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AGGIORNAMENTO SCIENTIFICO PERMANENTE IN MEDICINA VETERINARIA

Venerdì, 16 Novembre 2018 10:10

Microbiota ruminale nelle vacche in lattazione

cbd9143c7ed50edaUno studio si è posto l’obiettivo di valutare le differenze nella composizione del microbiota ruminale tra vacche da latte ad alta produzione e vacche da latte a bassa produzione sottoposte alle medesime condizioni dietetiche.

Sono state incluse nello studio 16 vacche in lattazione, suddivise in due gruppi in base alla resa: gruppo ad alta produzione (HY, high-yield) e gruppo a bassa produzione (LY, low-yield). Il ventunesimo giorno sono stati prelevati campioni del contenuto ruminale per analizzarne la composizione del microbiota. Durante il periodo di studio sono state misurate giornalmente l’assunzione di sostanza secca e la produzione di latte; diversamente, la composizione del latte è stata valutata 3 volte a settimana.

Il latte del gruppo LY tendeva ad avere più grasso (p= 0,08), proteina (p= 0,01) e contenuto di solidi totali (p= 0,04) rispetto a quello del gruppo HY; d’altro canto il gruppo HY aveva un maggiore contenuto di propionato ruminale (p= 0,08) e concentrazioni maggiori di acidi grassi volatili (p= 0,02). L'analisi del microbiota intestinale ha messo in evidenza differenze significative nella composizione della popolazione batterica ruminale tra il gruppo HY e il gruppo LY. L'abbondanza di Ruminococcus 2, Lachnospiraceae e Eubacterium coprostanoligenes era significativamente più alta nel gruppo HY rispetto al gruppo LY. Bacteroides, Ruminococcus 2 e Candidatus-Saccharimonas erano inoltre positivamente correlati con il contenuto ruminale di propionato  (r> 0,4, p<0,05). 

I risultati di questo studio migliorano la comprensione della sintesi batterica all'interno del rumine e rivelano un importante meccanismo alla base delle differenze nella produttività delle vacche da latte.

 

“Illumina sequencing analysis of the ruminal microbiota in high-yield and low-yield lactating dairy cows” Tong J et al. PLoS One. 2018 Nov 13;13(11):e0198225. doi: 10.1371/journal.pone.0198225. eCollection 2018.

Disciplina Gastroenterologia

MRBQuesto studio è stato progettato con l’obiettivo di valutare l'efficacia di una nuova combinazione di florfenicolo/meloxicam (FM) nei vitelli con malattia respiratoria bovina.

A questo scopo, 90 vitelli sono stati infettati sperimentalmente mediante deposizione intratracheale di Mannheimia haemolytica. Sono stati inclusi solo i soggetti (n=84) che, a seguito dell’infezione avevano mostrato un rialzo termico > 39,5 °C e un punteggio clinico totale combinato (PCTC) maggiore o uguale a 3. I vitelli sono stati assegnati in modo casuale a uno di tre gruppi di trattamento: gruppo FM, trattati con la combinazione di florfenicolo/meloxicam; gruppo FF, trattati con la combinazione di florfenicolo/flunixina; gruppo di controllo (GC) trattati con soluzione fisiologica.

La temperature rettale e il PCTC dei vitelli dei gruppi FM e FF erano costantemente inferiori rispetto a quelli dei vitelli del GC (P <0,001). Inoltre, alla fine dello studio, è stata osservata un'alta percentuale di guarigione clinica nei vitelli trattati con FM (100%) o con FF (96,6%), mentre la guarigione era meno frequente nel GC (29,6%). È interessante notare che i vitelli del gruppo FM sono stati curati con successo più spesso rispetto ai vitelli del gruppo FF (P <0,05) e con una percentuale più bassa di recidiva clinica (P = 0,05).

Questi risultati sottolineano l'elevata efficacia della combinazione di florfenicolo/meloxicam, coerentemente con le proprietà farmacocinetiche dei due principi attivi.

