Dall'11 aprile 2003 sono stati pubblicati 6463 articoli

AGGIORNAMENTO SCIENTIFICO PERMANENTE IN MEDICINA VETERINARIA

Domenica, 23 Giugno 2019 18:11

Peritonite idiopatica nel cavallo

peritonitis 1 585x322La peritonite idiopatica nel cavallo viene solitamente trattata con terapia antimicrobica ad ampio spettro per lunghi periodi e ha una prognosi riservata. Spesso la peritonite idiopatica è osservata come complicazione di lesioni traumatiche che coinvolgono la cavità addominale, la rottura dell’intestino o la chirurgia addominale. Sono stati descritti, tuttavia, casi di peritonite idiopatica nei quali non sono state identificate cause sottostanti. In Svezia la peritonite idiopatica viene riscontrata di frequente e, contrariamente alla peritonite secondaria a cause traumatiche, i cavalli affetti sembrano rispondere positivamente alla terapia medica.

Uno studio retrospettivo si è posto l’obiettivo di descrivere i segni clinici, i reperti clinico-patologici, i risultati delle colture batteriche, i regimi di trattamento e i tassi di sopravvivenza dei cavalli con peritonite idiopatica.

Sono state revisionate le cartelle cliniche di cavalli con diagnosi di peritonite per la quale non fosse stata identificata una causa sottostante. La diagnosi si basava sul riscontro di un versamento peritoneale macroscopicamente alterato, altamente cellulare (>10X109 cellule/L) o ad elevato contenuto proteico (>25 g/L). Sono stati inclusi 130 cavalli portati in visita per febbre (83%), letargia (80%), anoressia (68%) e dolore addominale (51%). L’esame colturale del versamento peritoneale è stato effettuato nell’84% dei casi ed è risultato positivo nel 41% dei casi. La specie batterica riscontrata più di frequente era Actinobacillus, isolato nel 21% dei campioni esaminati. Tutti i cavalli hanno ricevuto una terapia antibatterica e molti hanno risposto al trattamento con l’uso della penicillina in monoterapia. Il tasso di sopravvivenza alla dimissione era del 94%.

La peritonite idiopatica deve essere tenuta in considerazione nei cavalli febbrili, con segni di colica e letargici. La terapia medica della peritonite idiopatica ha spesso un esito favorevole e la maggior parte dei casi sembra rispondere positivamente al trattamento con penicillina come unico antibiotico.

 

“Idiopathic peritonitis in horses: a retrospective study of 130 cases in Sweden (2002-2017)” Odelros E, et al. Acta Vet Scand. 2019 Apr 25;61(1):18. doi: 10.1186/s13028-019-0456-2.

Disciplina Medicina interna
Giovedì, 13 Giugno 2019 23:38

Concentrato piastrinico equino

centrifugeLa possibilità di realizzare un concentrato piastrinico (CP) nella specie equina sarrebbe d’aiuto nella gestione di quei casi che necessitano di una trasfusione di piastrine (PLT) ma nei quali la somministrazione di sangue intero o di plasma ricco di piastrine (PRP, platelet-rich plasma) potrebbe essere controindicata.

L’obiettivo di questo studio sperimentale prospettico era quello di testare e validare un metodo per ottenere un prodotto PRP-CP equino.

Sangue intero è stato prelevato da 6 cavalli purosangue castrati e processato mediante ripetute fasi di centrifugazione fino ad ottenere 120 ml di CP. Quest’ultimo è stato stoccato a 22°C e agitato delicatamente e continuamente. La conta piastrinica, la valutazione del pH e delle concentrazioni di glucosio, lattato, elettroliti, lattato deidrogenasi (LDH) e aspartato aminotransferasi (AST), così come delle pressioni parziali di ossigeno e anidride carbonica sono state eseguite ai giorni 0, 1, 2, 3, 5 e 7. Infine, sono state effettuate anche l'aggregometria piastrinica e la coltura batterica.

