Dall'11 aprile 2003 sono stati pubblicati 6423 articoli

AGGIORNAMENTO SCIENTIFICO PERMANENTE IN MEDICINA VETERINARIA

vmLo scopo di questo studio era quello di caratterizzare l'intera gamma di lesioni, in particolare quelle lievi, che interessano la ghiandola mammaria di ovini naturalmente infetti da Visna/maedi (VM) e la distribuzione dell'antigene virale e le cellule bersaglio mediante immunoistochimica.

Lo studio ha incluso 84 pecore infette: 44 selezionate da allevamenti con casi clinici (A) e 35 prelevati in maniera randomizzata da due macelli (B) insieme a cinque controlli negativi (C). È stata sviluppata una tecnica di immunocitochimica e sono stati impiegati ulteriori campioni di latte (n = 39) per studiare l'escrezione virale, le cellule carrier e il ruolo del latte e del colostro nella trasmissione della malattia.

Tutte le pecore del gruppo C e 3 pecore del gruppo B sono risultate negative a VM in sezioni di tessuto sottoposte ad istopatologia, immunoistochimica e PCR, e anche nel siero utilizzando il test ELISA. Nei gruppi A e B sono stati osservati diversi gradi di mastite interstiziale linfocitaria CD3+: minimo in 26 pecore, moderato in 32 e grave in 12. Non sono state osservate differenze nella distribuzione delle lesioni tra i gruppi A e B. La presenza del virus è stata confermata mediante immunoistochimica utilizzando due diversi anticorpi e/o PCR in ogni tessuto con lesioni, mentre la sierologia era risultata negativa in 6 pecore che presentavano lesioni. Due campioni di latte prelevati da vasche di due greggi del gruppo A e quattordici campioni di latte di 29 pecore infette del gruppo B sono risultati positivi al VM (la maggior parte di essi da animali che mostravano lesioni moderate e gravi). La positività è stata riscontrata solo nei macrofagi, anche nelle lesioni focali e lievi, mentre non è stata osservata positività nelle cellule epiteliali o in altre cellule dei campioni di tessuto e di latte.

La caratterizzazione delle lesioni lievi descritte in questo lavoro ha determinato un aumento della prevalenza delle lesioni da VM nella ghiandola mammaria delle pecore fino al 90,9%, suggerendo che tale virus dovrebbe essere considerato una diagnosi differenziale anche quando vengono rilevate lesioni interstiziali di lieve entità. Un'alta prevalenza di VM è stata osservata nelle pecore produttrici di latte intensive; la sierologia ELISA ha dato frequenti esiti falsamente negativi negli animali infetti, mentre l'istologia, l'immunoistochimica o la PCR hanno mostrato una maggiore sensibilità. La tecnica citologica sviluppata dagli autori è stata molto utile per le indagini sulle cellule del latte utilizzando ematossilina, eosina e immunocitochimica. Il rilevamento del virus nei campioni di latte (16/39) conferma un ruolo potenziale ma limitato del latte/colostro nella trasmissione dell’agente patogeno.

 

“Characterization of minimal lesions related to the presence of visna/maedi virus in the mammarygland and milk of dairy sheep” Gayo E, et al. BMC Vet Res. 2019 Apr 10;15(1):109. doi: 10.1186/s12917-019-1855-3.

1397125540 lavLe pecore producono glicoproteine associate alla gravidanza (PAG, pregnancy-associated glycoprotein) simili a quelle prodotte dalle vacche.

L’obiettivo di questo studio era quello di valutare le performance nella specie ovina di un test di gravidanza disponibile in commercio, impiegato nella specie bovina, basato sul rilevamento delle PAG.

Il test è stato eseguito su sangue intero (WhB), plasma (P) e siero (S) di 163 pecore gravide e 153 pecore non gravide. Inoltre, 11 pecore gravide sono state testate settimanalmente dal 14° al 49° giorno di gestazione e mensilmente dal 60° al 149° giorno di gravidanza. Infine, 10 pecore sono state testate settimanalmente dal giorno del parto fino al 63° giorno post-parto.

Utilizzando l’ecografia transaddominale come tecnica gold stansard di riferimento, la sensibilità del test a metà gravidanza (n = 163) è stata del 98,16% da WhB e del 99,39% da P e da S, mentre la specificità (n = 153) è stata del 94,12% da WhB, del 76,47% da P e del 93,46% da S. Durante la fase iniziale della gravidanza, tutte le 11 pecore sono state correttamente identificate come gravide al 42° giorno (100%); tuttavia, la sensibilità del test è scesa al 54,6% da WhB e al 63,6% da S e P al 49° giorno di gravidanza. Le pecore sono state nuovamente identificate correttamente come gravide al 63° giorno da P o al 119° giorno da S e WhB. Il test è stato costantemente negativo dal 42° giorno post-parto in otto pecore su dieci; le altre due sono rimaste costantemente positive fino all'ultimo campionamento effettuato al 63° giorno post-parto.

