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AGGIORNAMENTO SCIENTIFICO PERMANENTE IN MEDICINA VETERINARIA

ciclo urea nella escrezione di azotoL'iperammoniemia può causare encefalopatia epatica che, in casi gravi, può portare a coma e morte. Nel cane, gli shunt portosistemici congeniti (CPSS, congenital portosystemic shunt) sono la causa più comune di iperammoniemia. Il trattamento conservativo consiste in una dieta a basso contenuto proteico (proteine modificate), zuccheri (disaccaridi) non assorbibili, antibiotici. Nell’uomo, sia il benzoato di sodio (BS) che il fenilbutirrato di sodio (FBS) sono utilizzati nel trattamento acuto e cronico dell’iperammoniemia conseguente alla carenza degli enzimi coinvolti nel ciclo dell'urea. Si ritiene che entrambi i trattamenti riducano le concentrazioni di ammoniaca nel sangue promuovendo l'escrezione dell'azoto in eccesso sfruttando vie alternative.

L’obiettivo di questo studio crossover randomizzato, in doppio cieco, controllato con placebo era quello di valutare l'efficacia e la sicurezza del BS e del FBS orali per il trattamento dell'iperammonemia e dei relativi segni clinici nei cani con CPSS.

Le concentrazioni di ammoniaca e di acidi biliari sono state misurate in cani con CPSS prima e dopo un trattamento di 5 giorni con SB, SPB e placebo. Ogni tipo di trattamento è stato separato dal successivo da un periodo di wash-out di 3 giorni. Ai proprietari dei cani è stato chiesto di compilare un questionario per valutare le modificazioni a carico dei segni clinici prima e dopo ogni trattamento.

Le concentrazioni di ammoniaca nel sangue non hanno subito modificazioni né durante la somministrazione del BS né del FBS; in entrambi i casi, l’ammoniemia ha mantento valori paragonabili a quelli misurati durante il trattamento con placebo. Inoltre, il trattamento con BS e con FBS non ha determinato alcun miglioramento significativo dei segni clinici. Infine, gli effetti collaterali osservati durante la somministrazione di queste molecole erano anoressia, vomito e letargia.

Sulla base di questi risultati, gli autori concludono che né il BS né il FBS sono terapie utili nel trattamento conservativo dell'iperammoniemia nei cani con CPSS.

 

“Efficacy of orally administered sodium benzoate and sodium phenylbutyrate in dogs with congenital portosystemic shunts” van Straten G, et al. J Vet Intern Med. 2019 May;33(3):1331-1335. doi: 10.1111/jvim.15477. Epub 2019 Mar 27.

Disciplina Gastroenterologia

probio for dogFrequentemente i cani vengono portati a visita per l’esordio acuto di diarrea. L’efficacia di specifiche paste probiotiche anti-diarroiche (PPAD) nella gestione della diarrea acuta non complicata non è stato indagato.

Gli autori di questo studio multicentrico in doppio cieco, controllato con placebo hanno ipotizzato che la somministrazione di una PPAD contenente Enterococcus faecium 4b1707 migliorerà l'outcome clinico della diarrea acuta non complicata rispetto al placebo.

Sono stati inclusi 148 cani presentati per diarrea acuta. La PPAD è risultata essere associata ad outcome clinici migliori rispetto al placebo. Nello specifico, nei cani che hanno ricevuto la PPAD la diarrea ha avuto una durata significativamente più breve (mediana 32 ore contro le 47 ore dei cani che hanno ricevuto il placebo) e il tasso di risoluzione della diarrea è stato 1,6 volte più rapido nel gruppo trattato con la PPAD rispetto al gruppo trattato con placebo. Nel gruppo di cani cui è stata somministrata la PPAD, un minor numero di soggetti ha richiesto un trattamento medico aggiuntivo a causa di un mancato miglioramento o di un peggioramento della sintomatologia, con un rischio relativo pari a 0,88.