La conta pistrinica è sempre stata ≥550 × 103 cellule/μL. L'ampiezza del grafico dell'aggregometria e l'area sotto la curva sono diminuite significativamente nel tempo. Le concentrazioni di sodio, cloro, lattati e ossigeno sono aumentate significativamente nel tempo. Il pH e le concentrazioni di glucosio e bicarbonato sono diminuite significativamente nel tempo. Diversamente non c'era alcuna differenza significativa nella concentrazione di potassio, nella conta piastrinica, nell’attività della LDH e dell’AST. Infine nessuna coltura batterica positiva è stata osservata.

La tecnica descritta degli autori di questo studio ha permesso di realizzare un CP che rispetta gli standard dell'Associazione americana delle banche del sangue per il CP umano.

 

“Equine platelet concentrate preparation and validation” Bozorgmanesh R, et al. J Vet Intern Med. 2019 May;33(3):1500-1506. doi: 10.1111/jvim.15472. Epub 2019 Mar 13.

Disciplina Ematologia
Lunedì, 10 Giugno 2019 18:36

Pressione e polso pressorio nei cavalli

hqdefaultIn letteratura non sono presenti dati relativi alla pressione ematica non invasiva (NIBP, noninvasive blood pressure) e al polso pressorio (PP; dato dalla differenza tra la pressione sistolica e quella diastolica) nei cavalli con rigurgito aortico (RA) e con rigurgito mitralico (RM)

L’obiettivo di questo studio retrospettivo era quello di indagare i valori di NIBP e PP in cavalli sani (n=10) e in cavalli con RA (n=31) e RM (n=32); inoltre, gli autori hanno voluto proporre dei valori di cutoff per identificare il RA e definirne lo stadio di gravità.

In tutti i cavalli è stata misurata la NIBP ed è stato effettuato un ecocardiogramma. I casi sono stati classificati in base alla gravità del rigurgito. I valori di PP sono stati confrontati tra i 3 gruppi (sani, MR e AR) e, all’interno del gruppo dei soggetti con RA, tra i diversi sottogruppi classificati in funzione della gravità del rigurgito.

I cavalli con RA avevano un PP superiore rispetto ai cavalli con RM e a quelli sani. I cavalli con RA grave presentavano un PP più alto rispetto a quelli con RA lieve e con RA moderato. Il valore di PP per distinguere il RA dal RM era di 38 mm Hg nel caso in cui si volesse massimizzare la sensibilità (sensibilità 100%; specificità 19%), e di 61 mm Hg nel caso in cui si volesse massimizzare la specificità (sensibilità 43%; Specificità 100%). Il valore di PP per distinguere il RA grave da quello lieve e moderato era 57 mm Hg nel caso in cui si volesse massimizzare la sensibilità (sensibilità 100%; specificità 70%) e di 77 mm Hg nel caso in cui si volesse massimizzare la specificità (sensibilità 75%; specificità 100%).

Gli autori concludono che i cavalli con RA presentano un aumento del PP. Le misurazioni del PP (misurate con tecniche non invasive), interpretate secondo i valori di cutoff forniti, possono aiutare i medici a diagnosticare e stadiare la gravità del RA nei cavalli.

 

“Diagnostic value of noninvasive pulse pressure measurements in Warmblood horses with aorticregurgitation” Boegli J, et al. J Vet Intern Med. 2019 May;33(3):1446-1455. doi: 10.1111/jvim.15494. Epub 2019 Apr 2.

Disciplina Cardiologia

laminitis pony webLa laminite endocrinopatica equina è comune e può essere associata a una endocrinopatia sottostante, come la sindrome metabolica equina (EMS, equine metabolic syndrome), la disfunzione della pars intermedia dell’ipofisi (PPID, pituitary pars intermedia dysfunction), il consumo di pascolo o qualsiasi combinazione di questi fattori.

Lo scopo di questo studio prospettico di coorte era quello di fornire informazioni per migliorare le capacità dei medici di valutare il rischio nei cavalli con laminite endocrinopatica acuta e di fornire alcune indicazioni sulle strategie di gestione dei pazienti esaminando prospetticamente le caratteristiche fenotipiche, ormonali e cliniche della malattia.