 

“Treatment of experimentally induced bovine respiratory disease in young calves with a singleadministration of a combination of florfenicol and meloxicam” Achard D, et al. Vet Rec. 2018 Nov 3;183(17):535. doi: 10.1136/vr.104795. Epub 2018 Sep 5.

vacca a terraRecentemente sono stati pubblicati i valori soglia della conta totale delle cellule nucleate (CTCN) e della concentrazione proteica nel liquido cerebrospinale (LCS) delle vacche con “sindrome della vacca a terra” (SVT) che suggeriscono una lesione al midollo spinale.

L’obiettivo di questo studio retrospettivo era quello di determinare la sopravvivenza a breve e a lungo termine delle vacche con SVT sottoposte all'analisi del LCS utilizzando i valori soglia riportati. Il secondo obiettivo era quello di valutare il valore prognostico di questi valori soglia per prevedere la sopravvivenza a breve e a lungo termine.

Sono state incluse 214 vacche delle quali sono state calcolate la sopravvivenza a breve termine (dimissione dall'ospedale) e la sopravvivenza a lungo termine (completamento della lattazione); tali parametri sono stati correlati con la CTCN e con la concentrazione proteica nel LCS.

Le vacche con una CTCN e/o una concentrazione proteica nel LCS al di sopra dei valori soglia avevano un tasso di sopravvivenza a breve termine significativamente più basso (P = 0,02). La probabilità di non sopravvivenza delle vacche con uno o entrambi i valori al di sopra della soglia era 2,16 volte superiore. Una CTCN nel LCS >4,5 cellule/μL era in grado di predire il decesso a breve termine con una sensibilità del 17,3% e una specificità del 92,3%; allo stesso modo una concentrazione proteica nel LCS >0,39 g/L era in grado di predire il decesso a breve termine con una sensibilità del 20,9% e una specificità del 91,4%.

Una CTCN e una concentrazione proteica nel LCS al di sopra dei valori soglia stabiliti è associata ad una probabilità di decesso a breve termine più elevata.

 

“Survival associated with cerebrospinal fluid analysis in downer adult dairy cows: A retrospectivestudy (2006-2014)” Bilodeau MÈ, et al. J Vet Intern Med. 2018 Sep;32(5):1780-1786. doi: 10.1111/jvim.15305. Epub 2018 Sep 14.

Disciplina Neurologia
Mercoledì, 24 Ottobre 2018 23:10

Ecografia toracica nei bovini con broncopolmonite

muccaL'ecografia toracica (ET) potrebbe essere utilizzata per stimare l'estensione e la gravità delle lesioni polmonari in corso di broncopolmonite (BP) nei bovini da carne.

In questo studio è stata valutata la concordanza inter-valutatore e l’affidabilità dei rilievi emersi dall’ET di bovini con e senza BP.

Sei valutatori con vari livelli di esperienza hanno esaminato 50 video di ET (della durata di 16 secondi) al fine di giudicare la presenza di consolidamento polmonare, di artefatti a coda di cometa, di irregolarità delle pleure e, infine, di versamento. La concordanza tra i valutatori è stata calcolata tramite3 indici differenti.

Per quanto riguarda la presenza di consolidamento polmonare, i valori di concordanza stimata con i 3 indici erano di 0,84, 0,67 e 0,68; per le code di cometa erano 0,82, 0,56 e 0,73; per l’irregolarità delle pleure erano 0,62, 0,20 e 0,21; infine, per la presenza di versamento erano 0,82, 0,36 e 0,71. Tra i valutatori è stata riscontrata una moderata affidabilità per tutte le variabili quantitative.

La concordanza inter-valutatore era buona per la presenza di consolidamento polmonare, code di cometa e versamento pleurico, ma era da debole a scarsa per la presenza di irregolarità delle pleure.

 

“Inter-rater agreement and reliability of thoracic ultrasonographic findings in feedlot calves, with or without naturally occurring bronchopneumonia” Buczinski S, et al. J Vet Intern Med. 2018 Sep;32(5):1787-1792. doi: 10.1111/jvim.15257. Epub 2018 Aug 22.