Gli autori concludono che il test può essere utilizzato per identificare correttamente le pecore gravide al 42° giorno di gravidanza; la sensibilità si riduce sensibilmente al 49° giorno. I risultati dimostrano che la sensibilità del test è buona a metà gravidanza e nelle fasi finali; diversamente, la diagnosi precoce di gravidanza (fase iniziale) era possibile solo in un numero limitato di soggetti. In alcune pecore, inoltre, i PAG rimangono elevati e possono dare delle false positività al test fino ad oltre il 63° giorno post-parto. Questo implica la necessità di considerare l’anamnesi di allevamento per la corretta interpretazione dei risultati del test.

 

“Evaluation of a bovine visual pregnancy test for the detection of pregnancy-associatedglycoproteins in sheep” Steckeler P, et al. Reprod Domest Anim. 2018 Sep 29. doi: 10.1111/rda.13356. [Epub ahead of print]

Disciplina Riproduzione

sheepLo scopo di questo studio era quello di valutare l'attività antielmintica di una formulazione di eprinomectina iniettabile (Eprecis® 20 mg/mL) in 150 ovini da latte infetti naturalmente allevati in 3 greggi semi-intensivi.

Tutte le pecore erano allo stesso stadio della lattazione e pascolavano su pascoli naturali. Le pecore non avevano ricevuto alcun trattamento antielmintico nei 4 mesi che avevano preceduto l’inizio dell'esperimento. In ogni gregge (ciascuno costituito da 50 soggetti), le pecore sono state assegnate in maniera randomizzata al gruppo di controllo (gruppo C, n=25) o al gruppo di trattamento (gruppo T, n=25). I gruppi sono stati bilanciati tra loro in base al peso corporeo delle pecore e al conteggio delle uova fecali (FEC, fecal egg count) valutati 7 giorni prima della somministrazione di eprinomectina (giorno -7). Al giorno 0, le pecore del gruppo T hanno ricevuto 0,2 mg/kg di eprinomectina per via sottocutanea; diversamente, le pecore del gruppo C non sono state sottoposte ad alcun trattamento. I campioni fecali sono stati raccolti al giorno 0 e dopo 7, 14, 21 e 28 giorni al fine di valutare il FEC e per effettuare le coproculture. Le pecore sono state pesate ai giorni 0 e 28. L'efficacia complessiva e quella all’interno di ciascun gregge sottoposto al trattamento sono state calcolate durante tutto il periodo di sperimentazione.

Non è stata osservata alcuna reazione avversa locale o sistemica dopo l'iniezione. I generi di parassiti più diffusi erano Teladorsagia, Haemonchus e Trichostrongylus. Al termine del periodo di sperimentazione, il FEC medio globale dei gruppi C e T differiva significativamente (P<0,001). L'efficacia globale e intra-gregge dell'eprinomectina era rispettivamente del 99,8% -100,0% e del 99,7% -100,0%. Contrariamente al gruppo C, le pecore trattate con eprinomectina iniettabile sono aumentate di peso durante lo studio (-0,5 kg del gruppo C rispetto a +1,5 kg del gruppo T; P<0,001).

In questo studio di campo, una singola iniezione sottocutanea di eprinomectina alla dose di 0,2 mg/kg ha determinato un'eccellente attività antielmintica nelle pecore da latte. Il conteggio delle uova fecali rimaneva basso per almeno 28 giorni dopo il trattamento.

 

“Anthelmintic activity of injectable eprinomectin (eprecis® 20 mg/mL) in naturally infected dairysheep” Termatzidou SA, et al. Vet Parasitol. 2019 Feb;266:7-11. doi: 10.1016/j.vetpar.2018.12.014. Epub 2019 Jan 6.

Disciplina Parassitologia
Giovedì, 26 Luglio 2018 15:27

Bluetongue: profili di rischio in Sardegna

250px BluetongueLa Bluetongue (BT) è una malattia trasmessa da vettori, in particolare da moscerini appartenenti al genere Culicoides (Ditteri: Ceratopogonidae). Molti studi hanno contribuito a chiarire vari aspetti della sua eziologia, epidemiologia e dinamica vettoriale; tuttavia,la BT rimane una malattia a distribuzione mondiale con importanti risvolti epidemiologici ed economici. Dal 2000, la Sardegna è stata l'area più colpita del bacino del Mediterraneo. La regione è caratterizzata da vaste aree pastorali per gli ovini e rappresenta la regione che più si presta allo studio della distribuzione e della prevalenza del virus della febbre catarrale (BTV, Bluetongue virus) in Italia. La finalità è quella di comprendere al meglio la diffusione della malattia ed elaborare valide strategie di controllo.

