Dall'11 aprile 2003 sono stati pubblicati 6457 articoli

AGGIORNAMENTO SCIENTIFICO PERMANENTE IN MEDICINA VETERINARIA

Domenica, 02 Giugno 2019 22:55

Ulcere gastriche nel suino

3000x2000Gastric Ulcers Index 8L'Helicobacter suis è stato associato allo sviluppo di ulcere gastriche nella parte aghiandolare dello stomaco dei suini, probabilmente a causa di una interferenza sulla secrezione acida gastrica e sulla composizione del microbiota gastrico. Il Fusobacterium gastrosuis è presente in elevate concentrazioni nel microbiota gastrico dei suini infetti da H. suis e si è ipotizzato che questo microrganismo possa ricoprire un ruolo nello sviluppo delle ulcere gastriche.

Lo scopo di questo studio era quello di indagare ulteriormente l'influenza esercitata da H. suis sul microbiota della parte aghiandolare dello stomaco nei suini e sul potenziale ruolo patogeno di F. gastrosuis.

L'infezione da H. suis ha influenzato la numerosità relativa di diversi taxa a livello di phylum, famiglia, genere e specie. I suini con infezione da H. suis hanno mostrato un tasso di colonizzazione significativamente più alto di F. gastrosuis nella regione gastrica aghiandolare rispetto ai suini non infetti. In vitro, ceppi vitali di F. gastrosuis, così come i loro lisati, hanno indotto la morte delle cellule epiteliali gastriche ed esofagee. Tale morte cellulare indotta dalle componenti batteriche era dipendente dalla temperatura. L'analisi genomica ha rivelato che il genoma di F. gastrosuis comprende geni codificanti i fattori coinvolti nell'adesione, invasione e induzione della morte cellulare e nell'evasione immunitaria; tali geni mostravano una sequenza similare a quella già descritta in altre specie di Fusobacterium.

Si ipotizza che, in un ambiente gastrico alterato da H. suis, la colonizzazione e l'invasione della regione aghiandolare dello stomaco dei suini così come la produzione di metaboliti induttori della morte delle cellule epiteliali da parte di F. gastrosuis, svolgano un ruolo patogenetico nelle ulcerazioni gastriche.

 

“Characterization of the non-glandular gastric region microbiota in Helicobacter suis-infected versus non-infected pigs identifies a potential role for Fusobacterium gastrosuis in gastric ulceration” De Witte C, et al. Vet Res. 2019 May 24;50(1):39. doi: 10.1186/s13567-019-0656-9.

Disciplina Gastroenterologia
Martedì, 21 Maggio 2019 23:33

Firocoxib transmammario nei suinetti

ImmagineProcedure dolorose che vengono effettuate nei suinetti, come il taglio della coda e dei denti e la castrazione, costituiscono una preoccupazione emergente per il benessere animale.

Gli autori di questo studio hanno ipotizzato che la somministrazione per via transmammaria di un farmaco antinfiammatorio non steroideo, il firocoxib, possa ridurre il dolore associato a tali procedure.

Lo studio ha previsto la somministrazione di 4 dosi diverse di firocoxib (da 0,5, 1,0, 1,5 o 2,0 mg/kg) alle scrofe prima che i loro suinetti venissero sottoposti alle procedure dolorose allo scopo di confrontare la farmacocinetica, l’efficacia, la sicurezza e i residui tissutali di tale principio attivo.

Sono state incluse nello studio 16 scrofe, 5±2 giorni dopo il parto, che sono state assegnate in modo casuale a 1 dei 4 gruppi di trattamento. Al giorno 0, le scrofe hanno ricevuto una singola dose intramuscolare di firocoxib 7±1 ore prima che i suinetti fossero sottoposti alla procedura di castrazione chirurgica e al taglio della coda e dei denti. Le concentrazioni di firocoxib e di cortisolo sono state determinate da campioni di sangue prelevati dalle scrofe e da 3 suinetti per ciascuna nidiata a 0, 2, 4, 6, 8, 12, 24, 48, 72, 96 e 120 ore dalla somministrazione del farmaco. Al giorno 21, i suinetti sono stati pesati e tutti i soggetti sono stati sottoposti ad eutanasia e a necroscopia. Campioni di tessuto sono stati raccolti da 3 suinetti per nidiata per l'esame istologico e l'analisi dei residui.