Dairy cowsListeria monocytogenes (LM) è un importante agente patogeno di origine alimentare che colpisce gli animali e gli esseri umani. Nell’uomo, i focolai di listeriosi, causati dal consumo di prodotti lattiero-caseari non pastorizzati, destano serie preoccupazioni.

L’obiettivo di questo studio longitudinale era quello di determinare i fattori di rischio associati all’eliminazione fecale di LM nelle aziende lattiero-casearie a conduzione familiare.

Campioni fecali sono stati raccolti da vacche e vitelli di 20 allevamenti ad intervalli di 2 settimane per un periodo di 1 anno. La presenza di LM è stata rilevata utilizzando la qPCR.

La LM è stata isolata da tutte le aziende in almeno 1 dei campionamenti. La prevalenza annuale media era rispettivamente del 18,2% (98/540) nel caso delle vacche e dell'8,4% (43/511) nel caso dei vitelli. L’indice di calore (P = 0.05) e la stagione meteorologica (P = 0.04) hanno influenzato l’eliminazione fecale di LM a livello di azienda agricola. La stagione meteorologica ha influenzato l’eliminazione fecale di LM solo nelle vacche (P = .04), mentre l'indice di calore (P = .01) ha influenzato l’eliminazione fecale di LM nei vitelli. La stagione primaverile è stata identificata come il principale fattore di rischio associato all’eliminazione di LM a livello di azienda agricola (P = 0.01) e nelle vacche (P = 0.01). I cambiamenti dietetici sono stati associati ad una presenza meno numerosa di LM nelle feci dei vitelli (P <0.01).

L’eliminazione fecale di LM è risultato associato alle temperature ambientali e alla stagione meteorologica. Agricoltori e veterinari dovrebbero tenere a mente queste informazioni quando applicano strategie finalizzate a ridurre i rischi di diffusione di LM negli animali e nella comunità.

 

“Risk factors associated with fecal shedding of Listeria monocytogenes by dairy cows and calves” Bandelj P, et al. J Vet Intern Med. 2018 Sep;32(5):1773-1779. doi: 10.1111/jvim.15234. Epub 2018 Sep 17.

Mercoledì, 10 Ottobre 2018 23:57

Laringite necrotizzante del bovino

laringiteLa laringite necrotizzante, causata dal Fusobacterium necrophorum, quando cronicizza, può spesso richiedere un intervento chirurgico (laringostomia).

Gli obiettivi di questo studio di coorte retrospettivo erano quelli di determinare la sopravvivenza (fino alla macellazione) di bovini trattati chirurgicamente per laringite necrotizzante e di identificare i predittori di mortalità.

Sono stati inclusi nello studio un totale di 221 bovini con diagnosi laringoscopica di laringite necrotizzante e trattati chirurgicamente.

Il tasso di sopravvivenza globale è stato del 65,2%. Gli animali di età inferiore ai 6 mesi mostravano un rischio di mortalità significativamente più alto (mortalità 2 volte maggiore). Un valore cut-off della pressione parziale venosa dell'anidride carbonica (pCO2) pari a 64,5 mm di Hg è risultato significativamente associato alla mortalità (mortalità 2,4 volte maggiore). Combinando insieme le variabili età (<6 mesi) e pCO2 (<2,4 mm di Hg), si ottenevano una sensibilità del 49,1% e una specificità dell’86,4%. Infine, è stato osservato che la TCO2 presenta un'accuratezza diagnostica simile a quella della pCO2.

In conclusione, la prognosi dei bovini con laringite necrotizzante cronica sottoposti ad intervento chirurgico è discreta. L’età, la pCO2 e la TCO2 sono predittori di sopravvivenza facilmente accessibili e vanno, pertanto, considerati quando bisogna scegliere del destino dei soggetti affetti da tale patologia.

