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AGGIORNAMENTO SCIENTIFICO PERMANENTE IN MEDICINA VETERINARIA

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Martedì, 28 Dicembre 2021 16:28

Effetti della musica sugli animali da reddito

cow musicIl benessere degli animali, in particolare di quelli allevati in sistemi di produzione intensiva, è una priorità per l'agricoltura moderna. Questo nasce dalla volontà di mantenere in salute gli animali, ottenere un prodotto finale di buona qualità e soddisfare le richieste dei consumatori, sempre più convinti ad acquistare prodotti biologici. Per tale ragione sono stati valutati nuovi metodi per ridurre lo stress negli animali d’allevamento. La musicoterapia è nota da migliaia di anni; quest'ultima oggi viene principalmente utilizzata per distrarre i pazienti dal dolore, così come per curare la depressione e i disturbi cardiovascolari. Alcuni studi recenti hanno suggerito che la musica, se opportunamente selezionata, può conferire alcuni benefici per la salute (ad esempio aumentando il livello e l'attività delle cellule natural killer). La scelta del genere, il volume della musica e il tempo sono tutti fattori importanti da tenere in considerazione prima di utilizzare la musicoterapia negli animali d’allevamento. Alcuni brani musicali permettono agli animali di rilassarsi (migliorando così la resa), mentre altri hanno l'effetto opposto. Tuttavia, non c'è dubbio che l’arricchimento ambientale tramite musicoterapia migliora il benessere degli animali e potrebbe convincere i consumatori ad acquistare prodotti provenienti dagli allevamenti intensivi.

L’obiettivo di questa review era quello di esplorare la letteratura veterinaria e descrivere gli effetti della musica su bovini, suini e pollame.

BRDNei bovini giovani, la malattia respiratoria bovina (bovine respiratory disease, BRD) è una delle principali cause di morte e Mannheimia haemolytica è un patogeno di frequente riscontro. Invece, le conoscenze sulla BRD nei bovini adulti sono limitate. L’obiettivo del presente studio era quello di valutare l'importanza della BRD come causa di morte nei bovini adulti e determinare i patogeni ad essa associati.

Sono stati analizzati i dati di 737 autopsie effettuate su bovini adulti in un periodo di 6 anni (2013-2019) presso una singola unità di patologia. Ogni carcassa è stata sottoposta ad un esame autoptico completo. I polmoni che presentavano lesioni macroscopiche sono stati classificati in tre categorie: lesioni polmonari primarie infettive (infectious primary pulmonary, IPP), polmonite tromboembolica (thromboembolic pneumonia, TEP) e altre (polmonite ab ingestis, polmonite parassitaria ed estensione locale di un processo infiammatorio extrapolmonare). La metà dei polmoni con lesioni IPP sono stati campionati per l’esame istologico e la PCR.

Disciplina Broncopneumologia

eight col cowsSia la tubercolosi bovina (bovine tuberculosis, BTB) che la paratubercolosi (paratuberculosis, paraTB) continuano a causare ingenti perdite economiche nell'allevamento bovino; inoltre, i loro agenti eziologici hanno un potenziale zoonotico. Sebbene i metodi diagnostici per entrambe le malattie siano in progressivo miglioramento, persistono ancora problemi, come la potenziale cross-reattività agli antigeni utilizzati nei test. Lo scopo del presente studio era quello di valutare se gli animali con anticorpi nei confronti di Mycobacterium bovis possano avere un rischio maggiore di ottenere dei risultati positivi nel test sierologico per la paraTB; un ulteriore obiettivo era quello di valutare l'accuratezza di tre metodi comunemente usati per confermare l'infezione da M. bovis: ELISA, il test cutaneo della tubercolina (tuberculin skin test, TST) e la presenza di lesioni macroscopiche.

Sono state incluse nello studio 98 vacche da latte con sospetto di BTB (risultato positivo al TST). Le lesioni macroscopiche sono state valutate visivamente durante l'esame post mortem. Sono stati collezionati campioni di sangue, linfonodi e altri organi con sospette lesioni da TB. I campioni di sangue ottenuti sono stati testati sierologicamente per TB e paraTB. I tessuti campionati sono stati sottoposti a test microbiologici standard per M. tuberculosis complex (MTBC). Tra i 98 individui TST-positivi, sono state rilevate lesioni macroscopiche da TB in 57 (58,1%) bovini; MTBC è stato isolato in 83 casi (84,7%) e il test ELISA è risultato positivo in 21 (21,4%) bovini. Non sono state rilevate lesioni caratteristiche per paraTB. La possibilità di ottenere un risultato TB positivo mediante ELISA era sette volte superiore utilizzando il metodo ELISA-paraTB.