Uno studio ha condotto un'indagine sui modelli spaziali della trasmissione del BTV per definire un profilo di rischio per tutte le aziende sarde utilizzando un modello misto multilivello logistico che tenga conto degli aspetti agrometeorologici (altitudine, uso del suolo, precipitazioni, evapotraspirazione, superficie dell'acqua) nonché delle caratteristiche e della gestione dell'azienda (densità degli animali, vaccinazione, focolai precedenti, uso di repellenti, trattamento contro i vettori, pulizia, presenza di fango e letame).

Il modello misto multilivello logistico ha mostrato il ruolo fondamentale dei fattori climatici nella diffusione della malattia e il ruolo protettivo rappresentato da una gestione scrupolosa, piani vaccinali, epidemie dell'anno precedente e altitudine. Sono state sviluppate mappe di rischio regionali, utilizzate per identificare, con 20 giorni di anticipo, le aree a più alto rischio. Il profilo di rischio per ciascuna azienda, fornirebbe informazioni specifiche sul ruolo di ciascun fattore e aiuterebbe nell’elaborazione di strategie di prevenzione e controllo della BT.

 

“Retrospective analysis of Bluetongue farm risk profile definition, based on biology, farmmanagement practices and climatic data” Cappai S, et al. “Prev Vet Med. 2018 Jul 1;155:75-85. doi: 10.1016/j.prevetmed.2018.04.004. Epub 2018 Apr 12.

Disciplina Practice management

allevamento oviniLa diagnosi di aumento della pressione intracranica mediante valutazione clinica e imaging diagnostico è particolarmente difficile in corso di lesioni croniche o a crescita lenta.

Lo scopo di questo studio prospettico caso-controllo è quello di determinare se il neuroscore e la risonanza magnetica (MRI) cerebrale siano correlati alla misurazione diretta della pressione intracranica negli ovini affetti da lesioni intracraniche a crescita lenta dovute a cenurosi cerebrale cronica (Coenurus cerebralis).

Lo studio ha incluso 17 pecore parassitate e 10 pecore sane (gruppo controllo). Il valore della pressione intracranica invasiva era più alto negli animali parassitati. Un neuroscore gravemente alterato è risultato correlato ad un aumento della pressione intracranica oltre la soglia fisiologica (P <0,05). Il volume del cranio era maggiore negli animali infetti rispetto al gruppo di controllo (P = 0,0001) ed era influenzato positivamente dalla presenza e dal volume della cisti parassitaria (r = 0,7881, P <0,01). Diversi gradi di deviazione e deformazione sia del sistema ventricolare che del parenchima cerebrale sono stati rilevati mediante esame di risonanza magnetica.

In conclusione, questo studio dimostra che, negli ovini affetti da lesioni intracraniche a crescita lenta, gravi alterazioni nel neuroscore e le immagini di risonanza magnetica sono correlati a una pressione intracranica oltre il valore soglia normale.

 

“Relationships among neuroscore, magnetic resonance imaging features, and intracranialpressure in sheep affected by slow-growing brain lesions” Evangelisti MA, et al. Vet Radiol Ultrasound. 2018 May;59(3):305-311. doi: 10.1111/vru.12589. Epub 2017 Dec 22.

Disciplina Neurologia
Venerdì, 07 Giugno 2002 17:36

Scanziani E., Molteni L.

Una rara lesione del midollo spinale cervicale in un giovane ovino
Disciplina Riviste
Venerdì, 07 Giugno 2002 17:36

Campra M., Lamberti M., Binfarè A.

Contributo allo studio della patologia degli ovini regolarmente macellati in Piemonte
Disciplina Riviste
Rilievi virologici ed istopatologici in agnelli e capretti con infezione da pestivirus
Disciplina Riviste
Venerdì, 07 Giugno 2002 17:36

Guarini C.P.B., Marquez L., Biachessi D.

Valutazione dell'efficacia di MICOTIL (tilmicosina, elanco ah) nel trattamento della pedaina degli ovini
Disciplina Riviste
Venerdì, 07 Giugno 2002 17:36

Kirk J.H., Glenn J.S.

La mastite negli ovini
Disciplina Riviste
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