Le concentrazioni medie di firocoxib al momento del picco plasmatico erano di 107,90, 157,50, 343,68 e 452,83 ng/ml nelle scrofe che hanno ricevuto rispettivamente 0,5, 1,0, 1,5 e 2,0 mg/kg di firocoxib; nei loro rispettivi suinetti le concentrazioni erano di 9,53, 31,04, 53,30 e 44.03 ng/mL. L’emivita plasmatica media variava da 26 a 31 ore nelle scrofe e da 30 a 48 ore nei suinetti. I suinetti delle scrofe che avevano ricevuto 2,0 mg/kg di firocoxib avevano la concentrazione plasmatica media di cortisolo significativamente più bassa ad 1 ora di distanza dalle procedure rispetto ai suinetti delle scrofe che avevano ricevuto 1,0 mg/kg (P = 0,0416) e 0,5 mg/kg di firocoxib (P = 0,0397). Al momento dello svezzamento, i suinetti delle scrofe che avevano ricevuto 2,0 mg/kg di firocoxib avevano guadagnato più peso rispetto a quelli delle scrofe che avevano ricevuto 0,5 mg/kg (P = 0,008) o 1,0 mg/kg (P = 0,005) di firocoxib. Non è stato osservato nessun segno di tossicità da farmaci antiinfiammatori non steroidei all'esame istologico di reni, fegato, stomaco e intestino tenue e le concentrazioni di firocoxib e del suo metabolita erano inferiori al limite di rilevazione (0,01 μg/g) in tutti i tessuti prelevati sia dalle scrofe che dai suinetti.

Questi risultati indicano che il passaggio transmammario di firocoxib nei suinetti in allattamento prima del taglio della coda e della castrazione può ridurre in modo sicuro lo stress indotto da tali procedure e aumentare il peso al momento delllo svezzamento.

 

“Transmammary delivery of firocoxib to piglets reduces stress and improves average daily gain after castration, tail docking, and teeth clipping” Coetzee JF, et al. J Anim Sci. 2019 Apr 25. pii: skz143. doi: 10.1093/jas/skz143. [Epub ahead of print]

Disciplina Practice management
Mercoledì, 15 Maggio 2019 17:21

Resistenza antimicrobica di Streptococcus suis

getvetbaktimageIl presente studio ha indagato la resistenza antibiotica di colonie di Streptococcus suis ottenute da suinetti clinicamente malati e da suini sani in diversi stadi della filiera produttiva.

La sensibilità antimicrobica delle colonie di Streptococcus suis (N = 379) è stata testata utilizzando il metodo della disco diffusione in agar.

Le colonie di batteri prelevate dai suinetti clinicamente malati avevano una prevalenza più elevata di resistenza rispetto alle colonie prelevate dai suini sani. C'era una prevalenza da elevata a moderata di resistenza agli antibiotici comunemente usati nelle diete dei suinetti, quali la tetraciclina (84,2%), la tiamulina (65,2%) e la spectinomicina (40,4%). Diversamente, c'era una bassa prevalenza di resistenza agli antimicrobici usati solo come trattamenti parenterali e non aggiunti ai mangimi (ad esempio ceftiofur e florfenicolo).

Questi risultati dovrebbero aiutare i professionisti nella scelta di farmaci appropriati da utilizzare negli allevamenti di suini.

 

“Antimicrobial resistance of Streptococcus suis isolates recovered from clinically ill nursery pigs and from healthy pigs at different stages of production” Arndt ER, et al. Can Vet J. 2019 May;60(5):519-522.

Disciplina Farmacologia

pigGli antibiotici (AB) rivestono un ruolo fondamentale nel controllo delle malattie infettive negli allevamenti di suini; tuttavia, a causa del frequente abuso/sovradosaggio di tali farmaci, il problema dell’antibiotico-resistenza sta divenendo una questione sempre più oggetto di dibattito. Quali possano essere le gli effetti a lungo termine dell’abolizione dell'AB a scopo profilattico dal mangime per i suini non è noto.

L’obiettivo di questo studio è stato quello di valutare le conseguenze del mancato impiego profilattico degli AB sulle prestazioni e sulla salute dei suini dallo svezzamento alla macellazione.

Sono stati inclusi sei gruppi di maiali, ciascuno costituito da 140 soggetti, monitorati durante le fasi di svezzamento e finitura fino alla macellazione. La metà dei soggetti sono stati alimentati con un mangime contenente antibiotici (gruppo AB) e l’altra metà con un mangime privo di AB (gruppo NO-AB). I suini di entrambi i gruppi che sviluppavano malattia o zoppia venivano sottoposti a trattamento antibiotico per via parenterale. Durante la permanenza in allevamento sono state registrate le informazioni relative alle prestazioni produttive, ai trattamenti parenterali e alla mortalità; al momento della macellazione è stata indagata la presenza di malattia respiratoria.

