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AGGIORNAMENTO SCIENTIFICO PERMANENTE IN MEDICINA VETERINARIA

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Visualizza articoli per tag: Cane e gatto

Schermata 2017 02 20 alle 10.18.30La prevalenza delle reazioni avverso al cibo cutanee (CAFR) nel cane e nel gatto non è conosciuta con precisione e ciò è probabilmente dovuto alla varietà delle popolazioni studiate. Uno studio ha effettuato una revisione sistematica della letteratura per determinare la prevalenza di CAFR nei cani e gatti con prurito e patologie cutanee.

Si effettuava la ricerca di studi pertinenti in due database. Tra i 490 e i 220 articoli trovati rispettivamente in Web of Science (Science Citation Index Expanded) e CAB Abstract, si selezionavano rispettivamente 22 e 9 articoli che contenevano dati utilizzabili per determinare la prevalenza di CAFR.

Si riscontrava che la prevalenza di CAFR nel cane e nel gatto variava in base al tipo di diagnosi effettuata. Tra i cani visitati dal loro veterinario per qualsiasi diagnosi la prevalenza era dell’1-2% e tra quelli con patologie cutanee variava dallo 0 al 24%. La prevalenza di CAFR era simile nei cani con prurito (9 - 40%), in quelli con qualsiasi tipo di patologia cutanea allergica (8 - 62%) e in quelli con diagnosi di dermatite atopica (9 - 50%).

Nei gatti osservati presso un ospedale universitario, la prevalenza di CAFR era inferiore all’1% (0,2%), mentre era piuttosto omogenea nei soggetti con patologie cutanee (3-6%), ma era maggiore nei gatti con prurito (12 -21%) rispetto ai gatti con patologie cutanee allergiche (5 - 13%).

Tra i cani e i gatti con prurito e quelli con sospette patologie cutanee allergiche, la prevalenza di CAFR è sufficientemente elevata da giustificare l’esclusione di questa sindrome con una dieta di restrizione (eliminazione)-provocazione. Ciò deve essere preso in considerazione soprattutto per i soggetti con prurito non stagionale o segni di dermatite allergica, concludono gli autori.


Critically appraised topic on adverse food reactions of companion animals (3): prevalence of cutaneous adverse food reactions in dogs and cats.” Olivry T, Mueller RS. BMC Vet Res. 2017 Feb 15; 13 (1): 51.

Disciplina Dermatologia

citoLa citologia è una metodica diagnostica rapida, economica, minimamente invasiva e ampiamente disponibile, ma è necessaria una rigorosa cooperazione tra clinico e citopatologo per ottenere risultati clinicamente utili. Uno studio ha cercato di identificare i fattori che influenzano l’utilità clinica dell’esame citologico di materiale cellulare prelevato da medici veterinari pratici ed esaminato da citopatologi clinici.

Si effettuava l’analisi di 100 aghi aspirati effettuati da veterinari privati ed esaminati da citopatologi clinici. Si includevano nell’analisi fattori dipendenti dal veterinario che effettuava il prelievo, quali la completezza della cartella clinica inviata, il numero di strisci inviati e l’aspetto macroscopico degli strisci. Si includevano inoltre la specie dell’animale e la sede della lesione.

Solo due fattori risultavano favorire la diagnosi citologica: un buon aspetto macroscopico degli strisci e la localizzazione superficiale della lesione. Tuttavia, l’inclusione dell’anamnesi medica del paziente nella cartella clinica si dimostrava utile per il citopatologo clinico nel fornire suggerimenti clinicamente utili.

La preparazione di strisci di buona qualità e l’invio di una cartella clinica esaustiva aumentano la probabilità di ottenere un rapporto citologico clinicamente utile, concludono gli autori.

cat kidney ultrasoundL’ecogenicità della corticale renale viene abitualmente valutata durante l’indagine ecografica dei reni. Precedenti studi ex-vivo nel cane e nel gatto hanno rivelato una scarsa correlazione tra ecogenicità renale e lesioni corrispondenti. Uno studio ha determinato la relazione in vivo tra ecogenicità della corticale renale e istopatologia renale.

Si includevano 38 cani e 15 gatti soppressi per condizioni mediche critiche. Si acquisivano le immagini ecografiche di entrambi i reni ante mortem con impostazioni ecografiche standardizzate. L’ecogenicità veniva quantificata mediante Mean Gray Value (MGV) della corticale renale misurata con ImageJ. Si effettuava un esame istopatologico completo di entrambi i reni. Si escludevano 5 reni perché l’istopatologia rivelava lesioni neoplastiche.