Gli autori concludono che il trattamento con la PPAD può accelerare la risoluzione della diarrea acuta e ridurre la necessità di ricorso a terapie mediche aggiuntive.

 

“Efficacy of an orally administered anti-diarrheal probiotic paste (Pro-Kolin Advanced) in dogswith acute diarrhea: A randomized, placebo-controlled, double-blinded clinical study” Nixon SL, et al. J Vet Intern Med. 2019 May;33(3):1286-1294. doi: 10.1111/jvim.15481. Epub 2019 Mar 18.

Disciplina Gastroenterologia

A978 1 4614 4292 9 16 Fig1 HTMLLa citologia e la coltura del liquido di lavaggio broncoalveolare (BAL, bronchoalveolar lavage) sono utilizzate per caratterizzare le malattie respiratorie nella specie canina. Poco si sa di disturbi associati ad un aumento del numero di linfociti nel liquido del BAL.

L’obiettivo di questo studio retrospettivo, condotto su 104 cani con sintomi respiratori e con linfocitosi alla citologia del BAL, era quello di riportare la durata dei segni clinici e la diagnosi finale della malattia respiratoria.

I soggetti sono stati inclusi nel caso in cui il liquido del BAL avesse più di 300 cellule/μl e qualora almeno il 20% di queste fosse costituita da linfociti. Dalle cartelle cliniche sono stati estrapolati i dati relativi alla durata dei segni clinici e la diagnosi, tra cui danno da aspirazione, malattie infettive o infiammatorie e collasso delle vie aeree.

I cani avevano età compresa tra 0,5 e 16 anni (mediana 7,9 anni) e avevano un peso corporeo medio di 11,4 kg (da 2,0 a 42,7 kg). Una patologia di natura eosinofilica è stata documentata in 13 dei 104 cani (gruppo 1), una malattia infettiva o infiammatoria caratterizzata da neutrofilia del liquido del BAL è stata riscontrata in 59 su 104 cani (gruppo 2). La linfocitosi da sola è stata descritta in 32 cani (gruppo 3). La durata della tosse non differiva tra i 3 gruppi; diversamente, il collasso delle vie aeree era significativamente più comune nei cani i cui liquidi del BAL erano caratterizzati da linfocitosi.

Il riscontro di linfocitosi nel liquido del BAL è un reperto relativamente frequente nel cane e, in molti casi, rappresenta probabilmente una risposta comune alle lesioni delle vie aeree, indipendentemente dal tipo o dalla durata dell'insulto. Con le informazioni attuali è impossibile stabilire se il collasso delle vie aeree porti a linfocitosi o se il processo infiammatorio causi il collasso delle vie aeree.

 

“Bronchoalveolar lavage fluid lymphocytosis in 104 dogs (2006-2016)” Johnson LR and Vernau W. J Vet Intern Med. 2019 May;33(3):1315-1321. doi: 10.1111/jvim.15489. Epub 2019 Mar 26.

Disciplina Broncopneumologia

bulldog with toilet paper roll 685495466 sqLe prove raccolte da studi condotti sull'uomo suggeriscono che il dismetabolismo degli acidi biliari potrebbe avere un ruolo in varie malattie gastrointestinali croniche. Non ci sono fonti che dimostrino se il dismetabolismo degli acidi biliari fecali si verifichi nei cani con enteropatia infiammatoria cronica (EIC).

L’obiettivo di questo studio retrospettivo multi-istituzionale era quello di valutare la disbiosi microbica, gli acidi biliari non coniugati fecali (fUBA, fecal unconjugated bile acids) e l'attività della malattia nei cani con EIC steroido-responsiva.