Durante le prime fasi dello svezzamento, i suini del gruppo AB hanno mostrato una maggiore crescita (P = 0,018) e una maggiore assunzione di mangime (P = 0,048) rispetto ai suini del gruppo NO-AB; diversamente non sono state riscontrate differenze relativamente all’efficienza alimentare. Nonostante una riduzione iniziale delle prestazioni, i suini del gruppo NO-AB hanno avuto prestazioni simili nella fase di rifinitura con conseguenze minime sulla salute rispetto ai suini del gruppo AB. Al momento della macellazione, non è stata osservata alcuna differenza per quanto riguarda la percentuale di soggetti affetti da polmonite, pleurite, pleuropolmonite e ascessi tra i due gruppi (P> 0,05). Durante la fase di svezzamento, il tasso di mortalità non è risultato essere influenzato dall’aggiunta o meno di AB nel mangime (P = 0,806), anche se tendeva ad essere leggermente più alto nel gruppo NO-AB durante la fase di rifinitura (P = 0,099). La necessità di ricorso a trattamenti antibiotici per via parenterale era maggiore nel gruppo NO-AB durante la fase di svezzamento (P <0,001) ma non nella fase di rifinitura (P = 0,406).

Questi dati suggeriscono che l’abolizione degli antibiotici profilattici nei mangimi esercita un impatto molto contenuto sulle prestazioni produttive e sulla salute dei suini. Gli autori dello studio, infine sostengono che queste minime conseguenze potrebbero essere comunque evitate migliorando la gestione dell'allevamento e razionalizzando l'uso di antibiotici per via parenterale.

 

“Removing prophylactic antibiotics from pig feed: how does it affect their performance and health?” Diana A, et al. BMC Vet Res. 2019 Feb 26;15(1):67. doi: 10.1186/s12917-019-1808-x.

Disciplina Farmacologia

PigletÈ stato osservato che la mortalità dei suinetti nei sistemi di allevamento all'aperto varia durante l'anno, e una ragione di questa variazione potrebbe essere correlata alle fluttuazioni della temperatura all’interno delle zone destinate al ricovero (capanne) in quanto la temperatura ambientale, sia direttamente che indirettamente, potrebbe influenzare la sopravvivenza dei suinetti.

Pertanto, lo scopo di questo studio osservazionale era quello di indagare l'impatto esercitato dalla temperatura all’interno delle aree destinate al parto e le sue variazioni durante l’anno solare sulla natimortalità e sulla mortalità neonatale.

Lo studio è stato condotto presso cinque allevamenti di suini biologici. Dalle valutazioni effettuate è emerso che sia le variazioni climatiche che si verificano durante l’anno solare (P = 0,004) che la temperatura nelle zone destinate al parto (P = 0,002) influenzano la percentuale di natimortalità. Il rischio è risultato essere più basso in inverno; in particolare, però, durante questa stagione, notevoli escursioni termiche all’interno dei rifugi tra il giorno preparto e quello del parto aumentavano il rischio di natimortalità (P = 0,013). Durante le stagioni calde, il tasso di natimortalità aumentava quando le temperature superavano i 27 °C. Le fluttuazioni climatiche stagionali influenzavano anch’esse la percentuale di mortalità neonatale (P = 0,009), ottenendo i valori più bassi in primavera. Diversamente, la temperatura nelle zone parto sembra non influenzare la mortalità neonatale.

Gli autori ipotizzano, pertanto, che siano altri i fattori che influenzino la mortalità neonatale; ad esempio le differenze nella quantità di ore di luce potrebbero essere responsabili di un andamento stagionale della produttività delle nidiate e della lattazione.

 

“Does hut climate matter for piglet survival in organic production?” Schild SA, et al. Animal. 2018 Aug 16:1-9. doi: 10.1017/S175173111800201X. [Epub ahead of print]

Disciplina Practice management

5b90e9593f32eLa sindrome della disgalassia postparto (SDP) delle scrofe è difficile da diagnosticare e la patogenesi è oscura. I cambiamenti ormonali associati alla malattia sono spesso difficili da distinguere da quelli riscontrati nel normale periodo di transizione dalla gestazione all’allattamento.

