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AGGIORNAMENTO SCIENTIFICO PERMANENTE IN MEDICINA VETERINARIA

Visualizza articoli per tag: vacche da latte

vacche lattazioneSono disponibili poche informazioni riguardanti l'effetto dell'integrazione di 25-idrossivitamina D3 combinata con un bolo di calcio orale postpartum sull'omeostasi del calcio durante il periodo di transizione delle vacche da latte. Gli obiettivi degli autori del presente studio erano quindi valutare gli effetti della 25-idrossivitamina D3combinata con il bolo di calcio orale postpartum sulle prestazioni inerenti la lattazione, sui minerali sierici e metaboliti della vitamina D3, sui parametri chimici sierici, sulle funzioni antiossidante e immunitaria nelle vacche da latte pluripare. 

Per valutare gli effetti della 25-idrossivitamina D3 combinata con il calcio orale, 48 vacche Holstein pluripare sono state assegnate in modo casuale a uno dei quattro gruppi di trattamento: (1) integrazione di 240 mg/diedi vitamina D3 senza un bolo orale di Ca post-partum (controllo), (2) integrazione di 240 mg/die di vitamina Dcon un bolo orale di Ca contenente 90 g di Ca subito dopo il parto (Ca + VitD), (3) integrazione di 6 g/die di 25-idrossivitamina Dsenza bolo orale di Ca (25D), e ( 4) integrazione di 6 g/die di 25-idrossivitamina D3 con un bolo orale di Ca contenente 90 g di Ca subito dopo il parto (Ca + 25D). Sono state misurate le performancedella lattazione durante i primi 21 giorni. I prelievi ematici sono stati effettuati all'inizio del parto e poi a 1, 2, 7, 14 e 21 giorni di distanza dal parto. 

Disciplina Fisiologia

mastitis in dairy cowsLa mastite bovina è un'infiammazione della ghiandola mammaria, che potrebbe essere il risultato di allergie, traumi fisici o invasione da parte di agenti patogeni come Streptococcus uberis. Quest’ultimo è un patogeno ambientale associato ad infezione subclinica e clinica intramammaria (intramammary infection, IMI) nelle vacche in lattazione e non in lattazione, che può persistere nella ghiandola mammaria e causare un'infezione cronica. Nonostante le importanti perdite economiche e l'aumento della prevalenza delle mastiti causate da S. uberis, non sono ancora chiari i fattori di virulenza coinvolti nella colonizzazione batterica della ghiandola mammaria e i meccanismi patogenetici. Negli ultimi 30 anni, diversi studi hanno definito l'aderenza e l'internalizzazione di S. uberis come le prime fasi dell'IMI. Il patogeno aderisce e invade le cellule della ghiandola mammaria e questa sua capacità è stata osservata in studi in vitro ma, ad oggi, non ancora in studi in vivo. Le proteine ​​di superficie batteriche sono in grado di legarsi alle componenti proteiche della matrice extracellulare come fibronectina, collagene e laminina, nonché alle proteine ​​del latte. Queste proteine ​​svolgono un ruolo nell'adesione alle cellule dell'ospite e sono state denominate "componenti della superficie microbica che riconoscono molecole di matrice adesive" (microbial surface components recognizing adhesive matrix molecules, MSCRAMM).

L’obiettivo di questo articolo era quello di riassumere le attuali conoscenze sui potenziali fattori coinvolti nella patogenesi precoce della mastite da S. uberis.

Vacche caloreLo stress da caldo è uno dei maggiori problemi del settore lattiero-caseario. Poiché il colore del mantello sembra essere correlato all'adattabilità allo stress da caldo, l’obiettivo del presente studio era quello di confrontare la temperatura rettale e superficiale di vacche Holstein con mantello pezzato rosso (Red-and-white, RW; n = 14) e pezzato nero (Black-and-white, BW; n = 16).

La temperatura superficiale è stata rilevata utilizzando la termografia a infrarossi in una stagione fredda (luglio; temperatura media: 15,5 °C) e calda (marzo; temperatura media: 30,5 °C) nel sud del Brasile. Le immagini termografiche sono state ottenute dal lato sinistro dell'animale mantenendo una distanza di 4 m. Le immagini sono state poi analizzate utilizzando un software apposito. Le variabili ottenute dalla termografia della superficie corporea includevano la temperatura delle macchie bianche, la temperatura delle macchie pigmentate, la temperatura nel punto più caldo e la temperatura nel punto più freddo. Le misurazioni della temperatura rettale sono state ottenute, durante la mungitura, tramite utilizzo di un termometro a mercurio.

Disciplina Fisiologia
Venerdì, 07 Giugno 2002 17:36

Jacobsen K.L.

Disciplina Riviste
Venerdì, 07 Giugno 2002 17:36

Tamminga S.

Disciplina Riviste
Venerdì, 07 Giugno 2002 17:36

Jacobsen K.L.

Disciplina Riviste
Venerdì, 07 Giugno 2002 17:36

Aghina C.

Disciplina Riviste
Venerdì, 07 Giugno 2002 17:36

De Rensis F., Marconi P.

Disciplina Riviste
Venerdì, 07 Giugno 2002 17:36

Aghina C.

Disciplina Riviste
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