Dall'11 aprile 2003 sono stati pubblicati 6315 articoli

AGGIORNAMENTO SCIENTIFICO PERMANENTE IN MEDICINA VETERINARIA

Digital amputation chronic septic arthritis in mature milking dairy cowLa zoppia nella specie bovina è una questione preoccupante nell’ambito del benessere animale, ed è associata a importanti perdite economiche nel contesto dell’allevamento dei bovini da carne. L'infezione dell'articolazione interfalangea distale provoca una zoppia grave e, se non trattata, ha una prognosi infausta. La diagnosi di infezione dell’articolazione interfalangea distale è impegnativa su campo.

Lo scopo di questo studio era quello di determinare i fattori associati all'artrite settica dell’articolazione interfalangea distale nei bovini da carne.

Lo studio ha incluso 39 bovini da carne con zoppia ad un arto. Le alterazioni radiografiche e la citologia del liquido sinoviale dell’articolazione interfalangea distale sono stati usati per definire la presenza (casi) o l'assenza (controlli) dell'infezione.

La presenza di un gonfiore asimmetrico a livello di fascia coronarica del piede colpito e un punteggio di zoppia ≥4/5 aumentavano significativamente la probabilità di diagnosi di artrite settica dell’articolazione interfalangea distale (rispettivamente odds ratio [OR] = 63,2 per il gonfiore della fascia coronarica e OR = 120 per il punteggio di zoppia).

Una semplice valutazione di routine della zoppia potrebbe essere utilizzata su campo per riconoscere rapidamente l'infezione dell’articolazione interfalangea distale nei bovini da carne zoppi.

 

“Factors associated with septic arthritis of the distal interphalangeal joint in beef cattle: A case-control study” Chamorro MF, et al. The Veterinary Journal Volume 244, February 2019, Pages 104-111

Disciplina Ortopedia

Medscand Cytobrush Plus 1Gli obiettivi di questo studio erano i seguenti: (1) valutare la riproducibilità della conta dei neutrofili polimorfonucleati (conta PMN) in cinque diversi siti dell’endometrio (corpo uterino, base del corno sinistro, base del corno destro, punta del corno sinistro e punta del corno destro) e (2) determinare l'agreement relativamente alla diagnosi di endometrite subclinica (ES) tra i diversi siti endometriali valutati.

Il campionamento nei 5 siti dell'endometrio è stato effettuato usando la tecnica del cytobrush da 40 vacche da latte tra il 28° e il 34° giorno post-partum.

Per quanto riguarda la conta PMN, il sito associato alla maggiore riproducibilità è risultato essere la base del corno destro. Ventotto delle 40 vacche non hanno mostrato segni clinici di endometrite e sono state utilizzate per la valutazione dell’agreement per la diagnosi di ES. Utilizzando un valore di cut-off della conta PMN ≥5% l’agreement per la diagnosi di ES era maggiore tra la base del corno destro e la punta del corno destro (κ=0,84); utilizzando un cut-off ≥18%, invece, l’agreement era maggiore tra la base del corno destro e la punta del corno sinistro (κ=1,0).

I risultati di questo studio suggeriscono che la sede migliore per il campionamento con cytobrush sia la base del corno destro. La probabilità di diagnosticare una ES (PMN ≥ 5%) sulla base di un singolo campionamento cytobrush era del 51,0%; pertanto gli autori consigliano di effettuare sempre almeno un secondo campionamento al fine di migliorare l’accuratezza di questo test.

 

“Reproducibility of endometrial cytology using cytobrush technique and agreement for the diagnosis of subclinical endometritis between five predefined endometrial sites” Pothmann H, et al. Reprod Domest Anim. 2018 Oct 24. doi: 10.1111/rda.13367. [Epub ahead of print]

Disciplina Riproduzione

dairyLe situazioni di stress possono causare un calo delle concentrazioni sieriche di cromo (Cr) a causa dell’aumentata escrezione urinaria di tale minerale e delle maggiori richieste dell’organismo.