Lo studio ha coinvolto 24 cani di controllo sani e 23 cani con EIC steroido-responsiva. In ciascun soggetto sono stati misurati e analizzati gli fUBA, è stato valutato il microbiota fecale utilizzando l’indice di disbiosi e, infine, è stata valutata la remissione dei segni clinici tramite l'indice di attività della malattia infiammatoria intestinale canina

Al basale, l'indice di disbiosi era aumentato nei cani con EIC (mediana 2,5, range da -6,2 a 6,5) rispetto ai cani sani (mediana, -4,5, range, da -6,5 a -2,6; P = 0,002) ma, in questi soggetti, non ha subito variazioni nel tempo. Gli fUBA secondari erano diminuiti nei cani con EIC (mediana 29%, intervallo 1% -99%) rispetto ai cani sani (mediana 88%, intervallo 4% -96%; P = 0,049). Nei cani con EIC, la percentuale di fUBA secondari è aumentata rispetto ai valori basali (mediana 28%, range 1% -99%) dopo 2-3 mesi di trattamento (mediana 94%, range 1% -99%; P = 0,0183).

Questi risultati suggeriscono che i corticosteroidi esercitano un ruolo nella regolazione degli acidi biliari fecali nei cani con EIC. Inoltre, il miglioramento dell'indice di attività clinica nei cani con EIC in terapia con steroidi è probabilmente correlato con il dismetabolismo degli acidi biliari. Tuttavia, nei cani con EIC steroido-responsiva, la malattia subclinica (ossia la disbiosi microbica) può persistere.

 

“Longitudinal assessment of microbial dysbiosis, fecal unconjugated bile acid concentrations, and disease activity in dogs with steroid-responsive chronic inflammatory enteropathy” Guard BC, et al. J Vet Intern Med. 2019 May;33(3):1295-1305. doi: 10.1111/jvim.15493. Epub 2019 Apr 7.

Disciplina Gastroenterologia

eco pancreatiteL’edema della parete gastrica in corso di pancreatite acuta canina non è un reperto segnalato.

L’obiettivo di questo studio retrospettivo era quello di descrivere le caratteristiche ecografiche relative allo spessore della parete gastrica nei cani con pancreatite acuta.

A questo scopo sono state riesaminate le cartelle cliniche di 14 cani con diagnosi ecografica e clinica di pancreatite acuta e che presentassero un aumento dello spessore della parete gastrica (> 5 mm). Le caratteristiche di parete che sono state considerate riguardavano lo spessore, l’aspetto stratigrafico, l’ecogenicità, la distribuzione delle lesioni e le alterazioni perigastriche. Quando disponibili, sono stati valutati anche i monitoraggi ecografici e i referti istopatologici.

Lo spessore medio della parete gastrica era di 9,9 ± 4,0 mm (DS). Una perdita completa della stratigrafia della parete è stata osservata in 2 cani. In 12 cani è stato osservato un ispessimento dello strato sottomucoso e 5 di questi avevano anche un ispessimento dello strato muscolare. L'ecogenicità dello strato submucoso ispessito era intermedia. In 7 cani erano presenti echi lineari all'interno dello strato submucoso ispessito e in 1 cane all’interno dello strato muscolare. L’ispessimento della parete era focale in 12 cani e in prossimità del pancreas infiammato. In 3 cani l’ispessimento della parete era risolto nelle ecografie di controllo (effettuate dai 3 ai 28 giorni successivi al ricovero). Un cane è stato sottoposto a necroscopia e l'edema della parete gastrica è stato confermato istopatologicamente.

I risultati di questo studio suggeriscono che l'ispessimento della parete gastrica, presumibilmente secondario all’edema infiammatorio, potrebbe essere una complicazione della pancreatite acuta.

 

“Ultrasonographic features of presumed gastric wall edema in 14 dogs with pancreatitis” Murakami M, et al. J Vet Intern Med. 2019 May;33(3):1260-1265. doi: 10.1111/jvim.15507. Epub 2019 Apr 22.

addisons zycortal hidden disease visible answerIl desossicorticosterone pivalato (DOCP) è un farmaco relativamente costoso utilizzato per il trattamento dei cani con ipoadrenocorticismo primario (PH, primary hypoadrenocorticism). Identificare il dosaggio più basso possibile ma che sia allo stesso tempo efficace consentirebbe di ridurre le spese per il proprietario e ottenere una maggiore compliance e motivazione nel curare il proprio cane.