Lo studio ha incluso cavalli e pony (n=301) di qualsiasi età, sesso o razza con diagnosi di laminite. Per ciascun soggetto sono state misurate le concentrazioni plasmatiche di ormone adrenocorticotropo e quelle sieriche di insulina.

L’incidenza maggiore è stata riscontrata in primavera (109/301, 36,2%). Nei soggetti con concomitanti EMS e PPID sono state riscontrate concentrazioni più elevate di insulina basale rispetto ai soggetti in cui la laminite era stata determinata da una singola causa endocrina. La concentrazione di insulina era correlata negativamente con l'altezza dell'animale, essendo più alta nei pony rispetto ai cavalli; diversamente era positivamente correlata con la gravità della laminite.

Gli autori concludono che cavalli e pony con endocrinopatie concomitanti hanno un'iperinsulinemia più marcata. Concentrazioni più elevate di insulina basale erano associate a zoppia più grave.

 

“Phenotypic, hormonal, and clinical characteristics of equine endocrinopathic laminitis” de Laat MA, et al. J Vet Intern Med. 2019 May;33(3):1456-1463. doi: 10.1111/jvim.15419. Epub 2019 Jan 29.

Disciplina Endocrinologia

lam endLa laminite endocrinopatica è comune nei cavalli e nei pony, ma il suo tasso di recidiva non è stato opportunamente indagato.

L’obiettivo di questo studio di coorte prospettico era quello di determinare l'incidenza della recidiva di laminite endocrinopatica e i fattori di rischio che la favoriscono.

Lo studio ha incluso 317 soggetti (cavalli e pony) con laminite acuta, classificata in endocrinopatica (n=276) e non endocrinopatica (n=41) sulla base di un questionario sottoposto al veterinario. Indagini di follow-up sono state effettuate ad intervalli di tempo regolari per determinare il tasso di recidiva nei 2 anni successivi alla diagnosi.

Nel caso della laminite endocrinopatica, il tasso di recidiva era del 34,1%. Nel corso dei 2 anni di studio, il rischio di recidiva aumentava di pari passo con la concentrazione basale di insulina a digiuno (P ≤ 0,05), con una probabilità di recidiva che diveniva tanto maggiore quanto più l’insulinemia aumentava oltre il range di normalità. La diagnosi di laminite antecedente l’inizio dello studio costituive anche un fattore di rischio per la recidiva (P = 0,05). Nei soggetti in cui, sulla base della classificazione di Obel, la laminite era più grave, il rischio che la recidiva si verificasse in tempi più rapidi era maggiore.

Gli autori concludono che l'iperinsulinemia e precedenti episodi di laminite costituiscono fattori di rischio significativi per la recidiva di laminite.

 

“Incidence and risk factors for recurrence of endocrinopathic laminitis in horses” de Laat MA, et al. J Vet Intern Med. 2019 May;33(3):1473-1482. doi: 10.1111/jvim.15497. Epub 2019 Apr 10.

Disciplina Endocrinologia

21 167215L’obiettivo di questo studio prospettico randomizzato controllato era quello di valutare l'incidenza di infezione del sito di incisione chirurgica nei cavalli sottoposti a celiotomia esplorativa per sintomi acuti di dolore addominale (es. colica) medicati usando 3 diversi tipi di trattamento e determinare il rischio di complicanzioni associati a ciascuno di questi.

Lo studio ha incluso 85 cavalli assegnati a 3 gruppi di trattamento: applicazione di un telo di cotone sterile fissato sul sito di incisione tramite 4 o 5 punti con un filo monofilamento non riassorbibile (gruppo 1); applicazione di una medicazione impregnata di poliesametilene biguanide fissata come per il gruppo precedente (gruppo 2); applicazione di una garza sterile e fissata con un drappo adesivo impregnato di iodio (gruppo 3). I dati demografici e clinicopatologici, le variabili intraoperatorie e postoperatorie e lo sviluppo di complicazioni sono stati registrati e confrontati tra i gruppi. Le informazioni relative ai follow-up sono state raccolte 30 e 90 giorni dopo l'intervento. Infine, sono state calcolate l'incidenza e la probabilità di complicazioni incisionali.