L'obiettivo di questo studio era quello di indagare gli effetti della supplementazione di Cr sulle performance di crescita, sul comportamento alimentare, sui metaboliti e ormoni ematici, sugli indicatori dello stress ossidativo e sulla cinetica del glucosio e dell’insulina nei vitelli da latte svezzati, durante la stagione estiva.

In totale, 48 vitelli Holstein femmine (63 giorni di età; 77,0 ± 1,45 kg di peso) sono stati assegnati in maniera randomizzata a uno dei due trattamenti: il gruppo di controllo non ha ricevuto alcuna supplementazione di Cr, mentre il gruppo di trattamento ha ricevuto una supplementazione con cromo-metionina in base al peso corporeo e modificata settimanalmente (per un totale di 4 settimane) in funzione dell’incremento ponderale.

I risultati hanno mostrato che, nei vitelli da latte, la supplementazione di Cr nella dieta riduceva il punteggio fecale, modificava il pattern di ruminazione, aumentava la capacità antiossidante aumentando la concentrazione sierica di catalasi, ma non ha influenzato le performance di crescita, lo stato metabolico o il metabolismo periferico del glucosio e dell'insulina.

 

“Effect of chromium supplementation on growth performance, meal pattern, metabolic and antioxidant status and insulin sensitivity of summer-exposed weaned dairy calves” Mousavi F, et al. Animal. 2018 Oct 2:1-7. doi: 10.1017/S1751731118002318. [Epub ahead of print]

Venerdì, 16 Novembre 2018 10:10

Microbiota ruminale nelle vacche in lattazione

cbd9143c7ed50edaUno studio si è posto l’obiettivo di valutare le differenze nella composizione del microbiota ruminale tra vacche da latte ad alta produzione e vacche da latte a bassa produzione sottoposte alle medesime condizioni dietetiche.

Sono state incluse nello studio 16 vacche in lattazione, suddivise in due gruppi in base alla resa: gruppo ad alta produzione (HY, high-yield) e gruppo a bassa produzione (LY, low-yield). Il ventunesimo giorno sono stati prelevati campioni del contenuto ruminale per analizzarne la composizione del microbiota. Durante il periodo di studio sono state misurate giornalmente l’assunzione di sostanza secca e la produzione di latte; diversamente, la composizione del latte è stata valutata 3 volte a settimana.

Il latte del gruppo LY tendeva ad avere più grasso (p= 0,08), proteina (p= 0,01) e contenuto di solidi totali (p= 0,04) rispetto a quello del gruppo HY; d’altro canto il gruppo HY aveva un maggiore contenuto di propionato ruminale (p= 0,08) e concentrazioni maggiori di acidi grassi volatili (p= 0,02). L'analisi del microbiota intestinale ha messo in evidenza differenze significative nella composizione della popolazione batterica ruminale tra il gruppo HY e il gruppo LY. L'abbondanza di Ruminococcus 2, Lachnospiraceae e Eubacterium coprostanoligenes era significativamente più alta nel gruppo HY rispetto al gruppo LY. Bacteroides, Ruminococcus 2 e Candidatus-Saccharimonas erano inoltre positivamente correlati con il contenuto ruminale di propionato  (r> 0,4, p<0,05). 

I risultati di questo studio migliorano la comprensione della sintesi batterica all'interno del rumine e rivelano un importante meccanismo alla base delle differenze nella produttività delle vacche da latte.

 

“Illumina sequencing analysis of the ruminal microbiota in high-yield and low-yield lactating dairy cows” Tong J et al. PLoS One. 2018 Nov 13;13(11):e0198225. doi: 10.1371/journal.pone.0198225. eCollection 2018.

Disciplina Gastroenterologia

MRBQuesto studio è stato progettato con l’obiettivo di valutare l'efficacia di una nuova combinazione di florfenicolo/meloxicam (FM) nei vitelli con malattia respiratoria bovina.