L’obiettivo di questo studio prospettico era quello di testare l’efficacia di un protocollo di trattamento con DOCP a basso dosaggio in 17 cani con PH spontaneo, di cui 12 soggetti con patologia neodiagnosticata e 5 in cui la diagnosi era antecedente e che erano stati precedentemente trattati con fludrocortisone acetato (FA).

In tutti i 12 cani con PH neodiagnosticato la terapia con DOCP è stata iniziata alla dose di 1,5 mg/kg SC; nei cani precedentemente trattati con FA la dose iniziale variava da 1,0 a 1,8 mg/kg SC. I soggetti sono stati rivalutati a intervalli regolari per un minimo di 3 mesi tramite un esame clinico e la determinazione delle concentrazioni sieriche di sodio e potassio. La dose di DOCP è stata modificata in modo da ottenere un intervallo di somministrazione di 28-30 giorni mantenendo, al tempo stesso, le concentrazioni sieriche degli elettroliti all’interno degli intervalli di riferimento.

I cani sono stati seguiti per un tempo mediano (range) di 16,2 mesi (4,5-32,3 mesi). Il dosaggio iniziale era sufficiente in tutti i soggetti (ad eccezione di 2) e richiedeva una significativa riduzione dopo 2-3 mesi di trattamento, raggiungendo un dosaggio mediano di 1,1 mg/kg (0,7-1,8). I cani di 3 anni o più giovani avevano richiesto dosaggi significativamente più alti rispetto ai cani più anziani. Nessuno di essi, tuttavia, aveva necessitato di una dose pari a quella raccomandata dalla casa farmaceutica (2,2 mg/kg).

Gli autori concludono che, nella maggior parte dei cani con PH, una dose iniziale pari a 1,5 mg/kg di DOCP è efficace nel controllare i segni clinici e le concentrazioni sieriche degli elettroliti. Spesso è necessaria una riduzione della dose per riuscire a mantenere un intervallo di somministrazione di 28-30 giorni. Tuttavia, va tenuta in considerazione la possibilità che cani giovani necessitino di dosaggi più elevati.

 

“Evaluation of a low-dose desoxycorticosterone pivalate treatment protocol for long-termmanagement of dogs with primary hypoadrenocorticism” Sieber-Ruckstuhl NS, et al. J Vet Intern Med. 2019 May;33(3):1266-1271. doi: 10.1111/jvim.15475. Epub 2019 Mar 13.

Disciplina Endocrinologia
Domenica, 09 Giugno 2019 11:15

Ehrlichiosi monocitica canina

erlL'ehrlichiosi monocitica canina (CME, canine monocytic ehrlichiosis) è una malattia trasmessa dalle zecche diffusa in tutto il mondo; l’agente eziologico responsabile è Ehrlichia canis, un batterio gram-negativo, parassita obbligato dei monociti circolanti.

A livello sperimentale, il decorso dell'infezione da E. canis si può articolare in 3 fasi sequenziali: acuta, subclinica e cronica, sebbene la distinzione tra queste fasi sia difficile dal punto di vista clinico. Nei cani con infezione acuta, la guarigione clinica spontanea è un’evenianza comune; tuttavia, il trattamento medico in questa fase della malattia ha la funzione di accelerare la guarigione clinica e prevenire l'esacerbazione dei sintomi o la morte. Inoltre, una percentuale imprevedibile di cani che raggiungono la fase subclinica è destinato a sviluppare la forma grave e cronica di ehrlichiosi, caratterizzata da pancitopenia aplastica e un’alta percentuale di mortalità.