Questo studio si è posto l’obiettivo di indagare i cambiamenti metabolici e ormonali correlati alla SDP con lo scopo di identificare potenziali biomarker nelle scrofe affette da tale sindrome.

L’indagine è stata effettuata confrontando i biomarker selezionati tra 38 scrofe affette dalla sindrome (SDP+) e 38 scrofe sane (SDP-). I campioni sono stati prelevati ogni 24 h da 60 h prima del parto a 36 h dopo il parto.

In entrambi i gruppi di scrofe è stato riscontrato un aumento delle concentrazioni di cortisolo sierico e salivare e della glicemia a digiuno tra i prelievi effettuati a 60 h prima del parto e 36 h prima del parto. Nelle scrofe SDP+ è stata osservata una riduzione del peptide C rispetto al valore basale, mentre nelle scrofe SDP- è stata riscontrata una diminuzione della prolattina e dell’8-epi prostaglandina F2 alfa (8-epi-PGF2α). È stata evidenziata una differenza statisticamente significativa tra le scrofe SDP+ e quelle SDP- per quanto riguarda le concentrazioni di cortisolo nel siero e nella saliva, la cromatogranina salivare A (CgA), la glicemia a digiuno, il peptide C e l’8-epi-PGF2α. Alcuni di questi biomarker, quali il cortisolo nel siero e saliva, la CgA salivare e l’8-epi-PGF2α sierica, differivano statisticamente ancora prima del parto. Infine, le concentrazioni di CgA salivare sono state significativamente inferiori nelle scrofe SDP- rispetto alle scrofe PDS+ durante l'intero periodo di studio.

I risultati suggeriscono che la CgA salivare, il cortisolo e l’8-epi-PGF2α sierica possono potenzialmente essere impiegati come indicatori diagnostici precoci per la SDP. Il fatto che la concentrazione di CgA salivare si sia mantenuta costantemente più elevata nelle scrofe SDP+, potrebbe far supporre che i disturbi omeostatici, nelle scrofe che sviluppano la sindrome, siano presenti già nelle 36-60 h che precedono il parto. La maggiore concentrazione di cortisolo sierico e salivare nelle scrofe SDP+ potrebbe riflettere un segno precoce di infiammazione o stress; d’altro canto, il peptide C significativamente inferiore potrebbe dipendere da una minore assunzione di cibo. Gli autori concludono che tali risultati contribuiscono alla comprensione della patogenesi della SDP e che i disturbi omeostatici rilevati prima del parto, e le alterazioni dei relativi biomarker, meritano ulteriori approfondimenti.

 

“Hormonal and metabolic indicators before and after farrowing in sows affected with postpartum dysgalactia syndrome” Kaiser M, et al. BMC Vet Res. 2018 Nov 7;14(1):334. doi: 10.1186/s12917-018-1649-z.

easset upload file717 72627 eIn passato, l'arginina (Arg) non è stata considerata un nutriente insufficiente nelle diete per i suini in gestazione o in allattamento, a causa della credenza che questi animali potessero sintetizzare quantità sufficienti di Arg per soddisfare i loro bisogni fisiologici. La mancanza di una piena consapevolezza sull’importanza degli aspetti nutrizionali dell’Arg ha contribuito a determinare un'efficienza subottimale della produzione di carne suina. Negli ultimi 25 anni, si è rivolto sempre maggiore interesse nei confronti del metabolismo dell’Arg nel suino, specie che riveste un’importanza agricola e rappresenta un modello di studio della biologia umana.

L'arginina è un amminoacido presente in quantità molto abbondanti nei tessuti dei suini, è quello maggiormente rappresentato nel liquido allantoideo e svolge il ruolo di regolatore chiave dell'espressione genica, della trasduzione del segnale cellulare e delle reazioni antiossidanti.

Evidenze recenti suggeriscono che l'integrazione con lo 0,5-1% di Arg contribuisca alla salute dell'intestino e prevenga la disfunzione intestinale nei suinetti svezzati, migliorando nel contempo le loro prestazioni di crescita e la loro sopravvivenza. Inoltre, l'integrazione di un 1% di Arg nelle diete è necessaria per massimizzare lo sviluppo del muscolo scheletrico e l'efficienza alimentare nei suini in accrescimento, ed è stato osservato che riduce la perdita di massa muscolare nei suini sottoposti a endotossicosi. Infine, l'integrazione dello 0,83% di Arg nelle diete a base di farina di mais e di soia favorisce la sopravvivenza embrionale/fetale e la produzione di latte nelle scrofe in allattamento.