A questo scopo, 90 vitelli sono stati infettati sperimentalmente mediante deposizione intratracheale di Mannheimia haemolytica. Sono stati inclusi solo i soggetti (n=84) che, a seguito dell’infezione avevano mostrato un rialzo termico > 39,5 °C e un punteggio clinico totale combinato (PCTC) maggiore o uguale a 3. I vitelli sono stati assegnati in modo casuale a uno di tre gruppi di trattamento: gruppo FM, trattati con la combinazione di florfenicolo/meloxicam; gruppo FF, trattati con la combinazione di florfenicolo/flunixina; gruppo di controllo (GC) trattati con soluzione fisiologica.

La temperature rettale e il PCTC dei vitelli dei gruppi FM e FF erano costantemente inferiori rispetto a quelli dei vitelli del GC (P <0,001). Inoltre, alla fine dello studio, è stata osservata un'alta percentuale di guarigione clinica nei vitelli trattati con FM (100%) o con FF (96,6%), mentre la guarigione era meno frequente nel GC (29,6%). È interessante notare che i vitelli del gruppo FM sono stati curati con successo più spesso rispetto ai vitelli del gruppo FF (P <0,05) e con una percentuale più bassa di recidiva clinica (P = 0,05).

Questi risultati sottolineano l'elevata efficacia della combinazione di florfenicolo/meloxicam, coerentemente con le proprietà farmacocinetiche dei due principi attivi.

 

“Treatment of experimentally induced bovine respiratory disease in young calves with a singleadministration of a combination of florfenicol and meloxicam” Achard D, et al. Vet Rec. 2018 Nov 3;183(17):535. doi: 10.1136/vr.104795. Epub 2018 Sep 5.

vacca a terraRecentemente sono stati pubblicati i valori soglia della conta totale delle cellule nucleate (CTCN) e della concentrazione proteica nel liquido cerebrospinale (LCS) delle vacche con “sindrome della vacca a terra” (SVT) che suggeriscono una lesione al midollo spinale.

L’obiettivo di questo studio retrospettivo era quello di determinare la sopravvivenza a breve e a lungo termine delle vacche con SVT sottoposte all'analisi del LCS utilizzando i valori soglia riportati. Il secondo obiettivo era quello di valutare il valore prognostico di questi valori soglia per prevedere la sopravvivenza a breve e a lungo termine.

Sono state incluse 214 vacche delle quali sono state calcolate la sopravvivenza a breve termine (dimissione dall'ospedale) e la sopravvivenza a lungo termine (completamento della lattazione); tali parametri sono stati correlati con la CTCN e con la concentrazione proteica nel LCS.

Le vacche con una CTCN e/o una concentrazione proteica nel LCS al di sopra dei valori soglia avevano un tasso di sopravvivenza a breve termine significativamente più basso (P = 0,02). La probabilità di non sopravvivenza delle vacche con uno o entrambi i valori al di sopra della soglia era 2,16 volte superiore. Una CTCN nel LCS >4,5 cellule/μL era in grado di predire il decesso a breve termine con una sensibilità del 17,3% e una specificità del 92,3%; allo stesso modo una concentrazione proteica nel LCS >0,39 g/L era in grado di predire il decesso a breve termine con una sensibilità del 20,9% e una specificità del 91,4%.

Una CTCN e una concentrazione proteica nel LCS al di sopra dei valori soglia stabiliti è associata ad una probabilità di decesso a breve termine più elevata.

 

“Survival associated with cerebrospinal fluid analysis in downer adult dairy cows: A retrospectivestudy (2006-2014)” Bilodeau MÈ, et al. J Vet Intern Med. 2018 Sep;32(5):1780-1786. doi: 10.1111/jvim.15305. Epub 2018 Sep 14.