Solo i campioni affetti da atrofia tubulare mostravano valori statisticamente differenti nel cane e l’istopatologia spiegava il 13% della varianza totale. Il MGV non era correlato ai punteggi di degenerazione e di infiammazione. Tuttavia, si identificavano differenze significative tra campioni con degenerazione lieve e grave. Nel complesso, l’efficienza di classificazione di MGV per identificare le lesioni renali era scarsa, con una sensibilità del 39% e una specificità dell’86%.

Nel gatto, i campioni affetti da degenerazione tubulare vacuolare e nefrite interstiziale erano statisticamente differenti e l’istopatologia spiegava il 44% della varianza totale. Era evidente una correlazione lineare tra degenerazione e MGV, mentre non si riscontravano correlazioni con l’infiammazione. Differenze statisticamente significative erano evidenti solo tra campioni normali e con degenerazione grave, con una sensibilità del 54,17% e una specificità dell’83,3%, e il MGV si rivelava mediocre nel discriminare le lesioni renali in questa specie.

L’ecogenicità della corticale renale ha una bassa rilevanza nell’identificazione delle patologie renali croniche nel cane, mentre può risultare utile per identificare le sioni renali gravi nel gatto, concludono gli autori.

"Relationship of diagnostic accuracy of renal cortical echogenicity with renal histopathology in dogs and cats, a quantitative study.” Banzato T, Bonsembiante F, Aresu L, Zotti A. BMC Vet Res. 2017 Jan 17; 13 (1): 24.

Disciplina Nefrologia-Urologia

erniaUno studio ha valutato la mortalità perioperatoria dopo riduzione dell'ernia diaframmatica traumatica analizzando le cartelle cliniche di 17 gatti e 79 cani sottoposti a erniorrafia diaframmatica. Il tasso di sopravvivenza perioperatoria combinato era dell’81,3% (88,2% nei gatti e 79,8% nei cani). I dati relativi ai casi acuti e cronici venivano analizzati separatamente. Tra i casi acuti (12 gatti e 48 cani), 10 gatti (83,3%) e 38 cani (79,2%) sopravvivevano fino alle dimissioni. Tra i casi cronici (5 gatti e 31 cani), 5 gatti (100%) e 25 cani (80,6%) sopravvivevano fino alle dimissioni.

Il tempo intercorso tra trauma e chirurgia, tra trauma e ammissione in clinica e tra ammissione e chirurgia non era associato alla sopravvivenza. Sia per il cane sia per il gatto, una maggiore durata dell’anestesia e della procedura chirurgica era associata a una maggiore mortalità (rispettivamente, P = 0,0013 e 0,004). I soggetti con concomitanti traumi dei tessuti molli e ortopedici avevano un rischio 7,3 volte maggiore di mortalità rispetto a quelli senza traumi di questo tipo. I soggetti che erano ossigeno-dipendenti avevano un rischio 5,0 volte maggiore di mortalità rispetto a quelli che non lo erano. Non vi erano altre variabili significativamente associate alla sopravvivenza.

Nei cani e gatti sottoposti a chirurgia per un’ernia diaframmatica traumatica, una maggiore durata dell’anestesia, una maggiore durata della procedura chirurgica, concomitanti lesioni dei tessuti molli, concomitanti lesioni dei tessuti molli e ortopediche e la dipendenza perioperatoria dall’ossigeno erano associati a una maggiore mortalità, concludono gli autori.


Prognostic indicators for perioperative survival after diaphragmatic herniorrhaphy in cats and dogs: 96 cases (2001-2013).”Legallet C, Thieman Mankin K, Selmic LE. BMC Vet Res. 2017 Jan 7; 13 (1): 16.

Disciplina Chirurgia generale

Enteral Nutrition Figure 3La nutrizione enterale può avere benefici significativi nel trattamento delle condizioni critiche del cane e del gatto. La collocazione alla cieca delle sonde per l’alimentazione nasogastrica o nasoesofagea è oggi una pratica comune. Tuttavia, le complicazioni dovute allo scorretto posizionamento della sonda nell’albero tracheobronchiale possono essere causa di morbilità e mortalità significative nel paziente. Sono quindi desiderabili alternative sicure e ripetibili per ridurre tali rischi.

Uno studio descrive un metodo modificato per il posizionamento delle sonde nasoenteriche. La principale variazione rispetto alla procedura standard consiste in una seconda misurazione della sonda, effettuata con l’estremità distale posizionata all’ingresso del torace e misurando la sonda fino alle narici. Si introduce quindi la sonda fino a questo livello e si verifica la pressione negativa utilizzando una siringa da 10 ml raccordata all’estremità prossimale della sonda stessa. Ciò migliora la sicurezza del posizionamento esofageo prima di sospingere la sonda completamente fino alla posizione distale finale.

