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AGGIORNAMENTO SCIENTIFICO PERMANENTE IN MEDICINA VETERINARIA

ECGHPer poter interpretare accuratamente le immagini ecografiche che valutano la vascolarizzazione cardiaca è essenziale conoscere le dimensioni fisiologiche del lume di tali vasi.

Lo scopo di questo studio era quello di definire i range di diametro e di superficie dell’arteria coronaria destra (ACD) valutati mediante esame ultrasonografico in 36 cavalli sani, e valutare l'influenza esercitata da sesso, età e intensità di allenamento sulle dimensioni dell’ACD. Un ulteriore scopo dello studio era quello di valutare la ripetibilità intra e inter-osservatore delle misurazioni effettuate. Il diametro interno del lume e l'area dell’ACD sono stati misurati nella scansione parasternale destra asse lungo, a livello di terzo spazio intercostale, durante la sistole e la diastole.

Il diametro medio e l’area media dell’ACD erano rispettivamente di 13,1±1,5 mm e 1,3±0,2 cm2 durante la sistole e di 11,5±1,3 mm e 1,1±0,2 cm2 durante la diastole. Non ci sono state differenze significative tra i maschi castrati e le giumente. Una correlazione positiva è stata riscontrata sia tra il peso corporeo e le dimensioni dell’ACD, così come tra l’altezza e le dimensioni dell’ACD. Diversamente è stata osservata una correlazione negativa tra l'età e l'area dell’ACD. Una differenza statisticamente significativa è stata identificata relativamente all’area dell’ACD tra cavalli da corsa e cavalli in pensione. La ripetibilità intra- e inter-osservatore è stata forte con alcune differenze statisticamente significative.

Gli autori concludono che l'età, le dimensioni e l’intensità di allenamento possono influenzare la misurazione ultrasonografica dell’ACD nel cavallo. L'ecocardiografia transtoracica costituisce un metodo non invasivo per valutare la dimensione dell’ACD.

 

“Two-dimensional echocardiographic measurements of the right coronary artery in healthy horses- a pilot study” Siwinska N, et al. BMC Vet Res. 2019 Jan 28;15(1):43. doi: 10.1186/s12917-019-1792-1.

Disciplina Cardiologia
Martedì, 29 Gennaio 2019 04:16

Ulcera gastrica nella specie equina

shutterstock 391243900 600xAd oggi, i fattori di rischio per lo sviluppo dell’ulcera gastrica della mucosa ghiandolare (EGGD, equine glandular gastric disease) non sono stati descritti nei cavalli da corsa purosangue.

Gli scopi di questo studio erano quello di indagare i possibili fattori di carattere gestionale associati al rischio di EGGD e quello di individuare i segni clinici di questa malattia confrontandoli con quelli dell’ulcera gastrica della mucosa squamosa (ESGD, equine squamous gastric disease).

Sono stati inclusi 109 cavalli da corsa purosangue sottoposti ad esame gastroscopico e i cui proprietari avessero compilato un questionario riguardante la gestione, l'alimentazione, l'esercizio fisico e la salute del loro cavallo.
I risultati hanno evidenziato che i fattori di carattere gestionale e i sintomi clinici erano diversi tra EGGD e ESGD. Soggetti sottoposti ad esercizio fisico per più di 5 giorni alla settimana avevano un rischio 10,4 volte maggiore di sviluppare EGGD. I cavalli con performance inferiori alle aspettative avevano una probabilità 3,7 volte maggiore di avere EGGD. Soggetti sottoposti a esercizio per un tempo inferiore alle 6 settimane avevano un minor rischio di ESGD. I cavalli aggressivi verso l’uomo avevano meno probabilità di avere ESGD, mentre i cavalli con stereotipie avevano una probabilità 5 volte maggiore di avere ESGD.

I risultati dello studio supportano ulteriormente l'idea che l'EGGD debba essere considerata un'entità distinta dall'ESGD. Un allenamento praticato per un tempo uguale o inferiore ai 4 giorni a settimana potrebbe ridurre il rischio di EGGD. I cavalli con EGGD più probabilmente avranno delle performance al di sotto delle aspettative. Limitare lo stress potrebbe ridurre il rischio di EGGD.

 

“Management factors and clinical implications of glandular and squamous gastric disease in horses” Sykes BW, et al. J Vet Intern Med. 2019 Jan;33(1):233-240. doi: 10.1111/jvim.15350. Epub 2018 Nov 29.