Disciplina Neurologia
Mercoledì, 24 Ottobre 2018 23:10

Ecografia toracica nei bovini con broncopolmonite

muccaL'ecografia toracica (ET) potrebbe essere utilizzata per stimare l'estensione e la gravità delle lesioni polmonari in corso di broncopolmonite (BP) nei bovini da carne.

In questo studio è stata valutata la concordanza inter-valutatore e l’affidabilità dei rilievi emersi dall’ET di bovini con e senza BP.

Sei valutatori con vari livelli di esperienza hanno esaminato 50 video di ET (della durata di 16 secondi) al fine di giudicare la presenza di consolidamento polmonare, di artefatti a coda di cometa, di irregolarità delle pleure e, infine, di versamento. La concordanza tra i valutatori è stata calcolata tramite3 indici differenti.

Per quanto riguarda la presenza di consolidamento polmonare, i valori di concordanza stimata con i 3 indici erano di 0,84, 0,67 e 0,68; per le code di cometa erano 0,82, 0,56 e 0,73; per l’irregolarità delle pleure erano 0,62, 0,20 e 0,21; infine, per la presenza di versamento erano 0,82, 0,36 e 0,71. Tra i valutatori è stata riscontrata una moderata affidabilità per tutte le variabili quantitative.

La concordanza inter-valutatore era buona per la presenza di consolidamento polmonare, code di cometa e versamento pleurico, ma era da debole a scarsa per la presenza di irregolarità delle pleure.

 

“Inter-rater agreement and reliability of thoracic ultrasonographic findings in feedlot calves, with or without naturally occurring bronchopneumonia” Buczinski S, et al. J Vet Intern Med. 2018 Sep;32(5):1787-1792. doi: 10.1111/jvim.15257. Epub 2018 Aug 22.

Dairy cowsListeria monocytogenes (LM) è un importante agente patogeno di origine alimentare che colpisce gli animali e gli esseri umani. Nell’uomo, i focolai di listeriosi, causati dal consumo di prodotti lattiero-caseari non pastorizzati, destano serie preoccupazioni.

L’obiettivo di questo studio longitudinale era quello di determinare i fattori di rischio associati all’eliminazione fecale di LM nelle aziende lattiero-casearie a conduzione familiare.

Campioni fecali sono stati raccolti da vacche e vitelli di 20 allevamenti ad intervalli di 2 settimane per un periodo di 1 anno. La presenza di LM è stata rilevata utilizzando la qPCR.

La LM è stata isolata da tutte le aziende in almeno 1 dei campionamenti. La prevalenza annuale media era rispettivamente del 18,2% (98/540) nel caso delle vacche e dell'8,4% (43/511) nel caso dei vitelli. L’indice di calore (P = 0.05) e la stagione meteorologica (P = 0.04) hanno influenzato l’eliminazione fecale di LM a livello di azienda agricola. La stagione meteorologica ha influenzato l’eliminazione fecale di LM solo nelle vacche (P = .04), mentre l'indice di calore (P = .01) ha influenzato l’eliminazione fecale di LM nei vitelli. La stagione primaverile è stata identificata come il principale fattore di rischio associato all’eliminazione di LM a livello di azienda agricola (P = 0.01) e nelle vacche (P = 0.01). I cambiamenti dietetici sono stati associati ad una presenza meno numerosa di LM nelle feci dei vitelli (P <0.01).

L’eliminazione fecale di LM è risultato associato alle temperature ambientali e alla stagione meteorologica. Agricoltori e veterinari dovrebbero tenere a mente queste informazioni quando applicano strategie finalizzate a ridurre i rischi di diffusione di LM negli animali e nella comunità.

 

“Risk factors associated with fecal shedding of Listeria monocytogenes by dairy cows and calves” Bandelj P, et al. J Vet Intern Med. 2018 Sep;32(5):1773-1779. doi: 10.1111/jvim.15234. Epub 2018 Sep 17.