Fotolia 53735947 XSLa dermatite digitale (Digital dermatitis, DD) è emersa negli allevamenti nordamericani, tuttavia l’impatto sulla produzione e sull'economia non sono completamente noti. Gli obiettivi di questo studio erano: (1) stimare l'impatto economico di un singolo caso di DD, pododermatite infettiva (foot rot, FR) e malattia respiratoria bovina (bovine respiratory disease, BRD) negli allevamenti bovini e (2) determinare il loro impatto sul guadagno medio giornaliero (average daily gain, ADG).

Sono stati valutati i dati sulle condizioni di salute e sulla produzione di due allevamenti bovini in un intervallo di tempo di 3 anni. Il set di dati consisteva in 77.115 record di animali, il 19,3% (14.900) di questi presentava una diagnosi di almeno una patologia. Gli animali malati sono stati classificati in cinque gruppi: DD, FR, BRD, altre malattie (other diseases, OT) e due o più malattie (two or more diseases, TM),

Disciplina Practice management
Martedì, 22 Giugno 2021 21:07

Epidemiologia dei pestivirus bovini in Italia

Cow and calfI pestivirus sono patogeni diffusi ed economicamente importanti che infettano i bovini e altri animali. Il Pestivirus A (precedentemente noto come virus della diarrea virale bovina 1, BVDV-1), il Pestivirus B (virus della diarrea virale bovina 2, BVDV-2) e il Pestivirus H (pestivirus HoBi-like, HoBiPeV) infettano principalmente i bovini. Come altri virus a RNA, i pestivirus sono caratterizzati da un alto tasso di variabilità genetica. Quest'ultimo è testimoniato dall'esistenza di un certo numero di sottogenotipi virali all'interno di ciascuna specie. Nei bovini, il maggior numero di sottogenotipi di pestivirus è stato documentato nei paesi europei, in particolare in Italia. Lo scopo di questa review è quello di fornire una panoramica aggiornata sulla diversità genetica dei pestivirus negli allevamenti bovini italiani. Tutte e tre le specie di pestivirus bovini sono state identificate nella popolazione bovina con frequenza e distribuzione geografica variabili. La diversità genetica dei ceppi di pestivirus italiani può avere implicazioni diagnostiche e immunologiche, influenzando le prestazioni degli strumenti diagnostici e la protezione immunitaria determinata dai vaccini disponibili in commercio. In italia, si raccomanda l’implementazione e il rafforzamento di approcci coordinati per il controllo dei pestivirus bovini. Pertanto, sarebbe estremamente importante aumentare le misure di controllo e restrizione nel commercio dei bovini e prodotti biologici di origine bovina, compresi quelli contenenti siero bovino fetale.

“Epidemiology of Bovine Pestiviruses Circulating in Italy” Camilla Luzzago, et al. Review Front Vet Sci. 2021 Jun 2;8:669942. doi: 10.3389/fvets.2021.669942.

CattleL’obiettivo del presente studio era quello di valutare l’effetto della crescita e del parto sulle concentrazioni di cortisolo nel pelo dei bovini.

Sono stati raccolti campioni di plasma, saliva e peli (bianchi e neri da spalle e fianchi) da vitelli a 6 e 24 settimane di età e da vacche da latte in asciutta (1 e 2 mesi prima del parto) e durante l'allattamento (10, 50, 150, e 250 giorni dopo il parto).

Disciplina Altro
Mercoledì, 30 Dicembre 2020 18:15

Infezione da Toxoplasma gondii nel bovino

BovineLe infezioni da Toxoplasma gondii sono comuni negli esseri umani e negli animali in tutto il mondo. Le due principali modalità di trasmissione del parassita sono rappresentate dall’ingestione di cibo o acqua contaminati da oocisti escrete da gatti infetti o dall'ingestione di carne cruda o poco cotta contenente cisti tissutali di T. gondii. La prevalenza di T. gondii vitale è maggiore nel suino e nell'agnello piuttosto che nel bovino. Nell'ultimo decennio, sono stati pubblicati molti studi sull'elevata sieroprevalenza nei bovini, in particolare dalla Cina. È stato, inoltre, segnalato un focolaio di toxoplasmosi acuta negli esseri umani sospettato di essere stato causato dall'ingestione di formaggio fresco artigianale di latte vaccino. Esistono studi contrastanti riguardo al tasso di trasmissione congenita di T. gondii nei bovini, soprattutto dal Brasile. In un report condotto in Brasile, T. gondii vitale è stato isolato nel sangue di 1 su 60 vacche gravide sottoposte a macellazione e da 1 feto. Il ruolo della carne bovina nell'epidemiologia delle infezioni da T. gondii non è ancora chiaro. L’obiettivo del presente studio era quello di descrivere la prevalenza, la persistenza dell'infezione, la malattia clinica, l'epidemiologia e i rischi per la sanità pubblica delle infezioni da T. gondii nei bovini di tutto il mondo negli ultimi dieci anni.