Settantacinque cavalli hanno completato lo studio. Il gruppo 3 è stato più frequentemente soggetto ad una dislocazione della medicazione che aveva richiesto la rimozione durante il risveglio dall’anestesia; le medicazioni erano rimaste in situ per una media di 44 e 31 ore rispettivamente nei gruppi 1 e 2. Una essudazione di materiale purulento o sieroematico persistente (indici della presenza di infezione) è stata rilevata in 11 su 75 (15%) cavalli (2/24 nel gruppo 1, 0/26 nel gruppo 2 e 9/25 nel gruppo 3). La probabilità di sviluppare complicazioni nel sito incisionale erano significativamente maggiori per il gruppo 3 rispetto ai gruppi 1 o 2.

I risultati di questo studio suggeriscono che il rischio di infezione dopo celiotomia per il trattamento delle coliche è inferiore per incisioni trattate con teli sterili o medicazioni impregnate di poliesametilene biguanide fissate con suture rispetto che per incisioni coperte con una garza sterile fissata con drappi adesivi impregnati di iodio.

 

“Evaluation of the risk of incisional infection in horses following application of protective dressings after exploratory celiotomy for treatment of colic” Kilcoyne I, et al. J Am Vet Med Assoc. 2019 Jun 15;254(12):1441-1447. doi: 10.2460/javma.254.12.1441.

Disciplina Chirurgia generale
Martedì, 28 Maggio 2019 22:33

Ossitocina a lento rilascio nelle fattrici

cavallaIl prolungamento della funzionalità del corpo luteo (CL) è un espediente utilizzato per sopprimere l'estro; esso prevede l’induzione di una secrezione continua di progesterone endogeno al fine di mantenere le fattrici fuori dal calore in modo naturale.

L’impiego dell’ossitocina per prolungare la funzione del CL è sempre più frequente e il protocollo di trattamento più comune prevede la somministrazione di 60 unità di ossitocina per via intramuscolare dal 7° al 14° giorno dopo l'ovulazione (otto trattamenti giornalieri). Sebbene questo protocollo sia efficace in oltre il 70% delle cavalle trattate, il suo principale svantaggio è quello di richiedere somministrazioni giornaliere per 8 giorni consecutivi.

L'obiettivo di questo studio era quello di valutare l'efficacia di una formulazione di ossitocina a lento rilascio (O-LR) nel prolungare la funzione del CL.

Le cavalle sono state valutate mediante palpazione transrettale ed ecografia per determinare il giorno dell'ovulazione (giorno 0) e, a quel punto, sono state assegnate in modo randomizzato a un gruppo di controllo non trattato e ad un gruppo di trattamento con O-LR (8 fattrici per ciascun gruppo). Le fattrici del gruppo di trattamento hanno ricevuto 1 ml di O-LR, ossia 2.400 UI di ossitocina, IM una volta al 7° giorno e di nuovo al 10° giorno dopo l'ovulazione. Campioni di sangue sono stati campionati al giorno 0 e poi ogni lunedì, mercoledì e venerdì per 50 giorni per la determinazione della concentrazione sierica di progesterone. Le fattrici sono state classificate come aventi un prolungamento della funzione del CL qualora la loro concentrazione di progesterone fosse rimasta superiore a 1 ng/ml in modo continuo per almeno 30 giorni.

La funzionalità del CL è risultata prolungata in nessuna delle 8 cavalle del gruppo di controllo (0%) e in 6 delle 8 (75%) cavalle trattate con O-LR.

I risultati dello studio dimostrano che l’efficacia di questo protocollo a due iniezione di O-LR presenta una efficacia paragonabile a quello che prevede la somministrazione giornaliera di ossitocina dal 7° al 14° giorno dopo l’ovulazione, presentando il vantaggio di essere più pratico riducendo significativamente il numero di somministrazioni di ossitocina (2 sole somministrazioni contro 8 somministrazioni).