Disciplina Gastroenterologia
Martedì, 22 Gennaio 2019 11:05

Altrenogest per via rettale nella cavalla

Pregnant HorseL’esigenza di non somministrare farmaci per via orale (PO) alle fattrici gravide a causa di limiti chirurgici o medici può costituire un ostacolo per la terapia di mantenimento della gravidanza, che spesso prevede l’impiego dell'altrenogest orale. La somministrazione per via rettale (PR) può rappresentare un’alternativa per alcuni farmaci in quanto consente il raggiungimento di concentrazioni sistemiche idonee.

Lo scopo di questo studio crossover a due vie randomizzato era quello di determinare la farmacocinetica dell’altrenogest somministrato PO o PR nelle cavalle.

Sei cavalle hanno ricevuto altrenogest (0,088 mg/kg) una volta al giorno per 5 giorni utilizzando entrambe le vie di somministrazione; i due trattamenti sono stati separati da un periodo di washout di 7 giorni.

Le concentrazioni plasmatiche si mantenevano al di sopra delle presunte concentrazioni terapeutiche per una media di 36 ore (intervallo 24-72 ore) nel caso della somministrazione PO e per una media di 5,5 ore (intervallo 3-8 ore) nel caso della somministrazione PR. L'emivita calcolata (T½) dopo somministrazione PO (7,01 ± 3,13 ore) era significativamente maggiore rispetto a dopo somministrazione PR (2,82 ± 1,07 ore). La biodisponibilità relativa di altrenogest dopo somministrazione PR era di solo il 5,47%.

I risultati di questo studio dimostrano che nelle cavalle l’altrenogest PR viene rapidamente assorbito e raggiunge concentrazioni terapeutiche, rendendo questa via di somministrazione attuabile nelle cavalle quando la via orale non può essere impiegata. Tuttavia, le caratteristiche farmacocinetiche suggeriscono che per mantenere concentrazioni terapeutiche idonee nelle 24 ore sia necessario somministrare 0,088 mg/kg PR ogni 4-8 ore.

 

“Pharmacokinetics of Intrarectal Altrenogest in Horses” Ellis KE, et al. Journal of Equine Veterinary Science, Volume 72, January 2019, Pages 41-46

Disciplina Riproduzione

manure w strongylesGli strongili intestinali sono gli endoparassiti più comuni del cavallo; la strategia più impiegata per controllare questi nematodi è rappresentata dai trattamenti antielmintici. Tuttavia, l’instaurarsi di una resistenza antielmintica ha portato ad una diminuzione dell'efficacia dei farmaci sintetici e, per questo motivo, vi è un interesse sempre maggiore nei confronti delle strategie di controllo alternative, come l'uso di piante medicinali.

Lo scopo del presente studio era quello di determinare l'efficacia in vivo dell'aglio (Allium sativum) nei cavalli naturalmente infetti da strongili intestinali.

Sono state selezionate quindici cavalle che avessero > 200 uova per grammo di feci e suddivise in tre gruppi di cinque animali: gruppo di aglio fresco (gruppo AF), in cui gli animali hanno ricevuto 40 g di aglio fresco tritato una volta al giorno per 15 giorni; gruppo di aglio secco (gruppo AS), in cui ai soggetti sono stati somministrati 40 g di integratore alimentare commerciale con scaglie di aglio secco una volta al giorno per 15 giorni; e gruppo di controllo (gruppo C), non trattato.

Al termine dei 15 giorni di trattamento, la conta delle uova fecali ha dimostrato il fallimento dell'aglio nel ridurre la diffusione delle uova intestinali (solo -11,7% e -19,4% rispettivamente per i gruppi AF e AS). La conta dei globuli rossi era rimasta nel range di normalità durante l'intero periodo di somministrazione dell'aglio.

Gli autori concludono che nel modello di studio da loro impiegato, la somministrazione orale di formulazioni di aglio non ha avuto alcun effetto sulla eliminazione delle uova di strongili e che la somministrazione per brevi periodi non induce alterazioni ematologiche nel cavallo.