Mercoledì, 10 Ottobre 2018 23:57

Laringite necrotizzante del bovino

laringiteLa laringite necrotizzante, causata dal Fusobacterium necrophorum, quando cronicizza, può spesso richiedere un intervento chirurgico (laringostomia).

Gli obiettivi di questo studio di coorte retrospettivo erano quelli di determinare la sopravvivenza (fino alla macellazione) di bovini trattati chirurgicamente per laringite necrotizzante e di identificare i predittori di mortalità.

Sono stati inclusi nello studio un totale di 221 bovini con diagnosi laringoscopica di laringite necrotizzante e trattati chirurgicamente.

Il tasso di sopravvivenza globale è stato del 65,2%. Gli animali di età inferiore ai 6 mesi mostravano un rischio di mortalità significativamente più alto (mortalità 2 volte maggiore). Un valore cut-off della pressione parziale venosa dell'anidride carbonica (pCO2) pari a 64,5 mm di Hg è risultato significativamente associato alla mortalità (mortalità 2,4 volte maggiore). Combinando insieme le variabili età (<6 mesi) e pCO2 (<2,4 mm di Hg), si ottenevano una sensibilità del 49,1% e una specificità dell’86,4%. Infine, è stato osservato che la TCO2 presenta un'accuratezza diagnostica simile a quella della pCO2.

In conclusione, la prognosi dei bovini con laringite necrotizzante cronica sottoposti ad intervento chirurgico è discreta. L’età, la pCO2 e la TCO2 sono predittori di sopravvivenza facilmente accessibili e vanno, pertanto, considerati quando bisogna scegliere del destino dei soggetti affetti da tale patologia.

 

“Use of a national identification database to determine the lifetime prognosis in cattle with necrotic laryngitis and the predictive value of venous pCO2” Pardon B, et al. J Vet Intern Med. 2018 Jul;32(4):1462-1470. doi: 10.1111/jvim.15223. Epub 2018 Jul 3.

fecalLa diarrea neonatale del vitello è generalmente causata da agenti infettivi ed è un evento molto comune che comporta sostanziali perdite economiche. I tannini sono noti per le loro proprietà astringenti e antinfiammatorie nel tratto gastroenterico.

Lo scopo di questo studio era quello di valutare l'effetto della somministrazione orale di tannini di castagno (Castanea sativa Mill.) sulla durata dell’evento diarroico in 24 vitelli di razza Frisona affetti da diarrea neonatale. I soggetti inclusi sono stati divisi in un gruppo di controllo (C), al quale è stato somministrato Effydral® in 2 litri di acqua calda, e un gruppo trattato con tannini (T), che ha ricevuto Effydral® in 2 litri di acqua calda cui sono stati aggiunti 10 grammi di estratto di tannini di castagno in polvere.

La durata dell’evento diarroico è risultata significativamente maggiore nel gruppo C (10,1 ± 3,2 giorni) rispetto al gruppo T (6,6 ± 3,8 giorni) (p = 0,02).

Sia in medicina umana che veterinaria, l’impiego di trattamenti fitoterapici in corso di svariate patologie è diventato sempre più comune al fine di ridurre la presenza di molecole antibiotiche nella catena alimentare e nell'ambiente. I risultati di questo studio suggeriscono che la somministrazione di tannini sembri accorciare la durata dell’evento diarroico, supportando l’efficacia astringente dei tannini di castagno nel vitello, come già riportato nell’uomo. Gli autori affermano che l'uso di tannini di castagno potrebbe rappresentare un trattamento efficace e a basso impatto nei vitelli con diarrea neonatale.

 

“Oral administration of chestnut tannins to reduce the duration of neonatal calf diarrhea” Bonelli F, et al. BMC Vet Res. 2018 Jul 28;14(1):227. doi: 10.1186/s12917-018-1549-2.

Disciplina Gastroenterologia
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