 

“Evaluation of a Proprietary Slow-Release Oxytocin Formulation on Corpus Luteum Function in Mares” Sarnecky BA, et al. J Equine Vet Sci. 2019 Jun;77:28-30. doi: 10.1016/j.jevs.2019.01.004. Epub 2019 Jan 29.

Disciplina Riproduzione
Mercoledì, 15 Maggio 2019 01:35

Valutazione del dolore addominale acuto

colicPer valutare la gravità del dolore addominale acuto nei cavalli è necessaria una scala che sia valida, affidabile e applicabile.

Lo scopo di questo studio era quello di confrontare 3 diverse scale: (1) la scala del dolore addominale acuto equino (EAAPS, equine acute abdominal pain scale); (2) la scala descritta da Mair e Smith (2005; M&S); e (3) la scala di valutazione numerica (SVN).

A 46 veterinari equini di diversi paesi sono stati mostrati, in modo randomizzato, 40 video di cavalli (35 casi di colica e 5 cavalli di controllo). I partecipanti sono stati divisi in modo casuale in tre gruppi, ciascuno dei quali ha giudicato il dolore addominale servendosi di una delle 3 scale. Cinque video selezionati in modo casuale sono stati mostrati due volte in modo da determinare l'affidabilità intra-osservatore. Gli esperti hanno espresso un’opinione sulla rapidità, facilità d'uso e validità delle misure di giudizio di ciascuna scala.

Il tasso di risposta è stato eccellente: dell’89% per l'EAAPS (16/18) e del 100% per i gruppi M&S (18/18) e SVN (10/10). La EAAPS, con un valore di correlazione intraclasse (CIC) di 0,86, si è dimostrata la scala con l’affidabilità inter-osservatore significativamente migliore rispetto a M&S (0,68) e a SVN (0,71). Inoltre, l'affidabilità intra-osservatore di EAAPS (κ 0,95) era superiore a quella delle altre scale (M&S 0,78; SVN 0,77). Le altre misure di rapidità, facilità d'uso e validità delle misure di giudizio non erano significativamente differenti.

L’opinione degli esperti era migliore per la scala M&S che per la scala EAAPS, la quale, però, ha mostrato un'affidabilità superiore. La scala M&S ha ottenuto una maggiore validità delle misure di giudizio, con applicabilità e altri test di validità paragonabili.

 

“Comparison of three acute colic pain scales: Reliability, validity and usability” Sutton GA, et al. Vet J. 2019 Apr;246:71-77. doi: 10.1016/j.tvjl.2019.01.004. Epub 2019 Jan 21.

Disciplina Medicina interna

asmaLa citologia del liquido di lavaggio broncoalveolare (BALF, bronchoalveolar lavage fluid) prelevato da un polmone potrebbe non predire i riscontri del polmone controlaterale dello stesso soggetto.

Lo scopo di questo studio era quello di stabilire se un gruppo di campioni (pool) di BALF prelevati da entrambi i polmoni fosse rappresentativo dei corrispondenti campioni valutati singolarmente.

Sono stati inclusi nello studio 51 cavalli riferiti per scarse prestazioni e/o per la presenza di sintomi respiratori e sui quali è stato effettuato un campionamento di BALF da entrambi i polmoni. Sulla base dei sintomi clinici e delle citologie del BALF valutate singolarmente, i cavalli sono stati suddivisi in un gruppo di controllo (CTL), un gruppo con asma equina lieve (AE-lieve), un gruppo con asma equina grave (AE-grave) e un gruppo con emorragia polmonare indotta dall'esercizio (EIPH, exercise-induced pulmonary haemorrhage).