 

“Preliminary Observations of the Effect of Garlic on Egg Shedding in Horses Naturally Infected by Intestinal Strongyles” Buono F, et al. Journal of Equine Veterinary Science Volume 72, January 2019, Pages 79-83

Disciplina Parassitologia

PRPIl processo di guarigione delle ferite localizzate nelle estremità distali degli arti del cavallo è difficile.

Lo scopo di questo studio era quello di valutare l'effetto dell'applicazione del plasma ricco di proteine (PRP) autologo, del PRP omologo e del PRP gel autologo sul processo di cicatrizzazione delle ferite localizzate nella parte distale degli arti del cavallo.

In 8 cavalli adulti sani, sono state realizzate chirurgicamente 4 ferite cutanee di 4 cm2 sulla faccia dorsolaterale del terzo metacarpo al fine di indagare una possibile correlazione tra conta piastrinica e tempo di guarigione delle ferite. Ogni ferita cutanea è stata trattata in modo casuale con: iniezione di PRP autologo sui bordi della ferita (terapia A); applicazione topica del PRP gel autologo (terapia B), iniezione di PRP omologo sui bordi della ferita (terapia C) e iniezione di soluzione salina sui bordi della ferita (terapia controllo). I soggetti sono stati monitorati ogni 15 giorni durante il processo di guarigione della ferita. Le biopsie cutanee sono state effettuate il 15° e il 30° giorno dopo il primo trattamento.

Il trattamento con PRP gel autologo ha ridotto il tempo di guarigione delle ferite di 15 giorni rispetto alla terapia controllo. A livello istologico, il gruppo B presentava più frequentemente una lieve infiammazione e una lieve/moderata neovascolarizzazione in entrambe le biopsie.

Sia dal punto di vista clinico che istopatologico, il PRP gel è risultato superiore rispetto agli altri trattamenti nel favorire il processo di guarigione delle ferite localizzate nelle estremità distali degli arti del cavallo. Il PRP omologo è raccomandato nei soggetti con condizioni emodinamiche compromesse.

 

“Evaluation of Three Methods of Platelet-Rich Plasma for Treatment of Equine Distal Limb Skin Wounds” Roberta Carneiro da FontouraPereira, et al. Journal of Equine Veterinary Science
Volume 72, January 2019, Pages 1-7

Disciplina Altro
Martedì, 11 Dicembre 2018 15:04

Dermatite atopica nel cavallo

ADHIl prurito allergico e l'orticaria nel cavallo costituiscono una sfida per veterinari e proprietari; poco si sa riguardo la loro gestione a lungo termine.

L’obiettivo di questo studio era quello di riportare i risultati dei test allergologici intradermici (IDT, intradermal allergen test) e di indagare la percezione dei proprietari relativamente alle malattie della cute e l’efficacia delle cure mediche nel tempo.

Lo studio ha incluso 82 cavalli con dermatite atopica i cui risultati dei IDT sono stati esaminati in modo retrospettivo. I proprietari hanno compilato questionari telefonici riguardo le modificazioni cutanee, i farmaci somministrati, l’effetto dell'immunoterapia allergene-specifica (ASIT, allergen-specific immunotherapy) e la gestione.
Sessantuno proprietari (74,4%) sono stati contattati, in media 5,9 anni (range 28-88 mesi) dopo i IDT, 3 dei quali sono stati esclusi dallo studio. Dei 58 cavalli rimasti, undici (19%) erano deceduti al momento dell'intervista al proprietario, 4 dei quali (6,9%) erano stati sottoposti ad eutanasia a causa di una dermatopatia incontrollabile. Dei rimanenti 47 proprietari, 18 (38,3%) hanno riferito che i segni della malattia cutanea non erano stati osservati per almeno due anni e che in 2 cavalli la sintomatologia era ricomparsa a seguito di esposizione a trigger noti. Ventinove cavalli (61,7%) avevano ancora bisogno di farmaci per controllare la patologia cutanea, sebbene 25 (53,2%) ne richiedessero meno rispetto al momento in cui era stato effettuato il IDT. I proprietari hanno riferito di aver osservato dei benefici dal trattamento con ASIT in 9 su 14 cavalli (64,3%), con glucocorticoidi in 33 su 35 (94,3%) e con antistaminici in 17 su 28 (60,7%). In 22 cavalli la gestione terapeutica è stata modificata apportando dei benefici in 9 di essi (40,9%).