 

“Use of a national identification database to determine the lifetime prognosis in cattle with necrotic laryngitis and the predictive value of venous pCO2” Pardon B, et al. J Vet Intern Med. 2018 Jul;32(4):1462-1470. doi: 10.1111/jvim.15223. Epub 2018 Jul 3.

fecalLa diarrea neonatale del vitello è generalmente causata da agenti infettivi ed è un evento molto comune che comporta sostanziali perdite economiche. I tannini sono noti per le loro proprietà astringenti e antinfiammatorie nel tratto gastroenterico.

Lo scopo di questo studio era quello di valutare l'effetto della somministrazione orale di tannini di castagno (Castanea sativa Mill.) sulla durata dell’evento diarroico in 24 vitelli di razza Frisona affetti da diarrea neonatale. I soggetti inclusi sono stati divisi in un gruppo di controllo (C), al quale è stato somministrato Effydral® in 2 litri di acqua calda, e un gruppo trattato con tannini (T), che ha ricevuto Effydral® in 2 litri di acqua calda cui sono stati aggiunti 10 grammi di estratto di tannini di castagno in polvere.

La durata dell’evento diarroico è risultata significativamente maggiore nel gruppo C (10,1 ± 3,2 giorni) rispetto al gruppo T (6,6 ± 3,8 giorni) (p = 0,02).

Sia in medicina umana che veterinaria, l’impiego di trattamenti fitoterapici in corso di svariate patologie è diventato sempre più comune al fine di ridurre la presenza di molecole antibiotiche nella catena alimentare e nell'ambiente. I risultati di questo studio suggeriscono che la somministrazione di tannini sembri accorciare la durata dell’evento diarroico, supportando l’efficacia astringente dei tannini di castagno nel vitello, come già riportato nell’uomo. Gli autori affermano che l'uso di tannini di castagno potrebbe rappresentare un trattamento efficace e a basso impatto nei vitelli con diarrea neonatale.

 

“Oral administration of chestnut tannins to reduce the duration of neonatal calf diarrhea” Bonelli F, et al. BMC Vet Res. 2018 Jul 28;14(1):227. doi: 10.1186/s12917-018-1549-2.

Disciplina Gastroenterologia

ovaio bovinaIl trattamento della malattia cistica dell’ovaio (Cystic Ovarian Disease, COD) nelle vacche da latte è ancora controverso e alcuni ricercatori raccomandano l'uso dell'ormone di rilascio delle gonadotropine (GnRH, gonadotropin-releasing hormone) indipendentemente dalla natura delle cisti.

Uno studio si è posto l’obiettivo di confrontare le performance riproduttive di vacche da latte con cisti follicolari o luteiniche dopo trattamento con buserelina acetato (un agonista del GnRH) o con dinoprost (una PGF2α).

La diagnosi di COD è stata effettuata mediante esami ultrasonografici eseguiti due volte al mese a partire da 40-45 giorni dopo il parto e fino alla successiva diagnosi di gravidanza (dopo inseminazione artificiale). A seconda della tipologia di cisti (follicolari o luteiniche) sono stati stabiliti due gruppi al cui interno le vacche sono state trattate con 21 μg di buserelina acetato o con 25 mg di dinoprost, per un totale di 4 gruppi.

Dopo il trattamento, la percentuale di estrogeni nelle vacche con cisti follicolari trattate con dinoprost era significativamente inferiore (55,1%) rispetto alle vacche trattate con buserelina acetato (77,5%) e rispetto alle vacche affette da cisti luteiniche (77,2% nel gruppo trattato con dinoprost e 72,4% nel gruppo trattato con buserelina acetato). Il tasso di concepimento era più alto nelle vacche con cisti follicolari trattate con buserelina acetato (67,7%) rispetto a quelle trattate con dinoprost (60%) e rispetto a quelle con cisti luteiniche (56,9% nel gruppo trattato con dinoprost e 47,5% nel gruppo trattato con buserelina acetato).

I risultati di questo studio dimostrano che è preferibile distinguere tra i due tipi di cisti ovariche prima del trattamento. Le cisti luteiniche possono essere trattate sia con le PGF2α che con gli analoghi del GnRH, con risultati migliori quando si utilizzano le PGF2α. Al contrario, le cisti follicolari hanno una risposta più efficace agli analoghi del GnRH. Quando la differenziazione non è possibile, gli analoghi del GnRH sono da preferire rispetto alle PGF2α.