Nessuna differenza significativa è stata osservata, relativamente alla tipologia di cellule presenti, tra i campioni di BALF quando valutati come pool e quando valutati singolarmente. Le correlazioni tra pool e campioni individuali di BALF erano buone (r≥0,9) per quanto riguarda le proporzioni dei neutrofili e il rapporto emosiderofagi/macrofagi, mentre erano moderate (r≥0,4) per le proporzioni di cellule metacromatiche e di eosinofili. Allo stesso modo, il coefficiente di correlazione intraclasse era buono (≥0,9) per le proporzioni dei neutrofili e il rapporto emosiderofagi/macrofagi e discreto (≥0,6) per le proporzioni delle cellule metacromatiche. In base ai valori cut-off stabiliti sui pool di BALF, è stato evidenziato un buon agreement (κ≥0,97) per la diagnosi di AE-lieve/AE-grave e discreto (κ = 0,74) per la diagnosi di EIPH. Utilizzando il pool di BALF, solo un cavallo è stato erroneamente classificato come CTL anziché AE-lieve e tre cavalli sono stati classificati come EIPH anziché CTL.

Gli autori concludono che la citologia effettuata da un pool di BALF è rappresentativa di entrambi i polmoni e costituisce un metodo valido per diagnosticare l’asma equina.

 

“Bronchoalveolar lavage fluid from both lungs in horses: Diagnostic reliability of cytology from pooled samples” Hermange T, et al. Vet J. 2019 Feb;244:28-33. doi: 10.1016/j.tvjl.2018.12.002. Epub 2018 Dec

Disciplina Broncopneumologia
Lunedì, 06 Maggio 2019 10:50

Morfina e suoi metaboliti nel cavallo

horse head L'obiettivo di questo studio era quello di descrivere e caratterizzare la farmacocinetica e farmacodinamica della morfina e dei suoi due principali metaboliti nella specie equina.

A un totale di dieci cavalli è stata somministrata una singola dose endovenosa di morfina (a 0,05, 0,1, 0,2, o 0,5 mg/kg) oppure una soluzione salina di controllo. Sono stati raccolti campioni di sangue fino a 72 ore dopo la somministrazione, analizzati per quantificare la presenza della morfina e dei suoi metaboliti mediante LC/MS/MS e, infine, sono stati determinati i parametri farmacocinetici. Dal punto di vista clinico, sono stati anche valutati il conteggio dei passi, la frequenza cardiaca e il ritmo, i borborigmi gastrointestinali, la produzione fecale, il packed cell volume (PCV) e le proteine totali.

La morfina-3-glucuronide (M3G) era il metabolita predominante, raggiungendo concentrazioni superiori a quelle della morfina-6-glucuronide (M6G) in tutti i tempi esaminati. Le concentrazioni massime di M3G variavano da 55,1 a 504 ng/ml e quelle della M6G da 6,2 a 28,4 ng/ml, in base alla dose endovenosa di morfina somministrata. La valutazione iniziale della farmacocinetica della morfina è stata effettuata utilizzando l'analisi non-compartimentale. Il volume di distribuzione allo steady-state variava da 9,40 a 16,9 l/kg e la clearance sistemica da 23,3 a 32,4 ml/kg/min. Gli effetti avversi includevano diminuzione della motilità gastrointestinale e aumento dell'eccitazione nervosa centrale. È stata dimostrata una correlazione tra dosi crescenti di morfina, concentrazioni maggiori di M3G e comparsa di effetti avversi.

I risultati di questo studio supportano la somministrazione diretta di M3G e M6G purificati al fine di caratterizzare al meglio la farmacocinetica della morfina e dei suoi metaboliti e per valutare l'attività farmacodinamica di tali metaboliti.

 

“Pharmacokinetics and selected pharmacodynamics of morphine and its active metabolites in horses after intravenous administration of four doses” Hamamoto-Hardman BD, et al. J Vet Pharmacol Ther. 2019 Mar 27. doi: 10.1111/jvp.12759. [Epub ahead of print]

Disciplina Farmacologia
Pagina 1 di 172

Questo sito web utilizza cookie propri e di terze parti. Se chiudi il banner ne accetti l'utilizzo.