecchie gialle (Trachemys scripta scripta), 11 tartarughe palustri siciliane (Emys trinacris), 2 Pseudemys nelsoni e 1 tartaruga falsa carta geografica (Graptemys pseudogeographica kohnii).

Le tartarughe venivano premedicate con tramadolo e meloxicam per via intramuscolare; l’anestesia veniva indotta con una combinazione di ketamina e diazepam per via intramuscolare e mantenuta in un piano chirurgico con isofluorano. Il guscio veniva lavato con una soluzione di odio povidone e l’animale veniva posto su un cuscinetto riscaldante per mantenere una condizione di normotermia. Dopo l’iniziale debridement delle lesioni, si effettuava un curettage chirurgico con una fresa al carburo di tungsteno. Il curettage chirurgico era necessario per ricavare un’apposita cavità e una superficie adatta all’applicazione del composito dentale fotopolimerizzabile (PDC). Durante il curettage, si applicava in maniera continua sulle lesioni soluzione fisiologica sterile contenente 3 mL/L di lidocaina al 2%.

In seguito, si applicava sul campo di guscio preparato una soluzione di EDTA seguita da una soluzione disidratante a base di potassio. Si applicava un gel mordenzante alle aree su cui applicare il PDC, mantenendolo in sede per circa un minuto. Quando il gel si asciugava, si applicava un bonding che veniva polimerizzato con un ciclo singolo di luce fotopolimerizzante. Le cavità venivano riempite con un composito nano-ibrido che veniva polimerizzato utilizzando una lampada fotopolimerizzante a diodi. Erano necessari mediamente 10 minuti per riempire le cavità con il PDC.

Dopo la procedura di riparazione del guscio, le tartarughe venivano poste in unità di ricovero in clinica per 24 ore, dopodiché venivano spostate in vasche di ricovero con acqua. Si effettuava per 6 giorni un trattamento antibiotico e l’analgesia postoperatoria. Dopo 7 giorni di ricovero, le tartarughe venivano dimesse. Al follow up, le lesioni erano guarite nel 48,4% dei soggetti 30 giorni dopo il trattamento; nel 78,7% delle tartarughe 60 giorni dopo il trattamento e nel 100% dei soggetti 90 giorni dopo il trattamento.

Il trattamento delle ulcere del guscio con un composito dentale nano-ibrido fotopolimerizzabile sembrava evitare il problema della recidiva delle lesioni, la necessità di trattamenti antibiotici prolungati e costosi e il ricovero a secco, mentre promuoveva una rapida guarigione del guscio e una ripresa rapida ed eccellente delle tartarughe trattate, concludono gli autori.

Disciplina Altro

Schermata 2016 11 04 alle 09.29.53Un’iguana verde (Iguana iguana) femmina di 13 anni veniva visitata per un’anamnesi di vomito, anoressia e letargia da 6 giorni e riduzione dell’emissione fecale e di urati da 4 giorni. L’esame clinico rivelava dilatazione dell’addome, segni di depressione, pallore, tachicardia, suoni polmonari aspri e vomito. L’esame radiografico rivelava la distensione gassosa dello stomaco e del piccolo intestino con linee dei fluidi evidenti nella proiezione laterale. L’esame biochimico ematico indicava la presenza di alcalosi metabolica ipocloremica, iperglicemia e iperuricemia.

La laparotomia esplorativa confermava una diagnosi di intrappolamento del piccolo intestino e volvolo di 170° che coinvolgeva l’80% circa (20-30 cm) di intestino tenue. Si asportava la porzione di piccolo intestino che si estendeva dalla porzione media del duodeno a quella caudale dell’ileo e si effettuava un’anastomosi termino-terminale del rimanente tratto di intestino tenue. L’iguana guariva senza complicazioni apparenti e stava bene un anno dopo l’intervento.

I risultati suggeriscono che l’iguana, essendo un animale con fermentazione nell’intestino posteriore, può tollerare l’asportazione di più del 70% dell’intestino tenue con esito favorevole e in assenza di evidenze cliniche di disfunzione gastrointestinale residua, concludono gli autori.


“Proximal duodenoileal anastomosis for treatment of small intestinal obstruction and volvulus in a green iguana (Iguana iguana)” Sarah Wills, Hugues Beaufrère, Gwyneth Watrous, Michelle L. Oblak, Dale A. Smith. Journal of the American Veterinary Medical Association. November 1, 2016, Vol. 249, No. 9, Pages 1061-1066

Disciplina Gastroenterologia
Mercoledì, 02 Novembre 2016 11:05

Torsione di un lobo epatico in un furetto

liver1Un furetto domestico femmina di 6 anni veniva visitata per un’anamnesi di letargia e anoressia da tre giorni. L’esame clinico evidenziava un grave ittero, dolore alla palpazione dell’addome e presenza di una massa nell’addome craniale sinistro.

Gli esami ematologici ed ematochimici rivelavano anemia rigenerativa, grave leucocitosi neutrofila e monocitica, aumento dell’alanina aminotransferasi e della bilirubina totale e riduzione dell’albumina e del glucosio.