Gli obiettivi del trattamento antibiotico in corso di CME includono il raggiungimento della remissione clinica, la risoluzione delle anomalie clinico-patologiche e l'eradicazione dell'infezione, sebbene quest'ultima non sia sempre possibile o verificabile da un punto di vista diagnostico. Il trattamento di cani con pancitopenia aplastica deve essere intrapreso con la consapevolezza che la gestione medica richiederà cure a lungo termine, sarà costoso e che alla fine potrebbe rivelersi inefficace.

Questo manoscritto raccoglie lo stato attuale delle conoscenze relative al trattamento dell'infezione da E. canis, fornisce linee guida basate sull’opinione degli esperti del settore per la gestione della pancitopenia aplastica associata alla CME e definisce i metodi da utilizzare per verificare l’efficacia del trattamento.

 

“An update on the treatment of canine monocytic ehrlichiosis (Ehrlichia canis)” Mylonakis ME, et al. Vet J. 2019 Apr;246:45-53. doi: 10.1016/j.tvjl.2019.01.015. Epub 2019 Feb 4.

dog pillsLa ciclosporina è un potente inibitore delle cellule T utilizzato nel trattamento delle malattie immunomediate e infiammatorie nella specie canina. Tuttavia, sono disponibili solo informazioni limitate su quale siano le modalità più idonee per monitorare al meglio i pazienti in terapia con ciclosporina. Attualmente sono disponibili saggi di farmacocinetica e farmacodinamica. Quelli farmacocinetici, che misurano la concentrazione ematica di ciclosporina, vengono impiegati per valutare se è stata raggiunta una concentrazione appropriata del farmaco; tuttavia, non è stato dimostrato che il raggiungimento di concentrazioni ematiche target del farmaco sia correlato in maniera affidabile con la soppressione della funzione delle cellule T nel cane. Nei pazienti trapiantati umani, il monitoraggio dell’efficacia terapeutica include, infatti, anche la valutazione della farmacodinamica della molecola.

Questo è uno studio di validazione di un saggio real time quantitative polymerase chain reaction (RT-qPCR) per valutare gli effetti farmacodinamici della ciclosporina nel cane.

Lo studio prevedeva la misurazione, tramite RT-qPCR, dell’espressione dell’IL-2 e dell’IFN- γ attivati dalle cellule T per 7 giorni consecutivi in 8 cani sani di razza Walker hound ai quali era stata somministrata ciclosporina per via orale alla dose di 10 mg/kg ogni 12 ore.

La produzione di citochine è risultata marcatamente diminuita entro 24 ore dall’inizio del trattamento con ciclosporina ed è rimasta significativamente ridotta per tutta la durata del progetto.

Questi risultati dimostrano che la ciclosporina causa un rapido calo della produzione di citochine indotta dalle cellule T e che questo effetto è persistente in corso di trattamento continuativo.

Sebbene questo studio sia stato condotto su cani sani, dimostra una marcata inibizione dell’espressione citochinica entro 24 ore dalla somministrazione della ciclosporina, suggerendo che il monitoraggio farmacodinamico degli effetti della ciclosporina sulle cellule T potrebbe essere preso in considerazione entro alcuni giorni dall'inizio della terapia nei cani affetti da patologie immunomediate.

 

“Alterations in activated T-cell cytokine expression in healthy dogs over the initial 7 days of twice daily dosing with oral cyclosporine” Riggs C, et al. J Vet Pharmacol Ther. 2019 Apr 1. doi: 10.1111/jvp.12762. [Epub ahead of print]

Disciplina Farmacologia

osteL’obiettivo di questo studio retrospettivo era quello di descrivere una tecnica di traslazione laterale della mano come trattamento dell’osteosarcoma del radio distale nella specie canina e riportarne i dati relativi all’outcome in 18 soggetti.