La dermatite atopica del cavallo potrebbe non essere sempre cronica, ma i casi gravi sembrano difficili da controllare. I IDT possono aiutare a formulare la ASIT e, quindi, possono essere di supporto nel guidare le scelte gestionali.

 

“Long-term management of horses with atopic dermatitis in south eastern England: a retrospective questionnaire study of owners' perceptions” Loeffler A, et al. Vet Dermatol. 2018 Dec;29(6):526-e176. doi: 10.1111/vde.12685. Epub 2018 Sep 3.

Disciplina Dermatologia
Giovedì, 06 Dicembre 2018 13:11

Ruolo del fieno bagnato nei cavalli asmatici

imagesÈ stato dimostrato che l'eliminazione degli stimoli antigenici è in grado di invertire in modo significativo l'ostruzione delle vie aeree nei cavalli gravemente asmatici. Ad oggi, nessuno studio ha indagato l'influenza del fieno bagnato sulla condizione delle vie aeree inferiori nei cavalli affetti da asma equina grave.

L’obiettivo di questo studio sperimentale era quello di determinare la risposta clinica, citologica e citochinica di cavalli asmatici e non (gruppo controllo) esposti al fieno bagnato o secco.

Sono stati inclusi 12 cavalli, di cui 6 con asma equina grave e 6 sani. Entrambi i gruppi sono stati nutriti con fieno bagnato per 5 giorni consecutivi e, successivamente, con fieno secco per altri 5 giorni consecutivi, separati da un periodo di wash-out di 26 giorni. Le valutazioni effettuate 2 giorni prima e 5 giorni dopo ogni cambio alimentare includevano il punteggio clinico, la quantità di muco tracheale, la citologia e l’espressione dell’mRNA citochinico nel liquido di lavaggio broncoalveolare.

La somministrazione di fieno bagnato ha ridotto significativamente il contenuto di muffa (P <0,001). Il punteggio del muco aumentava significativamente quando i cavalli venivano alimentati con fieno secco (P =0,01). Né il fieno bagnato né quello secco hanno esercitato un’influenza significativa sul punteggio clinico. La percentuale di neutrofili nel liquido di lavaggio broncoalveolare (P <0,001) nonché l’espressione delle citochine IL-1β (P =0,024), IL-6R (P =0,021), IL-18 (P =0,009) e IL-23 (P =0,036) erano significativamente aumentate dopo entrambe le prove nei cavalli affetti da asma grave. Infine, l'espressione dell'mRNA di IL-1β, IL-6R e IL-23 nel liquido di lavaggio broncoalveolare era significativamente correlata alla percentuale di neutrofili, al punteggio clinico e alla quantità di muco tracheale.

Gli autori concludono che la pratica di bagnare il fieno riduce significativamente la presenza di muffe, ma senza migliorare la risposta infiammatoria delle vie aeree dei cavalli affetti da asma equina grave. Alla luce dei risultati, l’efficacia di questa strategia rimane attualmente controversa.

 

“The influence of hay steaming on clinical signs and airway immune response in severe asthmatic horses” Orard M, et al. BMC Vet Res. 2018 Nov 15;14(1):345. doi: 10.1186/s12917-018-1636-4.

Disciplina Broncopneumologia

horse treadmill 500x300I test da sforzo sono strumenti utili per valutare il livello di forma fisica dei cavalli in fase di allenamento o con una storia di scarso rendimento.

Lo scopo di questo studio era quello di valutare le differenze in alcuni parametri ematologici in cavalli sottoposti a test da sforzo su treadmill al fine sia di rilevare la causa responsabile dell’intolleranza all'esercizio fisico sia per valutare il livello di forma fisica prima di una competizione.

Sono stati inclusi 10 cavalli sani (Gruppo S), 10 cavalli con malattie delle vie aeree superiori (Gruppo Sup) e 10 cavalli con malattie delle vie aeree inferiori (Gruppo Inf). A ciascun soggetto sono stati prelevati campioni di sangue prima del test da sforzo, alla fine, e due ore dopo la conclusione del test.

Il packed cell volume, il numero di eritrociti, la concentrazione di emoglobina, la glicemia e la concentrazione di bilirubina, sia totale che coniugata, sono risultate statisticamente differenti tra i 3 gruppi, a causa della maggiore richiesta di ossigeno in corso di malattie respiratorie e della conseguente emolisi intravascolare.