 

“Reproductive performance in dairy cows with cystic ovarian disease after single treatment with buserelin acetate or dinoprost” Bors SI, et al. J Vet Med Sci. 2018 Jul 18;80(7):1190-1194. doi: 10.1292/jvms.17-0690. Epub 2018 May 30.

Disciplina Riproduzione

parto

Uno studio ha indagato il valore predittivo delle concentrazioni plasmatiche di acidi grassi non esterificati (NEFA), beta-idrossibutirrato (BHB), colesterolo, albumina e calcio nel predire il rischio di malattie del peripartum nelle mucche Holstein primipare e pluripare.

Lo studio è stato condotto su 308 vacche da latte (126 primipare e 182 pluripare) di un allevamento a stabulazione libera, le cui condizioni corporee sono state valutate settimanalmente da 3 settimane prima del parto fino a 4 settimane dopo il parto. Le malattie del peripartum sono state diagnosticate da un singolo veterinario, mentre le malattie subcliniche (chetosi e ipocalcemia) sono state diagnosticate in laboratorio.

Le patologie del peripartum che si sono verificate con maggiore frequenza sono state la metrite (26,6%), seguita dalla ritenzione placentare (17,2%) e dalla mastite (15,2%); mentre l'incidenza di ipocalcemia subclinica è stata maggiore nelle vacche pluripare (43%) rispetto alle primipare (9,5%). Nelle vacche pluripare le concentrazioni di albumina 2 settimane prima del parto erano predittive di metrite, mentre erano predittive di ritenzione placentare a 2 e 1 settimana prima del parto; il colesterolo, invece, è risultato essere predittivo di mastite nelle due settimane antecedenti il parto e al momento stesso del parto.

Questo studio ha dimostrato che le variazioni di concentrazione dell'albumina e del colesterolo nelle settimane che precedono il parto devono mettere in guardia sul possibile sviluppo di complicazioni nel peripartum.

 

“Metabolic predictors of peri-partum diseases and their association with parity in dairy cows” Ruprechter G, et al. Res Vet Sci. 2018 Jun;118:191-198. doi: 10.1016/j.rvsc.2018.02.005. Epub 2018 Feb 19.

Disciplina Riproduzione

coxiellaCoxiella burnetii è un patogeno intracellulare obbligato, responsabile della febbre Q in molte specie animali e nell'uomo. Diversi studi hanno riportato l'associazione tra questo batterio e disturbi riproduttivi quali aborto, parto prematuro, natimortalità e debolezza della prole. Tuttavia, non vi è alcuna prova concreta del fatto che C. burnetii provochi endometrite, calo della fertilità e ritenzione degli invogli fetali.

Uno studio ha effettuato esame istopatologico e PCR su 40 biopsie uterine ottenute da bovine da latte con fertilità scadente, e l’esame colturale da tamponi uterini.

In 30 di 40 vacche, le biopsie endometriali non presentavano lesioni significative, e la coltura batterica e la PCR non avevano evidenziato alcun patogeno. Le altre 10 vacche erano PCR-positive per C. burnetii, mentre erano negative per altri patogeni all’esame colturale e alla PCR. Le biopsie di questi 10 soggetti avevano mostrato un quadro di endometrite cronica da lieve a grave associata a fibrosi perivascolare e perighiandolare.

La valutazione immunoistochimica delle biopsie PCR-positive di C. burnetii ha identificato, per la prima volta, la presenza di C. burnetii a livello intracitoplasmatico nei macrofagi dell'endometrio patologico delle bovine da latte.

 

“Coxiella burnetii in Infertile Dairy Cattle With Chronic Endometritis” De Biase D, et al. Vet Pathol. 2018 Jul;55(4):539-542. doi: 10.1177/0300985818760376. Epub 2018 Mar 22.

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