Disciplina Gastroenterologia
Mercoledì, 26 Ottobre 2016 10:04

Parametri oftalmici nel pappagallo

amazUno studio ha valutato i parametri oftalmici di Amazona amazonica e Amazona aestiva in cattività in Brasile. La mediana ± S-IQR del test rosso fenolo (PRT) era di 21,9 ± 2,3 mm/15 s e 12,6 ± 2,6 mm/15 s, del test PPTT di 14,9 ± 1,6 mm/min e 13,1 ± 1,4 mm/min e della pressione intraoculare di 8,3 ± 1,1 mm Hg e 9,7 ± 1,7 mm Hg rispettivamente per A. amazonica e A. aestiva.

La sensibilità corneale era di 0,50 ± 0,25 cm per A. amazonica e 1,00 ± 0,00 cm per A. aestiva.

Disciplina Oftalmologia

gluUno studio ha definito una tecnica per l’applicazione di un sistema commerciale di monitoraggio continuo del glucosio interstiziale (CIGM) nel coniglio (Oryctolagus cuniculus) e ha descritto la curva glicemica longitudinale in questi animali. I 7 conigli inclusi nello studio venivano equipaggiati con un monitor CIGM con registrazione continua dei dati relativi al glucosio per un periodo fino a 7 giorni .

Il sistema CIGM registrava efficacemente i valori del glucosio e consentiva di descrivere la curva glicemica longitudinale in questa specie. I risultati di questa valutazione indicavano che il sistema disponibile in commercio era utilizzabile e forniva informazioni aggiuntive sul metabolismo del glucosio nel coniglio, concludono gli autori.

“Use of a Commercial Continuous Interstitial Glucose Monitor in Rabbits (Oryctolagus cuniculus)” Joerg Mayer, Rodney Schnellbacher, Emma Rich, Stephen J. Divers, Cynthia Ward. Journal of Exotic Pet Medicine. July 2016.Volume 25, Issue 3, Pages 220–225

Disciplina Endocrinologia

guinea pig surgeryUno studio ha valutato le modificazioni dei parametri gastrointestinali, delle variabili fisiologiche e delle soglie meccaniche mediante sistema Von Frey (EVF) a seguito di orchiectomia di routine per determinare se tali parametri potessero essere utili come criteri ripetibili appropriati per monitorare le modificazioni postoperatorie nelle cavie. Si effettuava uno studio randomizzato in doppio cieco su 14 cavie maschi interi.

Tutti i soggetti venivano sottoposti a orchiectomia convenzionale e venivano assegnati a caso a uno di due gruppi di trattamento postoperatorio. Ciascun soggetto riceveva meloxicam 0,5 mg/kg per via sottocutanea e buprenorfina 0,03 mg/kg per via sottocutanea immediatamente dopo l’intervento. In seguito si somministrava: meloxicam 0,5 mg/kg SC 24 e 48 ore dopo l’intervento (gruppo meloxicam) o soluzione fisiologica SC 24 e48 ore dopo l’intervento (gruppo di controllo).

Si registravano per 48 ore prima e dopo l’intervento i parametri fisiologici di base (frequenza cardiaca, frequenza respiratoria, temperatura rettale e peso corporeo), l’emissione di urine e feci, il consumo di cibo e acqua e le soglie meccaniche EVF attorno alla sede di incisione.

Si identificavano nel periodo postoperatorio in entrambi i gruppi un aumento significativo della frequenza cardiaca e della temperatura rettale e una diminuzione significativa della frequenza respiratoria, del peso corporeo e delle soglie meccaniche EVF. In entrambi i gruppi, dopo l’intervento, si osservava una diminuzione significativa dei consumi ma non si riscontravano alterazioni dell’emissione fecale e urinaria.

La maggior parte dei suddetti valori venivano ottenuti facilmente e mostravano cambiamenti significativi rispetto ai valori preoperatori in entrambi i gruppi, concludono gli autori.

Disciplina Chirurgia generale

cavieDue cavie d’affezione (Cavia porcellus) di 5 anni d’età venivano visitate per la presenza di prurito, eritema, alopecia e formazione di croste sull’addome ventrale. I raschiati cutanei rivelavano la presenza di larve multiple di nematodi identificati come Pelodera strongyloides sulla base delle caratteristiche morfologiche. Il trattamento consisteva nella somministrazione sistemica di ivermectina e fenbendazolo oltre all’applicazione topica di benzoile perossido.

P. strongyloides è un nematode saprofita a vita libera ubiquitario nel materiale organico in decomposizione, quale le deiezioni e il cibo. E’ in grado di invadere la cute dei mammiferi determinando dermatite pruriginosa. La diagnosi di dermatopatia indotta da questo nematode si basa sull’anamnesi, incluso il metodo di allevamento, la presenza di dermatite con distribuzione ventrale e la dimostrazione delle larve nei raschiati cutanei. Casi di peloderosi dermica sono stati descritti in diverse specie animali, tra cui cani, bovini, cavalli, ovini e una cavia di laboratorio.

Schermata 2016 10 14 alle 12.08.51La presente è la prima descrizione di dermatite da P. strongyloides nelle cavie d’affezione e dovrebbe essere considerata nella diagnosi differenziale delle lesioni cutanee alopeciche e crostose in questa specie, concludono gli autori.


Pelodera strongyloides as a Cause of Severe Erythematous Dermatitis in 2 Guinea Pigs (Cavia porcellus)” Anja Röthig, et al. Journal of Exotic Pet Medicine. July 2016. Volume 25, Issue 3, Pages 208–212

Disciplina Dermatologia
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