L’intervento ha previsto l’asportazione dell'estremità distale del radio coinvolto e dei tessuti circostanti. L'estremità distale dell'ulna è stata preservata ad eccezione del versante mediale della corticale, che è stata rimossa in blocco insieme al segmento radiale. La mano è stata traslata lateralmente in modo che l'osso carpale radiale fosse posto a contatto con l'estremità distale dell'ulna. Una placca a compressione è stata posizionata tra la parte restante del radio prossimale e il terzo osso metacarpale. Una placca SOP da 3,5 mm è stata collocata tra la faccia laterale dell'ulna prossimale e il quarto osso metacarpale. I cani sono stati sottoposti a chemioterapia. Sono state raccolte informazioni inerenti l’outcome chirurgico e oncologico. La funzionalità degli arti è stata valutata soggettivamente.

La percentuale di radio asportata variava dal 43% al 94% (mediana 54%). In 12 arti si sono verificate complicazioni, tra cui infezione in 10 casi, complicazione biomeccanica in 6 e recidiva locale in 4. La funzionalità dell'arto è stata soggettivamente valutata come accettabile. L'intervallo di tempo mediano libero da malattia è risultato essere di 219 giorni e il tempo mediano di sopravvivenza era di 370 giorni.

La tecnica di traslazione laterale della mano ha dato luogo ad outcome che si confrontavano favorevolmente rispetto ad altre tecniche descritte per il trattamento dei cani con osteosarcoma a carico del radio distale, soprattutto per quei casi in cui era necessaria l'escissione di un ampio segmento del radio.

 

"Lateral manus translation for limb-sparing surgery in 18 dogs with distal radial osteosarcoma in dogs" Séguin B, et al. Vet Surg. 2019 Feb;48(2):247-256. doi: 10.1111/vsu.13132. Epub 2018 Nov 23.

Domenica, 02 Giugno 2019 13:25

Eutanasia nel cane: 2 protocolli a confronto

tanaxL’obiettivo di questo studio prospettico osservazionale era quello di indagare l'incidenza di effetti avversi durante l'eutanasia effettuata su 436 cani utilizzando due protocolli: pentobarbital/fenitoina (PF) per via endovenosa da soli oppure preceduti da propofol (P+PF).

Per ciascun individuo è stata registrata la presenza/assenza di 7 effetti avversi: respiro agonico, minzione, defecazione, vocalizzazione, attività muscolare, disforia e complicazioni connesse al catetere endovenoso (punteggio di eutanasia da 0 a 7).

Duecentotrentasei cani sono stati inclusi nel gruppo PF e 200 cani nel gruppo P+PF. Non sono state rilevate differenze significative nelle dosi di PF somministrate (166,9 ± 105,6 mg/kg per il gruppo PF, 182,6 ± 109,8 mg/kg per il gruppo P+PF). I cani del gruppo P+PF avevano ricevuto 4,5 ± 2,9 mg/kg di propofol. La presenza di più di 1 effetto avverso è stata osservata nel 35,2% dei soggetti del gruppo PF e nel 26,5% dei cani del gruppo P+PF (P = 0,052). I punteggi medi di eutanasia (0,47 nel gruppo PF e 0,32 nel gruppo P+PF) non erano significativamente differenti tra i protocolli (P = 0,08). Il pre-trattamento con propofol aveva ridotto significativamente la presenza di attività muscolare (6% vs 14%, odds ratio 0,39; P = 0,0079).

Non è stata osservata alcuna differenza significativa per quanto riguarda la probabilità di sviluppare effetti avversi durante l'eutanasia dei cani utilizzando la combinazione di pentobarbital/fenitoina preceduta o meno dal pre-trattamento con propofol. Soltanto l’attività muscolare peri-mortem è risultata significativamente ridotta nei cani pre-trattati con propofol.

 

“Comparison of pentobarbital-phenytoin alone vs propofol prior to pentobarbital-phenytoin for euthanasia in 436 client-owned dogs” Bullock JM, et al. J Vet Emerg Crit Care (San Antonio). 2019 Mar;29(2):161-165. doi: 10.1111/vec.12813. Epub 2019 Feb 14.

Disciplina Altro
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