“Public Health Significance of Toxoplasma gondii Infections in Cattle: 2009-2020” J P Dubey, et al. J Parasitol. 2020 Nov 12;106(6):772-788. doi: 10.1645/20-82.

Disciplina Parassitologia
Giovedì, 29 Ottobre 2020 12:33

Trattamento della malattia respiratoria bovina

beefcattle705La malattia respiratoria bovina (BRD) è una delle principali indicazioni per la terapia antibiotica nei bovini in tutto il mondo. Alcuni dei farmaci antibiotici utilizzati appartengono a classi di massima priorità tra quelle elencate dall'OMS, poiché di fondamentale importanza per la medicina umana. Per preservare l'efficacia dei "nuovi" antibiotici, è stato suggerito che i farmaci "più vecchi" dovrebbero essere rivisitati e utilizzati quando possibile. In questo studio pilota, è stata valutata l'efficacia della benzilpenicillina (PEN), ossitetraciclina (OTC) e florfenicolo (FLO) per il trattamento della BRD insorta in modo naturale in vitelli destinati alla macellazione provenienti da due allevamenti. Il personale dell'allevamento ha selezionato i vitelli per l'arruolamento, li ha assegnati in modo casuale a uno dei tre regimi di trattamento, ha trattato i vitelli e ha registrato i risultati.

Sono stati inclusi nello studio 117 vitelli. Diciannove vitelli hanno mostrato una recidiva della BRD prima della macellazione e sono stati trattati una seconda volta (16,2%) e tre sono morti (2,6%). Per la PEN, i tassi di risposta al trattamento dopo 30 giorni, 60 giorni e fino alla macellazione erano, rispettivamente, del 90,2%, 87,8% e 80,5%; per l’OTC, rispettivamente 90,0%, 85,0% e 85,0%; e per il FLO, rispettivamente 86,1%, 83,3% e 77,8%. Non sono state evidenziate differenze statisticamente significative in termini di recidiva, mortalità o tasso di risposta tra i tre regimi di trattamento.

cows grazingI segni clinici della reticolo-peritonite traumatica e dell'ulcera abomasale sono spesso simili, rendendo queste due patologie difficili da differenziare in ambito clinico. L'obiettivo di questo studio era quello di confrontare la frequenza dei segni clinici individuali di vacche con reticolo-peritonite traumatica e ulcere abomasali, determinando il loro significato diagnostico.

Sono state incluse nello studio vacche con reticolo-peritonite traumatica (TRP, n = 503) e vacche con ulcere abomasali di tipo 1 (U1, n = 94), tipo 2 (U2, n = 145), tipo 3 (U3, n = 60), tipo 4 (U4, n = 87) e tipo 5 (U5, n = 14). Il gruppo di controllo era costituito da 182 vacche sane. Sono stati valutati i seguenti parametri: temperatura rettale, frequenza cardiaca, frequenza respiratoria, comportamento, segni di colica, dorso inarcato, addome teso, bruxismo, vasi sclerali, motilità ruminale, prove del corpo estraneo, percussione, auscultazione e aspetto fecale. Per i suddetti parametri clinici sono quindi stati calcolati sensibilità e specificità diagnostica, valori predittivi positivi e negativi e rapporto di verosimiglianza positivo.

Disciplina Medicina interna
Venerdì, 10 Luglio 2020 07:15

Batteri lattici nel latte di vacca

mungiI batteri lattici (LAB, lactic acid bacteria) presenti nel latte possono essere responsabili di difetti organolettici del formaggio.

Gli autori di questo studio hanno valutato la prevalenza e quantità dei LAB nel latte in base al tipo di foraggio con cui erano state alimentate le vacche da latte, al fine di individuare quali alimenti siano maggiormente a rischio per lo sviluppo di LAB durante la produzione di formaggio.

Disciplina Altro
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