Questi risultati mostrano che i cavalli con patologie dell’apparato respiratorio, durante l’esercizio fisico, devono far fronte all’aumentato fabbisogno di ossigeno. Nei cavalli del Gruppo Inf, che a seguito dello sforzo possono andare incontro ad emorragia polmonare e a conseguente aumentata distruzione degli eritrociti, queste alterazioni possono risultare ancora più evidenti.

 

“Changes in Blood Parameters in Healthy Horses and Horses With Upper and Lower Respiratory Tract Diseases Undergoing Treadmill Exercise Tests” Sara Busechian, et al. Journal of Equine Veterinary Science, Dec 2018, vol 71, pp 35-39.

Disciplina Broncopneumologia

haflingerIl carcinoma squamocellulare (CSC) è il tumore più comune in sede oculare nel cavallo, con una maggiore incidenza documentata nei cavalli di razza Haflinger. Recentemente, una variante di tipo “senso sbagliato” (missense) di uno specifico gene è stata identificata come fattore di rischio per lo sviluppo del CSC a carico del limbo nei cavalli Haflinger. Dal momento che il CSC nel cavallo interessa spesso la membrana nittitante, gli autori di questo studio hanno ritenuto opportuno indagare il ruolo di questa variante missense in corso di CSC in questa sede.

Nello studio, è stato identificato un antenato comune tra i cavalli Haflinger affetti da CSC del limbo o della membrana nittitante, supportando così l’ipotesi dell’esistenza di un fattore di rischio recessivo per lo sviluppo del cancro in entrambe le sedi oculari. L'analisi del genotipo dei cavalli Haflinger con e senza CSC della membrana nittitante ha rivelato che la regione genomica associata al CSC del limbo è la stessa associata al CSC della membrana nittitante. La mappatura genetica dettagliata di 25 casi di CSC e 49 controlli ha identificato nella variante missense un fattore di rischio per il CSC della membrana nittitante, poiché l'88% dei casi era omozigote per questa variante.

Questi dati indicano che, nei cavalli Haflinger, il rischio genetico di sviluppare un CSC a carico della membrana nittitante o del limbo è lo stesso, e supporta l'utilizzo dei test genetici sia per la gestione clinica che per le decisioni di accoppiamento.

 

“Genetic risk for squamous cell carcinoma of the nictitating membrane parallels that of the limbus in Haflinger horses” Singer-Berk M, et al. Anim Genet. 2018 Oct;49(5):457-460. doi: 10.1111/age.12695. Epub 2018 Jul 12.

Disciplina Oncologia
Martedì, 20 Novembre 2018 21:08

Ipernatriemia nel puledro

horse 3628973 960 720Uno studio retrospettivo si è posto l’obiettivo di indagare la prevalenza, i rilievi clinici, la diagnosi e l’outcome di puledri ipernatriemici ricoverati d’urgenza in unità di terapia intensiva.

Sono state esaminate le cartelle cliniche di puledri purosangue di età inferiore ai 3 mesi presentati in pronto soccorso, in un periodo di tempo di 10 anni, e che fossero ipernatriemici (sodio sierico> 145 mmol/L) all’ammissione. Sono stati annotati i dati relativi a segnalamento, segni clinici, esami di laboratorio, diagnosi e outcome.

Un totale di 39 su 1718 puledri (2,3%) era ipernatriemico all’ammissione; tutti avevano meno di 7 giorni di età. Le diagnosi più frequenti nei puledri ipernatriemici sono state la sindrome neonatale (19/39, 48,7%) e la sepsi 15/39, 38,5%). I puledri con ipernatriemia all’ammissione avevano più probabilità di morire o essere soppressi durante il ricovero rispetto ai puledri con una natremia normale (33,3% vs 16,1%; odds ratio, 2,3; 95% intervallo di confidenza, 1,2-4,6; p=0,02).

La presenza di ipernatriemia all’ammissione non era così comune nella popolazione di puledri ospedalizzati. Sebbene l’outcome a breve termine dei sopravvissuti dipendesse molto probabilmente dal processo patologico alla base, l’ipernatriemia è risultata associata negativamente all’outcome.

 

“Hypernatraemia in 39 hospitalised foals: clinical findings, primary diagnosis and outcome” Collins NM et al. Aust Vet J. 2018 Oct;96(10):385-389. doi: 10.1111/avj.12749.

Disciplina Neonatologia
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