Disciplina Medicina d'urgenza

chemoUna revisione sistematica ha valutato i metodi utilizzati per accertare, definire e segnalare gli eventi avversi (EA) negli studi clinici riguardanti il trattamento dei tumori maligni negli animali da compagnia. Si includevano gli articoli in lingua inglese descriventi studi clinici prospettici che coinvolgevano cani e gatti con tumori maligni spontanei pubblicati in riviste peer-reviewed tra il 2008 e il 2014.

Si raccoglievano i dati della descrizione degli EA in una checklist di 14 punti adattata dall’estensione del 2004 del CONSORT (Consolidated Standards of Reporting Trials) per la segnalazione degli eventi avversi.

Si includevano 163 articoli con dati riguardanti 6132 animali. La terminologia standardizzata per descrivere gli EA veniva usata con probabilità significativamente maggiore negli studi che includevano la chemioterapia (92/115 [80,0%]), rispetto a quelli che non includevano la chemioterapia (16/53 [30,2%]).

Il punteggio mediano della checklist di segnalazione degli EA era di 5 su 14 (intervallo, 0-12). Aspetti scarsamente segnalati erano i metodi e l’intervallo di tempo per l’accertamento dell’EA, l’analisi dei dati relativi agli EA e i motivi della cessazione del trattamento e del decesso. Gli studi con un sostegno economico aziendale, a braccio singolo e con trattamento chemioterapico erano associati a una qualità significativamente superiore della segnalazione di EA.

La segnalazione degli eventi avversi negli studi clinici veterinari riguardanti il trattamento dei tumori era selettiva ed eterogenea. I danni associati al trattamento oncologico potrebbero essere sottostimati a causa di una raccolta e segnalazione non ottimale dei dati riguardanti gli EA. Questi risultati supportano l’adozione di uno standard superiore per la sorveglianza e la segnalazione degli EA nei pazienti veterinari, concludono gli autori.

Disciplina Oncologia

Schermata 2016 10 11 alle 16.35.00Uno studio retrospettivo ha caratterizzato gli aspetti epidemiologici, clinici ed ecocardiografici della tetralogia di Fallot (TOF), determinandone i tempi di sopravvivenza. Si includevano 15 cani e 16 gatti con diagnosi ecocardiografica di TOF.

Le razze canine più comuni erano i terrier (n = 7). La maggior parte degli animali (28/31 [90%]) aveva segni clinici di TOF al momento della diagnosi, inclusa la cianosi (16/31 [52%]). La stenosi polmonare era caratterizzata da un gradiente di pressione sistolica Doppler-derivato variabile (mediana [intervallo], 108 mm Hg [26 - 255 mm Hg]). La maggior parte dei difetti settali ventricolari era di grosse dimensioni, con un rapporto mediano tra diametro del difetto settale e dell’aorta di 0,60 (0,18 – 1,15).

L’età mediana al decesso di origine cardiaca era di 23,4 mesi, senza differenze significative tra cane e gatto. Il tempo di sopravvivenza mediano dalla diagnosi di TOF alla morte di origine cardiaca era più breve nei soggetti con soffio cardiaco assente o di basso grado (3,4 mesi) rispetto a quelli con soffio di grado più elevato (16,4 mesi). Dopo l’aggiustamento per età e sesso, l’assenza o la presenza di un soffio sistolico di grado da basso a lieve era significativamente associata a un minor tempo di sopravvivenza.

Con poche eccezioni, la morte per cause cardiache si verificava principalmente in cani e gatti giovani adulti affetti da TOF e la maggior parte dei soggetti presentava segni clinici gravi al momento della diagnosi.

Disciplina Cardiologia

anes1Uno studio prospettico ha sviluppato, testato e definito un sistema ”basato sugli interventi” per la sorveglianza degli eventi avversi (EA) durante l’anestesia dei piccoli animali. Si includevano 1386 anestesie consecutive, di cui 972 nel cane e 387 nel gatto. Si definiva evento avverso un evento perianestetico indesiderato che richiedeva un intervento per prevenirne a limitarne la morbilità.

Utilizzando studi precedenti, si selezionavano 11 EA comuni e si definivano gli interventi. I dati sugli EA venivano raccolti attraverso cartelle compilate dopo ciascuna anestesia e assimilati in un database elettronico. Gli interventi erano effettuati interamente a discrezione dell’anestesista partecipante.

Disciplina Anestesiologia
Mercoledì, 14 Settembre 2016 12:05

Otite da Aspergillus nel cane e nel gatto: una casistica

7002

Aspergillus spp. è un organismo fungino saprofita opportunista comune causa di otomicosi nell’uomo.  Benché siano stati descritti alcuni casi di otite esterna da Aspergillus anche nel cane, un articolo riporta la prima casistica retrospettiva di questa condizione nel cane e nel gatto.

Disciplina Dermatologia
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