Queste considerazioni hanno portato alla consapevolezza dell’importanza di fornire un adeguato apporto di Arg nella dieta al fine di supportare al meglio le fasi di accrescimento, allattamento e le performance riproduttive nel suino. Questi risultati hanno anche importanti implicazioni per migliorare la nutrizione e la salute degli esseri umani e di altri animali.

 

“BOARD-INVITED REVIEW: Arginine nutrition and metabolism in growing, gestating, and lactating swine” Wu G, et al. J Anim Sci. 2018 Nov 15. doi: 10.1093/jas/sky377. [Epub ahead of print]

Venerdì, 09 Novembre 2018 08:14

Farmacocinetica della moxidectina nel suino

Swine BreederL’obiettivo di questo studio era quello di indagare la farmacocinetica della moxidectina (MXD) nella specie suina dopo una singola somministrazione endovenosa di 1,25 mg/kg e dopo una singola somministrazione topica di 2,5 mg/kg.

I campioni ematici sono stati raccolti prima del trattamento (tempo 0) e nei 40 giorni successivi alla somministrazione.

Per la somministrazione endovenosa (n = 8), l'emivita di eliminazione (λZ) era di 10,29 ± 1,90 giorni, il volume di distribuzione apparente (Vz) era di 89,575 ± 29,856 L/kg, e la clearance (Cl) era di 5,699 ± 2,374 L/kg. Per la somministrazione topica (n = 8), la concentrazione plasmatica massima del farmaco (Cmax) era di 7,49 ng/ml, il tempo necessario per raggiungere la concentrazione plasmatica massima (Tmax) era di 1,72 giorni, e l’emivita di eliminazione era di 6,20 giorni. La MXD per via topica è risultata avere una biodisponibilità assoluta bassa, pari al 9,2%, ma il tempo medio di residenza (TMR) era più lungo (10,88 ± 1,75 giorni) rispetto a quello della somministrazione endovenosa (8,99 ± 2,48 giorni).

Questi risultati hanno dimostrato che la MXD viene assorbita rapidamente attraverso la pelle e che l’eliminazione, diversamente, avviene più lentamente. I dati ottenuti potrebbero contribuire a perfezionare il regime di dosaggio per la somministrazione topica di MXD.

 

“The pharmacokinetics of moxidectin following intravenous and topical administration to swine” Xiao H et al. J Vet Pharmacol Ther. 2018 Nov 4. doi: 10.1111/jvp.12693. [Epub ahead of print]

Disciplina Farmacologia

pppL’Actinobacillus pleuropneumoniae è l'agente eziologico responsabile della pleuropolmonite suina. Per garantire il controllo della malattia, l'identificazione dei suini con infezione subclinica è di fondamentale importanza per evitarne la trasmissione. Un metodo raccomandato consiste nell’esecuzione della PCR da campioni tonsillari; tuttavia questa tecnica, oltre che non essere infallibile, non permette di monitorare lo sviluppo di antibiotico-resistenze.

Per questi motivi, uno studio si è posto l’obiettivo di indagare la qualità delle informazioni fornite dalla coltura batteriologica di campioni tonsillari.
A questo scopo, 163 suini Landrace sono stati sperimentalmente esposti, via aerosol, ad A. pleuropneumoniae sierotipo 7 e sono stati studiati il tasso di isolamento dal tessuto polmonare e dalle tonsille e la corrispondente gravità delle lesioni polmonari.

Nel complesso è stata rilevata una correlazione significativa (p <0,001) tra il grado di malattia clinica, la gravità delle alterazioni polmonari e l’entità di isolamento di A. pleuropneumoniae dai tessuti tonsillare e polmonare. Il 74,8% dei soggetti è risultato positivo sia nel campione tonsillare che nel polmonare e il 7,4% è risultato negativo in entrambi i tessuti. Il restante 17,8%, invece, ha mostrato una positività in solo uno dei due tessuti (il 4,3% dei soggetti solo sul tessuto tonsillare e il 13,5% solo sul tessuto polmonare). Nel 36,4% di questi animali è stata dimostrata una imponente colonizzazione a carico dei polmoni e nel 40,9% delle alterazioni polmonari da moderate a gravi. Quindi, la sensibilità diagnostica per l'individuazione di uno stato di colonizzazione positiva dei suini mediante esame colturale di campioni tonsillari era dell'84,7%, la specificità era del 66,7%; il valore predittivo positivo era 94,6% e il negativo 35,3%. La sensibilità complessiva per l'esposizione ad A. pleuropneumoniae è stata del 78,2% da campioni tonsillari e dell'88,0% da campioni polmonari.

Gli autori concludono che l'esame delle tonsille da solo può dar luogo a risultati falsi negativi in quanto i risultati di questo studio dimostrano che i polmoni potrebbero essere fortemente coinvolti nonostante la negatività all’isolamento tonsillare. Pertanto, la coltura di campioni tonsillari dovrebbe essere usata in combinazione con metodi che valutano anche l’interessamento del tratto respiratorio inferiore.

 

“Evaluation of the predictive value of tonsil examination by bacteriological culture for detectingpositive lung colonization status of nursery pigs exposed to Actinobacillus pleuropneumoniae by experimental aerosol infection” Hoeltig D, et al. BMC Vet Res. 2018 Jun 28;14(1):211. doi: 10.1186/s12917-018-1542-9.

Martedì, 31 Luglio 2018 01:01

Un nuovo vaccino contro la PRRS

prrs virusIl virus della sindrome riproduttiva e respiratoria suina (PRRS, porcine reproductive and respiratory syndrome) è molto diffuso negli allevamenti di suini in tutto il mondo, e costituisce un costo significativo per il mercato suinicolo. Per cercare di limitare il problema, si è alla ricerca di un vaccino in grado di conferire un'immunità duratura per prevenire l'infezione e la sua trasmissione.

In uno studio in cieco è stata valutata la durata dell'immunità conferita da un vaccino vivo modificato (Ingelvac PRRSFLEX® EU) a distanza di 20, 24 e 26 settimane dalla vaccinazione. Gli endpoint primari erano la valutazione macroscopica e istologica delle lesioni polmonari e la quantità di RNA virale presente nel tessuto polmonare 10 giorni dopo il challenge (esposizione all’agente eziologico). Gli endpoint secondari includevano osservazioni cliniche, aumento di peso medio giornaliero e quantità di RNA virale nel siero 10 giorni dopo il challenge. L’indagine è stata effettuata in 3 esperimenti nei quali sono stati utilizzati 3 gruppi di suini (n=56 per studio); il gruppo 1 ha ricevuto Ingelvac PRRSFLEX® EU, mentre i gruppi 2 e 3 sono stati trattati con un placebo. A distanza di 20, 24 o 26 settimane dalla vaccinazione, i gruppi 1 e 2 sono stati esposti all’agente virale.

I punteggi medi delle lesioni macroscopiche polmonari erano significativamente più bassi nel gruppo 1 rispetto al gruppo 2 a 24 e 26 settimane (p <0,0001), ma non a 20 settimane (p = 0,299). I punteggi medi delle lesioni polmonari valutati istologicamente erano significativamente più bassi nel gruppo 1 rispetto al gruppo 2 a 20 (p = 0,0065), 24 (p <0,0001) e 26 settimane (p <0,0001). La carica di RNA virale media nel tessuto polmonare era significativamente più bassa nel gruppo 1 rispetto al gruppo 2 (p <0,0001) a 20 (p <0,0001), 24 (p <0,0001) e 26 settimane (p <0,0001). La carica di RNA virale nel siero durante i giorni 1-10 post-challenge era significativamente più bassa nel gruppo 1 rispetto al gruppo 2 (p <0,0001) in tutti gli esperimenti. Un significativo aumento dell’incremento di peso giornaliero medio è stato osservato nel gruppo 1 rispetto al gruppo 2 a 20 settimane (p = 0,0027) e 24 settimane (p = 0,0004), ma non a 26 settimane (p = 0,1041). Non ci sono state differenze significative nei segni clinici post-challenge in nessun esperimento.

Questi risultati suggeriscono che Ingelvac PRRSFLEX® EU conferisce immunità a lungo termine, che viene mantenuta fino a 26 settimane dopo la vaccinazione.

 

“Long duration of immunity against a type 1 heterologous PRRS virus challenge in pigs immunised with a novel PRRS MLV vaccine: a randomised controlled study” Kroll J, et al. Porcine Health Manag. 2018 May 16;4:11. doi: 10.1186/s40813-018-0087-4. eCollection 2018.

Pagina 1 di 9

Questo sito web utilizza cookie propri e di terze parti. Se chiudi il banner ne accetti l'utilizzo.